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PADOVA - Reg. del 26 ottobre 2010 (Reg. comunale tutela animali)

Padova(Approvato con deliberazione del C.C. n. 84 del 26 ottobre 2010. Tratto dal sito ufficiale del comune).
Il sito del comune di Padova ha un'ampia sezione dedicata agli ANIMALI, che prende in cosiderazioni diversi aspetti della convivenza con uomo-animale e fornisce tante informazioni utilissime.
Qui evidenziamo in particolare due argomenti:

Iscrizione all'anagrafe caninaIl proprietario o detentore di un cane deve provvedere alla regolare iscrizione dello stesso all'anagrafe canina entro due mesi di vita o dall'inizio della detenzione.
 Entro 15 giorni deve essere comunicata all'Area dipartimentale di prevenzione veterinaria dell'ULSS 16 ogni variazione anagrafica (es. decesso, trasferimento, ecc.).
 L'iscrizione all'anagrafe è gratuita (a fatta personalmente dal proprietario, munito di documento di riconoscimento e codice fiscale) mentre l'applicazione del microchip è soggetta a tariffa regionale.
Aree verdi cani leggete l'apposito articolo di approfondimento.

TITOLO 1 - Principi generali

Articolo 1– Finalità
Il presente atto riguarda la tutela e il benessere di tutte le specie di animali che stabilmente o temporaneamente si trovano nel territorio comunale, nel pieno rispetto delle norme poste a garantire l’igiene e la salute pubblica, la pubblica sicurezza e la tutela ambientale e territoriale.
Ha lo scopo di promuovere la corretta convivenza con l’uomo e di riconoscere alle specie animali il diritto ad una esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche ed etologiche

Articolo 2– Profili istituzionali
Il Comune di Padova:
1. nell’ambito dei principi e indirizzi fissati dalle Leggi e dal proprio Statuto, promuove il rispetto, la cura ed il diritto alla presenza nel proprio territorio degli animali, quale elemento fondamentale e indispensabile di una morale biocentrica e dell’ambiente;
2. riconosce agli individui ed alle specie animali non umane il diritto ad un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche ed anche, su proposta degli Organi di vigilanza, può adottare provvedimenti per la loro tutela;
3. quale comunità portatrice di elevati valori di cultura e civiltà, individua nella tutela degli animali uno strumento finalizzato anche al rispetto ed alla tolleranza verso tutti gli esseri viventi;
4. al fine di favorire la corretta convivenza fra umani e animali e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente, promuove e sostiene iniziative e interventi rivolti alla conservazione degli ecosistemi, degli equilibri ecologici che interessano le popolazioni animali.

Articolo 3– Valori etici e culturali
Il Comune di Padova:
1. in base all’articolo 2 della Costituzione della Repubblica Italiana, riconosce la libertà di ogni cittadino di esercitare, in modo singolo o associato, le attività connesse con l’accudimento e la cura degli animali;
2. opera affinché sia promosso nel sistema educativo ed informativo dell’intera popolazione, e soprattutto in quello rivolto all’infanzia, il rispetto degli animali, la conoscenza delle loro caratteristiche biologiche e il principio della corretta convivenza con gli stessi;
3. valorizza la tradizione e la cultura animalista della città ed incoraggia le forme espressive che attengono al rispetto e alla difesa degli animali

Articolo 4– Principi
Il Comune di Padova:
1. riconosce validità etica e morale a tutte le forme di pensiero che si richiamano al dovere del rispetto e della promozione d'iniziative per il benessere degli animali;
2. si adopera a diffondere e promuovere massimamente le garanzie giuridiche attribuite agli animali dalle leggi dello Stato e della Regione Veneto;
3. condanna e persegue ogni manifestazione di maltrattamento verso gli animali e ribadisce la propria contrarietà ad ogni forma di violenza fisica e psicologica espletata, a qualsiasi scopo, nei confronti degli animali;
4. persegue l'obiettivo di una serena convivenza tra gli uomini e gli animali riconoscendo loro il diritto ad un'esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche, disciplina la tutela di tutti gli animali e condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono;
5. promuove e sostiene iniziative e interventi volti al rispetto e alla tutela degli ecosistemi locali e dell'ambiente. Le modifiche degli assetti territoriali dovranno tenere conto anche degli habitat naturali.

