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PESCARA - Reg. del 5 aprile 2004 (Reg. comunale tutela animali)

Pescara(Atto di Consiglio Comunale n.226 del 27.10.2003, poi modificato con delibera di Consiglio n. 89 del 05.04.2004)

Titolo I - I PRINCIPI

Art. 1 - Profili istituzionali
1. Il Comune di Pescara, nell’ambito dei principi e indirizzi fissati dalle Leggi, promuove la cura e la presenza nel proprio territorio degli animali, quale elemento fondamentale e indispensabile dell’ambiente.

2. Il Comune riconosce alle specie animali non umane diritto ad un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche/etologiche.
3. La città di Pescara, comunità portatrice di elevati valori di cultura e civiltà, individua nella tutela degli animali uno strumento finalizzato al rispetto ed alla tolleranza verso tutti gli esseri viventi e in particolare verso le specie più deboli.
4. Al fine di favorire la corretta convivenza fra uomo e animali e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente, il Comune promuove e sostiene iniziative e interventi rivolti alla conservazione degli ecosistemi, degli equilibri ecologici che interessano le popolazioni animali ivi previste.
5. Le modifiche degli assetti del territorio dovranno tener conto anche degli habitat acui gli animali sono legati per la loro esistenza.

Art. 2 - Valori etici e culturali
1. Il Comune di Pescara, in base all’art. 2 della Costituzione della Repubblica Italiana, riconosce la libertà di ogni cittadino di esercitare, in modo singolo o associato, leattività connesse con l’accudimento e la cura degli animali, quale mezzo che concorre allo sviluppo della personalità e in grado di attenuare le difficoltà espressive e di socializzazione, soprattutto nelle fasi dell’infanzia e della vecchiaia.
2. Il Comune di Pescara opera affinché sia promosso nel sistema educativo dell’intera popolazione, e soprattutto in quello rivolto all’infanzia, il rispetto degli animali e il principio della corretta convivenza con gli stessi.
3. Il Comune di Pescara valorizza la tradizione e la cultura animalista della città ed incoraggia le forme espressive che attengono al rispetto e alla difesa degli animali.

Art. 3 - Competenze del Sindaco
1. Il Sindaco, sulla base del dettato degli artt. 823 e 826 del Codice Civile, esercita la tutela delle specie animali presenti allo stato libero nel territorio comunale.
2. In particolare, in applicazione della Legge 11/2/1992 n° 157, il Sindaco esercita lacura e la tutela delle specie di mammiferi ed uccelli che vivono stabilmente o temporaneamente allo stato libero nel territorio comunale.
3. Il Sindaco, nell’ambito delle leggi vigenti, esercita il diritto di proprietà verso le specie animali escluse dall’elenco di quelle cacciabili, presenti stabilmente o temporaneamente allo stato libero nel territorio del Comune.
4. Al Sindaco, in base al D.P.R. 31 marzo 1979, spetta la vigilanza sulla osservanza delle leggi e delle norme relative alla protezione degli animali, nonché l’attuazione delle disposizioni previste nel presente regolamento anche mediante l’adozione di specifici provvedimenti applicativi.

Art. 4 - Tutela degli animali
1. Il Comune riconosce validità etica e morale a tutte le forme di pensiero che sirichiamano al dovere del rispetto e della promozione di iniziative per lasopravvivenza delle specie animali.
2. Il Comune, in base alla L. 281/91 ed alla L.R. 86/99, promuove e disciplina la tuteladegli animali da affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, imaltrattamenti ed il loro abbandono.
3. Il Comune si adopera altresì a diffondere e promuovere massimamente quellegaranzie giuridiche attribuite agli animali dalle leggi dello Stato.
4. Il Comune condanna e persegue ogni manifestazione di maltrattamento, violenza esevizie verso tutte le specie animali.

Titolo II - DEFINIZIONI ED AMBITO DI APPLICAZIONE

Art. 5 - Definizioni
1. La definizione generica di animale, quando non esattamente specificata, di cui alpresente regolamento, si applica a tutte le tipologie e razze di animali da affezionedi cui alla L. 14 agosto 1991 n° 281, e a tutte le specie di vertebrati ed invertebrati,tenuti in qualsiasi modo e a qualsiasi titolo, anche in stato di libertà o semilibertà.
2. La definizione generica di animale si applica inoltre, nell’interesse della comunitàlocale, nazionale e internazionale, a tutte le specie selvatiche di vertebrati edinvertebrati, fatte salve le specie il cui prelievo è comunque regolato dalle leggivigenti, in virtù della normativa nazionale e regionale, e quindi comprese nelPatrimonio Indisponibile dello Stato, come specificato dall’art. 826 del Codice Civile e dagli artt. 1 e 2 della Legge 11 febbraio 1992 n° 157.

