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RIMINI - Reg. del 22 settembre 2005 (Reg. comunale tutela animali)

Rimini(Approvato con delibera di C.C. n. 119 del 22/09/2005. Tratto dal sito ufficiale del comune)

TITOLO I – I PRINCIPI

Art. 1- Profili istituzionali
1.    Il Comune di Rimini, nell’ambito dei principi e indirizzi fissati dalle leggi: a) Promuove la cura ed il rispetto delle caratteristiche naturali, fisiche ed etologiche degli animali d’affezione presenti sul proprio territorio; b) Riconosce alle specie animali non umane d’affezione il diritto ad un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche e promuove iniziative ed interventi per il benessere
e la tutela degli animali esistenti sul proprio territorio; c) Le modifiche degli assetti del territorio terranno conto anche degli habitat cui gli animali sono legati per la loro esistenza.

Art. 2- Valori etici e culturali
1.    Il Comune, nell’esercizio delle proprie competenze in materia di tutela della salute umana ed animale:
a) riconosce validità a tutte le forme di pensiero ispirate al rispetto di tutte le specie animali d’affezione; promuove iniziative a tutela delle condizioni di sopravvivenza di tutte le specie animali d’affezione viventi nel territorio comunale; promuove e disciplina la tutela degli animali d’affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono; impedisce l’uso di animali d’affezione che vivono in libertà a scopo di sperimentazione; diffonde e promuove massimamente quelle garanzie giuridiche attribuite agli animali d’affezione dalle leggi;
persegue ogni manifestazione o spettacolo con animali d’affezione che comporti un loro maltrattamento.

Art. 3 – Ambito di applicazione
1. Le norme del presente regolamento si applicano a tutte le specie di animali d’affezione che vivono abitualmente o si stabiliscono temporaneamente, nel territorio del Comune di Rimini.

Art. 4 – Esclusioni
Le norme di cui al presente regolamento non si applicano nei seguenti casi e in ogni altro caso regolato da specifiche disposizioni normative:
a) allevamenti di animali autorizzati a scopo di commercio, di produzione di alimenti o di ripopolamento; b)    allevamenti di animali autorizzati per scopi scientifici; c)    esercizio della caccia e della pesca; d)    allevamenti di animali a scopo di richiamo venatorio; e)    catture di animali secondo programmi di contenimento di alcune specie o di trasferimento a scopo di ripopolamento; f)    disinfestazione per il controllo di insetti e acari nocivi ad opera di enti pubblici (secondo programmi prestabiliti o secondo necessità) o da privati (negli spazi di proprietà e in base a proprie esigenze);
g) derattizzazione per il controllo di popolazioni murine ad opera di enti pubblici (secondo programmi prestabiliti o secondo necessità) o da privati (negli spazi di proprietà e in base a proprie esigenze);

Art. 5 - Competenze del Sindaco
Al Sindaco spetta la vigilanza sull’osservanza delle leggi e delle norme relative alla tutela ed al benessere degli animali nonché l’attuazione delle disposizioni previste nel presente regolamento anche mediante l’adozione di specifici provvedimenti applicativi. Le norme del presente Regolamento potranno essere temporaneamente modificate dal Sindaco, per comprovati motivi di urgenza, mediante l’adozione di specifiche ordinanze.

Art. 6 - Associazioni e Enti di protezione animale
1. Le Associazioni, gli Enti e gli Ordini professionali, regolarmente costituiti, aventi finalità statutarie connesse alla tutela degli animali, collaborano con il Comune, per le finalità del presente regolamento.
2. Per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla Legge 14.08.1991, n. 281 e dalla Legge regionale 07.04.2000, n. 27, il Comune può avvalersi, previa formale convenzione, del supporto operativo, prevalentemente a titolo volontario e gratuito, di personale appartenente alle Associazioni Zoofile ed Animaliste interessate non aventi fini di lucro.

TITOLO II – NORME SUGLI ANIMALI IN GENERALE

Art. 7 – Detenzione di animali
Chiunque detiene a qualsiasi titolo un animale è civilmente e penalmente responsabile di ogni sua azione e deve: a) rispettare le norme dettate per la sua tutela, essendo responsabile della sua cura, della sua riproduzione, nonché della custodia, salute e benessere della eventuale prole; b)    sottoporlo a visita medico veterinaria ogni qualvolta il suo stato di salute lo richiede; c)    accudirlo e alimentarlo secondo la specie e la razza alla quale appartiene; d)    garantirgli costantemente la possibilità di soddisfare le fondamentali esigenze fisiologiche in base alle sue caratteristiche anatomiche ed etologiche. Per le violazioni alle disposizioni, di cui al presente articolo, si applicano le sanzioni previste all’articolo 46 di questo regolamento.

Art. 8 - Soppressione di animali
Gli animali di qualsiasi specie, liberi o vaganti sul territorio comunale, fatte salve le fattispecie regolamentate da apposite norme, compresi i cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso il canile pubblico e i gatti di colonie feline randagie, possono essere soppressi, previa anestesia, solo se risultino gravemente malati e incurabili.
Fatte salve altre disposizioni specifiche in materia, gli animali ritenuti pericolosi per la pubblica incolumità, per la salute pubblica, per la tutela del patrimonio zootecnico o per altre gravi circostanze, possono essere soppressi solo su disposizione del Sindaco che, in tal senso, si avvale delle conoscenze e delle competenze di servizi tecnici territoriali.
Alla soppressione provvedono esclusivamente Medici Veterinari. Per le violazioni alle disposizioni, di cui al presente articolo, si applicano le sanzioni previste all’articolo 46 di questo regolamento.

Art. 9 - Maltrattamento di animali
E’ vietato il maltrattamento di animali. E’ considerato maltrattamento:
a. qualsiasi comportamento nei confronti di animali, derivante da negligenza o dolo, tale da determinare loro un’alterazione psicofisica dello stato di salute;
b. sottoporre animali a percosse, a sforzi eccessivi o a fatiche ingiustificate in ragione della specie e/o età ;
c. addestrare animali ricorrendo a violenze, costrizioni fisiche in ambienti inadatti che impediscono l’espressione delle manifestazioni comportamentali tipiche della specie. Per le violazioni alle disposizioni, di cui al presente articolo, si applicano le sanzioni previste all’articolo 46 di questo regolamento.

Art. 10 - Benessere degli animali
1.    Per a)    custodire animali in spazi angusti e/o privi dell’acqua e del cibo necessario o sottoporli a garantire il benessere degli animali detenuti in cattività, sul territorio comunale è vietato:
rigori climatici tali da nuocere alla loro salute; b)    custodire animali in condizione di totale isolamento e privarli di necessari contatti sociali intra od interspecifici; c) custodire costantemente animali su terrazze o balconi di dimensioni non proporzionate alle esigenze specifiche o esposti ai fattori climatici ed ambientali avversi; d)    custodire e addestrare animali per i combattimenti; e)    addestrare animali appartenenti a specie selvatiche, fatte salve le fattispecie regolamentate in modo diverso da specifiche norme; f) trasportare o detenere animali, per qualsiasi periodo di tempo, chiusi in bagagliai sprovvisti di qualsiasi apertura illuminante ed aerante delle auto; g) trasportare animali in condizioni e con mezzi tali da procurare loro sofferenza, ferite o danni fisici anche temporanei; i contenitori utilizzati per il trasporto di animali dovranno consentire la stazione eretta e la possibilità di sdraiarsi e rigirarsi; h) lasciare animali, all’interno dell’abitacolo dei mezzi di trasporto, per soste prolungate che possono pregiudicarne lo stato psico-fisico; i)    condurre animali a guinzaglio tramite qualsiasi mezzo di locomozione; j)    colorare animali artificialmente;
2. Per le violazioni alle disposizioni, di cui al presente articolo, si applicano le sanzioni previste all’articolo 46 di questo regolamento.

Art. 11 – Cattura, detenzione e commercio di fauna selvatica autoctona
1.    E’ fatto divieto sul territorio comunale, di molestare, catturare, detenere e commerciare le specie appartenenti alla fauna selvatica autoctona, fatto salvo quanto stabilito dalle norme vigenti in materia di sanità e di sicurezza pubbliche, di esercizio della caccia e della pesca e fatto salvo quanto stabilito da provvedimenti straordinari adottati dalle Autorità locali per la tutela della salute e sicurezza pubblica e per la tutela del patrimonio zootecnico e faunistico”autoctono” .
2. Per le violazioni alle disposizioni, di cui al presente articolo, si applicano le sanzioni previste all’articolo 46 di questo regolamento.

