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CINISELLO BALSAMO (MI) - Reg. del 5 ottobre 2007 (Reg. comunale tutela animali)

Cinisello Balsamo(Approvato con delib. C.C. n°78 del 5/10/2007. Sito ufficiale del comune)

Art. 1 - Profili istituzionali
Il Comune di Cinisello Balsamo ispirandosi alla Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali proclamata il 15 ottobre 1978 presso la sede dell’Unesco a Parigi, nell’ambito dei principi e indirizzi fissati dalle Leggi nazionali e della Regione Lombardia e dal proprio Statuto:

1.    promuove la cura e la presenza nel proprio territorio degli animali, quale elemento fondamentale e indispensabile dell’ambiente.
2.    riconosce alle specie animali il diritto ad un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche, fisiologiche ed etologiche.
3.    individua nella tutela degli animali uno strumento finalizzato al rispetto ed alla tolleranza verso tutti gli esseri viventi e in particolare verso le specie più deboli.
4.    promuove e sostiene iniziative e interventi rivolti alla conservazione e al rispetto degli ecosistemi e degli equilibri ecologici al fine di garantire sia gli habitat cui gli animali sono legati per la loro esistenza sia la possibilità di un’organica convivenza con la collettività umana nel rispetto dei criteri di tutela della salute pubblica.
5. istituisce l’Ufficio Tutela degli Animali; si affidano allo stesso le competenze in ambito di tutela degli animali sul territorio comunale, incluse attività di controllo, vigilanza e applicazione del presente Regolamento svolte dagli incaricati di cui all’articolo 46.

 

Art. 2 - Valori etici e culturali.
Il Comune di Cinisello Balsamo, nell’ambito dei principi e indirizzi fissati dalle Leggi nazionali e della Regione Lombardia:
1.    riconosce la libertà di ogni cittadino di esercitare, in modo singolo o associato, le attività connesse con l’accudimento degli animali, quale mezzo che concorre allo sviluppo della personalità e in grado di attenuare le difficoltà espressive e di socializzazione, soprattutto nelle fasi dell’infanzia e della vecchiaia.
2.    opera affinché sia promosso nel sistema educativo dell’intera popolazione, e soprattutto in quello rivolto all’infanzia, il rispetto degli animali e il principio della corretta convivenza con gli stessi.
3.    incoraggia gli orientamenti di pensiero e culturali che attengono al rispetto ed alla tutela degli animali e promuovono iniziative per la sopravvivenza delle specie animali.
4.    si impegna a favorire programmi di preparazione di cani per i disabili e l’utilizzazione degli animali da compagnia ai fini della pet–therapy, effettuati da parte di persone e/o associazioni con cognizioni e competenze specifiche.
5.    potrà avvalersi, per il raggiungimento dei fini di cui ai precedenti punti, della collaborazione delle Associazioni protezioniste, ambientaliste ed animaliste anche attraverso la stipulazione di idonee convenzioni.

Art. 3 - Competenze del Sindaco.
Al Comune, in base al D.P.R. 31 marzo 1979 “perdita della Personalità giuridica di diritto pubblico dell’Ente Protezione Animali”(pubblic.GU n.150/79) , spetta, attraverso i propri Organi, la vigilanza sulla osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e locali, relativi alla protezione degli animali ed alla difesa del patrimonio zootecnico, nonché l’attuazione delle disposizioni previste nel presente regolamento anche mediante l’adozione di specifici provvedimenti applicativi.

Art. 4 - Tutela degli animali.
1.    La città di Cinisello Balsamo, in base alla Legge 281/91 e alla Legge 189/2004, e della Legge regionale 16 del 11/7/2006 e successive modifiche, promuove e disciplina la tutela degli animali, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono
2.    La città di Cinisello Balsamo si adopera altresì a diffondere e promuovere le garanzie giuridiche attribuite agli animali dalle leggi dello Stato.
3.    La città di Cinisello Balsamo persegue ogni manifestazione di maltrattamento verso gli animali e afferma la propria contrarietà ad ogni forma di violenza fisica e psicologica espletata, a qualsiasi scopo, nei confronti degli animali.

Capitolo II - DEFINIZIONI ED AMBITO DI APPLICAZIONE

Art. 5 – Definizioni.
1.    La definizione generica di animale, quando non esattamente specificata, si applica a tutte le tipologie e razze di animali da affezione di cui alla Legge 14 agosto 1991 n° 281 e successive modifiche, e a tutte le specie di vertebrati ed invertebrati tenuti sul territorio comunale a qualsiasi titolo, anche in stato di libertà o semilibertà.
Si riconosce altresì la qualifica di animale d’affezione a qualsiasi esemplare che sia detenuto al mero scopo
di compagnia, ove non contrasti con le normative vigenti. 2.    La definizione generica di animale si applica inoltre, nell’interesse della comunità locale, nazionale e
internazionale, a tutte le specie selvatiche di vertebrati ed invertebrati, fatte salve le specie il cui prelievo è comunque regolato dalle leggi vigenti, in virtù della normativa nazionale e regionale, e quindi comprese nel Patrimonio Indisponibile dello Stato, come specificato dall’art. 826 del Codice Civile e dagli artt. 1 e 2 della Legge 11 febbraio 1992 n° 157.

Art. 6 - Ambito di applicazione.
Le norme di cui al presente regolamento, riguardano tutte le specie animali che si trovano o dimorano, stabilmente o temporaneamente, nel territorio del Comune di Cinisello Balsamo. Le norme previste dai successivi articoli 8 e 9 (modalità di detenzione e custodia di animali, maltrattamento e mancato benessere di animali) devono comunque considerarsi valide per qualsiasi animale, come definito al precedente articolo 5.

Art. 7- Esclusioni.
1.    Le norme di cui al presente regolamento non si applicano: a.    alle attività economiche inerenti l’allevamento di animali da reddito o ad esso connesse in quanto regolamentate da normativa nazionale e comunitaria; b.    alle attività di studio e sperimentazione inerenti anche la sperimentazione animale in quanto regolamentate da normativa nazionale e comunitaria; c.    alle specie selvatiche di vertebrati e invertebrati il cui prelievo è regolato da specifiche disposizioni nazionali e regionali, in particolare riguardanti l’esercizio della caccia e della pesca; d.    alla detenzione di volatili ad uso venatorio, sempre che la detenzione stessa sia autorizzata ai sensi e per gli effetti della normativa vigente sulla caccia; e.    alle attività di disinfestazione e derattizzazione.

Art. 8 – Modalità di detenzione e custodia di animali.
1.    Chi custodisce un animale dovrà averne cura e rispettare le norme dettate per la sua tutela, con particolare riguardo al rispetto delle norme sanitarie in materia di profilassi, vaccinazioni.
2.    Gli animali, di proprietà o custoditi a qualsiasi titolo, dovranno essere fatti visitare da medici veterinari ogni qualvolta il loro stato di salute lo renda necessario ed i proprietari dovranno porre in essere, per quanto possibile, le prescrizioni impartite.
3.    I proprietari, o detentori a qualsiasi titolo di animali, dovranno accudirli e alimentarli secondo la specie e la razza alla quale appartengono.
4.    A tutti gli animali di proprietà, o custoditi a qualsiasi titolo, dovrà essere garantita costantemente la possibilità di soddisfare le proprie fondamentali esigenze, relative alle loro caratteristiche anatomiche, fisiologiche e comportamentali, nel rispetto delle esigenze di tutela del pubblico decoro, igiene e salute.
5.    I proprietari, o detentori a qualsiasi titolo di animali, dovranno prendere ogni possibile precauzione per impedirne la fuga e garantire la tutela di terzi da aggressioni.
6.    I proprietari e/o detentori di animali hanno il dovere di custodirli in modo che non danneggino o sporchino le proprietà pubbliche e private.

