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CASTELNUOVO SCRIVIA (AL) - Reg. novembre 2010 (Reg. comunale tutela animali)

Castelnuovo Scrivia(Tratto dal sito ufficiale del comune)

TITOLO I - Ambito di applicazione

Art. 1 - Profili istituzionali
Il presente regolamento promuove la convivenza tra l’uomo e la popolazione animale e sostiene
iniziative e interventi rivolti alla conservazione degli ecosistemi e degli equilibri ecologici che 
interessano le popolazioni animali.
Nell’ambito dei principi e indirizzi fissati dalle Leggi nazionali e regionali, il Comune promuove
la cura e la presenza nel proprio territorio degli animali, quale elemento fondamentale e
indispensabile dell’ambiente.
 Il Comune riconosce alle specie animali il diritto ad un’esistenza compatibile con le proprie
 caratteristiche biologiche ed etologiche.

 

Art. 2 - Ambito di applicazione
Per animali si intendono, quando non diversamente specificato, tutte le tipologie e razze di animali
e a tutte le specie di vertebrati e invertebrati, tenuti in qualsiasi modo e a qualsiasi titolo, anche in
stato di libertà o semilibertà.
 Le norme di cui al presente regolamento riguardano tutte gli animali che si trovano o dimorano,
stabilmente o temporaneamente, nel territorio comunale.

Art. 3 – Esclusioni
Le norme di cui al presente regolamento non si applicano:

• Alle attività economiche inerenti l'allevamento di animali o ad esso connesse;

• Alle attività di studio e sperimentazione inerenti anche la vivisezione praticata dagli istituti
autorizzati in stretta ottemperanza dalle legislazioni vigenti;

•Alle specie selvatiche di vertebrati e invertebrati il cui prelievo è regolato da specifiche 
disposizioni nazionali e regionali, in particolare riguardanti l'esercizio della caccia e della 
pesca;

• Alla detenzione di volatili ad uso venatorio, sempre che la detenzione stessa sia autorizzata
ai sensi e per gli effetti della normativa vigente sulla caccia;

• Alle attività di disinfestazione e derattizzazione.

Titolo II - Disposizioni Generali

CAPO I - Del trattamento degli animali

Art. 4 - Detenzione di animali
1. Chi detiene un animale dovrà averne cura e rispettare le norme dettate per la sua tutela.

2. Gli animali, di proprietà o tenuti a qualsiasi titolo, dovranno essere fatti visitare da medici veterinari
ogni qualvolta il loro stato di salute lo renda necessario.

3. I proprietari, o detentori a qualsiasi titolo, di animali, dovranno accudirli e alimentarli secondo la
specie e la razza alla quale appartengono.

4. A tutti gli animali di proprietà, o tenuti a qualsiasi titolo, dovrà essere garantita costantemente la
possibilità di soddisfare le proprie fondamentali esigenze, relative alle loro caratteristiche
anatomiche, fisiologiche e comportamentali.

5. E' vietato tenere cani ed altri animali all'esterno sprovvisti di un idoneo riparo. In particolare la
cuccia dovrà essere adeguata alle dimensioni dell'animale, sufficientemente coibentata e dovrà
avere il tetto impermeabilizzato, in modo da fornire protezione dalle intemperie e dalle condizioni
climatiche sfavorevoli; dovrà essere chiusa su tre lati ed essere rialzata da terra e al di sopra dovrà
essere disposta un'adeguata e idonea schermatura; non dovrà, infine, essere umida,né posta in
luoghi soggetti a ristagni d'acqua, ovvero in ambienti che possano risultare nocivi per la salute
dell'animale. In ogni caso i locali di ricovero devono essere aperti verso l'esterno per consentire
sufficiente illuminazione e ventilazione e lo spazio occupato dall'animale deve essere mantenuto in
buone condizioni igieniche.

6. Il proprietario o detentore di cagne, a qualsiasi scopo detenute, dovra' notificare all'Azienda 
Sanitaria di riferimento ogni eventuale parto, entro il termine di sessanta giorni , con l'indicazione
del numero dei nati, del numero dei morti e della destinazione dei cuccioli.

7. I proprietari o detentori a qualsiasi titolo di animali dovranno prendere ogni possibile precauzione
per impedirne la fuga e garantire la tutela di terzi da aggressioni.
 L’inosservanza delle disposizioni di cui al 1°, 2°,3°,4°,5°e 7° comma comporta la sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da Euro 25,00 a Euro 150,00.
L’inosservanza delle disposizioni di cui al 6° comma comporta la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 232.00.

Art. 5 - Maltrattamento di animali
1. E’ vietato mettere in atto qualsiasi maltrattamento o comportamento lesivo nei confronti degli animali e che contrasti con le vigenti disposizioni ed in particolare a scopo di scommesse e combattimenti tra animali o di qualsiasi tipo.

2. E’ vietato tenere gli animali in spazi angusti, privarli dell’acqua e del cibo necessario o sottoporli a temperature climatiche tali da nuocere alla loro salute. 

3. E’ vietato tenere animali in isolamento e/o condizioni di impossibile controllo quotidiano del loro stato di salute o privarli dei necessari contatti sociali intraspecifici ed interspecifici tipici della loro specie. 

4. E’ vietato tenere animali in terrazze o balconi permanentemente o per periodi di tempo comunque non compatibili con il loro benessere psico-fisico, isolarli in cortili, rimesse, box o cantine oppure segregarli in contenitori o scatole, anche se poste all’interno dell’appartamento. 