Art. 12 - Abbandono di animali
1. E’ fatto divieto dalla legge di abbandonare in qualsiasi parte del territorio comunale, inclusi i parchi, i giardini o i corpi idrici, qualsiasi specie di animale, sia domestico che selvatico, indigeno od esotico. Sono fatte salve le disposizioni in materia di ripopolamento e di reintroduzione sul territorio di animali appartenenti alla fauna autoctona provenienti dai Centri di Recupero autorizzati.
2. Salvo che il fatto non costituisca reato, per le violazioni alle disposizioni di cui al presente articolo si applicano le sanzioni previste dall’art. 5 della legge 14.08.1991 n. 281.

Art. 13 – Rinuncia alla proprietà di animali
1.    Gli animali in cattività oggetto di rinuncia alla proprietà da parte del proprietario, ad eccezione di quanto previsto al successivo art. 41 in materia di rinuncia alla proprietà di cani, non vengono presi in carico dal Comune. Per effettuare la rinuncia il proprietario deve pertanto provvedere alla futura collocazione dell’animale presso un altro privato o presso strutture di accoglienza che possano garantirne il benessere. Ogni eventuale onere conseguente al passaggio di proprietà e al successivo mantenimento dell’animale, fatti salvi accordi di diversa natura o contesti sociali particolari, sarà a carico del proprietario o di eredi che intendono avvalersi del diritto di rinuncia.

Art. 14 – Avvelenamento di animali
E’ proibito distribuire su tutto il territorio comunale, pubblico o privato, qualsiasi esca alimentare, destinata ad animali, contenente sostanze tossiche o velenose. È fatta salva ogni operazione di disinfestazione, derattizzazione volta al controllo di popolazioni di insetti e di acari e di popolazioni murine, purché siano effettuate con modalità tali da non interessare e nuocere in alcun modo ad altre specie animali.
E’ istituito presso l’Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria dell’Azienda U.S.L. un registro delle segnalazioni di “avvelenamento” di animali, allo scopo di facilitare il monitoraggio del fenomeno e creare una banca dati relativamente alle zone più interessate, al tipo o categoria di sostanza impiegata e ai periodi di distribuzione delle esche.
Qualsiasi Medico Veterinario, operante sul territorio comunale, è tenuto a segnalare agli uffici incaricati di quanto sopra ogni diagnosi certa o presunta di “avvelenamento” di animali. Le segnalazioni di avvelenamento degli animali sono ricevute dal Servizio Controllo Popolazione Canina e dal Servizio di Sanità Pubblica Veterinaria dell’A.U.S.L; quest’ultimo tiene un registro di tali segnalazioni
Qualora si verificassero casi di avvelenamento nelle aree extraurbane o nelle aree destinate a ripopolamento e cattura, il Sindaco, ai fini della tutela della salute pubblica e dell’ambiente, potrà emanare provvedimenti di limitazione dell’attività venatoria, della pesca e/o delle altre attività ad essa collegate, in accordo con i competenti uffici dell’Amministrazione Provinciale. Per le violazioni alle disposizioni, di cui al comma 1 del presente articolo, si applicano le sanzioni previste all’articolo 46 di questo regolamento.

Art. 15 – Accesso degli animali sui servizi di trasporto pubblico
Gli Enti gestori dei servizi di trasporto pubblico potranno consentire l’accesso degli animali, in particolare di quelli d’affezione, sui mezzi operanti nel Comune di Rimini. Gli animali dovranno sempre essere accompagnati dal proprietario o dal detentore; per i cani è obbligatorio l’uso contemporaneo del guinzaglio e della museruola, mentre tutti gli altri animali devono essere collocati all’interno di un “trasportino” o altro mezzo idoneo a contenerli.
Il proprietario o detentore a qualsiasi titolo, che conduce animali sui mezzi di trasporto pubblico, dovrà aver cura che non sporchino e non arrechino disturbo o danno alcuno agli altri passeggeri o alla vettura e, in quanto responsabile dei danni da essi causati, è tenuto al loro risarcimento.
Nel caso specifico del trasporto pubblico su taxi, i conducenti degli stessi hanno la facoltà di rifiutare il trasporto di animali. I gatti, se ammessi, dovranno comunque essere collocati all’interno di un trasportino. I cani che accompagnano le persone non vedenti dovranno essere sempre ammessi sui mezzi di trasporto pubblico, taxi compreso.
Non potranno essere trasportati sui mezzi di trasporto pubblico animali appartenenti a specie di comprovata pericolosità.

Art. 16 - Divieto di accattonaggio con animali
Gli animali, sia cuccioli che adulti, non possono essere utilizzati od esposti per l’accattonaggio in ambienti o luoghi pubblici Gli animali rinvenuti nelle suddette circostanze potranno essere sequestrati a cura degli organi di vigilanza e quelli d’affezione saranno ricoverati presso il Canile Comunale.
Per le violazioni alle disposizioni, di cui al presente articolo, si applicano le sanzioni previste all’articolo 46 di questo regolamento.

Art. 17 – Obblighi degli allevatori e possessori di animali a scopo di commercio
Gli allevatori, i possessori di animali a scopo di commercio, oltre alle eventuali disposizioni in materia di autorizzazione, devono garantire adeguate condizioni di benessere dei soggetti allevati o custoditi. I soggetti di cui al comma 1, nell’esercizio delle rispettive attività, devono obbligatoriamente avvalersi di un Medico Veterinario iscritto all’Albo, che dichiari la propria disponibilità a garantire l’assistenza sanitaria agli animali.
E’ vietato ai soggetti di cui al comma 1., vendere od esporre animali che non si presentano in buono stato di salute. Nel rispetto delle esigenze etologiche delle diverse specie, è fatto divieto, ai soggetti di cui al comma 1., vendere, esporre od allontanare soggetti animali classificabili quali “prole inetta”, durante il periodo di crescita e educativo dipendente dalla presenza della madre e/o di entrambi i genitori e/o di altri consimili. Da tale disposizione sono esentati la vendita e l’esposizione di soggetti appartenente alla prole inetta insieme ai consimili dai quali dipendono, infine, l’allontanamento per cause di forza maggiore (es: morte, malattia, ecc. dei consimili)
E’ fatto divieto agli esercenti di attività commerciali fisse di esporre animali in vetrina o all’esterno dell’attività. Gli animali in esposizione all’interno di un esercizio commerciale dovranno essere sempre custoditi in condizioni igieniche corrette e in condizioni ambientali rispettose delle esigenze fisiologiche tipiche della specie e dovranno essere alimentati ed abbeverati secondo le necessità. Gli esercenti di attività commerciale ambulante ed occasionali hanno l’obbligo di tenere gli animali in esposizione per non più di cinque ore giornaliere, in contenitori aventi dimensioni sufficienti a consentire ad ogni soggetto la stazione eretta e la possibilità di muoversi e rigirarsi. Gli animali, inoltre, dovranno essere sempre protetti dai fenomeni climatici ed ambientali avversi e dovranno avere a disposizione il cibo e l’acqua necessari alle loro specifiche esigenze. Agli animali, inoltre, compatibilmente con l’età’, specie e razza dovrà essere consentito giornalmente un adeguato movimento.
Relativamente alle disposizioni del presente articolo sono fatte salve le norme, gli usi e le consuetudini locali, riferite agli animali produttori di alimenti per l’uomo. Per le violazioni alle disposizioni, di cui al presente articolo, si applicano le sanzioni previste all’articolo 46 di questo regolamento.

Art. 18 – Manifestazioni con animali
Gli spettacoli o gli intrattenimenti pubblici o privati non vietati con animali, effettuati a scopo di lucro o gratuiti, sono soggetti alle prescritte autorizzazioni commerciali e sanitarie, nonché ai pareri della Commissione Comunale di Pubblico Spettacolo e della Commissione Prefettizia di Vigilanza (CPV).
Sono consentite le manifestazioni promosse da Associazioni aventi finalità animaliste e zoofile, di volontariato, di promozione sociale, organizzate al fine di favorire l’adozione di animali ospiti di strutture di ricovero o per sensibilizzare i cittadini alle problematiche relative alla difesa ed alla tutela degli animali Per lo svolgimento delle iniziative, le Associazioni dovranno richiedere al Comune la necessaria autorizzazione e dovranno acquisire il parere del Servizio Veterinario dell’Azienda Usl.
Sono consentite le mostre, esposizioni, manifestazioni di bellezza di cani e gatti secondo le disposizioni di cui all’art. 21. Per le violazioni alle disposizioni, di cui al presente articolo, si applicano le sanzioni previste all’articolo 46 di questo regolamento.