Art. 6 - Ambito di applicazione
1. Le norme di cui al presente regolamento riguardano tutte le specie animali che sitrovano o dimorano, stabilmente o temporaneamente, nel territorio comunale diPescara.
2. Le norme previste dai successivi articoli 8, 9 e 10 (detenzione di animali,maltrattamento di animali e cattura, detenzione e commercio di fauna selvaticaautoctona) devono comunque considerarsi valide per qualsiasi animale, comedefinito al comma 1 del precedente articolo 5.

Art. 7- Esclusioni.
1. Le norme di cui al presente regolamento non si applicano:
a) alle attività economiche inerenti l’allevamento di animali o ad esso connesse; b) alle specie selvatiche di vertebrati e invertebrati il cui prelievo è regolato daspecifiche disposizioni nazionali e regionali, in particolare riguardantil’esercizio della caccia e della pesca;c) alla detenzione di volatili ad uso venatorio, sempre che la detenzione stessasia autorizzata ai sensi e per gli effetti della normativa vigente sulla caccia.d) alle attività di disinfestazione e derattizzazione.

Titolo III - DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 8 - Detenzione di animali
1. Chi tiene un animale dovrà averne cura e rispettare le norme dettate per la suatutela.
2. Gli animali, di proprietà o a qualsiasi titolo detenuti, dovranno essere fatti visitare damedici veterinari ogni qualvolta il loro stato di salute lo renda necessario.
3. I proprietari, o detentori a qualsiasi titolo, di animali, dovranno accudirli e alimentarlisecondo la specie e la razza alla quale appartengono.
4. A tutti gli animali di proprietà, o tenuti a qualsiasi titolo, dovrà essere garantitacostantemente la possibilità di soddisfare le proprie fondamentali esigenze, relativealle loro caratteristiche anatomiche, fisiologiche e comportamentali.
5. E’ vietato tenere cani ed altri animali all’esterno sprovvisti di un idoneo riparo. Inparticolare la cuccia dovrà essere adeguata alle dimensioni dell’animale,sufficientemente coibentata e dovrà avere il tetto impermeabilizzato; dovrà esserechiusa su tre lati ed essere rialzata da terra e al di sopra dovrà essere dispostaun’adeguata copertura; non dovrà, infine, essere umida, né posta in luoghi soggettia ristagni d’acqua, ovvero in ambienti che possano risultare nocivi per la salutedell’animale.

Art. 9 - Maltrattamento di animali.
1. E’ vietato mettere in atto qualsiasi maltrattamento o comportamento lesivo neiconfronti degli animali e che contrasti con le vigenti disposizioni.
2. E’ vietato tenere gli animali in spazi angusti e/o privi dell’acqua e del cibonecessario o sottoporli a rigori climatici tali da nuocere alla loro salute.
3. E’ vietato tenere animali in isolamento e/o condizioni di impossibile controlloquotidiano del loro stato di salute o privarli dei necessari contatti sociali tipici dellaloro specie.
4. E’ vietato tenere animali in terrazze o balconi per più di otto ore giornaliere, isolarliin rimesse o cantine oppure segregarli in contenitori o scatole, anche se posteall’interno dell’appartamento.
5. Le terrazze o balconi di cui al precedente comma 4 devono in ogni caso essere talida poter garantire il benessere psico-fisico dell’animale che ospitano.
6. E’ vietato detenere animali in gabbia ad eccezione di casi di trasporto e di ricoveroper cure e ad eccezione di uccelli e piccoli roditori.
7. E’ vietato addestrare animali ricorrendo a violenze, percosse o costrizione fisica inambienti inadatti (angusti o poveri di stimoli) che impediscono all’animale dimanifestare i comportamenti tipici della specie.
8. E’ vietato ricorrere all’addestramento di animali appartenenti a specie selvatiche.
9. E’ vietato utilizzare animali per il pubblico divertimento in contrasto alla normativavigente ed in particolare a scopo di scommesse e combattimenti tra animali.
10. Viene vietata su tutto il territorio comunale la vendita di animali coloratiartificialmente.
11. E’ vietato trasportare o detenere animali, per qualsiasi periodo di tempo, chiusi neicofani posteriori delle auto.
12. E’ vietato trasportare animali in condizioni e con mezzi tali da procurare lorosofferenza, ferite o danni fisici anche temporanei; gli appositi contenitori dovrannoconsentire la stazione eretta, ovvero la possibilità di sdraiarsi e rigirarsi.
13. E’ vietato lasciare gli animali, sia pure per brevi spazi di tempo, nell’abitacolo delleauto in sosta anche temporanea.
14. E’ vietato condurre animali a guinzaglio tramite mezzi di locomozione in movimento.
15. E’ vietato qualsiasi intervento chirurgico sugli animali a fini esclusivamente estetici.