5. E’ vietato separare i cuccioli di cani e gatti dalla madre prima dei 60 giorni di vita.
6. E’ vietato detenere animali in gabbia ad eccezione di casi di trasporto e di ricovero per cure ad eccezione di uccelli e piccoli roditori. 

7. E’ vietato addestrare animali ricorrendo a violenze, percosse o costrizione fisica o psichica, in ambienti inadatti (angusti o poveri di stimoli) che impediscono all’animale di manifestare i comportamenti tipici della specie.
8. E’ vietato addestrare animali appartenenti a specie selvatiche. 

9. E’ vietato utilizzare animali a scopo di scommesse e combattimenti tra animali. 

10. E’ vietato colorare in qualsiasi modo gli animali.

11. E’ vietato trasportare animali in condizioni e con mezzi tali da procurare loro sofferenza, ferite o danni fisici anche temporanei; gli appositi contenitori dovranno consentire la stazione eretta, ovvero la possibilità di sdraiarsi e rigirarsi. 

12. E’ vietato condurre animali al guinzaglio tramite mezzi di locomozione in movimento siano essi a trazione meccanica, animale o a mano.

13. E’ vietato esporre animali a suoni, rumori o musiche ad un volume tale da essere considerato nocivo.

14. E’ vietato lasciare animali chiusi in qualsiasi autoveicolo e/o rimorchio o altro mezzo di contenzione al sole; è altresì vietato lasciare soli animali chiusi, in autoveicoli e/o rimorchi per più di sessanta minuti anche se all’ombra e con i finestrini aperti. A tal fine deve essere apposto in maniera visibile un disco-orario riportante l’orario di inizio della sosta del mezzo con animali a bordo. E’ altresì vietato trasportare animali in carrelli chiusi.

15. E’ vietato trasportare o porre animali nel baule dell’autovettura, anche se ferma, quando questo è separato o non è tutt’uno con l’abitacolo; il divieto vale anche se il portellone posteriore è parzialmente aperto o sono stati predisposti aeratori;

16. E’ vietato non garantire agli animali l’alternanza naturale del giorno e della notte salvo parere scritto e motivato di un medico veterinario, il quale dovrà stabilirne la data d’inizio e fine del trattamento;

17. E’ vietato mantenere e/o stabulare animali con strumenti di contenzione che non permettano la posizione eretta e il rigirarsi su se stessi, salvo parere scritto e motivato di un medico veterinario, il quale dovrà stabilire la data d’inizio e fine del trattamento; 

18. E’ vietato stabulare animali in gabbie con la pavimentazione in rete, tale precetto non si applica a quelle gabbie che hanno una pavimentazione di almeno il 50% della superficie piena;
19. E’ vietato mettere gatti alla catena o portarli al guinzaglio, lasciarli chiusi in gabbie per più di sei ore salvo motivata disposizione scritta del medico veterinario che ha l’obbligo di indicare la data d’inizio e fine del trattamento;

20. E’ vietato mantenere animali selvatici o esotici alla catena, legati al trespolo o senza la possibilità di un rifugio ove nascondersi alla vista dell’uomo, questo rifugio dovrà essere di grandezza adeguata e tale da contenere tutti gli animali stabulati nella gabbia; per gli animali solitari ve ne dovrà essere una per soggetto;

21. E’ fatto obbligo ai detentori di animali esotici e selvatici detenuti in cattività di riprodurre le condizioni climatiche, fisiche ambientali dei luoghi ove queste specie si trovino in natura e di non condurli in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

22. E’ vietata la detenzione ed il commercio su tutto il territorio comunale di animali esotici velenosi per i quali non siano facilmente reperibili gli indispensabili e specifici sieri antiveleno.

23. E’ sempre vietato l’uso di animali vivi per alimentare altri animali, ad esclusione di quelli per cui non sia possibile altro tipo di alimentazione attestata da un medico veterinario. Tale dichiarazione in copia deve essere inviata al Sindaco o suo delegato con l’indicazione dei rivenditori dove si acquistano od ottengono a qualsiasi titolo gli animali per l’alimentazione.

24. Se non per motivi di tutela degli stessi animali, è vietato impedire ai proprietari o detentori di animali domestici di tenerli nella propria abitazione così come impedire l’accesso degli animali all’ascensore condominiale.

25. E’ vietato l’allevamento di animali al fine di ottenere pellicce.

26. E’ vietato l’uso di collari che provochino scosse elettriche, collari a punte o che possono essere dolorosi e/o irritanti per costringere l’animale all’obbedienza o impedire l’abbaiare naturale.
27. E’ vietato l’uso di collari a strangolo, salvo speciali deroghe certificate dal medico veterinario che ne attesti la necessità. Il certificato, in originale, dovrà prevedere il periodo di utilizzo e deve sempre accompagnare l’animale.

28. Ai sensi dell’articolo 10 della Convenzione ETS n. 125 del Consiglio d’Europa per la protezione degli animali da compagnia è fatto divieto di tagliare o modificare code ed orecchie di animali domestici, tagliare le unghie ai gatti ovvero praticare la onisectomia, operare la devocalizzazione. 
L’inosservanza delle disposizioni di cui all’art.5 comporta la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da Euro 100,00 a Euro 500,00.
Dopo due sanzioni il Sindaco dispone di conseguenza la confisca dell’animale.

Art. 6 - Abbandono di animali
È vietato abbandonare animali in qualunque parte del territorio comunale ivi inclusi giardini, parchi
 e qualsiasi tipologia di corpo idrico.
Non si considera abbandono di animali la liberazione in ambienti adatti di individui appartenenti
 alle specie di fauna autoctona provenienti da Centri di Recupero riconosciuti. 
L’inosservanza delle disposizioni di cui al 1° comma comporta la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da Euro 100,00 a Euro 500,00 oltre le spese alle spese dovute al canile convenzionato con questo Comune secondo: i costi di cattura, trasporto e ricovero da loro applicati al momento della cattura.