Capitolo III - DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 9 - Maltrattamento e mancato benessere di animali.
1.    E’ vietato mettere in atto qualsiasi maltrattamento o comportamento lesivo nei confronti degli animali e che contrasti con le vigenti disposizioni ed è altresì vietata qualsiasi azione che possa nuocere al benessere degli animali, come specificato in dettaglio e a mero titolo esemplificativo nei divieti di cui ai commi seguenti del presente articolo.
2.    E’ vietato custodire gli animali in spazi non adeguati , sottoporli a variazioni termiche o rigori climatici tali da nuocere alla loro salute nonché privi dell’acqua e del cibo necessario.
3.    E’ vietato tenere animali in isolamento e/o condizioni di impossibile controllo quotidiano del loro stato di salute o privarli dei necessari contatti sociali caratteristici della loro specie.
4.    E’ vietato custodire animali in terrazze o balconi per più di otto ore giornaliere e senza idoneo riparo, custodirli anche per brevi periodi in rimesse o cantine oppure segregarli in contenitori inadeguati o scatole, anche se posti all’interno di appartamenti o di altri locali (anche commerciali) senza luce naturale ed adeguato ricambio d’aria.
5.    E’ vietato separare i cuccioli di cani e gatti dalla madre prima dei 60 giorni di vita se non per gravi motivazioni certificate da un medico veterinario.
6.    E’ vietato detenere permanentemente animali in gabbia ad eccezione di casi di trasporto, di ricovero per cure e di esposizione per la vendita da parte degli esercizi commerciali osservando le disposizioni di cui all’art. 14; fanno eccezione uccelli e piccoli roditori nonché animali che, per le loro caratteristiche, possono comportare elementi di pericolosità.
7.    E’ vietato addestrare animali ricorrendo a violenze, percosse o costrizione fisica in ambienti inadatti (angusti o poveri di stimoli) che impediscono all’animale di manifestare i comportamenti tipici della specie; è vietato l’uso di strumenti cruenti (collari elettrici con rilascio di scariche, collari con punte, ecc.) per l’addestramento di qualsiasi tipo di animale.
8.    E’ vietato l’addestramento inteso ad esaltare la naturale aggressività e/o la potenziale pericolosità di razze ed incroci di cani con spiccate attitudini aggressive.
9.    E’ vietato ricorrere all’addestramento di animali appartenenti a specie selvatiche, fatto salvo quanto previsto dalle normative nazionali.
10. E’ vietata su tutto il territorio comunale la colorazione di animali per qualsiasi scopo, la detenzione di animali colorati artificialmente e la loro vendita.
11. E’ vietato trasportare o detenere animali, per qualsiasi periodo di tempo, nei vani portabagagli chiusi (ovvero non comunicanti con gli abitacoli) degli autoveicoli.
12. E’ vietato condurre animali al guinzaglio tramite veicoli a trazione meccanica in movimento. 13. E’ vietato trasportare e/o custodire animali in condizioni e con mezzi tali da procurare loro sofferenze, ferite o danni fisici anche temporanei; gli appositi contenitori dovranno consentire la stazione eretta, ovvero la possibilità per gli animali di sdraiarsi e rigirarsi; è vietato il trasporto di animali in condizioni di sovraffollamento; gli animali devono essere protetti dagli urti causati dai movimenti del viaggio e protetti
dalle intemperie e da forti variazioni climatiche. 14. Gli atti di amputazione del corpo degli animali sono vietati quando motivati da ragioni estetiche e non
curative, ovvero quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica degli stessi, salvo i casi, certificati da un medico veterinario, in cui l’intervento si renda necessario per prevenire o guarire malattie.
15. E’ vietato custodire animali in autoveicoli in sosta prolungata al sole e senza adeguato ricambio d’aria. E’ comunque sempre vietato tenere animali in autoveicoli in sosta per più di 3 ore consecutive.
16. E’ vietato distruggere i nidi degli uccelli, fatto salvo per lavori edili autorizzati purché eseguiti in tempi diversi dalla stagione riproduttiva e del successivo svezzamento.
17. E’ vietata l’opera di potatura ed abbattimento degli alberi nel periodo riproduttivo degli uccelli, tranne nei casi di assoluta necessità.
18. E’ severamente proibito a chiunque spargere o depositare in qualsiasi modo, e sotto qualsiasi forma, su tutto il territorio comunale, alimenti contaminati da sostanze velenose in luoghi ai quali possano accedere persone ed animali, escludendo le operazioni di derattizzazione e disinfestazione, che devono essere eseguite con modalità tali da non interessare e nuocere in alcun modo ad altre specie animali promuovendo metodi che risultino il più possibile istantanei ed indolori.

Art. 10 – Rilascio e cattura di animali.
1.    E’ severamente vietato rilasciare qualsiasi tipo di animale selvatico, sia appartenente alla fauna autoctona o esotica, o domestico ,in qualunque parte del territorio comunale, compresi giardini, parchi e qualsiasi tipologia di corpo idrico. E’ fatta salva la liberazione in ambienti adatti di individui appartenenti alle specie di fauna autoctona provenienti da Centri di Recupero autorizzati ai sensi delle leggi vigenti.
2.    E’ fatto divieto sul territorio comunale di molestare, catturare, detenere e commerciare le specie appartenenti alla fauna selvatica, fatto salvo quanto stabilito dalle leggi vigenti che disciplinano l’esercizio della protezione della fauna selvatica, della pesca e delle normative sanitarie.
3.    Sono sottoposte a speciale tutela sul territorio comunale, per la loro progressiva rarefazione, tutte le specie di Anfibi e Rettili;
4.    La pulizia di fontane pubbliche, degli alvei dei laghetti artificiali o naturali e dei corsi d’acqua, con presenza di mammiferi, uccelli, rettili o anfibi, dovrà sempre avvenire nel rispetto della fauna presente ed in modo che non arrechi danno agli stessi.
5.    Chiunque sia stato sanzionato per abbandono di un animale o per maltrattamento non può detenere animali a qualsiasi titolo.