TITOLO III – DISPOSIZIONI RELATIVE AGLI ANIMALI DA COMPAGNIA

Art. 19 – Principi
Il Comune in base alla L. 281/91, alla L.R. 27/2000 e alla L.R. 5/2005, promuove e disciplina la tutela degli animali da compagnia, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono. Gli animali da compagnia che vivono in libertà, non possono essere usati a scopo di sperimentazione, è vietato farne commercio o cessione gratuita a fini di sperimentazione.
Ai sensi dell’art.7, della Legge regionale 7 aprile 2000, n. 27, è fatto obbligo ai proprietari di cani, agli allevatori e detentori di cani a scopo di commercio di iscrivere i propri animali all’anagrafe canina del Comune di residenza. Tali soggetti sono tenuti all’iscrizione entro trenta giorni dalla nascita dell’animale o da quando ne vengano, a qualsiasi titolo, in possesso.
In caso di violazione all’obbligo di iscrizione all’anagrafe canina si applicano le sanzioni previste dall’art. 30 della Legge regionale Emilia Romagna n. 27 del 7.4.2000.

Art. 20 – Esposizioni , competizioni, spettacoli di animali da compagnia
Gli animali non possono essere offerti in premio o vincita di giochi, oppure in omaggio a qualsiasi titolo nell'ambito di attività commerciali, di giochi e di spettacoli. Gli animali da compagnia non possono essere utilizzati od esposti a titolo di richiamo od attrazione in ambienti o luoghi pubblici.
Il Sindaco, se ravvisata la necessità di tutelare gli animali appartenenti a specie selvatiche ed esotiche , può ordinare il divieto di utilizzo o esposizione in spettacoli e altri intrattenimenti.

TITOLO IV – DISPOSIZIONI RELATIVE AI CANI

Art. 21 – Disposizioni relative alla custodia dei cani nel rispetto del loro benessere
E’ vietato detenere cani in spazi angusti tali da impedire i movimenti di locomozione tipici della specie o in altre condizioni comunque incompatibili con la loro natura, nonché privi dell’acqua e del cibo necessari. E’ vietato detenere cani senza fornire loro protezione adeguata dalle avversità climatiche ed atmosferiche: la corretta custodia in spazi privati aperti deve essere garantita mediante recinzioni che tutelino il benessere degli animali e la sicurezza pubblica. La superficie recintata, qualora non sia dotata di idonei ripari, deve essere provvista di parte coperta e di sottostante cuccia/e rialzata/e dal suolo, costruita/e in modo tale da risultare impermeabile/i all’acqua piovana e di dimensioni adeguate alla mole degli animali. Qualora singoli soggetti siano tenuti alla catena, quest’ultima deve essere di lunghezza minima di metri 4 assicurata mediante anello scorrevole a cavo aereo di almeno metri 3, posizionato ad almeno metri 2 di altezza dal terreno. I cani tenuti a catena devono sempre poter raggiungere il riparo, la cuccia, ed i contenitori dell’acqua e del cibo e devono disporre di tutto lo spazio consentito dalla lunghezza del cavo e della catena senza alcun impedimento. In tal senso l’area di pertinenza dovrà essere sgomberata da ogni ostacolo che possa rappresentare un pericolo per il libero movimento dell’animale.La catena dovrà essere munita di due moschettoni rotanti ad entrambe le estremità.
La custodia contemporanea di più cani nello stesso recinto non potrà essere effettuata qualora gli animali risultassero caratterialmente incompatibili. Chi detiene un cane dovrà consentirgli, ogni giorno, l’opportuna attività motoria . Sono esclusi da tale disposizione coloro che custodiscono i cani in spazi sufficienti a garantire adeguato movimento e coloro che possiedono animali le cui caratteristiche comportamentali o di salute psicofisica impediscono o rendono problematiche uscite dagli spazi che frequentano abitualmente.
Ai cani tenuti in luoghi isolati o presso case disabitate deve essere assicurato l’accudimento almeno giornaliero da parte del proprietario o altra persona da lui incaricata. Nel rispetto delle esigenze etologiche di specie, è fatto divieto di allontanare dalla madre i cuccioli di cane al di sotto ai dei due mesi di età, salvo per necessità certificate dal veterinario curante.
Per le violazioni alle disposizioni, di cui al presente articolo, si applicano le sanzioni previste all’articolo 46 di questo regolamento.

Art. 22 – Disposizioni relative alla custodia dei cani nel rispetto della pubblica sicurezza
Ferme restando le prescrizioni di legge e fatto salvo quanto precisato al comma 3 del successivo art. 25, nelle vie e nei luoghi aperti al pubblico è fatto obbligo di condurre i cani al guinzaglio o con idonea museruola. Nei locali pubblici e nei pubblici mezzi di trasporto ove consentito è fatto obbligo di condurre i cani con museruola e guinzaglio.
Possono essere tenuti senza guinzaglio e senza museruola i cani da guardia, soltanto entro i limiti dei luoghi da sorvegliare purché non aperti al pubblico, i cani da pastore e quelli da caccia, quando sono rispettivamente utilizzati per la guardia dei greggi e per la caccia, nonché i cani delle forze armate, delle forze di polizia e della protezione civile quando sono utilizzati per servizio.
Per le violazioni alle disposizioni, di cui al presente articolo, si applicano le sanzioni previste all’articolo 46 di questo regolamento.
Spetta al Servizio Veterinario dell’Azienda U.S.L., a seguito di segnalazione di cane con aggressività non controllata o a seguito di denuncia di cane morsicatore, ai sensi degli articoli 86 e 87 del DPR 320/54, attraverso opportune valutazioni, giudicare le modalita’ di custodia dell’animale da parte del proprietario a rischio potenziale elevato per la sicurezza pubblica e proporre al Sindaco l’adozione di un atto ordinatorio per stabilire un percorso di controllo dell’animale.
In base alla gravità del potenziale rischio di cui al comma precedente e del grado di disponibilità e di collaborazione del proprietario, tale percorso può prevedere:
a.    diagnosi, corso di educazione comportamentale del cane condotto in stretta collaborazione con il proprietario, e valutazione finale dei risultati da parte del Servizio Veterinario dell’Azienda U.S.L.
b. allontanamento temporaneo del cane presso una struttura, pubblica o privata, che garantisca una detenzione ed una terapia comportamentale adeguata.
c. applicazione di quanto previsto ai sensi del comma 3, articolo 22, della legge regionale 27/2000, avvalendosi, eventualmente, anche di un gruppo di esperti provinciale per la valutazione dei singoli casi.
Nel caso il proprietario dell’animale rifiuti di adeguarsi al provvedimento, il Sindaco gli dispone la confisca amministrativa del cane e il divieto di detenzione di cani. Le spese per le attività di recupero di cui al comma 2 sono a carico del proprietario dell’animale.
Il Servizio Controllo Popolazione Canina del Comune ed il Servizio Veterinario dell’Azienda USL vigilano al fine di individuare la presenza di cani con aggressività non controllata. I cani definiti “potenzialmente pericolosi” dalla specifica normativa e, in ogni caso, quelli con aggressività non controllata oggetto di uno dei provvedimenti restrittivi di cui ai commi precedenti, devono essere condotti in qualsiasi luogo pubblico con guinzaglio e museruola .
Per le violazioni alle disposizioni, di cui al presente articolo, si applicano le sanzioni previste all’articolo 46 di questo regolamento.

Art. 24 – Accesso ai giardini, parchi ed aree pubbliche
Ai cani accompagnati dal proprietario o da altro detentore è consentito l’accesso a tutte le aree pubbliche e di uso pubblico compresi i giardini e i parchi. Fatto salvo quanto previsto al comma 3 del successivo art. 25 e fermo restando quanto previsto al comma 6 dell’art. 23, i proprietari e i detentori di cani hanno l’obbligo di applicare la museruola o il guinzaglio quando si trovano nelle vie o in altro luogo aperto al pubblico , ivi inclusi i giardini e i parchi E’ vietato l’accesso ai cani in aree destinate e attrezzate per scopi specifici, come le aree giochi per bambini. Fermo restando quanto previsto al comma 2, i divieti di circolazione non si applicano per gli animali che conducono persone non vedenti o portatrici di handicap.
Per le violazioni alle disposizioni, di cui al presente articolo, si applicano le sanzioni previste all’articolo 46 di questo regolamento.

Art. 25 – Aree e percorsi destinati ai cani
Nell’ambito di giardini, parchi ed altre aree a verde di uso pubblico, possono essere individuati, mediante appositi cartelli e delimitazioni, spazi destinati ai cani, dotati anche di opportune attrezzature.

Art. 23 – Custodia di cani pericolosi
1. In linea generale l’Amministrazione Comunale provvederà a delegare ad ogni Circoscrizione di Decentramento l’individuazione, nel territorio di competenza, delle aree di cui al precedente comma 1. 2. Negli spazi a loro destinati, i cani possono muoversi, correre e giocare liberamente, anche privi di guinzaglio e museruola, sotto la vigile responsabilità degli accompagnatori, senza determinare danni alle piante, alle strutture ed agli altri animali presenti.
3. I proprietari sono responsabili civilmente degli eventuali danni prodotti dai loro animali all’interno degli spazi dedicati ai cani.

