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Le sentenze della Corte di Cassazione "fanno legge"?

ItaliaPrima di tutto, una premessa.

In Italia vige il cosiddetto "civil law" (differente dal "common law", valido per esempio in Inghilterra), ovvero: le sentenze (se non quelle della Corte Costituzionale, la sola che può abrogare le leggi vigenti, spiegandone i perché e il come) non possono valere come leggi.

Le leggi in quanto tali son solo quelle promulgate dal Parlamento e che, per loro stessa natura, presentano una valenza astratta e generale: sono lo strumento da utilizzare per regolare gli avvenimenti a venire.
Una sentenza, invece, è l'applicazione di tali leggi a un fatto concreto: essa analizza un fatto avvenuto e valuta se ad esso sono applicabili una o più norme di legge.
Quindi si potrebbe dire che una sentenza della Corte di Cassazione non può valere come "legge",

Ma...

Nel caso delle sentenze della Suprema Corte di Cassazione, parliamo dell'elemento di punta del nostro sistema giurisdizionale italiano e, seppur in misura differente, le sue sentenze (o "pronunce") restano fonti autorevoli che si possono citare davanti a un giudice.
Questo non significa che il giudice sarà costretto ad applicarle nel caso contingente, ma è molto probabile che egli ne terrà conto perché è consapevole che il suo ignorarle a prescindere, porterebbe in seguito le parti in causa a fare un nuovo al ricorso, per finire così (di nuovo) di fronte alla Cassazione.

Che cosa genera "differenza di autorevolezza" tra le sentenze della Cassazione?

Il modo in cui la sentenza è espressa:

  1. Se a emettere una sentenza è una specifica sezione della Cassazione (esistono sezioni civili e penali), restiamo nel caso delle sentenze "standard".
  2. Se però a pronunciarsi su un dato fatto è la Corte di Cassazione a Sezione Unite, in quel caso essa svolge funzione di "nomofilachia" (uniforma il Diritto) e quindi, in sostanza, dice alle altre autorità giurisdizionali come andrà applicata una certa norma di legge da quel momento in poi. Se esiste una sentenza a noi favorevole pronunciata dalla Cassazione a "Sezioni Unite" su un caso identico al nostro, avremo per così dire le spalle coperte perché QUELLA specifica applicazione della norma di legge citata, fa ormai testo esattamente come è anche per i casi futuri - quindi anche nel nostro caso.
    Nella parte inziale del testo ufficiale delle sentenze è sempre indicato in nome della /delle sezioni che si sono pronunciate.

Oppure

  1. Dovremo avere il caso di sentenze della Cassazione pronunciate sì da specifiche sezioni, ma emesse a maggioranza (in sintesi: TANTE sentenze che applicano una data legge sempre nello stesso modo; così come può succedere anche per il TAR).
    L'aver applicato una norma in quel dato modo tante e tante volte, rende "legge" tale applicazione e come tale essa varrà dunque anche per i casi futuri.