Articolo 5– Competenze del Comune
Il Comune di Padova esercita la tutela delle specie animali presenti anche allo stato libero nel territorio comunale, in particolare: 1. esercita la tutela delle specie di mammiferi ed uccelli, anfibi, pesci e rettili che vivono
stabilmente o temporaneamente allo stato libero nel territorio comunale, secondo il
principio di sussidiarietà e nel rispetto delle competenze degli Enti preposti; 2. esercita, attraverso i propri Organi, la vigilanza sull'osservanza delle leggi e dei
regolamenti generali e locali, relativi alla protezione degli animali; 3. provvede all’attuazione delle disposizioni previste nel presente regolamento; 4. supporta le altre autorità istituzionalmente incaricate nel medesimo intento.

Articolo 6– Collaborazioni istituzionali
Per la tutela dei diritti degli animali, il Comune agisce in collaborazione con l'Aulss n. 16 locale, le Associazioni Protezionistiche riconosciute operanti sul territorio, l'Ordine dei medici veterinari di Padova, l’Università e gli enti territorialmente e funzionalmente competenti.
Il Comune per incrementare la sensibilizzazione dei cittadini sul rapporto uomo-animale- città attua campagne d'informazione e corsi specifici. Tali campagne e corsi saranno realizzate anche con il concorso dell'Aulss n. 16 locale, delle Associazioni Protezionistiche riconosciute operanti sul territorio, dell'Ordine dei medici veterinari di Padova, dell’Università e degli enti territorialmente e funzionalmente competenti. I temi saranno particolarmente riferiti alla prevenzione del randagismo, controllo della riproduzione degli animali d'affezione, conoscenza e rispetto della fauna autoctona, formazione e aggiornamento per curatori di colonie feline, responsabilità dei detentori di animali, ecc.
Le Associazioni Protezionistiche riconosciute, nonché gli altri enti pubblici e privati possono gestire in convenzione strutture di ricovero per animali ed eventuali servizi collegati al raggiungimento del benessere e possono collaborare, con gli enti preposti, alla vigilanza sulle problematiche connesse alle varie specie animali presenti sul territorio comunale ed all’applicazione del presente Regolamento.

Articolo 7– Ambito d'applicazione del Regolamento
Le disposizioni del presente Regolamento riguardano tutte le specie animali stanziali o temporaneamente presenti nel territorio comunale di Padova, ma non si applicano:
1. alle attività inerenti agli animali d'allevamento commerciale o ad esso connesse, alle attività di diagnostica, didattica, studio sperimentazione e clinica e chirurgia veterinaria, in quanto regolamentate da normativa nazionale e comunitaria;
2. alla detenzione e allevamento di volatili ad uso venatorio, sempre che la detenzione stessa sia autorizzata ai sensi e per gli effetti della normativa vigente sulla caccia e che non comporti forme di maltrattamento ai suddetti volatili;
3. alle attività connesse con la disinfestazione, derattizzazione e a tutte le attività imposte da emergenze di carattere igienico-sanitario, nonché ai programmi di monitoraggio e controllo della popolazione colombacea, sentito il portavoce dell’Area Ambiente dell’Osservatorio delle Associazioni iscritte al registro Comunale.
4. le disposizioni relative alla detenzione e al maltrattamento d'animali devono comunque considerarsi valide per qualsiasi animale, come definito nel glossario.
Sono comunque fatte salve le norme derivanti da Leggi della Regione Veneto sia sul piano sostanziale sia dell'attribuzione di competenze.

TITOLO 2 Obblighi, prescrizioni e divieti.

Articolo 8– Obblighi dei detentori d'animali
Chiunque conviva, detenga, possegga o abbia accettato di occuparsi di un animale è responsabile della sua salute e del suo benessere e deve provvedere alla sua sistemazione e fornirgli adeguate cure ed attenzioni, tenendo conto dei suoi bisogni fisiologici ed etologici secondo l'età, il sesso, la specie, la razza e la taglia.
In particolare deve:
1. rifornirlo di cibo e di acqua in quantità sufficiente e con tempistica adeguata;
2. assicurare le necessarie cure sanitarie e adeguato benessere fisiologico e etologico, compatibilmente con l'attitudine dell'animale;
3. consentirgli adeguata possibilità di esercizio fisico;
4. prendere ogni precauzione per impedirne la fuga;
5. garantire la tutela dei terzi da aggressioni;
6. assicurare la regolare pulizia degli spazi di dimora degli animali;
7. garantire spazi di custodia adeguati, dotati di idonea protezione dagli agenti atmosferici e con fondo in grado di consentire la corretta deambulazione e stabulazione, garantendo un igienico smaltimento delle deiezioni. Qualora richiesto dalle caratteristiche della specie, è necessario che gli animali abbiano la possibilità di un rifugio dove nascondersi.