Art. 11 - Accesso degli animali sui mezzi di trasporto pubblico.
1.    E’ consentito l’accesso degli animali su tutti i mezzi di trasporto pubblico operanti nel Comune di Cinisello Balsamo, se non in contrasto con i regolamenti o carta dei servizi delle aziende di trasporto.
2.    L’animale dovrà in ogni caso essere accompagnato dal padrone o detentore a qualsiasi titolo; per i cani è obbligatorio l’uso del guinzaglio, della museruola e di strumentazione idonea alla rimozione delle deiezioni con esclusione dei cani per non vedenti e portatori di handicap.
3.    Il proprietario, o detentore a qualsiasi titolo, che conduce animali sui mezzi di trasporto pubblico dovrà aver cura che gli stessi non sporchino o creino disturbo o danno alcuno agli altri passeggeri o alla vettura. Per i gatti (ed altri animali di piccola taglia) è obbligatorio il trasportino.
4.    Non potranno essere trasportati sui mezzi di trasporto pubblico animali appartenenti a specie selvatiche che costituiscano pericolo per la salute e l’incolumità pubblica, ai sensi della Legge n.150/1992 e s.m.i.
5.    Nel caso specifico del trasporto pubblico su taxi, i conducenti degli stessi hanno la facoltà di rifiutare il trasporto di animali di grossa taglia, tranne quelli da accompagnamento dei disabili e dei non vedenti; per quelli di piccola taglia quali ad esempio gatti e piccoli cani, è auspicabile l’ammissione al trasporto; il servizio taxi, a tale scopo, dovrà essere avvisato alla chiamata e dichiarare o meno la propria disponibilità la propria disponibilità ad effettuare il trasporto.

Art. 12 - Divieto di accattonaggio.
1.    E’ vietato esibire animali per la pratica dell’accattonaggio nel rispetto della normativa vigente.
2.    E’ vietato ad Enti , Associazioni e privati esibire in postazioni itineranti animali vivi (in particolare cuccioli) con lo scopo di sollecitare offerte e donazioni a qualsiasi titolo o con scopi commerciali e di lucro.

Art. 13 - Divieto di offrire animali in premio, vincita, oppure omaggio.
Su tutto il territorio comunale è fatto assoluto divieto di offrire animali, sia cuccioli che adulti, come premio o regalo per giochi, feste, sagre, lotterie, sottoscrizioni o altre attività.

Art. 14 - Esposizione e vendita di animali negli esercizi commerciali
1.    E’ fatto divieto agli esercizi commerciali fissi, all’ingrosso ed al dettaglio, di esporre al pubblico animali in gabbie, recinti, vetrine o con altre modalità (ad esclusione dei volatili, pesci e rettili di cui al successivo comma 2) al di fuori delle seguenti fasce orarie:
a) periodo invernale (solo all’interno dell’esercizio): mattina dalle ore 10.00 alle ore 12.00 - pomeriggio dalle ore 16.00 alle ore 19.00;
b) periodo estivo: mattina dalle ore 9.00 alle ore 11.00 – pomeriggio dalle ore 17.00 alle ore 20.00;
2.    Gli animali in esposizione, detenuti all’interno o all’esterno dell’esercizio commerciale per il tempo consentito, dovranno essere sempre riparati dal sole, oltre ad essere provvisti di acqua, di cibo e di lettiera.
3.    Quando non esposti, gli animali devono essere contenuti in gabbie con misure non inferiori a quelle previste nel successivo art. 19. Il fondo delle gabbie dovrà essere di materiale tale da impedire il ferimento delle zampe dell’animale stesso.
4.    L’esposizione di volatili all’esterno o all’interno degli esercizi commerciali fissi deve essere effettuata avendo cura che gli stessi siano riparati dal sole e dalle intemperie, oltre ad essere provvisti di cibo ed acqua, e siano collocati in gabbie le cui misure rispettino le prescrizioni del successivo art. 33 del presente regolamento.
5.    Le attività commerciali ambulanti ed occasionali, inerenti la vendita e/o l’esposizione di animali, contestualmente alla domanda di permesso dovranno indicare l’orario di esposizione degli animali posti in vendita, orario che non potrà superare le quattro ore totali; nel caso che l’attività riguardi i volatili valgono anche le disposizioni di cui al successivo art. 33 relativo alle dimensioni delle gabbie.
6.    Nei confronti dei soggetti che contravvengono alle disposizioni di cui al presente articolo viene disposta la chiusura o la sospensione dell’attività per l’intera giornata, oltre all’applicazione della sanzione amministrativa di cui al presente regolamento.
7.    E’ vietata l’esposizione di animali vivi in tutti quegli esercizi commerciali non autorizzati per il commercio di animali (es. discoteche, centri commerciali, ristoranti, pub ecc.) con la sola esclusione di acquari contenenti esclusivamente pesci. In ogni caso gli acquari non possono essere collocati in ambienti esposti a forti rumori e a repentini mutamenti di luce.

Art. 15 – Mostre, spettacoli e intrattenimenti con l’utilizzo di animali.
1.    E’ vietata su tutto il territorio comunale qualsiasi forma di spettacolo o di intrattenimento pubblico o privato effettuato con o senza scopo di lucro che contempli, in maniera totale o parziale, l’utilizzo di animali di qualsiasi tipo, fatto salvo quanto indicato al capoverso sottoriportato.
Su autorizzazione del Sindaco, subordinata all’ottenimento del parere favorevole dell’Asl competente e dell’Ufficio tutela animali, è possibile lo svolgimento di attività ad alto contenuto didattico e di promozione della tutela degli animali , purchè con l’esclusione dell’utilizzo dei cuccioli (età inferiore ai 4 mesi)
2.    Per quanto concerne gli animali di cui al comma 1, è consentito l’attendamento esclusivamente a circhi nel rispetto dei requisiti prescritti dalla Commissione CITES, istituita presso il Ministero dell’Ambiente, con sua delibera del 10 maggio 2000, “Criteri per il mantenimento di animali nei circhi e nelle mostre viaggianti”, emessa in ottemperanza alla Legge n. 426 del 9 dicembre 1998.

Art. 16 – Pet therapy – Attività curative umane con impiego di animali.
1.    Il Comune di Cinisello Balsamo riconosce validità alle forme di cura che utilizzano gli animali per alleviare particolari patologie, quali ad esempio la depressione negli anziani, e incoraggia nel suo territorio, collaborando con Associazioni specifiche, tali attività di cura, riabilitazione ed assistenza.
2.    Il Comune riconosce e promuove, altresì, le attività didattico-educative presso le scuole che prevedano la presenza di animali all’interno della struttura, pur sempre accompagnati dal personale addetto alle iniziative promosse dall’Amministrazione Comunale.
3.    A condurre le attività di pet-therapy dovranno essere persone che dimostrino di avere conseguito titolo di studio allo scopo.
4.    Ai fini della corretta attuazione dei programmi di Attività Assistite dagli Animali (AAA) e di Terapie Assistite dagli Animali (TAA) è vietata l’utilizzazione di cuccioli, di animali selvatici ed esotici.
5.    Tutti gli animali impiegati in attività e terapie assistite devono superare una valutazione interdisciplinare che ne attesti lo stato sanitario, le capacità fisiche e psichiche, tra le quali in particolare la socievolezza e la docilità, nonché l’attitudine a partecipare a programmi di AAA e TAA. In nessun caso le loro prestazioni devono comportare per l’animale fatiche, stress psichici o fisici, né consistere in attività che comportino dolore, angoscia, danni psicofisici temporanei o permanenti, ovvero sfruttamento.
6.    Gli animali impiegati in programmi di AAA e TAA devono provenire da canili e rifugi pubblici e privati o da allevamenti per fini alimentari. Al termine della carriera, agli animali viene assicurato il corretto mantenimento in vita, anche attraverso la possibilità di adozione da parte di privati e/o associazioni ed escludendo per gli animali da reddito la macellazione.