Art. 26 – Accesso di cani negli esercizi pubblici
1.    Fatto salvo quanto previsto all’art.48 del Regolamento di Polizia Urbana, i cani accompagnati dal proprietario o dal detentore, possono acccedere a discrezione del proprietario, nei modi consentiti dal comma 2 del presente articolo, a tutti gli esercizi pubblici situati nel territorio del Comune di Rimini.
2.    Gli animali dovranno essere condotti negli esercizi pubblici muniti di guinzaglio e museruola, il proprietario o il detentore dovrà avere cura che l’animale non sporchi e non crei disturbo o danno alcuno.

Art. 27 – Obbligo di raccolta delle feci e delle deiezioni e igiene dei luoghi frequentati dai cani
I proprietari o detentori di cani, hanno l’obbligo di raccogliere le feci emesse dagli stessi sul suolo pubblico, in modo da mantenere e preservare lo stato di igiene e di decoro del luogo. I proprietari e/o i detentori di cani, mentre li conducono in qualsiasi spazio pubblico o aperto al pubblico, devono essere obbligatoriamente muniti di strumenti idonei (paletta, sacchetto o altro apposito strumento) per un’igienica raccolta o rimozione delle feci prodotte da questi ultimi, atti a ripristinare l’igiene e il decoro del luogo.
Gli strumenti per la raccolta delle feci devono essere opportunamente chiusi per evitare la fuoriuscita delle deiezioni stesse o di esalazioni maleodoranti e possono essere conferiti nei cassonetti o contenitori per la raccolta dei rifiuti solidi urbani . La raccolta è obbligatoria su tutte le aree del territorio comunale, compresi parchi e giardini ed ivi incluse le aree ed i percorsi destinati ai cani, al fine di rispettare il benessere fisico e sociale dei cittadini e migliorare la convivenza fra uomo-animale.
I proprietari e i detentori dei cani hanno l’obbligo di mantenere gli spazi privati o condominiali frequentati dai propri cani, in condizioni igieniche corrette. A tale scopo, dovranno rimuovere le deiezioni prodotte dagli animali giornalmente o più frequentemente, qualora determinassero cattivi odori e inconvenienti igienici dannosi per i vicini o per la collettività.
Per le violazioni alle disposizioni, di cui al presente articolo, si applicano le sanzioni previste all’articolo 46 di questo regolamento.

Art. 28– Esposizioni di cani e spettacoli viaggianti con cani al seguito
1. La partecipazione a manifestazioni espositive e spettacoli viaggianti sono vietate per gli esemplari di età inferiore a quattro mesi. L’insediamento di esposizioni di cani e di spettacoli viaggianti con cani al seguito è vincolato, oltre a quanto già previsto dal D.P.R. 08.02.1954, n. 320, “Regolamento di Polizia Veterinaria” e dalle norme in materia di prevenzione dei maltrattamenti degli animali, al rispetto delle seguenti disposizioni:
a. ogni singolo animale al seguito dell’attività dovrà essere accompagnato da una documentazione sanitaria comprovante gli interventi profilattici in corso di validità, eseguiti da non meno di 20 giorni, nei confronti di cimurro, epatite, leptospirosi, gastroenterite emorragica da parvovirus, rabbia ed echinococcosi;
b. ogni animale dovrà essere regolarmente iscritto all’anagrafe canina e dovrà essere
correttamente identificato ai sensi della normativa vigente, nel caso l’identificazione avvenga mediante tatuaggio dovrà risultare chiaramente leggibile;
c. ogni singolo animale dovrà avere a disposizione una superficie di almeno mq . 10, con recinzione alta almeno m. 2, lato minimo non inferiore a m. 2, per ogni cane oltre il primo, custodito nello stesso recinto, dovranno essere previsti ulteriori mq . 5, in ogni caso, ciascun recinto non potrà contenere contemporaneamente più di tre cani tra loro compatibili per carattere;
d.    non è permessa la detenzione promiscua di cani e gatti nel medesimo recinto o gabbia;
e.    durante tutto il periodo di svolgimento dell’esposizione o dello spettacolo viaggiante andrà assicurata, da parte degli organizzatori, la regolare uscita giornaliera dai box di tutti i cani, onde consentire il necessario movimento – a tale scopo gli animali andranno condotti fuori dai box ogni giorno tra le ore 8.00 e le ore 10.00 e tra le ore 18.00 e le ore 20.00 o in altri orari concordati con gli organi competenti per consentire a questi ultimi la necessaria vigilanza;
f. è vietata l’emissione di musiche o altri suoni a scopo di intrattenimento negli ambienti destinati all’esposizione o al ricovero degli animali, che non abbiano carattere di puro messaggio urgente e limitato nel tempo;
g.    è vietato il commercio degli animali al seguito dello spettacolo viaggiante;
h.    almeno 15 giorni prima della data prevista per l’arrivo dell’esposizione o dello spettacolo viaggiante, il Responsabile dovrà far pervenire, presso il Comune e presso il Servizio Veterinario dell’Az. U.S.L. di Rimini, una dettagliata relazione tecnico descrittiva sulle caratteristiche dell’esposizione o dello spettacolo comprensiva delle certificazioni di cui alla lettera a;
3. II divieto di partecipazione a manifestazioni espositive per cuccioli al di sotto dei quattro mesi di età non si applica a manifestazioni organizzate da Associazioni di cui all'articolo 1, della Legge Regionale 7 aprile 2000, n. 27 (Nuove norme per la tutela ed il controllo della popolazione canina e felina), ai fini della promozione delle adozioni di animali già ospitati in strutture di ricovero.
4. Per le violazioni alle disposizioni, di cui al presente articolo, si applicano le sanzioni previste all’articolo 46 di questo regolamento.

TITOLO V – DISPOSIZIONI RELATIVE AI GATTI

Art. 29 – Definizione dei termini usati nel presente titolo
1. Per “colonia felina” si intende gatti che vivono stabilmente in stato di libertà, in qualsiasi territorio o porzione di territorio, urbano e non, edificato e non, sia esso pubblico o privato, indipendentemente dal numero di soggetti che lo compongono e dal fatto che sia o non accudita dai cittadini.
2.    La persona che si occupa della cura e del sostentamento delle colonie di gatti che vivono in libertà è denominata “gattaro/a”.

Art. 31– Compiti del Comune
Il Comune assicura, direttamente o tramite convenzioni con Associazioni Zoofile ed Animaliste interessate non aventi fini di lucro, il censimento e la gestione delle colonie feline presenti sul proprio territorio. Le Associazioni Zoofile ed Animaliste interessate non aventi fini di lucro, riconosciute in base alla legge sul volontariato, possono richiedere al Comune la gestione delle colonie feline, per la tutela della salute e la salvaguardia delle condizioni di vita dei gatti, previa stipulazione di apposita convenzione.

Art. 32 – Compiti dell’Azienda USL
Il Servizio veterinario dell’Azienda Unità Sanitaria Locale, in collaborazione con il Comune e con le Associazioni Zoofile o Animaliste riconosciute, sentito l’Ordine provinciale dei Medici Veterinari, organizzano e attuano programmi per la limitazione delle nascite dei gatti appartenenti a colonie feline.

Art. 33 - Colonie feline
Le colonie feline non possono essere spostate dal luogo in cui abitualmente risiedono; eventuali trasferimenti dovranno essere autorizzati dal Comune, previo parere del competente Servizio Veterinario dell’Azienda USL, e potranno avvenire esclusivamente per comprovati, gravi e rilevanti motivi sanitari, di pubblica incolumità o di altra causa di forza maggiore.
La cattura dei gatti che vivono in stato di libertà è effettuata, esclusivamente per motivi sanitari, per gli interventi di limitazione delle nascite o per altra causa di forza maggiore, dai servizi comunali per la protezione ed il controllo della popolazione canina e felina. La cattura dei gatti di cui al punto precedente può essere effettuata da volontari delle Associazioni, nel rispetto di quanto stabilito all’art. 31.
Qualsiasi gatto ritrovato ripetutamente libero sul territorio, qualora non riconosciuto come animale di proprietà, può essere classificato come gatto di colonia felina e sottoposto ai programmi di limitazione delle nascite secondo il successivo articolo . Le colonie feline sono tutelate dal Comune. In caso di episodi di maltrattamento, è fatta salva la facoltà di procedere a querela nei confronti dei responsabili secondo quanto disposto dagli articoli 544-bis e ter del Codice Penale.

Art. 30 – Proprietà dei gatti
1.    I gatti di “colonia felina” che vivono nel territorio comunale sono da considerarsi equiparati al Patrimonio Indisponibile dello Stato.
2. I gatti di proprietà, qualora lasciati liberi di vagare sul territorio, devono essere sterilizzati a cura e spese del proprietario.