Articolo 9– Divieti generali
Fatta salva l'ipotesi che il fatto non costituisca reato, è vietato:
1. maltrattaree/ocagionareunalesioneadunanimaleovverosottoporloasevizieofatiche o lavori insopportabili per le sue caratteristiche di specie. Altresì, è vietato somministrare agli animali sostanze stupefacenti, fatta esclusione per le cure veterinarie, o vietate e sottoporli a trattamenti che procurino un danno alla salute;
2. tenere gli animali in condizioni incompatibili con le loro caratteristiche etologiche, privarli dell’acqua e del cibo necessario ed in particolare è vietato tenere animali in isolamento o privarli dei necessari contatti sociali intraspecifici ed interspecifici tipici della loro specie, salvo su indicazione del Medico Veterinario curante;
3. tenere animali in spazi angusti non compatibili con il loro benessere psico-fisico, scarsamente aerati, scarsamente o eccessivamente illuminati, senza la possibilità di adeguata deambulazione. Altresì, è vietato tenere animali permanentemente in gabbia ad eccezione di uccelli, roditori e nei casi di trasporto e di ricovero per cure;
4. allontanare i cuccioli di cani e gatti dalla madre prima dei due mesi, se non per gravi motivazioni certificate da un Medico Veterinario;
5. addestrareanimaliricorrendoaviolenze,percosse,costrizionefisicaopsichica;èaltresì vietato addestrare animali in ambienti inadatti (angusti o poveri di stimoli) che impediscano all’animale di manifestare i comportamenti tipici della specie; inoltre sono vietati l’addestramento o le operazioni di selezione/incrocio tra razze intesi ad esaltare la naturale aggressività o potenziale pericolosità;
6. colorare in qualsiasi modo gli animali, tranne come sistema di marcaggi temporanei con metodi incruenti e che non creino alterazioni comportamentali effettuati da enti di ricerca ufficialmente riconosciuti o dal Medico Veterinario curante per terapie sanitarie specifiche, in ogni caso è vietata la colorazione degli animali per tutto ciò che riguarda le attività di vendita degli stessi;
7. esporre animali in luoghi chiusi a suoni, rumori o musiche ad un volume tale da essere considerato nocivo. Le autorizzazioni a spettacoli pirotecnici conterranno le istruzioni e le raccomandazioni specifiche che i detentori o possessori di animali debbono osservare per rassicurare l’animale in modo da evitare la manifestazione di comportamenti aggressivi o comunque determinati da stati d’ansia e paura (es. mantenere l’animale vicino a sé e/o in situazioni e in contatto con persone conosciute e comunque in modo che non possa nuocere né a sé né a terzi);
8. lasciare animali chiusi prolungatamente soli in qualsiasi autoveicolo e/o rimorchio o altro mezzo di contenzione senza opportuna ventilazione all’interno. I finestrini debbono essere disposti in modo che l’animale non possa fuoriuscire con la testa o parte del muso e creare danni a terzi; la sosta non deve creare disagio all’animale e non deve essere a diretta esposizione del sole;
9. non garantire agli animali, detenuti a qualsiasi titolo, l’alternanza naturale del giorno e della notte salvo parere contrario di un Medico Veterinario, il quale dovrà stabilirne la data di inizio e fine trattamento;
10.trasportare e/o custodire animali in condizioni e con mezzi tali da procurare loro sofferenza, ferite, o danni fisici anche temporanei. I contenitori per il trasporto dovranno consentire la stazione eretta. Altresì, escluso alle specie per cui ciò non comporti un rischio di danno fisico (es. Bovini ed Equini), dovranno consentire la possibilità di girarsi e sdraiarsi. Inoltre, è vietato trasportare animali in carrelli chiusi non sufficientemente aerati. Il trasporto su rimorchi deve prevedere accorgimenti tali che i gas di scarico del mezzo trainante non possano essere respirati dagli animali. Le gabbie, i cesti o i cassoni contenenti animali devono essere manipolati con cura. E’ vietato lasciarli cadere o rovesciarli. Deve essere assicurata la disponibilità di acqua ad intervalli regolari;