Art. 17 - Attività motoria e rapporti sociali.
1.    Chi custodisce un cane dovrà provvedere a consentirgli adeguata attività motoria; in particolare i cani custoditi in appartamento o in recinti devono poter effettuare regolari uscite giornaliere. Tale obbligo non sussiste qualora il recinto abbia una superficie di almeno otto volte superiore a quella minima richiesta dal successivo art. 19.
2.    E’ vietato custodire cani all’esterno sprovvisti di un idoneo riparo. In particolare la cuccia dovrà essere adeguata alle dimensioni dell’animale, e dotata di tutti quegli accorgimenti atti a garantire il confort e la salute dell’animale ( a titolo di esempio coibentazione, tetto impermeabilizzato, rialzo da terra)
3.    L’Amministrazione comunale promuove o patrocina iniziative destinate ad informare i proprietari di cani affinché garantiscano ai propri animali un’adeguata attività motoria ponendo in evidenza i rischi connessi alla sua mancanza, con particolare attenzione ai cani tenuti in appartamento o custoditi in recinto.

Art. 18 - Divieto di detenzione a catena.
E’ vietato detenere cani legati o a catena, salvo che momentaneamente per brevissimi periodi e per provate esigenze di sicurezza. E’ permesso altresì detenere i cani ad una catena di almeno 4 metri a scorrere su di un cavo aereo della lunghezza di almeno metri 4 e di altezza metri 2 dal terreno; la catena dovrà essere munita di due moschettoni rotanti alle estremità. La lunghezza della catena dovrà consentire al cane di raggiungere il riparo e le ciotole dell’acqua e del cibo. I soggetti detenuti nelle condizioni sopra citate devono comunque poter essere slegati almeno una volta al giorno.

Capitolo IV - CANI

Art. 19 Dimensioni dei recinti.
1. Per i cani custoditi liberi in recinto la superficie di base non dovrà essere inferiore a metri quadrati 15, fatti salvi i canili pubblici e privati e i rifugi delle associazioni riconosciute; ogni recinto non potrà contenere più di due cani adulti con gli eventuali loro cuccioli in fase di allattamento; ogni cane in più comporterà un aumento minimo di superficie di metri quadrati 6. All’esterno dei recinti dovranno essere affissi, a cura del proprietario, idonei cartelli di segnalazione della presenza del cane.
2. I cani devono essere custoditi in strutture idonee dal punto di vista igienico-sanitario, atte a garantire un’adeguata contenzione dell’animale e a soddisfare le esigenze psicofisiche dello stesso. Il box, opportunamente inclinato per il drenaggio, deve essere adeguato alla taglia del cane, permettergli un abbondante e fisiologico movimento, deve avere una parte ombreggiata, pavimentazione almeno in parte in materiale non assorbibile (es.: piastrelle, cemento), antisdrucciolo, non devono esservi ristagni di liquidi, le feci devono essere asportate quotidianamente.
3. Il box deve essere riparato dai venti dominanti ed avere una recinzione sufficientemente alta in relazione alla contenzione dell’animale.
4. Il ricovero (cuccia) deve essere dimensionato alla taglia e alle caratteristiche della razza del cane, al fine di garantire un adeguato comfort e riparo dalle intemperie, deve essere di materiale facilmente lavabile e disinfettante, sistemato nella parte coperta e più riparata del recinto.

Art. 20- Accesso ai giardini, parchi ed aree pubbliche.
1.    Ai cani accompagnati dal proprietario o da altro detentore è consentito l’accesso a tutte le aree pubbliche e di uso pubblico, compresi i giardini e i parchi, salvo le aree successivamente precisate al comma 4.
2. E’ fatto obbligo di utilizzare sempre il guinzaglio; la museruola è a discrezione del proprietario o accompagnatore qualora gli animali possano determinare danni o disturbo agli altri frequentatori. Per i cani pericolosi di cui all’Ordinanza del Ministero della Salute del 27.10.2004, è sempre obbligatoria anche la museruola.
3.    E’ fatto divieto di affidare i cani a persone che per età o condizione fisica siano incapaci di garantire idonea custodia dell’animale stesso. Il proprietario o detentore dell’animale è comunque responsabile civilmente, penalmente e amministrativamente di ogni azione del cane da lui condotto.
4.    E’ vietato l’accesso ai cani in aree destinate e attrezzate per particolari scopi, come le aree giochi per bambini, anche quando non siano chiaramente delimitate e segnalate con appositi cartelli di divieto.

Art. 21- Aree e percorsi destinati ai cani.
1.    Nell’ambito di giardini, parchi ed altre aree a verde di uso pubblico sono individuati, mediante appositi cartelli e delimitazioni, spazi destinati ai cani, dotati anche di opportune attrezzature.
2.    Negli spazi a loro destinati, i cani possono muoversi, correre e giocare liberamente, senza guinzaglio e museruola, sotto la vigile responsabilità degli accompagnatori, in modo da non determinare danni ad altri cani, alle persone, alle piante o alle strutture presenti.

Art. 22- Obbligo di raccolta delle deiezioni.
1.    I proprietari, o detentori a qualsiasi titolo dei cani, hanno l’obbligo di raccogliere le deiezioni prodotte dagli stessi sul suolo pubblico, in modo da mantenere e preservare lo stato di igiene e decoro del luogo.
2.    L’obbligo di cui al presente articolo sussiste per qualsiasi area pubblica o di uso pubblico (via, piazza, marciapiede, aiola, giardino o altro) dell’intero territorio comunale, comprese le aree di sguinzagliamento per cani di cui al precedente articolo.
3.    I proprietari e/o detentori di cani che si trovino su area pubblica o di uso pubblico hanno l’obbligo di essere muniti di apposita paletta o sacchetto o altro idoneo strumento per una igienica raccolta o rimozione delle deiezioni. Questa norma non si applica agli animali per guida non vedenti o accompagnatori di portatori di handicap e da essi accompagnati.
4.    I proprietari sono altresì obbligati a depositare le deiezioni, introdotte in idonei involucri o sacchetti chiusi, nei cestini portarifiuti.

Art. 23- Accesso negli esercizi pubblici e negli Uffici Comunali.
1. I cani, accompagnati dal padrone o detentore a qualsiasi titolo, hanno libero accesso, nei modi consentiti dai commi 2 e 3 del presente articolo, a tutti gli esercizi pubblici situati nel territorio del Comune di Cinisello Balsamo (individuati ai sensi del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) negli esercizi commerciali e nei locali ed uffici aperti al pubblico, fatti salvi specifici divieti previsti dalle norme vigenti; analogamente hanno libero accesso negli Uffici Comunali;
2. E’ fatto obbligo di utilizzare sempre il guinzaglio; la museruola è a discrezione del proprietario o accompagnatore qualora gli animali possano determinare danni o disturbo agli altri frequentatori. Per i cani pericolosi di cui all’Ordinanza del Ministero della Salute del 27.10.2004, è sempre obbligatoria anche la museruola;
3. I proprietari o detentori a qualsiasi titolo dovranno inoltre avere cura che i cani da loro accompagnati non sporchino e non creino disturbo o danno alcuno. Al fine di dare un maggiore servizio alla propria clientela, in alternativa a quanto previsto al comma 1., è facoltà del titolare del pubblico esercizio di dotarsi di adeguate soluzioni esterne, delle quali deve essere data semplice comunicazione al Sindaco, avendo cura che la soluzione esterna suddetta garantisca l’animale da pericoli e non consenta la fuga dell’animale stesso.