Art. 34 – Cura delle colonie feline da parte dei/delle gattari/e
1. Il Comune riconosce l’attività benemerita dei gattari e delle gattare, che si adoperano per la cura ed il sostentamento delle colonie di gatti liberi e promuove corsi di formazione in collaborazione con l’Azienda Sanitaria; in seguito alla frequentazione dei suddetti corsi potrà essere rilasciato apposito tesserino di riconoscimento.
2. Al gattaro/a deve essere permesso l’accesso, per l’attività di alimentazione e cura dei gatti, a qualsiasi area di proprietà pubblica dell’intero territorio comunale. L’accesso dei/delle gattari/e a zone di proprietà privata è subordinato al consenso del proprietario.
3. I/le gattari/e potranno, previa autorizzazione da parte dell’Amministrazione Comunale, rivolgersi alle mense delle scuole comunali per il prelievo di avanzi alimentari da destinare all’alimentazione dei gatti, nel rispetto della normativa vigente in materia di alimentazione animale, oppure ad altre forme di approvvigionamento alimentare che potranno essere successivamente istituite allo stesso scopo.
Solo i/le gattari/e possono provvedere alla somministrazione dei pasti. I/le gattari/e sono obbligati a rispettare le norme per l’igiene del suolo pubblico, evitando la dispersione di alimenti e provvedendo alla pulizia della zona, dove i gatti sono alimentati, dopo ogni pasto. La mancata osservanza delle disposizioni di cui al presente articolo potranno comportare il ritiro del tesserino di riconoscimento e l’inibizione allo svolgimento delle attività fino ad un massimo di mesi tre.

Art. 35 – Esposizioni di gatti e spettacoli viaggianti con gatti al seguito
1. La partecipazione a manifestazioni espositive e spettacoli viaggianti è vietata per gli esemplari di età inferiore a quattro mesi. L’insediamento di esposizioni di gatti e di spettacoli viaggianti con gatti al seguito è vincolato, oltre a quanto già previsto dal D.P.R. 08.02.1954, n. 320 “Regolamento di Polizia Veterinaria” e dalle norme in materia di prevenzione dei maltrattamenti degli animali, al rispetto delle seguenti disposizioni:
a. ogni singolo animale al seguito dell’attività dovrà essere accompagnato da una documentazione sanitaria comprovante gli interventi profilattici in corso di validità, eseguiti da non meno di 20 giorni, nei confronti di panleucopenia, rinotracheite virale, infezioni da calicivirus e rabbia;
b.    ogni singolo animale dovrà avere a disposizione una superficie di almeno mq . 1, le gabbie dovranno avere un lato minimo di cm 80 ed un’altezza minima di cm 60, per ogni gatto oltre il primo, custodito nella stessa gabbia, dovranno essere previsti ulteriori mq . 0,5 di superficie a disposizione, ciascun recinto non potrà contenere contemporaneamente più di tre gatti tra loro compatibili per carattere;
c.    non è permessa la detenzione promiscua di cani e gatti nel medesimo recinto o gabbia;
d.    è vietata l’emissione di musiche o altri suoni a scopo di intrattenimento negli ambienti destinati all’esposizione o al ricovero degli animali, che non abbiano carattere di puro messaggio urgente e limitato nel tempo;
e.    è vietato il commercio degli animali al seguito dello spettacolo viaggiante;
f.    almeno 15 giorni prima della data prevista per l’arrivo dell’esposizione o dello spettacolo viaggiante, il Responsabile dovrà far pervenire, presso il Comune e presso il Servizio Veterinario dell’Az. U.S.L. di Rimini, una dettagliata relazione tecnico descrittiva sulle caratteristiche dell’esposizione o dello spettacolo che comprenda l’impegno incondizionato ad ottemperare alle prescrizioni di cui ai punti precedenti;
g.    a corredo della relazione di cui sopra il Responsabile della manifestazione dovrà allegare la dichiarazione di un Medico Veterinario libero professionista che si impegni a garantire l’assistenza sanitaria degli animali per tutto il periodo di sosta sul territorio del Comune.
2. II divieto di partecipazione a manifestazioni espositive per cuccioli al di sotto dei quattro mesi di età non si applica a manifestazioni organizzate da Associazioni di cui all'articolo 1 della Legge regionale 7 aprile 2000, n. 27 (Nuove norme per la tutela ed il controllo della popolazione canina e felina), ai fini della promozione delle adozioni di animali già ospitati in strutture di ricovero.
3. Per le violazioni alle disposizioni, di cui al presente articolo, si applicano le sanzioni previste all’articolo 46 di questo regolamento.

TITOLO VI – STRUTTURA DI RICOVERO PER CANI E GATTI E SERVIZIO CONTROLLO POPOLAZIONE CANINA

Art. 36 – Oggetto
1. Il presente capo disciplina le modalità inerenti il funzionamento della struttura comunale deputata al ricovero di cani e gatti, individuata nel presente regolamento come “struttura” o “canile”, nonché il Servizio Controllo Popolazione Canina per la gestione delle attività sul territorio. Le disposizioni del presente capo disciplinano in particolare:
a. le modalità di cattura e di soccorso, ai sensi del D.P.R. n. 320/1954 e della L.R. n. 27/2000, dei cani e dei gatti di cui non è individuata la proprietà al momento della richiesta di intervento; b. le procedure di adozione dei cani e dei gatti ricoverati nelle strutture pubbliche di ricovero; c. le attività volte ad assicurare l’assistenza veterinaria agli animali delle strutture di ricovero; d. le procedure per l’applicazione delle tariffe dei servizi erogati.
2. La struttura di cui al comma 1 è denominata”Canile Comunale Stefano Cerni”. Per la degenza di gatti feriti e il ricovero di quelli non più in grado di rientrare nella colonia felina il Comune può avvalersi di strutture private o di Associazioni Animaliste.

Art. 37 – Obiettivi e Finalità
1. L’Amministrazione Comunale, con l’attività del Servizio Controllo Popolazione Canina e nella gestione del Canile Comunale persegue le seguenti finalità:
a)    ottimizzare la spesa;
b)    ridurre i tempi e le procedure di adozione dei cani e dei gatti ospiti delle strutture di ricovero;
c)    incentivare le adozioni anche con programmi e progetti specifici, quali la promozione e/o la partecipazione a iniziative pubbliche, con una migliore visibilità degli animali, con un più razionale utilizzo degli spazi delle strutture di ricovero e con efficaci forme di comunicazione;
d) ridurre i tempi e le procedure di riconsegna ai rispettivi proprietari, qualora siano riconosciuti, dei cani e dei gatti ritrovati sul territorio, utilizzando tutti gli strumenti e le tecnologie disponibili, per evitare inutili permanenze nella struttura;
e)    assicurare il miglior stato di benessere per ogni animale ricoverato e catturato sul territorio nel corso delle rispettive operazioni;
f)    garantire la cattura, nel più breve tempo possibile, dei cani che, vaganti sul territorio, si trovino in pericolo di vita o possano costituire pericolo per la pubblica incolumità;
g)    soccorrere gli animali incidentati;
h)    contrastare il fenomeno degli abbandoni e del randagismo, anche collaborando con tutti i soggetti impegnati in tale attività;
i)    rendere le strutture di ricovero dei punti di riferimento per la cittadinanza per tutti gli aspetti riguardanti la convivenza uomo-animale;
j)    incentivare la lotta al fenomeno del randagismo ed al maltrattamento, ponendo in essere progetti specifici e utilizzando tutti gli strumenti disponibili;
k)    garantire l’assistenza zooiatrica necessaria alla salvaguardia della salute di tutti gli animali custoditi nelle strutture di ricovero, anche tramite un eventuale servizio di reperibilità, da parte di un Medico Veterinario;
l)    mantenere le strutture di ricovero, gli strumenti e le attrezzature utilizzate per i servizi, in adeguate condizioni di pulizia, di igiene e di funzionamento;
m) garantire idonee condizioni di custodia di cani pericolosi o potenzialmente pericolosi detenuti presso le strutture di ricovero e adottare ogni possibile procedimento utile alla loro rieducazione;
n)    favorire l’accesso al pubblico presso le strutture di ricovero, anche attraverso un più largo orario possibile di apertura, per il riconoscimento degli animali e per le proposte di affido o adozione; Gli obiettivi e le finalità di cui al precedente comma possono essere perseguiti anche attraverso la collaborazione con le Associazioni di Volontariato operanti nel settore.