Art. 7 - Cattura, detenzione e commercio di fauna selvatica autoctona
1. E' fatto divieto sul territorio comunale di molestare, catturare, detenere e commerciare le specie
appartenenti alla fauna autoctona, fatto salvo quanto stabilito dalle leggi vigenti che disciplinano
l'esercizio della caccia, della pesca e delle normative sanitarie.
In particolare sono sottoposte a speciale tutela sul territorio comunale, per la loro progressiva
rarefazione, tutte le specie di Anfibi e Rettili, sia che si tratti di individui adulti che di uova o larve
ed i microhabitat specifici a cui esse risultano legate per la sopravvivenza; in particolare sono
quindi protette le zone umide riproduttive degli anfibi, in tutte le loro forme e tipologie.
 L’inosservanza delle disposizioni di cui al 1° comma comporta la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da Euro 25,00 a Euro 150,00.

Art. 8 - Avvelenamento di animali
1. E' proibito spargere, depositare o disfarsi in qualsiasi modo, e sotto qualsiasi forma, su tutto il
territorio comunale, alimenti contaminati da sostanze velenose, esche avvelenate o altro materiale
contenente sostanze tossiche o irritanti, in luoghi ai quali possano accedere animali, escludendo le
operazioni di derattizzazione e disinfestazione, che devono essere eseguite con modalità tali da non
interessare e nuocere in alcun modo ad altre specie animali. 
In caso di riscontro di avvelenamento nelle aree extraurbane o nelle zone destinate a ripopolamento
e cattura, il Sindaco, ai fini della tutela della salute pubblica e dell’ambiente, adotta gli opportuni
provvedimenti di limitazione dell’attività venatoria e/o delle altre attività a essa collegate.
 I medici veterinari, privati o operanti all'interno dell'Azienda Sanitaria Locale, sono obbligati a
segnalare all'Amministrazione tutti i casi di avvelenamento di animali di cui vengano a conoscenza.
In detta segnalazione dovranno essere indicati il tipo di veleno usato e la zona in cui gli
 avvelenamenti si sono verificati.
L’inosservanza delle disposizioni di cui al 1° comma comporta la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da Euro 3.000 a Euro 15.000.

Art. 9 - Esposizione di animali
1. E' fatto divieto agli esercizi commerciali fissi ed alle attivita' commerciali ambulanti di esporre al
pubblico animali in gabbie, recinti, vetrine o con altre modalità (ad esclusione dei volatili, di cui al
successivo comma 3). per un lasso di tempo prolungato tale da recare pregiudizio alla salute nonché
al benessere dell'animale stesso.

2. Gli animali in esposizione, detenuti all'interno o all'esterno dell'esercizio commerciale per il tempo
consentito, dovranno essere sempre riparati dal sole,dalle intemperie e da eccessive fonti di luce ,
oltre ad essere provvisti di acqua e di cibo e dovranno essere rispettate le adeguate condizioni
igieniche.

3. L'esposizione di volatili all'esterno o all'interno degli esercizi commerciali fissi deve essere
effettuata avendo cura che gli stessi siano riparati dal sole e dalle intemperie, oltre ad essere
provvisti di cibo ed acqua, e siano collocati in gabbie le cui misure rispettino le prescrizioni del
successivo art. 29 del presente regolamento.
Nei confronti dei soggetti che contravvengono alle disposizioni di cui sopra, viene disposta la
chiusura o la sospensione dell’attività, oltre all’applicazione della sanzione amministrativa di cui al
presente articolo.
L’autorizzazione all’attendamento dei circhi equestri o di mostre di animali esotici è permesso solo
a coloro che autodichiarano di non avere mai subito condanne per la violazione alle norme del
codice penale; le autodichiarazioni che risulteranno essere false, comporteranno, oltre
all’applicazione della sanzione amministrativa, il ritiro immediato di ogni autorizzazione o
concessione rilasciata.
L’inosservanza delle disposizioni di cui al 1°,2° e 3° comma comporta la sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da Euro 50,00 a Euro 300,00.

Art. 10 - Divieto di spettacoli e intrattenimenti con l'utilizzo di animali
1. E' vietata, su tutto il territorio comunale, qualsiasi forma di spettacolo o di intrattenimento pubblico
o privato, effettuato a scopo di lucro, che contempli , in maniera totale oppure parziale, l'utilizzo di
animali, sia appartenenti a specie domestiche che selvatiche (si esclude dalla norma gli animali che eventualmente verranno utilizzati nella Festa Medioevale e nella Rappresentazione del Presepe Vivente).

2. E’ vietato utilizzare animali per il pubblico divertimento in contrasto con la normativa vigente e in
particolare a scopo di scommesse e combattimenti tra animali.

3. Nei confronti dei soggetti che contravvengono alle disposizioni di cui al comma 1e 2 del presente
articolo, nel caso si tratti di forme di spettacolo o di intrattenimento pubblico, viene disposta la
chiusura o la sospensione dell'attività per l'intera giornata, oltre all'applicazione della sanzione
amministrativa di cui al presente articolo.

4.È vietato su tutto il territorio comunale colorare animali ovvero vendere animali colorati
artificialmente.
L’inosservanza delle disposizioni di cui al 1° comma comporta la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da Euro 50,00 a Euro 300,00.
 L’inosservanza delle disposizioni di cui al 2° comma comporta la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da Euro 50.000 a Euro 160.000.
L’inosservanza delle disposizioni di cui al 4° comma comporta la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da Euro 50,00 a Euro 300,00.

