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Tutela incolumità pubblica da aggressione di cani: ordinanze e peculiarità

Il Ministero della Salute nel 2006 ha emesso un'Ordinanza piuttosto famosa concernente la "tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione di cani", nella quale sono stati presi in considerazione aspetti, prevenzioni e modalità di gestione di cani che, in seguito a cattiva educazione da parte dei padroni, oppure a inselvaticamento di randagi (causato molto spesso dall'indifferenza di Comuni e Asl), si dimostrino motivo di preoccupazione per l'incolumità dei cittadini.

La validità delle Ordinanze ministeriale non è infinita: è necessario rinnovarle e infatti l'ordinanza in questione è stata prima modificata nel 2009, poi è stata estesa dall'ordinanza del 22 marzo 2011, integrata da quella del 4 agosto 2011 e, infine, riconfermata nei suoi concetti con la recente Ordinanza del Ministero della Salute "concernente la tutela dell'incolumità pubblica da aggressioni di cani" di agosto 2013 (che suggeriamo di leggere a parte per tutti gli aggiornamenti del caso).

Quali sono alcuni degli argomenti?

A) Interventi chirurgici nei cani

  • Eliminate le eccezioni alla caudotomia per motivi di standard-FCI (Federazione Cinologica Internazionale).
  • Tutte le mutilazioni sono disciplinate dall'art. 10 della storica Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, ratificata dalla L. 201/2010: gli interventi chirurgici destinati a modificare l'aspetto di un animale da compagnia, o comunque finalizzati a scopi non curativi, sono vietati. In particolare: taglio della coda; taglio delle orecchie; recisione delle corde vocali; esportazione di unghie e denti.
  • Uniche eccezioni previste:
    a) interventi non curativi considerati però necessari da un veterinario per motivi di medicina veterinaria, o nell'interesse dell'animale;
    b) interventi non curativi atuati per impedire la riproduzione.
  • Sono mantenute in vigore le finalità curative e le modalità conservative degli interventi chirurgici destinati a trasformare la morfologia di un animale certificate da un medico veterinario.
  • Al di fuori di quanto suddetto, le violazioni sono da considerarsi maltrattamento animale (art. 544ter del C. Penale).

B) Divieto d'esposizione

  • Oltre a vendita e commercializzazione, è vietata l'esposizione di animali sottoposti a interventi chirurgici eseguiti in violazione della suddetta Convenzione Europea.

C) Responsabile scientifico per i percorsi formativi

  • Introdotta la figura del "responsabile scientifico" per percorsi formativi destinati a detentori e proprietari di cani (allo scopo di prevenire i rischi di aggressione e morsicatura, acquisire migliori conoscenze sul cane, stabilire con lui una relazione corretta). Il responsabile scientifico è scelto dai singoli Comuni, sulla base del parere del servizio veterinario ufficiale, tra i medici veterinari esperti in comportamento animale (o formati dal Centro di referenza nazionale per la formazione in sanità pubblica veterinaria, sito presso l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna).

D) Obbligo di frequenza dei percorsi formativi per proprietari di cani

  • Tali propriateri saranno individuati in base alle indicazioni dei servizi veterinari a seguito di episodi di morsicatura e/o aggressione e/o sulla base di criteri di rischio.

E) Percorsi formativi facoltativi finalizzati al rilascio del "patentino"

  • I percorsi saranno organizzati da parte dei comuni congiuntamente con le aziende sanitarie locali (che a loro volta possono avvalersi dell'aiuto di: ordini professionali dei medici veterinari, facoltà di medicina veterinaria, associazioni veterinarie, associazioni di protezione degli animali)