11.stabulare animali in gabbie con una pavimentazione non idonea alla specie in questione;
12.mettere gatti alla catena o lasciarli chiusi in gabbie, salvo disposizione scritta del Medico Veterinario. Se il gatto è condotto a mano è preferibile l’uso della pettorina all’uso del collare;
13.l’uso di collari elettrici e di altri strumenti coercitivi che provochino sofferenze per costringere l’animale all’obbedienza od impedire la comunicazione animale;
14.l’uso prolungato per i cani di museruole che impediscano l’apertura della bocca per l’abbeveraggio (es. museruole comunemente denominate “stringibocca”), salvo deroghe certificate dal medico veterinario che ne attesti la necessità. Il certificato, in originale,
dovrà prevedere il periodo di utilizzo e deve sempre accompagnare l’animale;
15.procedere all’asportazione chirurgica degli artigli e dei denti se è solo per facilitare la tenuta degli animali da compagnia. Gli atti di amputazione del corpo degli animali sono vietati, quando motivati da ragioni estetiche, non curative, ovvero quando cagionino un diminuzione permanente della loro integrità fisica, salvo necessità sanitarie, sanitarie,ovvero qualora siano previsti dallo standard di razza riconosciuto dall'ENCI e dalla FCI. In detti interventi non rientrano quelli effettuati per la sterilizzazione chirurgica;
16.l’uso di colle per catturare mammiferi, rettili, anfibi ed uccelli;
17.l’uso di macchine per il lavaggio o l’asciugatura di animali che non consentono all’animale una respirazione esterna alle macchine stesse;
18. addestrare animali per combattimenti;
19.utilizzare animali a scopo di combattimento fra essi;
20.somministrare cibo agli anatidi fatta eccezione delle zone segnalate dal Comune mediante apposita cartellonistica;
21.di massima l’uso di animali vivi per alimentare altri animali, salvo non sia possibile altro
tipo di alimentazione attestata da un medico veterinario. Qualora per alimentazione vengano utilizzati animali vivi, questi debbono provenire da canali commerciali codificati ed appositamente predisposti e non devono essere sottoposti ad inutili sofferenze;
22.in una civile abitazione la detenzione di un numero superiore a cinque cani e a dieci gatti, con esclusione di cuccioli lattanti. Questi devono essere tenuti per un periodo di almeno due mesi. Un numero superiore di animali potrà essere detenuto con autorizzazione da parte del Sindaco, previo parere dell' Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria dell’Aulss n. 16;
23.mettere in palio e cedere in premio in occasione di tiri a segno, pesche, riffe, lotterie, sagre o analoghe situazioni ludiche, animali di qualsiasi specie;
24.tenere crostacei vivi nel ghiaccio;
25. l’accattonaggio con animali;
26.riguardo ai volatili, di:
26.1.    strapparne le penne, salvo che per ragioni mediche, nel qual caso l'intervento deve essere effettuato da un medico veterinario che ne attesti per iscritto la motivazione da conservarsi a cura del detentore dell’animale. Detto certificato segue l’animale nel caso di cessione dello stesso ad altri;
26.2.    amputarne le ali o altri arti salvo che per ragioni mediche nel qual caso l’intervento chirurgico deve essere effettuato da un medico veterinario che ne attesti per iscritto la motivazione da conservarsi a cura del detentore dell’animale. Detto certificato segue l’animale nel caso di cessione dello stesso ad altri;
26.3.    mantenere i volatili legati, per periodi prolungati, al trespolo in condizioni tali da poter determinare danni agli arti dell’animale.
27. condurre animali a guinzaglio tramite mezzi di locomozione in movimento;