Art. 11 - Divieto di offrire animali in premio, vincita, oppure omaggio
1. E' fatto assoluto divieto su tutto il territorio comunale di offrire, anche se in omaggio, animali, sia
cuccioli che adulti, in premio per la vincita di giochi. 
La norma di cui al punto precedente non si applica alle Associazioni animaliste e ambientaliste 
(regolarmente iscritte al registro del volontariato o degli enti giuridici) nell'ambito delle iniziative a
scopo di adozione.
 Nei confronti dei soggetti che contravvengono alla suddetta disposizione, viene disposta la chiusura
dell'attività per dieci giorni lavorativi, oltre all'applicazione della sanzione
 amministrativa di cui al presente regolamento.
L’inosservanza delle disposizioni di cui al 1° comma comporta la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da Euro 100,00 a Euro 500,00.

Art. 12 - Divieto di questua con animali
E’ vietato utilizzare animali con cuccioli lattanti o da svezzare, animali non in buono stato di salute
o comunque costretti in evidenti condizioni di maltrattamento, per la pratica dell’accattonaggio.
Gli animali rinvenuti nelle suddette circostanze saranno sequestrati a cura degli organi di vigilanza e
quelli domestici ricoverati presso il Canile convenzionato con questo Comune.
 L’inosservanza delle disposizioni di cui al 1° comma comporta la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da Euro 100,00 a Euro 500,00.

Art. 13 - Trasporto
1. È vietato trasportare animali in condizioni e con mezzi tali da procurare loro sofferenze, ferite o
danni fisici anche temporanei.
 Per eseguire il trasporto devono essere utilizzati contenitori che consentono la stazione eretta e la
possibilità di sdraiarsi e rigirarsi. Le gabbie, i cesti o i cassoni contenenti animali devono essere
manipolati con cura. È vietato lasciarli cadere o rovesciarli.
2. È vietato condurre animali al guinzaglio tramite mezzi di locomozione in movimento
3. È vietato trasportare animali chiusi nei cofani delle auto
4. Quando possibile gli animali devono essere spostati utilizzando la loro natura gregale.
 L’inosservanza delle disposizioni di cui al 1° comma comporta la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da Euro1000,00 a Euro 10.000,00.
 L’inosservanza delle disposizioni di cui al 2° e 3° comma comporta la sanzione amministrativa del
 pagamento di una somma da Euro 100,00 a Euro 500,00.

Art. 13/1 Sequestro e confisca animali
1. In attuazione degli articoli 13 e 20 della legge 24 novembre 1981, n.689 e salvo i casi di sequestro per violazioni costituenti illeciti penali, quando è accertata una violazione amministrativa alle norme del presente Regolamento, gli organi di vigilanza possono procedere al sequestro nei casi in cui può essere disposta la confisca amministrativa (facoltativa) e dispongono i sequestro nei casi in cui la confisca amministrativa è resa obbligatoria;

2. A sequestro o confisca eseguita le strutture di ricovero degli animali procedono all’affido di essi a chiunque ne faccia richiesta e che possa a garantire in maniera documentata, benessere all’animale;

3. Sono a carico dell’autore della violazione o del soggetto obbligato in solido tutte le spese sostenute per la cattura, il mantenimento e la custodia degli animali sequestrati ed avviati presso strutture di accoglienza;

4. Per tutto quanto non previsto, in materia di sequestro e confisca si applicano gli articoli 13,18, 19,20 e 22 della legge 689/81 ed il D.P.R. 29.7.1982 n. 571.

Art. 13/2- Smarrimento-Rinvenimento-Affido
1.In caso di smarrimento di un animale il detentore ne dovrà fare tempestiva denuncia entro 24 ore al Servizio veterinario Azienda USL competente per territorio e al servizio di Polizia Municipale.

2. Chiunque rinvenga animali randagi, vaganti o abbandonati è tenuto a comunicarlo senza ritardo al Servizio veterinario Azienda USL competente per territorio e al servizio di Polizia Municipale. Per quanto riguarda i cani la comunicazione va effettuata al Canile Municipale o, in assenza di questo, al Canile convenzionato con il Comune.

3. Chiunque rinvenga animali feriti è tenuto a comunicare senza ritardo il loro rinvenimento al Servizio Veterinario dell’Azienda Asl competente per territorio e al servizio di Polizia Municipale, se possibile, prestare loro un primo soccorso. Per quanto riguarda cani e gatti la comunicazione va effettuata al Canile Municipale o, in assenza di questo, al canile convenzionato con il Comune.

4. Gli animali non possono essere dati in adozione, anche temporanea,né ceduti a qualsiasi titolo, a coloro che abbiano riportato condanna o abbiano patteggiato pene per maltrattamento, combattimenti o uccisione di animali.

Art. 13/3 – Fuga, cattura, uccisione di animali
1. La fuga di un animale pericoloso dovrà essere immediatamente segnalata al Servizio Veterinario dell’Azienda USL competente per territorio, al Sindaco ed all’Autorità di Polizia. Qualora l’animale non possa essere catturato con i normali metodi di contenimento, l’Azienda USL può richiedere l’intervento della Forza dell’otrdine per l’uso di strumenti di narcosi a distanza. Solo quando è minacciata gravemente la pubblica incolumità, il Sindaco, ricevuti i pareri del Servizio veterinario Azienda USL e del Sindaco può autorizzare l’abbattimento dell’animale.

