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Comunicato stampa. Marino venga a vedere che succede sul lungotevere!

Il Sindaco Marino scenda dalla bicicletta e venga a vedere cosa succede sulle sponde del Tevere

Roma, 23 luglio 2013
Nella mattinata di venerdì 19 luglio, nella Capitale, si è verificato un delitto efferato di cui nessuno, o quasi, ha parlato.
Qualcuno ha tentato di bruciare vivi gli undici cani della signora Rita, clochard che staziona sotto il ponte Marconi, sul Lungotevere, e, stando a quanto riferito, architetto impiegato presso il Comune di Roma. Nove cani sono morti tra le fiamme e, nel tentativo di salvarli, la signora Rita ha riportato ustioni di terzo grado su tutto il corpo.


Allertata da una volontaria del posto, questa mattina Loredana Pronio, Presidente di Feder F.I.D.A., si è recata sul luogo della tragedia.
Appurato quanto accaduto, ha chiesto l’intervento del sindaco Marino. La presidente si è detta disposta anche ad accogliere eventuali membri dell’equipe del primo cittadino. Dal gabinetto del sindaco di Roma, però, è arrivata una sola risposta: “I responsabili dei settori competenti sono già stati avvisati”. La presidente dell’associazione animalista nazionale ha atteso invano per oltre sette ore che un rappresentante del Comune di Roma si recasse sul posto.


“Qui – dichiara Loredana Pronio, presidente di Feder F.I.D.A. - nove cani sono stati bruciati vivi e una donna è rimasta gravemente ustionata nel tentativo di salvarli.
Questa notizia non è stata riportata quasi da nessun giornale. Basta chiedere in giro per rendersi conto che nessuno conosce cosa è accaduto venerdì, nonostante questa tragedia sia una cartina al tornasole delle condizioni di degrado in cui versano le persone costrette a vivere sotto i ponti di Roma.
Oggi mi sono recata sul posto e ho atteso invano per oltre sette ore l’arrivo del sindaco. Ma non demordo, non mi arrenderò fino a quando il sindaco Ignazio Marino non verrà a vedere cosa accade sotto i ponti del Lungotevere, perché Roma è anche questo, non soltanto il Campidoglio. Non vorrei che il silenzio mediatico calato sulla vicenda sia dovuto al fatto, riferitoci da diverse persone, che una persona che lavora al Comune è costretta a vivere in queste condizioni. Intanto, una preghiera al sindaco la voglio fare: non venga in bicicletta perché qui la vedo dura riuscire ad arrivarci”.