Articolo 10– Sequestro degli animali
In caso di animali tenuti in stato di denutrizione, o sofferenza per precarie condizioni di salute e/o di situazioni di maltrattamento:
1. gli organi di vigilanza accertano la violazione e denunciano l’illecito;
2. gli animali oggetto di provvedimento di sequestro o di confisca sono affidati ad associazioni o enti che ne facciano richiesta, individuati con decreto del Ministero della Salute, adottato di concerto con il Ministro dell’Interno.

Articolo 11– Abbandono di animali
Fatte salve le responsabilità penali, è vietato abbandonare animali in qualunque parte del territorio comunale, compresi giardini, parchi e qualsiasi tipologia di corpo idrico. E’ fatta salva la liberazione in ambienti adatti di fauna autoctona proveniente da Centri di Recupero e Associazioni Protezionistiche, autorizzata ai sensi delle leggi vigenti.

Articolo 12– Avvelenamento di animali
1. Le operazioni di derattizzazione e disinfestazione, debbono essere eseguite da personale competente e con modalità e precauzioni tali da non nuocere in alcun modo le altre specie animali ;
2. Il Medico Veterinario che, sulla base di una sintomatologia conclamata, emette diagnosi di sospetto di avvelenamento di un esemplare di specie animale domestica o selvatica, deve darne immediata comunicazione al Sindaco e all' Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria della Aulss n. 16, che si attiveranno per le ricerche analitiche delle cause

Articolo 13–Tutela della fauna minore. Attraversamento stradale di animali, barriere antiattraversamento, sottopassaggi e cartellonistica, cantieri.
1. Il Comune di Padova tutela le specie di piccola fauna di importanza nazionale e comunitaria durante tutte le fasi biologiche della loro esistenza, nel loro habitat naturale e durante la fase di migrazione, svernamento, raduno, alimentazione, riproduzione e muta;
2. a tutela delle nidificazioni dell’avifauna e della salute delle piante le potature ed il taglio degli alberi, salvo situazioni di pericolo e di pubblica utilità, dovranno avvenire al di fuori del periodo compreso tra il primo aprile ed il 31 luglio;
3. a tutela dell’incolumità pubblica e degli animali nei punti stradali ove si rilevi un frequente attraversamento di animali, il Comune dovrà verificare la possibilità di idonei attraversamenti sotterranei atti a facilitare il passaggio di tali animali e contemporaneamente di porre barriere fisse o mobili antiattraversamento stradale per impedire l’accesso sulla carreggiata. Dovrà essere disposta la collocazione di un adeguato numero di sagome anticollisione sui pannelli fonoassorbenti e sulle vetrate degli edifici comunali, laddove opportuno, per la sicurezza degli uccelli. Ove possibile si preferiranno pannelli fonoassorbenti colorati al posto di quelli trasparenti. Nelle zone sedi di attraversamento, in superficie o sotterraneo, potrà essere disposta l’installazione di cartellonistica per segnalare l’attraversamento di animali. Ove possibile, dovranno essere disposti sistemi di rispetto della fauna presente nei cantieri di opere edili e/o di restauro conservativo. Per gli edifici di sua pertinenza, il Comune si adopererà per salvaguardare le colonie di Rondoni, Balestrucci e Chirotteri, se presenti, anche mediante l’installazione di apposite cassette nido. A tal fine si potrà avvalere del parere delle Associazioni Protezioniste e/o di un Medico Veterinario competente per materia;
4. Ai fini dello sviluppo di una maggiore e migliore conoscenza ed il rispetto delle esigenze biologiche, la presenza, anche temporanea di animali in aree pubbliche come giardini, ville storiche e parchi, potrà essere segnalata con apposita cartellonistica indicando specie, caratteristiche etolologiche, comportamenti umani da favorire e da evitare, eventuali divieti normativi in vigore.

Articolo 14– Esibizione in postazioni itineranti
E’ vietato ad Enti, Associazioni e privati esibire in postazioni itineranti animali vivi (a maggior ragione cuccioli di qualsiasi specie) con lo scopo di sollecitare offerte e donazioni a qualsiasi titolo o vendita. Sono ammesse le attività promozionali di affidamento da parte delle Associazioni Protezionistiche presso la sede dell’Associazione o presso il canile rifugio.