Art. 10 - Cattura, detenzione e commercio di fauna selvatica autoctona.
1. E’ fatto divieto sul territorio comunale di molestare, catturare, detenere ecommerciare le specie appartenenti alla fauna autoctona, fatto salvo quantostabilito dalle leggi vigenti che disciplinano l’esercizio della caccia, della pesca edelle normative sanitarie.
2. In particolare sono sottoposte a speciale tutela sul territorio comunale, per la loroprogressiva rarefazione, tutte le specie di Anfibi e Rettili, sia che si tratti di individuiadulti che di uova o larve ed i microhabitat specifici a cui esse risultano legate per lasopravvivenza; in particolare sono quindi protette le zone umide riproduttive deglianfibi, in tutte le loro forme e tipologie.

Art. 11 - Abbandono di animali.
1. E’ severamente vietato abbandonare qualsiasi tipo di animali, sia domestici cheselvatici, sia appartenenti alla fauna autoctona o esotica, in qualunque parte delterritorio comunale, compresi giardini, parchi e qualsiasi tipologia di corpo idrico.
2. E’ fatta salva la liberazione in ambienti adatti di individui appartenenti alle specie difauna autoctona provenienti da Centri di Recupero autorizzati ai sensi delle vigentileggi.

Art. 12 - Avvelenamento di animali.
1. E’ severamente proibito a chiunque spargere o depositare in qualsiasi modo, esotto qualsiasi forma, su tutto il territorio comunale, alimenti contaminati dasostanze velenose in luoghi ai quali possano accedere animali, escludendo leoperazioni di derattizzazione e disinfestazione, che devono comunque essereeseguite con modalità tali da non interessare e nuocere in alcun modo ad altrespecie animali.
2. I medici veterinari, privati o operanti all’interno dell’Azienda Sanitaria Locale, sonoobbligati a segnalare all’Amministrazione tutti i casi di avvelenamento di animali dicui vengano a conoscenza. In detta segnalazione dovranno essere indicati il tipo diveleno usato e la zona in cui gli avvelenamenti si sono verificati.
3. Qualora si verificassero casi di avvelenamento nelle aree extraurbane o nelle zonedestinate a ripopolamento e cattura, il Sindaco, ai fini della tutela della salutepubblica e dell’ambiente, potrà emanare provvedimenti di limitazione dell’attivitàvenatoria e/o delle altre attività ad essa collegate.

Art. 13 - Attraversamento di animali, rallentatori di traffico, barriere antiattraversamento,sottopassaggi e cartellonistica.
1. Nei punti delle sedi stradali dove sia stato rilevato un frequente attraversamento dianimali, potranno essere installati, a cura degli uffici competenti, degli idoneirallentatori di traffico o dissuasori di velicità.
2. In dette zone potrà essere installata anche apposita cartellonistica per segnalarel’attraversamento di animali che dovrà indicare, con apposita figura stilizzata, laspecie di volta in volta interessata ai singoli attraversamenti.
3. Nel caso in cui sia richiesto per le caratteristiche delle specie interessateall’attraversamento, sarà necessario predisporre appositi attraversamentisotterranei atti a facilitare il passaggio di tali animali sotto la strada econtemporaneamente barriere antiattraversamento stradale per impedire l’accessodegli stessi sulla carreggiata.
4. La cartellonistica di cui al comma 2 del presente articolo potrà essere installataanche nei luoghi dove si verificano gli attraversamenti di cui al comma precedente.