Art. 24–Smarrimento – Rinvenimento - Affido
1. L’eventuale smarrimento del proprio cane deve essere comunicato entro le 48 ore successive la scomparsa alla Polizia locale o all’Ufficio Tutela degli Animali o al canile sanitario nonché al canile municipale o convenzionato con il Comune.
2.    Chiunque rinvenga animali randagi, vaganti o abbandonati è tenuto a comunicarlo senza ritardo al Servizio Veterinario Azienda Usl competente per territorio o alla Polizia locale.
3.    Gli animali non possono essere dati in adozione, anche temporanea, né ceduti a qualsiasi titolo, a coloro che abbiano riportato condanna o abbiano patteggiato pene per maltrattamento, combattimenti o uccisione di animali.

Art. 25- Definizione dei termini usati nel presente titolo.
1.    I gatti sono animali sociali che si muovono liberamente su di un determinato territorio. La territorialità, già sancita dalla Legge 281/91, è una caratteristica etologica del gatto che riconosce la specificità della specie felina di avere un riferimento territoriale – o habitat – dove svolgere le funzioni vitali (cibo, rapporti sociali, cure, riposo ecc.)
2.    Per "gatto libero" si intende l’animale che vive in libertà ed è stanziale o frequenta abitualmente lo stesso luogo pubblico o privato.
3.    Per "colonia felina" si intende un gruppo di gatti che vivono in libertà e sono stanziali o frequentano abitualmente lo stesso luogo pubblico o privato.
4.    La persona che si occupa della cura e del sostentamento delle colonie di gatti che vivono in libertà è denominata "gattaro" o "gattara", anche detto “tutore di colonie feline”
5.    Per “habitat” di colonia felina si intende qualsiasi territorio o porzione di esso, pubblico o privato, urbano e no, edificato e no, nel quale viva stabilmente una colonia di gatti liberi, indipendentemente dal numero di soggetti che la compongono e dal fatto che sia o meno accudita dai cittadini.

Art. 26- Compiti dell’Azienda Sanitaria Locale e dell’Amministrazione Comunale.
1.    Il Comune e l’Azienda Sanitaria Locale provvedono, in collaborazione con le Associazioni animaliste ed in base alla normativa vigente, alla cura e sterilizzazione dei gatti liberi, reimmettendoli in seguito all’interno della colonia di provenienza.
2.    La cattura dei gatti liberi, per la cura e la sterilizzazione, potrà essere effettuata sia dall’Azienda Sanitaria Locale che dalle associazioni di volontariato, che dalle gattare/gattari o da personale addetto del competente Ufficio Tutela degli Animali;

Art. 27- Colonie feline e gatti liberi.
1.    Le colonie feline sono considerate dal Comune di Cinisello Balsamo “patrimonio bioculturale” e sono pertanto tutelate. Il Comune, nel caso di episodi di maltrattamento, si riserva la facoltà di procedere a querela nei confronti dei responsabili secondo quanto disposto dal Codice Penale.
2.    Le colonie feline che vivono all’interno del territorio comunale sono censite dall’Azienda Sanitaria Locale, con la collaborazione delle Associazioni e/o dei cittadini abilitati. Tale censimento deve essere periodicamente aggiornato sia al riguardo del numero dei gatti sia in merito alle loro condizioni di salute.
3.    Le colonie feline non possono essere spostate dal luogo ove abitualmente risiedono; eventuali trasferimenti potranno essere effettuati in collaborazione con personale addetto dell’Ufficio Tutela degli Animali, la competente Unità Operativa Sanità Animale dell’Azienda Sanitaria Locale e la competente Associazione    animalista,    ed    esclusivamente    per    comprovate    e    documentate    esigenze ambientali/territoriali.
4.    E’ vietato a chiunque ostacolare od impedire l’attività di gestione di una colonia felina o di gatti liberi nonché asportare o danneggiare gli oggetti utilizzati per la loro alimentazione e cura (ciotole, ripari, cucce ecc.)

Capitolo V - GATTI

Art. 28 Cura delle colonie feline da parte dei/delle gattari/e.
1.    Il Comune di Cinisello Balsamo riconosce l’attività benemerita dei cittadini che, come gattari/e, si adoperano per la cura ed il sostentamento delle colonie feline e promuove, tramite personale addetto del competente Ufficio Tutela degli Animali, corsi di formazione per aspiranti gattari/e, in collaborazione con i servizi Veterinari dell’ASL e con le Associazioni animaliste e protezioniste riconosciute. A seguito dei predetti corsi verrà rilasciato apposito tesserino di riconoscimento e si provvederà all’iscrizione all’apposito albo comunale.
Il Comune riconosce altresì l’attività benemerita del cittadino che, anche in maniera episodica, provvede alla cura ed al sostentamento delle colonie feline.
2.    Al gattaro/a deve essere permesso l’accesso, al fine dell’alimentazione e della cura dei gatti, a qualsiasi area di proprietà pubblica dell’intero territorio comunale; nelle aree pubbliche in concessione deve essere permesso il passaggio, sempre per il medesimo scopo. Il Comune, con apposita segnaletica, provvede a tabellare le colonie di gatti che vivono in libertà al fine di avvisare la cittadinanza che trattasi di aree soggette a protezione e vigilanza da parte dell’Autorità Comunale, nella specie del Comando della Polizia Municipale e degli altri Enti Pubblici preposti;
3.    L’accesso dei/delle gattari/e a zone di proprietà privata è subordinato al consenso del proprietario che tuttavia, in caso di divieto di accesso, non dovrà ostacolare in alcun modo l’uscita dei gatti dalla sua proprietà; in casi di comprovati motivi relativi alla salute e tutela di gatti liberi residenti in aree private e nell’impossibilità di accedervi, i/le gattari/e sottopongono e demandano al Referente per la tutela degli animali ed alle autorità competenti le problematiche individuate, i quali con gli strumenti definiti dalla legge promuoveranno le azioni necessarie.
4.    I/le gattari/e sono obbligati a rispettare le norme per l’igiene del suolo pubblico evitando la dispersione di alimenti e provvedendo alla pulizia della zona dove i gatti sono alimentati dopo ogni pasto. Deve essere consentita la presenza costante di contenitori per l’acqua.
5.    I/le gattari/e potranno rivolgersi alle mense delle scuole comunali per il prelievo di avanzi alimentari da destinare all’alimentazione dei gatti, oppure ad altre forme di approvvigionamento alimentare che potranno essere successivamente istituite allo stesso scopo.
6.    Sulle aree pubbliche è permesso il posizionamento di cucce e/o mangiatoie per gatti esclusivamente da parte del personale addetto del competente Ufficio Tutela degli Animali, in collaborazione con le Associazioni animaliste e con i/le gattari/e. Le suddette cucce e/o mangiatoie devono essere posizionate in modo tale da permettere il passaggio di mezzi di locomozione nelle aree viabili e di carrozzine per disabili sui marciapiedi.
7.    E’ proibita la rimozione delle cucce e/o mangiatoie di cui al comma precedente da parte dei cittadini.
8.    Il Comune, al fine di tutelare i gatti che vivono in libertà e le colonie feline, provvede a sensibilizzare la cittadinanza attraverso campagne di informazione sulla tutela degli animali da affezione. Si evidenzia ai cittadini che la presenza di persone zoofile che si occupano dei gatti rappresenta garanzia di animali in buona salute e controllati dal punto di vista demografico. Non deve essere operata pertanto alcuna criminalizzazione generalizzata verso chi si occupa dei gatti liberi che hanno trovato il loro habitat in aree condominiali. Si ricorda, inoltre, che il gatto, anche se ben nutrito, resta il principale antagonista dei topi.

