Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se decidi di continuare la navigazione, consideriamo che accetti il loro uso. Per ulteriori informazioni riguardanti anche la modalità di modifica delle impostazioni dei cookie, leggi la nostra Informativa sulla privacy

2015 schede

2015 rassegna

2015 denunciare

2015 prontuario

Dona il tuo 5x1000 a Feder F.I.D.A. Onlus
Stampa

Il trucco degli "a meno che" a favore della vivisezione per la Dir. 63/2010

emendamenti-farsa pro-vivisezione della Brambilla alla Direttiva 63/2010Gli attuali emendamenti (cioè proposte di modifica) alla Direttiva Europea n. 63/2010 "sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici", FINGONO di combattere la VIVISEZIONE.

Invece nulla cambiano perché CONTRO LA VIVISEZIONE ci sarebbe dovuta essere una presa di posizione forte da parte dell'Italia, non il solito giretto intorno al palo!

Leggete come i nostri politici ci stanno nuovamente prendendo in giro, ancora una volta a danno dei poveri animali vittime della vivisezione!


GIRA CHE TI RIGIRA E SIAMO DI NUOVO AL PUNTO DI PARTENZA!
(Dr. Adelio Maestri)

Non so se sono io che debbo iniziare dal principio ad andare a scuola, iniziando dalle elementari per imparare nuovamente il significato delle parole, la costruzione delle frasi, la sintassi, insomma l’intera Lingua Italiana nel suo insieme.
Oppure se tutto dipenda semplicemente da richieste fatte senza senso, senza aver capito cosa è stato richiesto e senza riflettere su ciò che tali richieste comportano (cioè, il NON cambiare nulla) per il recepimento in Italia della Direttiva Europea n. 63/2010.
E comincio col parlare di un concetto che forse mi è sfuggito e a cui non riesco a dare una spiegazione compiuta.

1) Il testo della direttiva in questione NON è una proposta a cui gli Stati Membri dell’Unione Europea possano apportare liberamente delle modifiche, adattandola a piacimento con regole più congeniali.
2) Se uno Stato Membro avesse voluto DAVVERO adottare misure più restrittive per questa Direttiva (contro la vivisezione - n.d.c.), tali misure avrebbero dovuto essere vigenti già prima del 9 novembre 2010 (e lo Stato Membro in questione avrebbe dovuto comunicare il relativo testo, in forma scritta, alla Commissione Europea entro il 1° gennaio 2013).
3) Quindi rimane quantomeno misterioso come si possa fare lo Stato Italiano a proporre degli "emendamenti" alla Direttiva ORA, a luglio 2013 e sempre che tali emendamenti siano davvero deliberati entro tale data, considerato che gli emendamenti devono essere approvati dal Parlamento e dal Senato Italiano e poi essere inviati alla Commissione Europea, che deve approvare a sua volta il tutto. Probabilmente i politici Italiani hanno avuto rassicurazioni che queste modifiche saranno approvate, ma sono convinto che nessuno possa garantire questo, visto che...  l'art. 2, l'art. 58 e l'art. 61 dell Direttiva 63/2010 parlano chiaro: un riesame della Direttiva NON è previsto prima del 10 novembre 2017 e nel frattempo è fissato l'obbligo di recepirla (cioè di APPLICARLA) in Italia completamente

Ecco qui i tre articoli:

Direttiva 63/2010/UE
(omissis)

Articolo 2 - Misure nazionali più rigorose

1. Nel rispetto delle disposizioni generali del TFUE, gli Stati membri possono mantenere disposizioni vigenti al 9 novembre 2010, intese ad assicurare una protezione più estesa degli animali che rientrano nell’ambito di applicazione della presente direttiva rispetto a quella prevista nella presente direttiva.
Prima del 1 o gennaio 2013, gli Stati membri informano la Commissione di tali disposizioni nazionali. La Commissione le porta all’attenzione degli altri Stati membri.
2. Quando agisce conformemente al paragrafo 1, uno Stato membro non vieta o ostacola la fornitura o l’uso di animali allevati o tenuti in un altro Stato membro in conformità della presente direttiva, né vieta o ostacola l’immissione sul mercato di prodotti derivanti dall’uso di tali animali in conformità della presente direttiva.

Articolo 58 - Riesame
La Commissione riesamina la presente direttiva entro il 10 novembre 2017, tenendo conto dei progressi nello sviluppo di metodi alternativi che non prevedono l’uso di animali, in particolare di primati non umani, e propone modifiche, se necessarie.
La Commissione, se del caso ed in consultazione con gli Stati membri e le parti interessate, effettua periodicamente riesami tematici sulla sostituzione, sulla riduzione e sul perfezionamento dell’uso degli animali nelle procedure, prestando un’attenzione specifica ai primati non umani, agli sviluppi tecnologici ed alle nuove conoscenze scientifiche ed in materia di benessere degli animali.

