Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se decidi di continuare la navigazione, consideriamo che accetti il loro uso. Per ulteriori informazioni riguardanti anche la modalità di modifica delle impostazioni dei cookie, leggi la nostra Informativa sulla privacy

2015 schede

2015 rassegna

2015 denunciare

2015 prontuario

Dona il tuo 5x1000 a Feder F.I.D.A. Onlus
Stampa

Condanna per la vedova Parrelli

Due mesi di reclusione per abbandono di animali, mentre l’uccisione dei cuccioli non è stata provata. Si è concluso così il processo a carico di Pina Lacerenza, la vedova del veterinario Giuseppe Parrelli, nonché titolare dell’omonimo canile sulla via Prenestina, aperto nei lontani anni Sessanta e da sempre nel mirino della associazioni animaliste. L’anziana signora ultranoventenne, al momento della lettura del verdetto, non era presente nell’aula della VII sezione del tribunale, a piazzale Clodio.

Le accuse

A suscitare l’interesse della Procura era stato in particolare un audio registrato oltre cinque anni fa, pubblicato dal Corriere e finito negli atti del procedimento . «Ogni cane morto è uno di meno», «Dobbiamo sopprimerli, è pronta la siringa?», «Quanto mi piacerebbe che morissero!» diceva l’imputata. Nel fascicolo è finita anche la fotografia di una zampa canina con un’unghia lunga una decina di centimetri, segno lampante di incuria da parte degli operatori. E proprio per le condotte gravemente omissive nella cura dei quattro zampe, ai sensi dell’articolo 727 del codice penale («Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro»), è scattata la condanna sia della vedova Parrelli sia dei due lavoranti romeni (una coppia, marito e moglie).

Il video choc