2. La soppressione dei cani e dei gatti randagi o di proprietà è consentita esclusivamente se gravemente malati e non più curabili o di comprovata pericolosità, con attestazione del veterinario che la effettua con metodi eutanasici e con trasmissione del certificato di morte al Servizio Veterinario dell’Azienda USL competente per territorio ed al Sindaco.

Art. 13/4 – Pet therapy
1. Comune di Castelnuovo Scrivia promuove nel suo territorio le attività di cura, riabilitazione e assistenza con l’impiego di animali.

2. A condurre le attività dovranno essere persone che dimostrino di aver conseguito titolo di studio allo scopo.

3. La cura e la salute degli umani in queste attività non potrà essere conseguita a spese della salute e dell’integrità degli animali.
4. Quanti vogliano avviare o gestiscono attività di pet therapy dovranno accreditarsi presso il Sindaco o suo delegato che farà conoscere queste disposizioni e vigilerà sulla loro applicazione.
5. Ai fini della corretta attuazione dei programmi di attività assistite dagli animali (AAA) e di terapie assistite dagli animali (TAA) è vietata l'utilizzazione di cuccioli, di animali selvatici ed esotici.

6. Tutti gli animali impiegati in attività e terapie assistite devono superare una valutazione interdisciplinare che ne attesti lo stato sanitario, le capacità fisiche e psichiche, fra le quali in particolare la socievolezza e la docilità, nonché l'attitudine a partecipare a programmi di AAA e di TAA. In nessun caso le loro prestazioni devono comportare per l'animale fatiche o stress psichici o fisici, né consistere in attività che comportino dolore, angoscia, danni psico-fisici temporanei o permanenti, ovvero sfruttamento. 

7. Gli animali impiegati in programmi di AAA e di TAA sono sottoposti a controlli periodici relativi al permanere delle condizioni di salute e in generale di benessere richieste ai fini del loro impiego da parte del medico veterinario, in collaborazione con l'addestratore. Gli animali che manifestano sintomi o segni di malessere psico-fisico sono esclusi dai programmi di AAA e TAA e fatti adottare. Al termine della carriera, agli animali viene assicurato il corretto mantenimento in vita, anche attraverso al possibilità di adozione da parte di associazioni e privati ed escludendo per gli animali da reddito la macellazione.
8. Gli animali impiegati in programmi di AAA e TAA devono provenire da canili e rifugi pubblici e privati gestiti da Onlus o da allevamenti per fini alimentari.

Art. 13/5 – Macellazione degli animali
l.
La macellazione di suini, ovi-caprini, volatili e conigli per uso privato familiare può essere consentita a domicilio ai sensi delle leggi vigenti, previa autorizzazione del Comune ai sensi dell’articolo 13 del Regio Decreto 3298/29, sentito il parere del competente servizio del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda USL. L’autorizzazione sarà rilasciata a condizione che sia previsto ed utilizzato apposito sistema di stordimento dell’animale ai sensi del Decreto Legislativo 333 del 1998.

2. La macellazione a domicilio dei bovini ed equini per uso privato familiare è vietata ai sensi delle leggi vigenti.

Art. 13/6 – Destinazione di cibo per animali
1. Ai sensi del Decreto Legislativo n. 22 del 5 febbraio 1997, come modificato dalla Legge n. 179 del 31 luglio 2002 “Disposizioni in materia ambientale”, le associazioni animaliste regolarmente iscritte all’Albo regionale e i privati cittadini che gestiscono strutture di ricovero per animali d’affezione possono rivolgersi alle mense di amministrazioni pubbliche e aziende private per il prelievo dei residui e delle eccedenze derivanti dalla preparazione nelle cucine di qualsiasi tipo di cibi solidi, cotti o crudi, non entrati nel circuito distributivo di somministrazione, da destinare all’alimentazione degli animali ospitati nelle suddette strutture ed in colonie feline. Tali residui ed eccedenze, per il trattamento, sono assimilati ai rifiuti solidi urbani,

Art. 13/7 – Scelte alimentari
1. Nelle mense di tutte le amministrazioni pubbliche, delle scuole di ogni ordine e grado, deve essere garantita, a chiunque ne faccia espressa richiesta, la possibilità di optare per un menù vegetariano (nessun prodotto derivante dall’uccisione di animali e uova da allevamento all’aperto) oppure vegan (nessun prodotto di origine animale).

Art. 13/8 - Associazioni animaliste e zoofile
1. Le Associazioni animaliste, le associazioni zoofile nonché gli altri enti pubblici e privati il cui statuto preveda precipui compiti di protezione animale, collaborano con il Comune per sviluppare il benessere delle popolazioni degli animali urbanizzati e i rapporti fra uomo e animale. A tal fine: 
a) possono gestire in convenzione, strutture di ricovero per animali ed eventuali servizi collegati al raggiungimento del benessere animale; 
b) collaborano alla vigilanza sulle problematiche connesse alle varie specie animali presenti sul territorio comunale ed all’applicazione del presente Regolamento;

2. Il Comune promuove lo sviluppo dell'associazionismo e lo sostiene attraverso le iniziative e i programmi di cui al presente regolamento, attraverso finanziamenti di progetti mirati alla tutela delle popolazioni animali.

Capo II - Servizi Pubblici

Art. 14 - Attraversamento di animali  “OMISSIS”

Art. 15 - Accesso degli animali ai servizi di trasporto pubblico
1. È consentito l’accesso degli animali su tutti i mezzi di trasporto pubblico nel rispetto della
normativa vigente.