Art. 29 Cantieri
1.    I vari soggetti pubblici e/o privati che intendono eseguire opere edili e/o di restauro conservativo di carattere pubblico e/o privato, i cui interventi siano ricadenti in zone ed aree interessate dalla presenza di gatti liberi o colonie feline, debbono prevedere, prima dell’inizio dei lavori ed in fase di progettazione, ove possibile e compatibilmente con lo stato dei luoghi interessati dai lavori, un’idonea collocazione temporanea e/o permanente per detti animali. A tal fine il personale addetto del competente Ufficio Tutela degli Animali potrà collaborare all’individuazione del sito in cui collocare gli animali e per le eventuali attività connesse.
2.    Tale collocazione, di norma, deve essere ubicata in una zona adiacente il cantiere e dovrà essere in grado di ospitare tutti gli animali appartenenti alle colonie interessate dagli interventi; dovrà altresì essere consentita ai/lle gattari/e, od in alternativa a personale addetto del competente Ufficio Tutela degli Animali, con le modalità più opportune, la possibilità di continuare ad alimentare tali animali;
3.    Al termine dei lavori gli animali, previa collocazione di appositi ed adeguati insediamenti, dovranno essere rimessi sul territorio loro di origine, ovvero in siti immediatamente adiacenti a quello originario di provenienza.

Art. 30– Detenzione dei gatti di proprietà
1.    E’ fatto assoluto divieto di custodire i gatti, anche per breve tempo, in terrazze o balconi senza possibilità di accesso all’interno dell’abitazione, o in qualunque altro ambiente segregato che non abbia accesso all’abitazione, a titolo di esempio in rimesse o cantine.
2.    Al fine di evitare e contenere l’incremento della popolazione felina, nel caso di gatti che vengano lasciati liberi di uscire dall’abitazione e di vagare liberamente sul territorio, è fatto obbligo ai proprietari e/o detentori di provvedere alla loro sterilizzazione.

Capitolo VI – RODITORI LAGOMORFI E MUSTELIDI

Art. 31– Modalità di detenzione e misure delle gabbie.
1.    Conigli. I materiali delle gabbie devono essere atossici e resistenti; le gabbie non devono essere dotate di spigoli o superfici che possano provocare danni al coniglio stesso; non è consentito l’uso di gabbie col fondo a griglia. Il fondo deve essere coperto da uno strato di materiale morbido, assorbente e atossico. E’ vietato detenere conigli in ambiente umido e/o sprovvisto di luce solare. Sono da evitare le gabbie chiuse su tutti i lati da pareti di plastica o vetro. Le gabbie per conigli devono avere lunghezza pari almeno a quattro volte la lunghezza dell’animale, con altezza tale da permettere all’animale la stazione eretta ed in ogni caso adeguata alla necessità di movimento dell’animale stesso. E’ vietata la detenzione permanente dei conigli in gabbia e deve essere loro garantito un congruo numero di uscite giornaliere. La superficie minima delle gabbie per la detenzione temporanea dei conigli in transito presso negozianti è fissata in 0,5 mq., con un’altezza non inferiore a 40 cm., aumentata di 0,25 mq per ogni ulteriore esemplare.
2.    Furetti. Le gabbie per i furetti devono avere una dimensione minima di base pari a 0,5 metri quadri, con un’altezza minima di 80 cm. fino a due esemplari. E’ vietata la detenzione permanente dei furetti in gabbia e devono essere loro garantite un numero congruo di uscite giornaliere.
3.    Piccoli roditori. Le gabbie per le cavie, i criceti e per gli altri piccoli roditori devono avere una base minima di 0,24 metri quadri, con un’altezza minima di 30 cm, fino a due esemplari, con un incremento di 0,12 metri quadri per ogni ulteriore coppia. Per gli scoiattoli le dimensioni minime devono rispettare le caratteristiche e le necessità delle singole specie (con sviluppo in altezza per le specie arrampicatrici) ed in ogni caso devono garantire all’animale un volume minimo pari a 0,54 metri cubi, con una dimensione di base minima di 0,25 metri quadri.
4.    Per le specie non indicate è comunque necessario assicurare condizioni di detenzione compatibili con le loro caratteristiche etologiche.

Art. 32- Detenzione di volatili.
1.    I volatili, per quanto riguarda le specie sociali, devono essere tenuti in coppia.
2.    Per i volatili detenuti in gabbia, le stesse non potranno essere esposte a condizioni climatiche sfavorevoli ed i contenitori dell’acqua e del cibo all’interno della gabbia dovranno essere sempre puliti e riforniti.
3.    E’ vietato tenere volatili legati al trespolo.
4.    E’ obbligatorio posizionare sulle voliere e sulle gabbie mantenute all’aperto una tettoia che copra almeno la metà della parte superiore.

Capitolo VII - VOLATILI

Art. 33- Dimensioni delle gabbie.
La gabbia deve avere dimensioni tali da permettere quantomeno la completa estensione del corpo senza contatto con le pareti e l’estensione alare completa almeno in una direzione.
Un unico e ben posizionato sostegno può essere adeguato se il volatile può stare in piedi sul sostegno senza che la testa tocchi il soffitto della gabbia e allo stesso tempo la coda non tocchi il fondo della gabbia. In ogni caso due sostegni, uno ad ogni estremità della gabbia, devono essere forniti a tutte quelle specie che preferiscono volare o saltare all’arrampicarsi (come a titolo di esempio i canarini, i fringillidi, ecc.). I sostegni devono essere posizionati in modo da impedire contaminazioni dovute a caduta di escrementi nell’acqua e nel cibo, e anche per prevenire che le code degli uccelli vengano a contatto con il cibo e l’acqua. Escludendo i bisogni specifici di coppie per la riproduzione o uccelli specifici per le caratteristiche individuali, i seguenti sono i minimi spazi necessari per un singolo esemplare. Le misure si riferiscono allo spazio vitale, escludendo eventuali sostegni ornamenti o spazi sotto la grata del fondo. Le misurazioni dei volatili sono da intendersi dalla punta della coda alla testa :

Volatili da 20 cm o meno di lunghezza dalla punta della coda alla sommità del capo
Grandezza minima gabbia:    27 dm3 (circa 30x30x30 cm)
Esempi: Fringuelli, Canarini, Cocorite, Inseparabili, alcuni piccoli Parrochetti, ecc.