Articolo 61 - Attuazione
1. Gli Stati membri adottano e pubblicano entro il 10 novembre 2012 le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.
Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal 1 o gennaio 2013.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.
2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.


Superato questo primo scoglio, non posso che esprimere la mia totale contrarietà agli emendamenti proposti ora a tale Direttiva: se per una sorta di magia politica essi fossero approvati, non apporterebbero vere modifiche per la salvaguardia dei Diritti e del Benessere Animale, MA anzi darebbero ancora una volta un lasciapassare in più alla pratica della VIVI(sperimenta)zione animale.

Già in precedenza avevo aspramente criticato il famigerato art. 14 (prima art. 16) presentato dalla deputata Brambilla e trovo ancora più illogico rispolverarlo e ripresentarlo ORA, dopo che la Commissione Senatoriale lo ha approvato a maggioranza: questo è ancora una volta il sistema "Ponzio Pilato": dare una parvenza di impegno politico, ma finalizzato a non cambiare niente.
E viste le voci modificate e approvate, esprimerò qui il mio dissenso motivandolo punto per punto.

Cominciamo dalla notizia che sta girando nel web:

VIVISEZIONE, "ribaltone"in Senato: su Green Hill torna il testo Brambilla
27 Giugno 2013
"Blitz vincente degli animalisti nella commissione Politiche comunitarie del Senato: sulla vivisezione ripristinato il "testo Brambilla" della scorsa legislatura.
Ieri sera, a maggioranza, la commissione ha approvato un emendamento (riformulato) del relatore Tarquinio (Pdl) al ddl di legge di delegazione europea, che per il recepimento della direttiva 2010/63 "sulla protezione degli animali utilizzati per scopi scientifici" raccoglie le sollecitazioni provenienti dai gruppi politici e ristabilisce, con alcuni approfondimenti, il testo dell'ex art.14 della comunitaria 2011, scritto nella scorsa legislatura dall'ex ministro Michela Vittoria Brambilla e decaduto quando il Parlamento è stato sciolto. Viene dunque superato il recente parere della commissione Sanità, torna la norma "anti-green Hill" (cioè il divieto di allevare sul territorio nazionale cani, gatti e primati destinati ai laboratori), torna l'obbligo di utilizzare l'anestesia e l'analgesia per tutti gli esperimenti che causano dolore (eccetto i test su anestetici e analgesici). Una quota dei fondi italiani ed europei sarà finalizzata alla ricerca sui metodi alternativi, da incoraggiare con opportuni provvedimenti. A tale scopo saranno destinati anche i proventi delle sanzioni. E' introdotto il divieto di utilizzare gli animali "per gli esperimenti bellici, per gli xenotrapianti e per le ricerche su sostanze d'abuso, negli ambiti sperimentali e di esercitazioni didattiche ad eccezione dell'alta formazione dei medici e dei veterinari". Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, intervenuta in commissione, ha dato parere favorevole e conformemente si è espresso il ministro degli Affari europei. Decisiva è stata la riunione informale che ha preceduto la seduta, alla quale hanno partecipato, oltre al relatore Tarquinio, il ministro Lorenzin con il suo staff, lo staff del ministro Moavero, l'on. Brambilla, la senatrice Silvana Amati (Pd) e la senatrice Manuela Repetti (Pdl). In sostanza, è stata un'iniziativa che ha coinvolto parlamentari dei maggiori schieramenti. Il disegno di legge andrà in aula il 2 luglio".

A leggere sembra tutto bellissimo, MA la verità è ben altra.
Ecco l'ultima versione dell'emendamento smascherata PUNTO PER PUNTO, comma per comma:

1) Dopo l’articolo 9 (della Direttiva n. 63/2010), inserire il seguente: (Art. 9-bis) Nell’esercizio della delega per l’attuazione della direttiva 2010/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2010, sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, il Governo è tenuto a seguire, oltre ai principi e criteri direttivi di cui all’articolo 1, comma 1, anche i seguenti principi e criteri specifici:
a)  formare personale esperto nella sostituzione degli animali con metodi in vitro e nel miglioramento delle condizioni sperimentali secondo il principio della sostituzione, della riduzione e del perfezionamento;

Secondo quanto scritto nel precedente punto a), si formerà personale esperto in metodi in vitro, ma "esperto" secondo i principi di Ricerca detti delle "3R" e cioè utilizzando ancora animali! Ma come può essere formato un personale destinato a sviluppare metodi sostitutivi (alternativi), se tale personale utilizzerà per i Test ancora gli animali, sia pur in riduzione? Che strano e nuovo sistema è questo: gli Animali soffriranno e moriranno ancora per... far imparare a essere sostituti?!