2. L’animale deve essere accompagnato dal padrone o dal detentore a qualsiasi titolo; per i cani è
obbligatorio l’uso del guinzaglio e della museruola.

3. Il proprietario, o detentore a qualsiasi titolo, che conduce animali sui mezzi di trasporto pubblico
deve aver cura che gli stessi non sporchino o creino disturbo o danno alcuno agli altri passeggeri o
alla vettura.

4. Non potranno essere trasportati sui mezzi di trasporto pubblico animali appartenenti a specie
selvatiche di comprovata pericolosità.

5. Nel caso specifico del trasporto pubblico su taxi, i conducenti degli stessi hanno la facoltà, di
trasportare animali, purché i relativi mezzi siano idonei all'uso, secondo quanto disposto delle
norme del Codice della Strada.
L’inosservanza delle disposizioni di cui al 2° e 3° comma comporta la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da Euro 25,00 a Euro 150,00.

TITOLO III - Disposizioni speciali

CAPO I - Sui cani

Art. 16 - Tutela della popolazione canina
1. Chiunque a qualsiasi titolo detiene uno o più cani è responsabile della loro salute e deve garantire
loro l’opportuna attività motoria. I cani detenuti in appartamento o in recinto devono poter
effettuare regolari uscite giornaliere.
2. Tale obbligo non sussiste qualora il recinto abbia le caratteristiche indicate al successivo articolo. 
Chiunque possegga un cane è responsabile dei danni cagionati dall’animale sia durante la sua
custodia sia che fosse smarrito o fuggito.

Art. 17 - Identificazione dei cani
1. Nel rispetto dei tempi e modi disposti dalla legge regionale 19 luglio 2004 n. 18 l’identificazione
dei cani potrà avvenire esclusivamente con l’utilizzo del metodo del microchip.

2. Coloro che intendono detenere un cane devono ottemperare alla registrazione ed identificazione
dell’animale con il metodo di cui al primo comma ed in caso di nascita di cucciolate devono
provvedere entro sessanta giorni dalla nascita e prima della eventuale cessione alla identificazione
del cane tramite il microchip ai fini della registrazione nella banca dati dell’Azienda Sanitaria
Locale ASL 20 Servizio Veterinario - Tortona.

3. Sono obbligati alla identificazione tramite microchip coloro che acquistano, vendono o detengono
dei cani a scopo di commercio
L’inosservanza delle disposizioni di cui al 2° comma comporta la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da Euro 38,00 a Euro 232,00.
L’inosservanza delle disposizioni di cui al 3° comma comporta la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da Euro 77,00 a Euro 464,00.

Art. 18 - Trasporto cani
E’ permesso trasportare in automobile un solo cane libero in modo però che non costituisca
impedimento alla guida (quindi ad esempio sul sedile posteriore o nel bagagliaio di una station
wagon); se si devono trasportare più animali è obbligatorio che siano racchiusi in apposite gabbie o
nel vano posteriore del veicolo, isolato dal posto di guida tramite una rete divisoria.

Art.19 - Detenzione cani in aree private
1. E’ vietato detenere cani in spazi angusti, privi del cibo necessario e dell’acqua e non provvedere
alla periodica pulizia degli escrementi e dell’urina.

2. E' vietato detenere cani legati o a catena. E' permesso, per periodi di tempo non superiori ad otto ore
nell'arco della giornata, detenere i cani ad una catena di almeno 5 metri a scorrere su di un cavo
aereo della lunghezza di almeno metri 4 e di altezza metri 2 dal terreno; la catena dovrà essere
munita di due moschettoni rotanti alle estremità; in ogni caso ,dovra' essere consentito al cane di
raggiungere facilmente il proprio riparo,il cibo e l'acqua.

3. E’vietato detenere cani in luoghi sprovvisti di un idoneo riparo coperto e rialzato dal suolo
necessario per la protezione dagli agenti atmosferici.

4. Le aree private dove i cani soggiornano liberi devono essere delimitate da una rete metallica o da
una cancellata la cui altezza dal fondo di calpestio sia pari alla lunghezza del cane nella sua
interezza e la cui struttura non consenta lo scavalcamento e la fuoriuscita del muso.

5. All’interno di aree private non adeguatamente delimitate, i cani devono essere tenuti al guinzaglio
ovvero alla catena nei limiti di cui al comma 2, fanno eccezione gli animali utilizzati nell’esercizio
dell’attività venatoria, nella ricerca dei tartufi e nella custodia di greggi e/o mandrie i cui proprietari
o accompagnatori sono tenuti al controllo dei movimenti.
L’inosservanza delle disposizioni di cui ai commi1° 2° 3° 4° 5° comma comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 100,00  a Euro 500,00.

Art. 20 - Accesso alle aree pubbliche
1. Ai cani accompagnati dal proprietario o da altro detentore è consentito l’accesso a tutte le aree
pubbliche e di uso pubblico compresi i giardini e i parchi (esclusi i luoghi ove vige il cartello di divieto).

2. E’ fatto sempre e comunque obbligo di utilizzare il guinzaglio o la apposita museruola in
considerazione che gli animali possano determinare danni agli altri frequentatori. Nelle strade,
piazze e comunque in tutte le zone di passaggio veicolare, i guinzagli non devono essere di
lunghezza superiore a m. 1,5.

3. E’ vietato l’accesso ai cani in aree destinate e attrezzate per particolari scopi, come le aree giochi
per bambini, quando a tal fine siano chiaramente delimitate e segnalate con appositi cartelli di
divieto.
L’inosservanza delle disposizioni di cui ai 1° 2° 3° commi comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 50,00 a Euro 300,00.