Art. 14 - Accesso degli animali sui servizi di trasporto pubblico.
1. E’ consentito l’accesso degli animali su tutti i mezzi di trasporto pubblico operantinel Comune di Pescara nei limiti di quanto previsto dal regolamento per l’utilizzo deimezzi di trasposto pubblico redatto dall’Azienda incaricata del servizio e di quantoprevisto dalle leggi nazionali.
2. L’animale dovrà in ogni caso essere accompagnato dal padrone o detentore aqualsiasi titolo; per i cani è obbligatorio l’uso del guinzaglio e della museruola.
3. Il proprietario, o detentore a qualsiasi titolo, che conduce animali sui mezzi ditrasporto pubblico dovrà aver cura che gli stessi non sporchino o creino disturbo odanno alcuno agli altri passeggeri o alla vettura.
4. Non potranno essere trasportati sui mezzi di trasporto pubblico animali appartenentia specie selvatiche di comprovata pericolosità.
5. Nel caso specifico del trasporto pubblico su taxi, i conducenti degli stessi hanno lafacoltà, tramite preventiva comunicazione telefonica, di rifiutare il trasporto dianimali di grossa taglia; quelli di piccola taglia, quali ad esempio gatti e piccoli cani,sono ammessi al trasporto.

Art. 15 - Divieto di accattonaggio con cuccioli o animali non in buono stato di salute o maltrattati.
1. E’ fatto assoluto divieto di utilizzare animali con cuccioli lattanti o cuccioli dasvezzare, animali non in buono stato di salute o comunque costretti in evidenticondizioni di maltrattamento, per la pratica dell’accattonaggio.
2. Gli animali rinvenuti nelle suddette circostanze saranno sequestrati a cura degliorgani di vigilanza e quelli domestici ricoverati presso il Canile Municipale.

Art. 16 - Divieto di offrire animali in premio, vincita, oppure omaggio.
1. E’ fatto assoluto divieto su tutto il territorio comunale di offrire animali, sia cuccioliche adulti, in premio o vincita di giochi o in omaggio ovvero per la promozione diattività commerciali o imprenditoriali.
2. La norma di cui al punto precedente non si applica alle Associazioni animaliste eambientaliste (regolarmente iscritte al registro del volontariato e/o all’Albo regionaleovvero degli enti giuridici) e nell’ambito delle iniziative a scopo di adozione.
3. Nei confronti dei soggetti che contravvengono alla suddetta disposizione, vienedisposta la chiusura o la sospensione dell’attività per l’intera giornata, oltreall’applicazione della sanzione amministrativa di cui al presente regolamento.

Art. 17 - Esposizione di animali.
1. E’ fatto divieto agli esercizi commerciali fissi di esporre al pubblico, per più di dueore giornaliere, animali in gabbie, recinti, vetrine o con altre modalità (ad esclusionedei volatili, di cui al successivo comma 3). Al fine di consentire la vigilanza sulrispetto di tale divieto l’esercente affigge un apposito avviso, ben visibiledall’esterno, in cui vengono indicati gli orari di esposizione. Il divieto viene meno nelcaso in cui agli animali venga garantito uno spazio adeguato rapportato alle lorodimensioni.
2. Gli animali in esposizione, detenuti all’interno o all’esterno dell’eserciziocommerciale per il tempo consentito, dovranno essere sempre riparati dal sole,oltre ad essere provvisti di acqua e di cibo.
3. L’esposizione di volatili all’esterno o all’interno degli esercizi commerciali fissi deveessere effettuata avendo cura che gli stessi siano riparati dal sole e dalleintemperie, oltre ad essere provvisti di cibo ed acqua, e siano collocati in gabbie lecui misure rispettino le prescrizioni del successivo art. 35 del presente regolamento.
4. Le attività commerciali ambulanti ed occasionali, inerenti la vendita e/ol’esposizione di animali, hanno l’obbligo di tenere gli stessi in esposizione per nonpiù di cinque ore giornaliere, protetti dal sole e dalle intemperie, fornendo loro il ciboe l’acqua necessari; nel caso che l’attività riguardi i volatili valgono anche ledisposizioni di cui al successivo art. 35 relativo alle dimensioni delle gabbie.Nei confronti dei soggetti che contravvengono alle disposizioni di cui al comma 4 del presente articolo, viene disposta la chiusura o la sospensione dell’attività perl’intera giornata, oltre all’applicazione della sanzione amministrativa di cui alpresente regolamento.