Art. 38 – Ambiti di competenza del Comune
1.    L’ambito di competenza del Comune è individuato in base a quanto stabilito dalla normativa vigente e dal presente Regolamento.
2.    Al Comune compete, in particolare:
a) organizzare e gestire, direttamente o tramite convenzioni con altri soggetti, le strutture di ricovero contemplate nel presente regolamento ed i servizi ad esse correlati, nelle forme previste dall’art. 113 del D.Lgs 18 agosto 2000 n. 267 “Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali”;
b) gestire il servizio di Anagrafe Canina di cui all’art. 6. L.R. 27/2000;
c)    organizzare e gestire il Servizio Controllo Popolazione Canina e Felina;
d)    definire l’ammontare delle tariffe a carico dei proprietari degli animali per la cattura e per i servizi resi dalle strutture di ricovero;
e)    stabilire gli orari di apertura delle strutture, in collaborazione con gli eventuali gestori delle stesse;
f) collaborare attivamente alle campagne di incentivazione delle adozioni anche tramite la stampa e i vari mezzi di informazione .
g) predisporre la documentazione relativa ad ogni procedura relativa al funzionamento delle strutture e dei servizi e fornire informazioni per una buona gestione degli animali (caratteristiche e necessità dell’animale, diritti/doveri dei proprietari, regole per una buona convivenza uomo/animale);
h) fornire un sevizio di consulenza e di supporto informativo sulle tematiche relative al rapporto uomo/animale e promuovere iniziative atte a migliorare tale rapporto;
i)    collaborare con l’Azienda USL e con gli organismi provinciali, nel rispetto delle specifiche competenze ed attribuzioni, per la realizzazione degli obiettivi di cui alla L. R. n. 27/2000 e L.R. 5/2005, in materia di tutela del benessere degli animali da compagnia, di prevenzione del randagismo, di prevenzione del fenomeno dell’abbandono e del maltrattamento degli animali.

Art. 39 – Collaborazione tra Comune e organismi di volontariato
1.    Per l’esercizio delle competenze di cui ai precedenti articoli ed al comma 1 della L.R. Emilia- Romagna n. 27/2000, il Comune può avvalersi, previa stipulazione di formale convenzione, della collaborazione e del supporto, prevalentemente a titolo volontario e gratuito, di personale messo a disposizione dalle Associazioni zoofile ed animaliste e delle Guardie Zoofile.
2. Ai sensi degli artt.12 e 13 della L.R. 12/2005 e dell’art. 10 della L.R. 34/2002, il Comune, tramite formale protocollo d’intesa, regolamenta le modalità di informazione e le modalità di accesso alle strutture da parte delle Associazioni ed Organizzazioni di volontariato e degli Enti e Ordini, aventi tra gli scopi statutari la tutela degli animali, che ne facciano richiesta.

Art. 40 - Ospiti della struttura di ricovero
1.    Sono condotti e ospitati nella struttura comunale di ricovero:
a)    i cani randagi o vaganti sul territorio che si trovano in condizioni di pericolo per se stessi o per la collettività;
b) i cani i cui proprietari hanno effettuato la rinuncia di proprietà presso l’Anagrafe Canina del Comune, secondo le modalità previste dalle norme vigenti e dall’articolo 42 del presente Regolamento;
c)    i cani e i gatti per i quali le norme prevedono, in ogni caso, l’obbligo della custodia, anche in relazione alla necessità di garantire il loro stato di salute.
2. Al fine di garantire la tutela ed il controllo della popolazione canina e felina, gli animali ricoverati all’interno delle strutture di ricovero dovranno essere sottoposti alle seguenti procedure:
a) i cani sprovvisti di tatuaggio leggibile o di microchip dovranno essere prontamente identificati con un microchip fornito dall’anagrafe canina del Comune e inseriti tra gli animali registrati in quest’ultima; b) i cani, ricoverati e non rivendicati da un proprietario nei termini di sessanta giorni, sono sterilizzati da Medici Veterinari, ad esclusione dei cuccioli e degli animali ricoverati per motivi particolari, ovvero a seguito dei provvedimenti in materia di profilassi della rabbia o di sequestro disposto dell’Autorità Amministrativa o Giudiziaria;
c)    per comprovati motivi di carattere sanitario, la sterilizzazione può essere effettuata anche prima del termine di sessanta giorni;
d)    tutti gli animali ricoverati nelle strutture comunali, a prescindere dai motivi e dalla durata del ricovero, dovranno essere registrati progressivamente in un registro di entrata/uscita, compilato dai gestori delle strutture, nel quale dovranno risultare: la data e il luogo di provenienza, l’identificazione dell’eventuale proprietario nel caso di rinuncia alla proprietà, di profilassi antirabbica o di sequestro, il motivo del ricovero (animale vagante, animale incidentato, profilassi della rabbia, sequestro, ecc), il codice identificativo (tatuaggio o microchip), gli altri dati segnaletici, la data dell’eventuale affidamento e i dati identificativi dell’adottante e, nel caso di morte, la data del decesso;
e)    a tutti gli animali ricoverati all’interno delle strutture comunali dovrà essere assegnata una scheda clinica nella quale deve essere registrato, ad opera del Medico Veterinario incaricato per l’assistenza zooiatrica, ogni alterazione dello stato di salute, ogni esame clinico o diagnostico e ogni trattamento clinico, chirurgico e profilattico;
f)    tutti gli animali adottati da persone residenti in altro Comune andranno segnalati ai servizi di vigilanza territorialmente competenti (Servizio Controllo Popolazione Canina Comunale o Servizi Veterinari A.U.S.L.) per le verifiche stabilite dalla Legge;
g) il mantenimento dei documenti di cui ai punti d) ed e) sono a carico dei gestori delle strutture di ricovero, dovranno essere concepiti in modo da risultare facilmente e rapidamente consultabili e dovranno essere conservati per il periodo stabilito dalla legge in materia di documenti amministrativi.
3. Presso la struttura di ricovero saranno prioritariamente ricoverati: a. i cani randagi o vaganti ritrovati sul territorio comunale in alterato stato di salute o che costituiscono un pericolo sanitario o di pubblica sicurezza, b. i cani oggetto di sequestro da parte dell’Autorità Amministrativa o Giudiziaria, c. i cani oggetto di provvedimenti di custodia sanitaria cautelativa ai sensi della normativa in materia di profilassi antirabbica, d. i cani di persone decedute o ammalate, qualora non sia possibile affidarli a parenti o tutori, e. i cani oggetto di rinuncia alla proprietà, appartenenti a persone socialmente disadattate, indigenti, anziane, segnalati dai Servizi Sociali del Comune o dell’Az. U.S.L. e dalle Autorità di Pubblica Sicurezza, f. i cani i cui proprietari o detentori siano impossibilitati per cause di forza maggiore ad accudirli, g. i cani vittime di qualsiasi situazione che, valutata di volta in volta dalle Autorità competenti, sia ritenuta urgente.
4. Qualsiasi gatto appartenente a colonia felina o di proprietà sconosciuta, ritrovato in alterato stato di salute sul territorio comunale, deve essere sottoposto ad assistenza Medico Veterinaria. A tale scopo il Servizio Controllo Popolazione Canina o le Associazioni Zoofile od Animaliste che hanno la gestione delle colonie, secondo le modalità stabilite in precedenza, possono richiedere il ricovero presso la struttura comunale per il tempo strettamente necessario al trattamento terapeutico. Passato tale periodo, compatibilmente con l’esito del trattamento e con il successivo stato di salute, gli animali devono essere reinseriti nella colonia di appartenenza nel più breve tempo possibile.

Art. 41 – Rinuncia alla proprietà di cani
1.    Il proprietario che intende rinunciare alla proprietà di un cane deve presentare formale istanza in tal senso presso l’Ufficio dell’Anagrafe Canina del Comune .
2.    Il ricovero dei cani successivo alla presentazione dell’istanza, avverrà nella struttura comunale di ricovero solo in presenza di posti disponibili e nel rispetto di altre esigenze o delle priorità di cui al comma 3 dell’art. 40.
3. Il proprietario che effettua la rinuncia alla proprietà è tenuto al pagamento delle spese di mantenimento dell’animale presso la struttura comunale in base alle tariffe vigenti. Sono esentati dal pagamento i proprietari di animali ricoverati a seguito di segnalazione di disagio socio economico da parte dei Servizi Sociali del Comune o dell’Az. USL .
4.    Il gestore della struttura di ricovero può accogliere un animale oggetto di rinuncia alla proprietà qualora il proprietario abbia presentato formale istanza all’Anagrafe Canina e qualora l’accoglienza dell’animale sia compatibile con la disponibilità di posti liberi, con altre richieste di rinuncia alla proprietà e nel rispetto di altre esigenze e delle priorità di cui al comma 3, dell’art. 40.

