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Lettera al Dir. Agenzia delle Entrate, Dott. Befera (spese veterinarie => redditometro di famiglie italiane?)

Egregio Dott. Befera,

Le scrivo in merito alla proposta di inserire le spese veterinarie nel redditometro delle famiglie italiane.
Mi rivolgo a Lei, Direttore, sia come Presidente della Feder F.I.D.A. Onlus (Federazione Italiana Diritti Animali), sia come cittadina intestataria di animali d’affezione e desidero portare alla Sua cortese attenzione alcune riflessioni su un tema del quale si sta discutendo molto in questi giorni.

Dalle ultime stime fatte almeno 7 milioni di famiglie italiane hanno in casa uno o più animali domestici, per un totale di circa 15 milioni tra cani e gatti. La maggior parte di essi sono stati adottati dalla strada o dai canili presenti sul nostro territorio e questo significa anche aver contribuito ad evitare che i relativi comuni di appartenenza dovessero farsi carico del loro mantenimento, come la Legge 281/91 impone.
A proposito di "Comuni" Le vorrei porre una domanda: "Se anche i Sindaci sono intestatari, per legge, di tutti i cani presenti sul proprio territorio od ospitati nei canili, secondo quali parametri si intenderà inserire la spesa per questi "animali" nel redditometro dell’amministrazione comunale?

E’ opportuno ricordare che, mentre noi ci facciamo totalmente carico di tutte le spese di mantenimento e di benessere sanitario dei nostri animali, i Comuni mantengono i loro sempre a spese NOSTRE attraverso le tasse che noi cittadini paghiamo.
L’argomento che desidero affrontare con Lei, Direttore, si riferisce alla Sua giusta ed ineccepibile volontà di combattere l’evasione fiscale, che sappiamo bene essere uno dei grandi temi da affrontare, soprattutto in un momento come questo dove l’attuale situazione economica ci chiede sacrifici.

Io credo ed a condividere questo pensiero siamo in tanti, che l’introduzione delle spese veterinarie nel nostro redditometro - unitamente alla manovra economica del 2011 (e più precisamente mi riferisco all’atto c-bis all’art 40 D.L. 98/2011, nel quale si prevede dal 2012 l’impossibilità di detrarre tali spese prima per il solo 5% ed a decorrere dal 2013 del 20%) - faccia sì che si sia a creare una ulteriore "evasione fiscale"!
La scelta sarà obbligata poiché, non potendo più godere di questa agevolazione, nessuno pretenderà che una visita veterinaria sia fatturata e pertanto potrebbe venirsi a creare, tra cittadino e veterinario, un accordo di "tacita evasione" solo che mentre il cittadino "onesto" continuerà a pagare, il veterinario inizierà o continuerà ad evadere.
Personalmente ho compreso l’esigenza di andare a verificare l’eventuale presenza dei soliti "furbetti", ma a tutt’oggi non è mai stato chiarito "come" si intenderà farlo. Mi chiedo come ed in base a quali parametri e controlli incrociati si possa eventualmente pensare di trovarsi di fronte ad un evasore se lo stesso, guadagnando 1.000 euro al mese, può permettersi il "lusso" di mantenere tre cani!
La mia richiesta, gentile Direttore, è semplicemente quella di aiutarci a comprendere meglio quanto il Suo Ufficio intenda fare, senza tutte le inutili e sterili olemiche, ma solo per capire e semmai poterci ulteriormente confrontare al fine di trovare una soluzione che mantenga la necessità di una giusta lotta all’evasione, ma che, nel frattempo, non vada a penalizzare ulteriormente chi sta già dando il proprio contributo ai Comuni, come specificato poche righe sopra.

Colgo l’occasione per anticiparLe una proposta che la Feder F.I.D.A. intenderà fare riguardo ad una fascia di evasori poco considerata.
Mi riferisco ai tanti proprietari di cani o gatti di razza NON sterilizzati, i quali sono spesso considerati un "business" dai loro “padroni. Aprendo uno dei tanti siti on line si possono agevolmente trovare annunci di cani e gatti padronali in vendita e tutto questo viene fatto totalmente "in nero".
La nostra proposta come Federazione è quella di chiedere che gli sia applicata la stessa tassa degli allevatori poiché, oltre ad evadere il fisco, sono dei concorrenti a costo zero e per quanto mi riguarda sono considerabili al pari dei trafficanti di cuccioli dall’est.

Dott. Befera, sarei molto lieta di poter avere, da parte Sua, una risposta che chiarisca a tutti quanto l’Ufficio delle Entrate intenda fare in merito alla questione "redditometro-animali", al fine di interrompere questa catena di fraintendimenti che ha creato solo tanta confusione.
Nell’attesa di un Suo gentile riscontro Voglia gradire i miei distinti saluti.

Presidente Feder F.I.D.A. onlus
Loredana Pronio