Art. 18 - Divieto di spettacoli e intrattenimenti con l’utilizzo di animali.
E’ vietata, su tutto il territorio comunale, qualsiasi forma di spettacolo o di intrattenimentopubblico o privato, effettuato a scopo di lucro, che contempli, in maniera totale oppureparziale, l’utilizzo di animali, sia appartenenti a specie domestiche che selvatiche.
1. E’ vietata altresì qualsiasi forma di addestramento di animali finalizzata alle attivitàdi cui al presente articolo.
2. Nei confronti dei soggetti che contravvengono alle disposizioni di cui al comma 1del presente articolo, nel caso si tratti di forme di spettacolo o di intrattenimentopubblico, viene disposta la chiusura o la sospensione dell’attività per l’interagiornata, oltre all’applicazione della sanzione amministrativa di cui al presenteregolamento.

Titolo IV - CANI

Art. 19 - Attività motoria e rapporti sociali.
1. Chi tiene un cane dovrà provvedere a consentirgli, ogni giorno, l’opportuna attività motoria.
2. I cani tenuti in appartamento devono poter effettuare regolari uscite giornaliere.
3. I cani custoditi in recinto devono poter effettuare almeno due uscite giornaliere. Tale obbligo non sussiste qualora il recinto abbia una superficie di almeno otto voltesuperiore da quella minima richiesta dal successivo art. 21.

Art. 20 - Divieto di detenzione a catena.
1. E’ vietato detenere cani legati o a catena. E’ permesso, per periodi di tempo nonsuperiori ad otto ore nell’arco della giornata, detenere i cani ad una catena dialmeno 5 metri a scorrere su di un cavo aereo della lunghezza di almeno metri 5 edi altezza metri 2 dal terreno; la catena dovrà essere munita di due moschettonirotanti alle estremità.

Art. 21 - Dimensioni dei recinti.
1. Per i cani custoditi in recinto la superficie di base non dovrà essere inferiore a metriquadrati 15; ogni recinto non potrà contenere più di due cani adulti con gli eventualiloro cuccioli in fase di allattamento; ogni cane in più comporterà un aumentominimo di superficie di metri quadrati.

Art. 22 - Accesso ai giardini, parchi ed aree pubbliche.
1. Ai cani accompagnati dal proprietario o da altro detentore è consentito l’accesso a tutte le aree pubbliche e di uso pubblico compresi i giardini e i parchi.
2. E’ fatto obbligo di utilizzare il guinzaglio e, ove sia necessario, anche la museruola qualora gli animali possano determinare danni o disturbo agli altri frequentatori.
3. E’ vietato l’accesso ai cani in aree destinate e attrezzate per particolari scopi, comele aree giochi per bambini, quando a tal fine siano chiaramente delimitate e segnalate con appositi cartelli di divieto e dotate di strumenti atti alla custodia dei cani all’esterno delle stesse.

Art. 23 - Aree e percorsi destinati ai cani.
1. Nell’ambito di giardini, parchi ed altre aree a verde di uso pubblico, dovranno essere individuati, mediante appositi cartelli e delimitazioni, spazi destinati ai cani, dotati anche delle opportune attrezzature.
2. Negli spazi a loro destinati, i cani possono muoversi, correre e giocare liberamente,senza guinzaglio e museruola, sotto la vigile responsabilità degli accompagnatori,senza determinare danni alle piante o alle strutture presenti.

Art. 24 - Accesso negli esercizi pubblici.
1. Divieto di accesso totale agli animali negli esercizi pubblici, a meno che i proprietaridei locali non abbiano aree riservate e comunque ben delimitate dalle sale diristorazione, purché i titolari dei ristoranti mettano in evidenza tale possibilità abeneficio dei clienti.
2. I proprietari, o detentori a qualsiasi titolo, che conducono gli animali negli esercizipubblici, dovranno farlo usando sia guinzaglio che museruola, avendo inoltre curache non sporchino e che non creino disturbo o danno alcuno.
3. Viene concessa la facoltà di non ammettere gli animali al proprio interno a quegliesercizi che, presentata documentata comunicazione al Sindaco, predisponganoappositi ed adeguati strumenti di accoglienza, atti alla custodia degli animalidurante la permanenza dei proprietari all’interno dell’esercizio stesso.