Art. 42 – Cattura dei cani e dei gatti
1. La cattura dei cani e dei gatti, nei casi previsti, è effettuata dagli operatori territoriali del Servizio Controllo Popolazione Canina o da altri operatori competenti allo scopo incaricati dal Comune. Nell’espletamento delle loro funzioni gli operatori sopra indicati dovranno, compatibilmente con le altre attività di servizio, riservare particolare attenzione ed agire con particolare tempestività in occasione di segnalazioni urgenti pervenute da parte delle forze dell’ordine e dell’Azienda Usl, riferibili a situazioni nelle quali la presenza dell’animale da catturare costituisce un serio problema di pubblica sicurezza o sanitario.
2. La cattura dei cani e dei gatti deve essere effettuata con modalità e mezzi tali da escludere, il più possibile, qualsiasi rischio per la pubblica incolumità, per il benessere degli animali e per la sicurezza degli operatori stessi.
3. Gli operatori territoriali del Servizio Controllo Popolazione Canina o gli altri operatori incaricati, valuteranno, in ogni caso, ogni richiesta di cattura di animali pervenuta e la soddisferanno compatibilmente con tutti gli accertamenti necessari volti a stabilire:
a)    la fondatezza della segnalazione, b)    la disponibilità di posti liberi nelle strutture di ricovero, c)    le priorità precedentemente stabilite, d)    il rischio che la cattura può comportare riguardo alla pubblica incolumità, al benessere degli animali e alla sicurezza degli operatori stessi.
4. I cani e i gatti catturati sono condotti nella struttura di ricovero dove saranno custoditi fino alla riconsegna all’eventuale proprietario o fino all’eventuale affidamento o fino alla morte dei soggetti o fino alla reintroduzione sul territorio di provenienza nel caso di gatti provenienti da colonia felina.
5. Qualora lo stato di salute dell’animale richiedesse cure urgenti gli addetti che hanno provveduto alla cattura dovranno:
a) trasportarlo prima possibile presso la struttura di ricovero se il Medico Veterinario responsabile è presente al suo interno per l’assistenza necessaria, b)    reperire il Medico Veterinario responsabile della struttura e stabilire un incontro o presso il canile o presso altro luogo per l’assistenza necessaria, c) in assenza del Medico Veterinario responsabile della struttura, rivolgersi ad una struttura medico veterinaria privata disponibile per l’assistenza necessaria, d) rivolgersi, in ogni caso, ad una struttura medico veterinaria privata attrezzata qualora le dotazioni medico veterinarie della struttura pubblica di ricovero non siano sufficienti per affrontare eventuali prestazioni di natura specialistica e che richiedano attrezzature e professionalità particolari.
6. Qualora la cattura dell’animale sia stata richiesta per motivi di profilassi della rabbia (es: morsicature, segnalazioni di sospetti, ecc.) dovrà essere richiesta da parte delle forze dell’ordine o degli operatori addetti, l’intervento del Medico Veterinario dell’Az. U.S.L. per le rispettive competenze.
7. Nel caso che l’animale catturato risultasse di proprietà tutte le spese relative alla cattura, alle eventuali cure e al ricovero sono a carico del proprietario.

Art. 43 – Affidi e adozioni dei cani e dei gatti ospiti della struttura di ricovero
1. I cani e i gatti ospiti delle strutture di ricovero possono essere dati in adozione, definitiva o temporanea, a chiunque, in possesso dei requisiti necessari, ne faccia richiesta.
2.    L’adozione temporanea consiste nell’affidare un animale prima che siano trascorsi i sessanta giorni dal suo ritrovamento. L’adozione temporanea potrà essere concessa solo dopo aver sottoposto l’animale agli accertamenti sanitari, alle cure e ai trattamenti profilattici necessari. In deroga a quanto sopra, colui che ottiene l’affidamento temporaneo, sempre che la salute dell’animale e la situazione epidemiologica ambientale lo consentano, dovrà sottoscrivere un impegno a portare l’animale presso la struttura nelle date concordate con il Medico Veterinario responsabile, per le cure, i trattamenti e gli interventi necessari. Colui che richiede l’adozione temporanea, oltre a quanto previsto in caso di adozione definitiva, dovrà sottoscrivere l’impegno a restituire l’animale qualora, nei termini di legge, fosse reclamato dal legittimo proprietario. Trascorsi sessanta giorni dall’ingresso nella struttura di ricovero, in assenza di richiesta da parte del legittimo proprietario, l’adozione temporanea potrà diventare definitiva e l’animale sarà sottoposto a sterilizzazione chirurgica.
3. L’adozione temporanea può essere richiesta anche qualora l’adottante abbia necessità di effettuare alcune verifiche di compatibilità, in relazione all’inserimento dell’animale in un nuovo contesto ambientale, prima di procedere alla richiesta di affidamento definitivo. In caso di incompatibilità accertata, anche da parte degli organi di vigilanza, l’eventuale restituzione dell’animale alla struttura di ricovero di provenienza non potrà essere configurata come un caso di rinuncia alla proprietà.
4.    Chiunque adotti un animale, sia in forma temporanea che definitiva, è responsabile della sua custodia e del suo benessere.
5. I cani introdotti nella struttura di ricovero in seguito a rinuncia di proprietà possono essere immediatamente concessi in adozione definitiva, una volta espletate le necessarie verifiche sanitarie.
6. Chiunque intende richiedere un animale in adozione dovrà presentare domanda scritta, specificando le generalità, l’indirizzo e i dati identificativi e allegando la fotocopia di un documento di riconoscimento in corso di validità.
7.    Chiunque richiede qualsiasi forma di adozione dovrà: a)    possedere lo stato giuridico idoneo per sottoscrivere un contratto ; b) impegnarsi a rispettare quanto previsto dalla legge in relazione alla gestione dell’animale, in particolare provvedendo contestualmente agli adempimenti in materia di anagrafe canina; c)    ricevere le informazioni fondamentali circa la specie e la razza dell’animale adottato; d) non essere stato condannato per reati contro gli animali o, comunque, non avere
precedenti di maltrattamento degli animali; e)    non avere fatto, in precedenza più di due dichiarazione di rinuncia di proprietà su cani e/o gatti, ex articolo 12, della L.R. n.27/2000; f)    dichiarare di sottoporsi alle verifiche, sul possesso dell’animale, stabilite dalla legge, da parte degli organi di vigilanza preposti.
8.    Non potranno essere concessi animali in adozione a persone nei confronti delle quali non sia possibile, successivamente all’adozione, attuare gli opportuni controlli circa le condizioni di mantenimento dell’animale ed ai soggetti che intendono utilizzare gli animali per adibirli all’esercizio di attività sportive . Qualunque persona residente in altra Provincia o in altra Regione, per ottenere in adozione un animale, dovrà sottoscrivere l’impegno di sottoporsi al controllo da parte dell’organo di vigilanza preposto, secondo le rispettive disposizioni territoriali, che sarà coinvolto in proposito dai gestori delle strutture di ricovero o dal Servizio Controllo Popolazione Canina. Nel caso che sul territorio di residenza del richiedente non sussistano le necessarie garanzie relativamente al controllo di cui sopra, potrà essere rifiutata la richiesta di adozione.
9. Presso la struttura comunale di ricovero di animali randagi deve preferibilmente operare personale esperto o particolarmente formato in materia di etologia di cani e gatti e di rapporto uomo/animale. Tale personale procederà nei confronti di chiunque intende adottare un cane o un gatto ad un’analisi del contesto ambientale e famigliare nel quale l’animale dovrebbe essere inserito. A fronte di situazioni che potrebbero pregiudicare il benessere psicofisico dell’animale, la richiesta potrà essere rifiutata.
10. Chiunque intende adottare un animale definito “potenzialmente pericoloso”, in base ai criteri stabiliti dalla legge o in base alle valutazioni del personale della struttura di ricovero, dovrà sottoscrivere una dichiarazione nella quale esprime la propria consapevolezza a adottare un animale che potrebbe costituire un rischio per la sicurezza personale o pubblica. Nel caso di rifiuto alla sottoscrizione della dichiarazione il responsabile della struttura, in fondo al modello di dichiarazione, riporterà che l’adottante è stato informato in merito ai rischi. Il rifiuto all’adozione potrà essere espresso, in ogni caso, qualora si ricadesse nelle condizioni di cui al precedente comma 9.
11. Ogni eventuale rifiuto a richieste di adozione di animali ricoverati nella struttura pubblica, deve essere motivato per iscritto dal responsabile della struttura.