Volatili da 21 cm a 30 cm di lunghezza dalla punta della coda alla sommità del capo
Grandezza minima gabbia:    90 dm3 (circa 45x45x45 cm)
Esempi: piccoli Conuri, Pionus, Calopsitte, ecc..

Volatili da 31 cm a 60 cm di lunghezza dalla punta della coda alla sommità del capo
Grandezza minima gabbia:    160 dm3 (circa 50x 65x50 cm)
Esempi: Pappagalli cenerini, specie piccole di Ara e di Cacatoa, Amazzoni, Parrocchetti ecc.

Volatili da 61 cm a 90 cm
Grandezza minima gabbia:    540 dm3 (circa 60x 100x90 cm)
Esempi: Ara, Cacatoa, piccoli Tucani ecc.

Volatili da 91 cm a 115 cm
Grandezza minima gabbia:    1,2 m3 (circa 90x150x150cm)
Esempi: Ara, grandi Tucani ecc.
Quando i volatili vengono tenuti in gruppi, le dimensioni della gabbia devono aumentare per soddisfare i bisogni di tutti gli uccelli. La gabbia deve avere dimensioni tali da permettere al singolo uccello di appollaiarsi comodamente sul sostegno, muovere la coda e allargare le ali senza dover toccare un lato della gabbia o un altro volatile. Nella stessa gabbia è consentita la stabulazione solo di specie compatibili.

Art. 34– Della popolazione di Columba livia var. domestica
1.    Negli edifici, negli impianti delle reti dei servizi pubblici, nelle aree pubbliche o private, dove si possono verificare nidificazioni o stabulazioni dei colombi tali da creare condizioni favorevoli ad una loro rapida proliferazione in contrasto con l’equilibrio dell’ecosistema urbano e con la vivibilità della città, devono essere attuati a cura dei proprietari o dei responsabili i seguenti interventi:
-    pulizia e disinfezione delle superfici necessarie al ripristino delle condizioni igieniche;
-    interventi di tipo meccanico o strutturale atti a mantenere condizioni sfavorevoli alla nidificazione e allo stanziamento dei colombi. Ogni intervento dovrà rispettare le regole di non maltrattamento degli animali.

Capitolo VIII - ANIMALI ACQUATICI

Art. 35– Ittiofauna.
1.    E’ fatto divieto di:
lasciare l’ittiofauna in vasche senza l’ossigenatore ed a temperature non conformi alle esigenze fisiologiche della specie; porre l’ittiofauna marina in acqua dolce e viceversa; detenere per qualsiasi motivo l’ittiofauna viva fuori dall’acqua, ad esclusione dei molluschi;
2.    Le norme di cui al presente articolo sono da ritenersi valide sia per le attività commerciali o di ristorazione che per i singoli cittadini.

Art. 36– Detenzione di specie animali acquatiche.
1.    Gli animali acquatici appartenenti a specie sociali dovranno essere tenuti in coppia. Art. 37 -Dimensioni e caratteristiche degli acquari.
1.    Il volume dell’acquario non dovrà essere inferiore a tre litri per centimetro della somma delle lunghezze degli animali ospitati.
2.    E’ vietato l’utilizzo di acquari sferici o comunque con pareti curve di materiale trasparente. 3.    In ogni acquario devono essere garantiti il ricambio, la depurazione e l’ossigenazione dell’acqua, le cui caratteristiche chimico-fisiche e di temperatura devono essere conformi alle esigenze fisiologiche delle specie ospitate.

Art. 38 - Tartarughe acquatiche.
1.    E’ fatto obbligo ai detentori di tartarughe acquatiche palustri di origine alloctona di inviare comunicazione di possesso al Referente per la tutela degli animali del Comune.
2.    E’ fatto divieto di abbandono di detti esemplari in qualsiasi struttura artificiale o nell’ambiente.
3.    Il Comune, tramite l’Ufficio protezione Animali, in base alle comunicazioni di possesso ricevute, attiverà un monitoraggio della situazione, attuando periodicamente opportuni accertamenti intesi ad ottenere l’aggiornamento sulla presenza di tali animali nell’ambito dell’ecosistema urbano, al fine di promuovere gli accorgimenti più idonei per la difesa del patrimonio faunistico.

Capitolo IX - EQUIDI

Art. 39 - Equidi.
1. Oltre a quanto previsto al precedente Cap. 3, gli equidi dovranno essere custoditi in ricoveri dotati delle minime dimensioni di seguito riportate:

equidi

2.    L’altezza dei ricoveri non deve essere inferiore ai 3.00 m. di media (2.50 m. per i cavalli di taglia piccola); E’ fatto assoluto divieto custodire i cavalli sempre legati in posta.
3.    Possono essere concesse deroghe alle predette dimensioni minime nel caso in cui il cavallo disponga giornalmente di spazi ulteriori.
4.    Qualora gli equidi siano tenuti esclusivamente in recinti all’aperto, deve essere predisposto idoneo riparo (tettoia);
5.    La detenzione non conforme ai parametri di cui sopra può essere autorizzata dal Comune su parere dei Servizi Veterinari della ASL, in seguito a motivata richiesta.
6.    Gli equidi devono avere sempre acqua fresca a disposizione e devono essere nutriti in modo soddisfacente (fieno di base e cereali).
7.    E’ vietato accorciare il fusto della coda ai cavalli, modificare la posizione naturale degli zoccoli, impiegare ferrature dannose e fissare pesi alla regione degli zoccoli.
8.    I cavalli tenuti nei box dovranno avere libero accesso all’esterno per tutta la durata della giornata o comunque deve essere data loro la possibilità di effettuare una sgambatura giornaliera.
9.    I cavalli non dovranno essere sottoposti a sforzi o a pesi eccessivi. Non dovranno essere montati o sottoposti a fatiche cavalli anziani, malati o fiaccati.