Art. 25 - Obbligo di raccolta degli escrementi.
1. I proprietari o detentori a qualsiasi titolo degli animali, hanno l’obbligo di raccoglieregli escrementi prodotti dagli stessi sul suolo pubblico, in modo da mantenere epreservare lo stato di igiene e decoro del luogo.
2. L’obbligo di cui al presente articolo sussiste per qualsiasi area pubblica o di usopubblico (via, piazza, giardino o altro) dell’intero territorio comunale.
3. I proprietari e/o detentori di cani con l’esclusione di animali per guida non vedenti eda essi accompagnati che si trovano su area pubblica o di uso pubblico hannol’obbligo di essere muniti di apposita paletta o sacchetto o altro idoneo strumentoper una igienica raccolta o rimozione degli escrementi prodotti da questi ultimi attoa ripristinare l’igiene del luogo.

Titolo V - GATTI

Art. 26 - Definizione dei termini usati nel presente titolo.
1. Per "gatto libero" si intende l'animale che vive in libertà ed è stanziale o frequentaabitualmente lo stesso luogo pubblico o privato.
2. I gatti sono animali sociali che si muovono liberamente su di un determinatoterritorio. La territorialità, già sancita dalla Legge 281/91, è una caratteristicaetologica del gatto che esclude il randagismo e riconosce la specificità della speciefelina di avere un riferimento territoriale - o habitat - dove svolgere le sue funzionevitali (cibo, rapporti sociali, cure, riposo, ecc.).
3. Per "colonia felina" si intende un gruppo di gatti che vivono in libertà e sonostanziali o frequentano abitualmente lo stesso luogo pubblico o privato.
4. Per "habitat" di colonia felina si intende qualsiasi territorio o porzione di essopubblico o privato, urbano e no, edificato e no nel quale viva stabilmente unacolonia di gatti liberi, indipendentemente dal numero di soggetti che la compongonoe dal fatto che sia o meno accudita dai cittadini.
5. Per "gattara" o "gattaro" si intende la persona che volontariamente e gratuitamentesi occupa della cura e del sostentamento delle colonie feline e dei gatti che vivonoin libertà.

Art. 27 - Proprietà dei gatti liberi
1. I gatti liberi che vivono nel territorio comunale appartengono al PatrimonioIndisponibile dello Stato.
2. I gatti liberi e le colonie feline che vivono sul territorio comunale sono posti sotto latutela del Sindaco ed hanno diritto a ricevere alimentazione, riparo e cure. Nel casodi episodi di maltrattamento e/o uccisione la Città di Pescara procederà a sporgerequerela ai sensi degli articoli 638 e 727 del Codice Penale.

Art. 28 - Compiti dell’Azienda Sanitaria
1. L’Azienda Sanitaria provvede, in collaborazione con il Comune ed in base allanormativa vigente, alla cura e sterilizzazione dei gatti liberi reimmettendoli inseguito all’interno della colonia di provenienza.
2. La cattura dei gatti liberi, per la cura e la sterilizzazione, potrà essere effettuata siadall’Azienda Sanitaria, in collaborazione con il Comune e le associazioni divolontariato, che dai/dalle gattari/e o da personale appositamente incaricatodall’Amministrazione Comunale.

Art. 29 - Cura delle colonie feline da parte dei/delle gattari/e
1. Il Comune riconosce l’attività benemerita dei cittadini che, come gattari/e, siadoperano per la cura ed il sostentamento delle colonie di gatti liberi e promuovecorsi di formazione in collaborazione con l’Azienda Sanitaria; a seguito dellafrequentazione dei suddetti corsi verrà rilasciato apposito tesserino diriconoscimento.
2. Al gattaro/a deve essere permesso l’accesso, al fine dell’alimentazione e della curadei gatti, a qualsiasi area di proprietà pubblica dell’intero territorio comunale.3. L’accesso dei/delle gattari/e a zone di proprietà privata è subordinato al consensodel proprietario.