b) orientare la ricerca all’impiego di metodi alternativi;

Orientare? Ma non era meglio dire "obbligare"? Cosa vuol dire orientare?? Semplicemente è come dire "SEMPRE CHE TU RICERCATORE LO VOGLIA, puoi!"
Questo punto b) non ha proprio alcun valore di cambiamento teso a cambiare il sistema di ricerca in favore degli animali, si limita soltanto a ricopiare quello che la U.E. ha voluto fissare nella Direttiva, non è un obbligo limitato da una data a cui si devono assoggettare i ricercatori, ma SOLO un suggerimento e nulla più... E così si continua a dare carta bianca a chi fa sperimentazione sugli animali!

c) vietare l'utilizzo di primati, cani, gatti ed esemplari di specie in via d'estinzione a meno che non si tratti di ricerche finalizzate alla salute dell'uomo o delle specie coinvolte, condotte in conformità ai principi della direttiva 2010/63/UE, previa autorizzazione del Ministero della salute, sentito il Consiglio superiore di sanità;

Questo lo trovo paradossale!
E' vetato utilizzare Primati, Cani, Gatti e Animali a rischio estinzione A MENO CHE non si tratti di ricerche finalizzate "alla salute dell’uomo"??
Ma scusate: i test per i farmaci, cure e dispositivi medici, cosa sono ? Non sono finalizzati alla salute dell’uomo? E allora cosa cambia? NULLA! Gli Animali descritti saranno utilizzati nello stesso modo di prima e qualora fossero richiesti test particolari, basterà usare la deroga "finalizzata alla salute dell’uomo" e tutto procederà come prima!

d) vietare gli esperimenti e le procedure che non prevedono anestesia o analgesia, qualora esse comportino dolore all’animale, ad eccezione dei casi di sperimentazione di anestetici o di analgesici;

Continuo a ripetere che l’anestesia, o analgesia, non è la soluzione per il dolore e lo stess subìto dall’Animale.
E se il ricercatore chiede una deroga per esperimenti neurologia, odontoiatria, etc.? D'altro canto molte procedure sperimentali non potrebbero essere eseguite se l'Animale non fosse sotto anestesia - provate a pensare a un intervento di microchirurgia eseguito su un animale sveglio, sarebbe impossibile per la reazione e il movimento del povero animale stesso.
Un SOLO concetto dovrebbe rimanere e sostenere tutta l’impalcatura dell’antivivisezione: ABOLIZIONE!
Non forme palliative e di copertura della realtà.

e) stabilire che la generazione di ceppi di animali geneticamente modificati deve tener conto della valutazione del rapporto tra danno e beneficio, dell'effettiva necessità della manipolazione, del possibile impatto che potrebbe avere sul benessere degli animali valutando i potenziali rischi per la salute umana, animale e l'ambiente;

E chi stabilisce la percentuale tra danno e beneficio? I ricercatori? Le commissioni di controllo che si "autocontrollano"? Ogni sperimentazione, secondo il giudizio di quei ricercatori pro-vivisezione, sarà finalizzata a un "beneficio", sicuramente mai a grossi rischi - tanto se poi va male, pazienza, ci avranno provato, no?!

f) vietare l'utilizzo di animali, per gli esperimenti bellici, per gli xenotrapianti e per le ricerche su sostanze d’abuso, negli ambiti sperimentali e di esercitazioni didattiche ad eccezione dell’alta formazione dei medici e dei veterinari;

Quindi i Centri come Avantea Cremona chiuderanno i battenti? Gli xenotrapianti continuano a imperversare e sempre in maggiore numero e allora era sicuramente migliore la scelta di proibire gli Animali transonici, in modo che i ricercatori potessero fare riferimento e gettarsi a capofitto sull’impiego dei metodi sostitutivi (alternativi), visto e considerato che i test fatti su Animali "normali" continuano ad ottenere solo insuccessi.

g) vietare l’allevamento nel territorio nazionali di cani, gatti e primati non umani destinati alla sperimentazione;

Altra regola-paradosso! Sicuramente con questa si è voluto evitare che in futuro in Italia esistano allevamenti di Cani, Gatti e Primati, MA a parte che nel nostro non esistono allevamenti di queste specie se finalizzate ai fini sperimentali sul territorio, ma in agggiunta come la mettiamo per gli allevamenti di Topi, Ratti, Conigli? Potranno comunque esistere anche in futuro?!
E poi ecco la contraddizione magistrale: come mai non è stato previsto il divieto assoluto di IMPORTAZIONE E VENDITA per i Primati destinati ai laboratori di ricerca e case farmaceutiche?
Vuol dire che Harlan, Charles River etc. continueranno a perseguire il loro sporchi traffici impunemente? Vuol dire che in futuro chi vorrà creare una azienda di import e vendita di Animali, potrà farlo tranquillamente! Perché la Direttiva prevede il ruolo di "ditta fornitrice", quindi "importazione e vendita"!