Art. 21 - Aree e percorsi destinati ai cani
1. Nell'ambito di giardini, parchi ed altre aree a verde di uso pubblico, possono essere individuate, mediante appositi cartelli e delimitazioni, aree di sgambamento per cani, dotati delle opportune attrezzature, ove non vi è l’obbligo di tenere gli animali al guinzaglio ma muniti di idonea museruola se vi è la presenza di altri cani.

2. Negli spazi a loro destinati, i cani possono muoversi, correre e giocare liberamente, privi di guinzaglio e sotto la vigile responsabilità degli accompagnatori, senza determinare danni alle piante o alle strutture presenti.

3. Negli spazi riservati allo sgambamento dei cani gli accompagnatori sono tenuti al rispetto degli obblighi di cui al presente articolo ad eccezione di quelle specifiche zone, opportunamente segnalate, destinate al defecamento dei cani e soggette a periodica pulizia da parte del Comune o di terzi convenzionati.
L’inosservanza delle disposizioni di cui al 3° comma comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 50,00  a Euro 300,00.

Art. 22 - Obbligo di raccolta delle deiezioni
1. I proprietari o detentori a qualsiasi titolo degli animali hanno l’obbligo di raccogliere gli escrementi prodotti dagli stessi sul suolo pubblico in modo da mantenere e preservare lo stato di igiene e decoro del luogo.

2. A tale scopo devono essere muniti di apposito strumento per la raccolta degli escrementi (paletta o altro mezzo) da esibire per qualsiasi controllo delle forze dell’ordine.
 L’obbligo di cui al presente articolo sussiste per qualsiasi area pubblica o di uso pubblico dell’intero territorio comunale.
L’inosservanza delle disposizioni di cui ai 1° 2° commi comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 100,00 a Euro 500,00.

Art. 23 - Museruole e guinzagli
1. Sulle aree pubbliche o di uso pubblico i detentori o gli accompagnatori sono tenuti a tenere i cani anche di piccola taglia al guinzaglio o muniti di museruola.

2. In occasione di mercati, fiere, feste ovvero durante manifestazioni pubbliche, all’interno di locali pubblici e nei pubblici mezzi di trasporto i cani anche di piccola taglia devono essere accompagnati al guinzaglio e dotati di museruola.

3. Il guinzaglio, quando utilizzato in modo disgiunto dalla museruola, non può avere una lunghezza superiore a metri 1,5.

4. Sulle aree pubbliche, aperte al pubblico o di uso pubblico i cani, anche se muniti di museruola e guinzaglio, devono essere sempre accompagnati.
5. Sono esclusi dai disposti del presente articolo i cani in dotazione alle forze armate, di Polizia, di Protezione civile, dei Vigili del Fuoco quando sono utilizzati per servizio ed i cani pastori quando vengono utilizzati per la guardia di greggi e mandrie.
L’inosservanza delle disposizioni di cui ai 1° 2° 3° 4° commi comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 50,00 a Euro 300,00.

Art. 24 - Tutela dall’aggressività dei cani
1. Il detentore o possessore di cani la cui razza è elencata in un apposito elenco allegato all’ordinanza del ministero della salute del 27 agosto 2004 è obbligato alla stipula di una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni causati dai cani contro terzi.

2. Detti detentori o possessori che non intendono mantenere il possesso del proprio cane debbono interessare le autorità competenti del territorio al fine di ricercare con l’Amministrazione Comunale idonee soluzioni di affidamento dell’animale.
L’inosservanza delle disposizioni di cui al 1° comma comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 100,00 a Euro 500,00.

Capo II - Sui gatti

Art. 25 - Definizione dei termini
Per gatto libero si intende un soggetto che vive in libertà, di solito insieme ad altri gatti.
Per colonia felina si intende un gruppo di gatti che vivono in libertà e frequentano abitualmente lo stesso luogo.
La persona che si occupa della cura e del sostentamento delle colonie di gatti che vivono in libertà è denominata “gattaro” o “gattara”.
I gatti liberi che vivono nel territorio comunale appartengono al Patrimonio indisponibile dello Stato.

Art. 26 - Colonie feline
Le colonie feline sono soggette a tutela ed in caso di episodi di maltrattamento procederà nei confronti dei responsabili nel rispetto delle norme del codice penale. Le colonie feline che vivono all’interno del territorio comunale possono essere censite dal Comune in collaborazione con l’Azienda Sanitaria, le associazioni di volontariato e i singoli cittadini. Tale censimento deve essere aggiornato annualmente in riferimento al numero dei gatti ed alla loro condizione di salute.
 Eventuali trasferimenti di colonie di gatti liberi potranno essere effettuati in collaborazione con le associazioni di volontariato, la competente dell’Azienda Sanitaria e per comprovate esigenze sanitarie.

Art. 27 - Cura delle colonie feline
Il Comune riconosce l’attività dei cittadini rivolta alla cura ed al sostentamento delle colonie di gatti liberi e può promuovere corsi di formazione in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Locale rivolta a tali volontari, nel contempo consente loro l’accesso, al fine dell’alimentazione e della cura dei gatti, nelle aree pubbliche consentite, mentre l’accesso alle aree private è subordinato al consenso del proprietario.
I cittadini autorizzati alle attività di cui al 1° comma sono obbligati a rispettare le norme per l’igiene del suolo pubblico evitando la dispersione di alimenti e provvedendo, dopo ogni pasto, alla pulizia della zona dove i gatti sono alimentati.