Art. 30 - Colonie feline
1. Le colonie feline sono tutelate dal Comune di Pescara che, nel caso di episodi dimaltrattamento, si riserva la facoltà di procedere a querela nei confronti deiresponsabili secondo quanto disposto dal I° comma d ell’articolo 638 del CodicePenale.
2. Le colonie feline che vivono all’interno del territorio comunale sono censite dalComune in collaborazione con l’Azienda Sanitaria, le associazioni ed i singolicittadini. Tale censimento deve essere regolarmente aggiornato sia al riguardo delnumero dei gatti che delle loro condizioni di salute.
3. Le colonie di gatti liberi non possono essere spostate dal luogo dove abitualmenterisiedono; eventuali trasferimenti potranno essere effettuati in collaborazione con lacompetente Unità Operativa Sanità Animale dell’Azienda Sanitaria di Pescara edesclusivamente per comprovate e documentate esigenze sanitarie.

Art. 31 - Alimentazione dei gatti.
1. I/le gattari/e e le Associazioni animaliste possono eventualmente rivolgersi allemense delle scuole comunali per il prelievo di avanzi alimentari da destinareall’alimentazione dei gatti. A tale scopo dovranno dotarsi dei processi lavorativiprevisti dalla normativa, in regola con l’organo di vigilanza, e stipularepreventivamente con il Comune apposita convenzione.
2. altre forme di approvvigionamento alimentare potranno essere successivamenteistituite allo stesso scopo.
3. I/le gattari/e sono obbligati a rispettare le norme per l’igiene del suolo pubblicoevitando la dispersione di alimenti e provvedendo alla pulizia della zona dove i gattisono alimentati dopo ogni pasto.
4. nei luoghi di stanziamento delle colonie deve essere consentita la presenzacostante di contenitori per l’acqua.

Art. 32 - Cantieri
1. I vari soggetti pubblici e/o privati che intendono eseguire opere edili e/o di restauroconservativo, di carattere pubblico e/o privato, i cui interventi siano ricadenti in zoneed aree interessate dalla presenza di gatti liberi o colonie feline debbono prevedere,prima dell'inizio dei lavori ed in fase di progettazione ove possibile ecompatibilmente con lo stato dei luoghi interessati dai lavori, un'idonea collocazionetemporanea e/o permanente per detti animali. A tal fine l’Assessorato alla Tutela delMondo Animale potrà collaborare per l'individuazione del sito in cui collocare glianimali e per le eventuali attività connesse.
2. Tale collocazione di norma deve essere ubicata in una zona adiacente al cantiere edovrà essere in grado di ospitare tutti gli animali appartenenti alle colonieinteressate dagli interventi; dovrà altresì essere consentita alle gattare/i, od inalternativa a persona incaricata dalla Civica Amministrazione, con le modalità piùopportune, la possibilità di continuare ad alimentare tali animali.
3. Al termine dei lavori gli animali, previa collocazione di appositi ed adeguati insediamenti, dovranno essere rimessi sul territorio loro di origine, ovvero in sitiimmediatamente adiacenti a quello originario di provenienza.

Art. 33 - Detenzione dei gatti di proprietà
1. E' fatto assoluto divieto di tenere i gatti, anche per breve tempo, in terrazze obalconi senza possibilità di accesso all'interno dell'abitazione, ovvero in rimesse ocantine. E' parimenti vietato, sia all'interno che all'esterno dell'abitazione, segregarli in trasportini e/o contenitori di vario genere nonché tenerli legati o in condizioni di sofferenza e maltrattamento.
2. Al fine di evitare e contenere l'incremento della popolazione felina, nel caso di gattiche siano lasciati uscire all'esterno dell'abitazione e vagare liberamente sulterritorio, i relativi proprietari e/o detentori devono provvedere alla loro sterilizzazione.

Titolo VI - VOLATILI

Art. 34 - Detenzione di volatili
1. I volatili, per quanto riguarda le specie sociali, dovranno essere tenuti possibilmente in coppia.
2. Per i volatili detenuti in gabbia, le stesse non potranno essere esposte a condizioni climatiche sfavorevoli ed i contenitori dell’acqua e del cibo all’interno della gabbia dovranno essere sempre riforniti.