Art. 40 – Tutela degli animali esotici
1.    Per animali esotici si intendono le specie di mammiferi, uccelli, rettili e anfibi facenti parte della fauna selvatica esotica, viventi stabilmente o temporaneamente in stato di naturale libertà nei territori dei paesi di origine e dei quali non esistono popolazioni stabilizzate in ambiente naturale sul territorio nazionale.
2.    Il commercio e la detenzione di animali esotici, anche se provenienti da riproduzioni in cattività, appartenenti alle specie di cui legge 19 dicembre 1975, n. 874 ( Ratifica ed esecuzione della convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione, firmata a Washington il 3 marzo 1973) sono disciplinati dalla Legge 7 febbraio 1992 n. 150.
3. I possessori di animali esotici la cui detenzione non sia vietata sono tenuti a presentare, entro otto giorni dal momento in cui ha avuto inizio la detenzione o dalla nascita dell’animale in stato di cattività, denuncia di detenzione al Servizio veterinario Asl territorialmente competente, allegando alla propria denuncia le certificazioni e gli atti che consentano la identificazione degli animali e ne dimostrino la legittima provenienza, anche ai sensi della legge 19 dicembre 1975, n. 874 e successive modificazioni e integrazioni.
4. I possessori sono altresì tenuti a denunciare al servizio veterinario della Asl, entro otto giorni, la morte o l' alienazione per qualsiasi causa degli animali detenuti.
5. E’ vietato liberare esemplari di animali esotici, anche se provenienti da riproduzioni in cattività, così come uova o forme larvali delle medesime specie, nel territorio comunale.
6. La detenzione, l'allevamento ed il commercio di animali esotici, senza apposita autorizzazione o in condizioni diverse da quelle previste all' atto dell' autorizzazione o ritenute non idonee comportano la revoca della eventuale autorizzazione, il provvedimento di sequestro cautelativo degli animali, nonché l'eventuale trasferimento degli stessi, a spese del detentore ad un idoneo centro di ricovero indicato dalla medesima commissione.

Capitolo X    ANIMALI ESOTICI

Art. 41– Protezione degli animali utilizzati per fini scientifici e tecnologici.
1.    Il Comune si farà parte attiva affinché nell’ambito del suo contesto territoriale le attività che prevedano l’utilizzo di animali a scopi sperimentali avvengano con tutte le garanzie e le tutele previste dalla normativa vigente (D.lgs 27.1.1992, n. 116 e Circolare 14.5.2001, n.6), con particolare riferimento alla possibilità di intervento dell’Amministrazione Comunale.
2.    Il Comune si adopera affinché le funzioni ad esso demandate di vigilanza e controllo sul territorio siano esercitate in maniera il più possibile efficace e coordinata con le altre Istituzioni Pubbliche preposte.

Art. 42– Trattamento documentazione relativa ai protocolli di sperimentazione.
1.    Le richieste di autorizzazioni all’utilizzo di animali avanzate dagli Istituti e dalle Ditte che operano nel territorio verranno trasferite, raccolte e catalogate dall’Ufficio protezione Animali che annualmente redigerà un dossier riassuntivo riguardante: il numero delle richieste; il numero e le specie di animali utilizzati in esperimenti; le tipologie di esperimento; qualsiasi altra informazione ritenuta utile. Ciò al fine di valutarne l’andamento temporale e procedere eventualmente alla richiesta prevista dall’art. 12, comma 4 della legge 116/92. Tale dossier verrà sottoposto ad esperti delle diverse discipline che riguardano l’argomento in esame, che ne facciano richiesta al Comune e senza corrispettivo alcuno.
2.    Viene garantito il rispetto della normativa sulla privacy.

Capitolo XI – PROTEZIONE DEGLI ANIMALI UTILIZZATI PER FINI SCIENTIFICI E TECNOLOGICI

Art. 43– Recupero e riabilitazione animali da laboratorio.
1.    In virtù di quanto stabilito dal D.Lgs. 116/92, art. 6, comma 3 e ribadito dalla Circolare ministeriale del 14 maggio 2001, n. 6, il Comune incoraggia le iniziative volte al recupero, riabilitazione ed affido di animali utilizzati per la sperimentazione.
2.    Gli animali che secondo il responsabile della ricerca, di concerto con il veterinario responsabile, sono avviabili alla riabilitazione, possono essere consegnati a rappresentanti di Associazioni per la tutela degli animali, in seguito a esplicita richiesta di detti soggetti.
3.    Si riconosce altresì la facoltà a tali Associazioni di avvalersi della collaborazione di privati per la sistemazione temporanea e/o definitiva degli animali salvati, fermo restando che l’affido definitivo debba avvenire alla conclusione del percorso riabilitativo e che il buon esito dell’adozione sia monitorato e coadiuvato dall’Associazione.
4.    In caso di insuccesso, gli animali verranno ritirati dalle Associazioni suddette.
5.    Gli affidatari si assumono la responsabilità di assicurare agli animali, di qualsiasi specie essi siano, le migliori condizioni di vita in accordo con le esigenze etologiche della loro specie, nonché l’opportuno periodo di riabilitazione.
6.    Ai laboratori, aziende e ricercatori viene garantita la privacy.

Capitolo XII DISPOSIZIONI FINALI

Art. 44- Sanzioni.
1.    Ai sensi del capo 1° della Legge 24/11/1981 n° 689, per le violazioni alle norme di cui al presente Regolamento si applicano le seguenti sanzioni amministrative, fatte salve in ogni caso le eventuali responsabilità penali in materia ed in particolare quanto già previsto dalla Legge 20/07/2004 n° 189 di modifica del codice penale:
a.    Per l’inosservanza delle norme di cui all’art. 8 commi da 1 a 5, art.9, art.10 comma 1 e 2, art.12, art. 13, art. 14, art.15, art. 20, art.22, art. 24, art. 27,art. 29, art.30, art.31, art.32, art.35, art.39 e art. 40 comma 5, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di Euro 75,00 a Euro 450,00.
b.    Per l’inosservanza delle norme di cui all’art. 8 comma 6, art. 11, art.17, art.18, art. 19, art.21, art.23, art.33, art.34, art.36, art.37, art.38 e art.40 commi 3 e 4, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da Euro 50,00 a Euro 300,00.

Art. 45 - Utilizzo degli introiti delle sanzioni.
1.    La competenza ad applicare le sanzioni amministrative pecuniarie di cui al precedente articolo è del Comune in cui si verifica l’infrazione.
2.    Tutti gli introiti derivanti dalle sanzioni di cui al precedente articolo dovranno essere acquisiti al bilancio comunale e destinati ad attività inerenti la tutela degli animali.

Art. 46 - Vigilanza.
Sono incaricati di far rispettare il presente regolamento gli appartenenti al Corpo di Polizia Locale, le Guardie Zoofile Volontarie dell’Ente Nazionale Protezione Animali, nonché in generale tutti gli Ufficiali ed Agenti di Polizia Giudiziaria e gli Enti ed Organi preposti al controllo.

Art. 47 - Danni al Patrimonio Pubblico
In aggiunta alle sanzioni pecuniarie previste dal presente Regolamento, in caso di danneggiamento del Patrimonio Pubblico in conseguenza di una carente sorveglianza dei propri animali, l’Amministrazione Comunale esigerà dal trasgressore il risarcimento del danno calcolato.

Art. 48 - Collaborazione con Associazioni.
Per particolari problematiche non contemplate dal presente Regolamento potranno, per i singoli casi, essere consultate le Associazioni animaliste, protezionistiche ed ambientaliste riconosciute ed operanti sul territorio a livello nazionale e locale.

Art.49 - Integrazioni e modificazioni.
Il presente Regolamento potrà essere successivamente modificato od integrato al fine di uniformarlo ad eventuali future normative provinciali, regionali e nazionali in tema di tutela e benessere degli animali d’affezione.

Art. 50 - Incompatibilità ed abrogazione di norme.
Dalla data di entrata in vigore del presente Regolamento decadono tutte le norme con esso incompatibili eventualmente contenute in altre disposizioni comunali.