h) definire un quadro sanzionatorio appropriato e tale da risultare effettivo, proporzionato e dissuasivo” anche tenendo conto del titolo IX bis del codice penale;

Non sapevo che si creassero sanzioni che poi "non siano effettive"!
Forse si voleva sottintendere che le sanzioni saranno applicate in totale? Proporzionate a cosa?? Al valore intrinseco dell’Animale? A quello morale? Oppure alla gravità dell’infrazione? Oppure si applicano le sanzioni in base al concetto: "ma tanto è solo un Animale"?!

i) destinare le risorse finanziarie derivanti dall’applicazione del criterio di cui alla lettera h, allo sviluppo di approcci alternativi idonei a fornire lo stesso livello o un livello di informazioni di quello ottenuto nelle procedure che usano animali, ma che non prevedono l’uso di animali o utilizzino un numero minore di animali o che comportino procedure meno dolorose.

Che magnifico giro di parole, legato perfettamente al punto a) e solo per destinare i proventi delle sanzioni pecuniarie (insomma, delle multe) alle procedure che utilizzano un numero minore di Animali, o a quelle meno dolorose. Magnifico concetto. Nemmeno queste risorse, in pratica, saranno destinate al sostenere l'utilizzo di tecniche che NON prevedano i test sugli Animali. Grandissima soluzione, non c’è che dire!!!!

j) destinare annualmente, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, una quota dei fondi nazionali ed europei alla ricerca per lo sviluppo e la convalida di metodi sostitutivi, a corsi periodici di formazione ed aggiornamento e per gli operatori degli stabilimenti autorizzati nonché adottare tutte le misure ritenute opportune al fine di incoraggiare la ricerca in questo settore con l’obbligo per l’autorità competente di comunicare, tramite la banca dei dati nazionali, il recepimento dei metodi alternativi e sostitutivi.

MA bene!!
Cioé: dopo il 30% e poi il 10% da destinare a studi e ricerche sui metodi sostitutivi (alternativi), si è ora passati a una IMPRECISATA quota da destinare a tale scopo!!! Quindi questi studi saranno alla mercè del buon cuore del legislatore. Prima si finanzieranno le ricerche solite della vivisezione, poi SE avanzeranno denari, li daremo ai metodi sostitutivi (alternativi). Ma che bella storiella!!
Con la continua "fame" dei vivisettori e il loro continuo pianto sulla mancanza di fondi per la ricerca vivisettrice, si pensa veramente di dare in questo modo-farsa dei finanziamenti SERI ai metodi sostitutivi (alternativi)? Questa è una nuova fiaba? E Come si intitola??

2) Dall'attuazione dei principi e criteri direttivi di cui al comma 1, il Governo è tenuto a rispettare gli obblighi che derivano da legislazioni o farmacopee nazionali europee o internazionali».

Quindi mi chiedo: ma perché presentare degli emendamenti, se poi gli stessi precisano che il Governo dovrà sottostare alle legislazioni Europee e Internazionali?
E cioè che in pratica NON si potranno prevedibilmente attuare modifiche alla Direttiva? Ci prendete tutti in giro??

3) Dall'attuazione dei principi e criteri direttivi di cui al presente articolo, non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Nessun impegno rivolto al Governo perché si cambino le attuali considerazioni finanziarie!!
Prima "1" era destinato alla ricerca "abituale" e 0 ai metodi sostitutivi (alternativi), ora con questi emendamenti NON CAMBIA NULLA, avanti con la vivisezione!!!

Conclusioni

Ritengo che il voler presentare degli emendamenti alla direttiva europea 63/2010 avrebbe dovuto essere una presa di posizione forte, da iniziare con un chiaro NO alla sperimentazione animale, o almeno con emendamenti che stabilissero obblighi veri, proposte serie e finalizzate al miglioramento della attuale situazione, emendamenti fatti con competenza in un campo che è reso difficile dal non voler veramente cambiare.
I suggerimenti, i bisbigli fatti agli orecchi e le nebulose normative, trovano il tempo che trovano: per cambiare ci vuole coraggio, iniziativa e conoscenza, altrimenti tutto è e rimane il solito giretto intorno al palo, nulla di più.

Se veramente si vuole considerare che gli Animali, come gli Umani, sono Esseri senzienti che provano dolore e sofferenze inaudite nella pratica della sperimentazione Animale, cominci anche la Politica a dare segnali forti e decisi per definire questa pratica obsoleta e fuori dal tempo.
E’ inutile gettare zucchero sulla sofferenza e sulla morte di Esseri Viventi: esse non diventano più "dolci".