Art. 35 - Dimensioni delle gabbie
1. Al fine di garantire lo svolgimento delle funzioni motorie connesse allecaratteristiche etologiche dei volatili, sono individuate le dimensioni minime chedevono avere le gabbie che li accolgono:
a) per uno, e fino a due esemplari adulti: due lati della gabbia dovranno esseredi cinque volte e un lato di tre, rispetto alla misura dell’apertura alare delvolatile più grande;
b) per ogni esemplare in più le suddette dimensioni devono essere aumentate del 30%.
2. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano nei casi inerenti viaggi aseguito del proprietario o il trasporto e/o il ricovero per esigenze sanitarie.

Titolo VII - ANIMALI ACQUATICI

Art. 36 - Detenzione di specie animali acquatiche.
1. Gli animali acquatici appartenenti a specie sociali dovranno essere tenutip ossibilmente in coppia.

Art. 37 - Dimensioni e caratteristiche degli acquari.
1. Il volume dell’acquario non dovrà essere inferiore a due litri per centimetro dellasomma delle lunghezze degli animali ospitati ed in ogni caso non dovrà mai avere una capienza inferiore a 30 litri d’acqua.
2. E’ vietato l’utilizzo di acquari sferici o comunque con pareti curve di materiale trasparente.
3. In ogni acquario devono essere garantiti il ricambio, la depurazione e l’ossigenazione dell’acqua, le cui caratteristiche chimico-fisiche e di temperatura devono essere conformi alle esigenze fisiologiche delle specie ospitate.

Titolo VIII - DISPOSIZIONI FINALI

Art. 38 - Sanzioni
Ai sensi del capo 1° della Legge 24/11/1981 n° 689, e Legge 16/01/2003 art.16, per le contravvenzioni alle norme di cui al presente Regolamento, di cui al presente Regolamento si applicano le seguenti sanzioni amministrative, fatte salve in ogni caso le eventuali responsabilità penali in materia:
Per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 8, 9, 10, 11, 12 (comma 1),17, 18, 19, 20, 21, 33 e 34 (comma 2), si applica la sanzione amministrativadel pagamento di una somma da € 80,00 a £ 500,00, mis. ridotta € 160,00.
Per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 12(comma 2), 31 (comma 1),35 e 37, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una sommad a € 130,00 a € 450,00, mis. ridotta € 150,00.
Per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 14, 15, 16 e 24 (comma 1), si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da  €80,00 a € 255,00, mis. ridotta € 85,00.
Per le inosservanze agli articoli 22 (comma 2), 24 (comma 2), 31 (comma 3),34 (comma 1) e 36, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 25,00 a € 90,00, mis. ridotta € 30,00
Per l'inosservanza della norma di cui all'art. 25, primo comma, si applica la sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma da €30,00 a € 150,00, mis. ridotta € 50,00.
Per l'inosservanza della norma di cui all'art. 25, terzo comma, si applica la sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma da € 25,00 a € 90,00, mis. ridotta € 30,00. Le sanzioni amministrative comminate per le contravvenzioni alle norme di cui al presente regolamento confluiscono in un fondo comunale per la realizzazione degli scopi della Legge Regionale 21.09.1999 n. 86 sul controllo dei randagismo, anagrafe canina e protezione degli animali.
2. di precisare che, ai sensi dell'art.49 dei D.Leg.vo 267/00 non è richiesto il parere di regolarità contabile in quanto il presente atto non comporta impegno di spesa né riduzione di entrate.

Art. 39 - Vigilanza.
1. Sono incaricati di far rispettare il presente regolamento gli appartenenti al Corpo diPolizia Municipale, le Guardie Zoofile Volontarie di cui all’art. 23 della L.R. n. 86 del21 settembre 1999, le Guardie Ambientali Volontarie, il Corpo Forestale dello Stato e le Guardie Provinciali.

Art. 40 - Inumazione di animali.
1. E’ consentita l’inumazione, in aree preventivamente autorizzate dall’autorità sanitaria e a tale scopo destinate e controllate, di animali di proprietà deceduti, previa acquisizione di un certificato medico veterinario che esplicitamente neconsenta l’esecuzione.

Art. 41 - Incompatibilità ed abrogazione di norme.
Dalla data di entrata in vigore del presente Regolamento decadono tutte le norme con esso incompatibili eventualmente contenute in altre disposizioni comunali. Per quanto non contemplato si fa espresso riferimento alle vigenti Leggi in materia.