Capo III - Sui cavalli

Art. 27/1 – Principi distintivi
1. Il cavallo destinato alla trazione di vetture pubbliche, alle corse ed all’attività ippica in genere non è ritenuto un mero strumento di trazione o sport, ma in quanto essere vivente va trattato con rispetto e dignità e deve essere tutelato il suo benessere sia durante le ore di lavoro che in quelle di riposo.

2. Il cavallo non più idoneo al servizio per decisione del vetturino, del proprietario o per mancata idoneità all’abilitazione prevista dal seguente articolo 45 così come i cavalli utilizzati per compagnia o attività sportiva, non potranno essere macellati o ceduti a qualunque titolo per la macellazione. 

3.Gli equini che vivono all'aperto, con esclusione di quelli che vivono allo stato brado, devono disporre di una struttura coperta atta a ripararli, devono avere sempre disposizione dell'acqua fresca e devono essere nutriti in modo soddisfacente.

4.E’ fatto assoluto divieto di tenere equini sempre legati in posta, i box dovranno essere di misura minima di tre metri per tre metri;

5.Gli equini non dovranno essere sottoposti a sforzi o a pesi eccessivi e/o incompatibili, e non dovranno essere montati o sottoposti a fatiche cavalli anziani o malati;

6.Gli equini adibiti ad attività sportive o da diporto nei maneggi devono essere sempre dissellati quando non lavorano;

7.Il Comune si impegna ad autorizzare lo svolgimento di gare di equidi, o altri ungulati, solo nel caso in cui: a) la pista delle corse sia ricoperta da materiale idoneo ad attutire i colpi degli zoccoli degli animali sul terreno asfaltato o cementato; b) il percorso della gara sia circoscritto con adeguate sponde tali da ridurre considerevolmente il danno agli animali, in caso di caduta, nonché per garantire la sicurezza delle persone che assistono.

Art. 27/2 - Razze di cavallo idonee per il trasporto pubblico
1. Sono considerate idonee al lavoro di trazione di vetture per il trasporto pubblico le seguenti razze di cavalli e loro incroci:
- T.P.R. (Tiro pesante rapido) o altre razze da tiro
- Lipizzani
- Maremmani
- Trottatori, soggetti a valutazione morfologica e di categoria di peso. 

2. Il rilascio di nuove licenze è subordinato al possesso di uno o più cavalli appartenenti alle razze indicate nel comma precedente.

3. Per le licenze attualmente vigenti è autorizzato l’utilizzo di cavalli già in esercizio anche se diversi dalle razze indicate al comma 1), purché ritenuti idonei da specifica certificazione veterinaria.

Art. 27/3 - Abilitazione del cavallo
1. L’ abilitazione di idoneità al lavoro del cavallo è requisito necessario per l’esercizio dell’attività di trasporto con vettura a trazione animale e per il rilascio e la validità della licenza.

2. Tale abilitazione sarà rilasciata dal Servizio Veterinario Azienda USL competente per territorio in base al luogo di dimora stabile del cavallo, che provvederà alla redazione e tenuta dell’anagrafe dei cavalli abilitati per le licenze di vetture a trazione ippica.

3. L’ iscrizione all’anagrafe dei cavalli abilitati è attestata dal contrassegno (tramite vernice indelebile o targhetta in materiale idoneo) applicato dal veterinario sull’animale.

4. Il titolare di licenza di vettura a trazione animale dovrà provvedere al rinnovo del certificato di idoneità al traino prima della scadenza annuale, presso il Servizio Veterinario competente per territorio.

Art. 27/4 – Limitazioni all’uso del cavallo
1. I cavalli che svolgono attività di trazione di vetture pubbliche non possono lavorare per più di sei ore al giorno ed hanno diritto a delle pause adeguate di riposo tra un tragitto e l’altro, in estate da svolgersi all’ombra; i conduttori devono provvedere ad abbeverarli regolarmente.

2. E’ fatto divieto di trasportare un numero di persone superiore a quello dei posti per i quali la carrozza è omologata, non a cassetta, e la sola andatura consentita è il passo. E’ altresì proibito percorrere strade in salita.

3. Dal 1° giugno al 15 settembre è vietato far lavorare i cavalli dalle ore 13,00 alle ore 16,00.

Art. 27/5 - Revoca della licenza
Il Comune dispone la revoca della licenza al vetturino in caso di condanna definitiva per maltrattamento di animali, o in caso di macellazione o cessione per la macellazione del cavallo, o in caso di utilizzo di un cavallo privo dell'abilitazione prevista nel precedente articolo 27/3.

Capo IV – Sui volatili

Art. 28 - Detenzione e tutela di volatili.
1. I volatili dovranno essere tenuti almeno in coppia.

2. Per i volatili detenuti in gabbia, le stesse non potranno essere esposte a condizioni climatiche sfavorevoli ed i contenitori dell’acqua e del cibo all’interno della gabbia dovranno essere sempre riforniti.

3. Al fine di contenere l'incremento delle colonie dei colombi di città, per salvaguardarne la salute, per tutelare l'aspetto igienico sanitario e il decoro urbano, nonché per perseguire l'equilibrio dell'ecosistema territoriale: è fatto divieto su tutto il territorio comunale di somministrare in modo sistematico alimenti ai colombi allo stato libero. Il Comune incentiverà, per le persone che stabilmente forniscono mangime a questi animali, la distribuzione di mangime adatto; è fatto obbligo ai proprietari degli stabili di porre in essere quanto necessario per evitare l'insediamento e la nidificazione dei colombi, nel rispetto del benessere degli animali.

4. Le azioni di contenimento del numero dei volatili in libertà o tutela di talune aree, non possono essere esercitate con metodi cruenti