Art. 44 – Prescrizioni per i visitatori della struttura pubblica di ricovero
1.    I visitatori possono accedere alla struttura comunale di ricovero di animali negli orari e negli spazi loro riservati.
2.    Per la salvaguardia del benessere degli animali, per la tutela della loro salute e della sicurezza di ospiti e operatori, è vietato l’accesso alle aree sanitarie (“Isolamento” ed “Infermeria”) e di servizio. Sono fatte salve particolari situazioni (es: il riconoscimento da parte dell’eventuale proprietario di animali ricoverati in aree sanitarie) su specifica disposizione del Responsabile o del Direttore Sanitario della struttura e nel rispetto dei regolamenti operativi in merito alle profilassi sanitarie.
3.    Possono essere concesse autorizzazioni ulteriori da parte del Comune per l’accesso alle aree riservate e/o per riprese fotografiche, per qualsiasi motivo che potrà essere ritenuto utile alla gestione della struttura o al raggiungimento delle finalità stabilite dalla legge in materia di prevenzione del randagismo e tutela degli animali d’affezione.

Art. 45 – Servizio Controllo Popolazione Canina e Felina
1. Al servizio Controllo Popolazione Canina e Felina è assegnato personale dipendente del Comune organizza e gestisce il Servizio Controllo Popolazione Canina e Felina, avente il compito precipuo di:
a.    vigilare sul territorio al fine di segnalare e prevenire i casi di abbandono o mancata custodia degli animali; b.    prevenire il maltrattamento o il mancato rispetto del benessere degli animali; c. rilevare e segnalare le situazioni nelle quali la presenza di cani randagi o vaganti costituisce pericolo per l’uomo e per l’igiene pubblica; d. provvedere alla cattura dei cani randagi e vaganti, qualora tale attività non sia stata espressamente affidata ad altri operatori specificatamente incaricati; e. effettuare la vigilanza sul rispetto delle normative nazionali, regionali e del presente regolamento.
2. Al Comune debitamente formato in materia di tutela della popolazione canina e felina e prevenzione del randagismo o che abbia effettuato corsi di studio secondari od universitari attinenti.
3. Ai dipendenti addetti al Servizio Controllo Popolazione Canina e Felina è attribuita, con atto formale del Sindaco, la qualifica di “Cinovigile”.
4. I Cinovigili, nell’ambito delle competenze loro attribuite con il presente regolamento, sono abilitati all’identificazione dei soggetti proprietari o detentori degli animali, anche mediante richiesta di esibizione dei documenti di riconoscimento e possono elevare le contravvenzioni previste dal presente regolamento.
5. Per lo svolgimento delle attività indicate al comma 1 il Comune può avvalersi, previa stipulazione di formale convenzione, di personale messo a disposizione dalle Guardie Zoofile Volontarie e/o da volontari iscritti ad Associazioni Zoofile od Animaliste non aventi finalità di lucro.
6. Restano salve le competenze, espressamente attribuite da disposizioni normative vigenti, al Corpo Forestale dello Stato, alle Guardie Provinciali, all’Azienda Usl.

TITOLO VII - DISPOSIZIONI FINALI

Art. 46 – Sanzioni
1. Fatte salve la denuncia all’Autorità Giudiziaria nei casi espressamente previsti come reato dall’ordinamento statale e le sanzioni previste dalle Leggi statali, regionali o da altri regolamenti in vigore, chi contravviene alle disposizioni del presente Regolamento è punibile con le seguenti sanzioni amministrative:

sanzioni

Il pagamento in via breve dovrà avvenire, ai sensi dell’art.16 della Legge 24 novembre 1981 n. 689, entro il termine di sessanta giorni dalla contestazione immediata o, se non vi è stata, dalla notificazione degli estremi della violazione.

Art. 47 – Vigilanza
1.    Il controllo circa il rispetto delle norme di cui al presente Regolamento è attribuito ai Cinovigili Comunali, al Corpo di Polizia Municipale, al Servizio Veterinario dell’Azienda USL, alla Polizia Provinciale, alle Guardie Zoofile Volontarie ed ai volontari delle Associazioni Zoofile ed Animaliste se espressamente autorizzati in proposito, con apposita convenzione.
2. Le sanzioni di cui al precedente art. 46 potranno essere elevate dai Cinovigili, dal Corpo di Polizia Municipale, dal Servizio Veterinario dell’Azienda USL e dalla Polizia Provinciale.

Art. 48 – Abrogazione di norme
1. Dalla data di entrata in vigore del presente Regolamento è abrogato il “Regolamento per il Servizio di Controllo della popolazione canina” di cui alla deliberazione di C.C. n. 170 del 29/7/1993.


APPENDICE

Riferimenti normativi

  • "Regolamento comunale di Polizia Urbana" (approvato con delib. C.C.  n. 49 del 23.3.2000 e successive modificazioni):
    Art. 45 Custodia animali
    Comma 1 abrogato
    2.I detentori di cani devono: a) apporre agli accessi una targhetta con la dicitura "Attenti al cane" avente una dimensione minima di metri 0,30 per metri 0,20 (da Euro 25,00 a Euro 150,00); b) provvedere a dotare le recinzioni di apposita rete a maglia fitta in modo tale da rendere impossibile il contatto con l'area pubblica (da Euro 50,00 a Euro 300,00). 3. I detentori di animali devono adottare tutti gli accorgimenti idonei ad evitare che gli stessi abbiano a causare molestie al vicinato (da Euro 35,00 a Euro 210,00).
    Art. 46 Animali feroci e pericolosi
    È vietato far circolare animali feroci e/o pericolosi nel territorio comunale anche se in forma di sfilata. (da Euro 100,00 a Euro 600,00). L'introduzione di animali feroci nel territorio comunale deve essere preventivamente autorizzata dagli organi competenti che provvederanno alla verifica delle condizioni degli animali e della loro detenzione. (da Euro 50,00 a Euro 300,00).
    Art. 47 Bestiame, animali da cortile
    È vietato nel territorio urbanizzato tenere suini, bovini, ovini ed equini.(da Euro 50,00 a Euro 300,00). È consentita nel territorio comunale posto a monte della S.S.16, previa autorizzazione del Servizio di Igiene Pubblica – Servizio Veterinario e secondo le normative specifiche in materia, la detenzione di animali di bassa corte (polli, oche, tacchini, conigli e volatili in genere).(da Euro 35,00 a Euro 210,00).
    Art. 48 Animali negli esercizi commerciali
    È vietato introdurre cani od altri animali nei locali ove si vendano e/o si manipolino alimenti (da Euro 50,00 a Euro 300,00).
  • "Regolamento per il servizio di taxi e di noleggio di autovettura con conducente" (approvato con delib. C.C. n. 198 del 10.09.1998 e con delib. G.P.n.  579 del 29.12.1998, Prot. 45497/98 e successive modificazioni):
    Art. 27 Trasporto bagagli e animali
    E' fatto obbligo di trasporto dei bagagli al seguito del passeggero alle condizioni tariffarie stabilite dal comune per il servizio di taxi. E' obbligatorio altresì e gratuito il trasporto dei cani accompagnatori per non vedenti. Il trasporto di altri animali è facoltativo.
  • "Regolamento comunale per la concessione di aree comunali per l'installazione di attività dello spettacolo viaggiante, di circhi, parchi di divertimento compresi i giochi gonfiabili" (approvato con delib. C.C. n. 28 del 13.3.2003):
    Art. 16 Disposizioni relative alle aree per l'installazione di circhi equestri
    L'installazione dei circhi equestri è consentita esclusivamente su area pubblica individuata con deliberazione di Consiglio Comunale di cui al precedente art.5. L'autorizzazione all'esercizio dell'attività viene rilasciata previo parere obbligatorio del Quartiere competente per territorio, del Dipartimento di Sanità Pubblica della AUSL e della Polizia Municipale, ciascuno per gli aspetti di rispettiva competenza. Detta area deve possedere i seguenti requisiti:
    a) Presenza di fognoli idonei per il convogliamento delle acque reflue, fatta salvo l'autorizzazione del Settore Ambiente del Comune. In alternativa può essere ammessa la dotazione per tutti gli scarichi di vasche di contenimento in dotazione alla struttura del circo, da svuotarsi periodicamente in impianti autorizzati. b) Collocazione dei ricoveri degli animali nei punti dell'area più remoti dalle abitazioni e distanti comunque da questi almeno 50 metri. c) Superficie sufficiente a garantire la possibilità di ospitare eventuali animali nel rispetto della pubblicazione della commissione scientifica CITES. d) Accessibilità nel rispetto delle norme stabilite dalla normativa vigente in materia di circolazione stradale e viabilità.
  • Legge 281 del 14 agosto 1991
  • Legge 20 luglio 2004, n.189
  • LEGGE REGIONALE 7 aprile 2000, n. 27 - NUOVE NORME PER LA TUTELA ED IL CONTROLLO DELLA POPOLAZIONE CANINA E FELINA
  • LEGGE REGIONALE 17 febbraio 2005, n. 5 - NORME A TUTELA DEL BENESSERE ANIMALE
  • CODICE PENALE