Articolo 15– Smarrimento-rinvenimento-di animali
Chiunque rinvenga cani randagi, vaganti o abbandonati è tenuto a comunicarlo al Comando Polizia Locale che ne informerà l'Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria dell’Aulss n.16, competente per la cattura. In caso di rinvenimento di un cane o altro animale in difficoltà il cittadino è tenuto ad informare la Polizia Locale o di altre Forze di Polizia che provvederanno a loro volta ad avvisare tempestivamente l'Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria competente. Egli può effettuare la messa in sicurezza dell’animale; in ogni caso, le attività di pronto soccorso dovranno essere svolte da Medici Veterinari. Il costo delle cure, qualora svolte da medici veterinari liberi professionisti, sarà a carico di chi presenta l'animale

Articolo 16– Pet Therapy
Il Comune di Padova incoraggia nel suo territorio le attività di cura, riabilitazione ed assistenza con il coinvolgimento di animali (pet therapy). In nessun caso le prestazioni degli animali devono consistere in attività che comportino dolore, angoscia, danni psicofisici temporanei o permanenti agli animali.
Gli animali impiegati devono essere sottoposti a controlli periodici da parte di un Medico Veterinario relativi al permanere delle condizioni di salute ed in generale del benessere.

Articolo 17– Divieti e regolamentazione di spettacoli e intrattenimenti con l’utilizzo di animali e circhi
1. L’allestimentodimostre,fiereedesposizioni,nonchél’attendamentodicirchi,èsoggetto a vigilanza ed alla autorizzazione igienico-sanitaria da parte dell' Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria dell’Aulss n. 16, secondo le modalità previste dalla normativa vigente e tenuto conto della DGRV 18/06/2004, n. 1707 s.m. in materia di circhi, mostre viaggianti ed itineranti e della DGRV 31/12/2001, n. 3882 s.m. inerente la detenzione, allevamento e commercio di animali esotici e pericolosi;
2. Manifestazioniespositivedianimali 2.1. Nelle manifestazioni espositive di animali:
2.1.1. è vietata la partecipazione a cani e gatti di età inferiore a quattro mesi ed a soggetti non svezzati delle altre specie.
2.1.2. tutti i soggetti esposti debbono presentare idonea condizione fisiologica- sanitaria, ivi compresa l’eventuale copertura vaccinale per le patologie individuate dall’Aulss n. 16;
2.1.3. tutti i cani devono obbligatoriamente essere correttamente identificati secondo le modalità richieste dalla normativa vigente ed iscritti all’anagrafe canina;
2.2.l’impiego di animali di qualsiasi specie come richiamo del pubblico per esercizi commerciali, mostre e circhi, fiere e sagre deve essere autorizzato;
2.3.nei confronti dei soggetti che contravvengono alle disposizioni di cui ai commi precedenti del presente articolo, nel caso si tratti di forme di spettacolo o di intrattenimento pubblico, viene disposta la sospensione immediata dell’attività e quindi definitiva, oltre all’applicazione della sanzione amministrativa di cui al presente regolamento.
2.4.l’utilizzo di animali per riprese di cinema, tv, pubblicità, deve essere preventivamente comunicato, specificando modalità, condizioni di impiego e provenienza degli animali, al Comune che, sentito il parere dell' Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria dell’Aulss n. 16, potrà stabilire di volta in volta in maniera specifica le modalità di tutela dei soggetti che si intendono impiegare fra le quali la presenza sul luogo delle riprese di un proprio delegato al controllo.
2.5.In particolare, è autorizzato lo svolgimento di gare di equidi o altri ungulati nel corso di manifestazioni popolari solo nel caso in cui:
2.5.1. La piste delle corse sia ricoperta da materiale idoneo ad attutire i colpi degli zoccoli degli animali sul terreno asfaltato o cementato. Qualora il percorso non sia su terreno asfaltato o cementato, deve comunque essere privo di asperità ed irregolarità tali da costituire pericolo per gli animali;
2.5.2. il percorso della gara, nel caso di cui al precedente punto, sia circoscritto con adeguate sponde capaci di ridurre il danno agli animali, in caso di caduta, nonché per garantire al sicurezza e l’incolumità delle persone che assistono alle manifestazioni;
2.5.3. sia identificato un Medico Veterinario che garantisca una competente assistenza agli animali, durante la durata della manifestazione.

Articolo 18– Esercizi commerciali fissi o ambulanti, attività occasionali.
Il commercio di animali da compagnia, comprese le specie “non convenzionali”, è subordinato ad autorizzazione sanitaria. Il titolare dell’esercizio o chi per esso deve tenere costantemente aggiornato un registro di carico e scarico conforme a quello previsto di cui all’art. 17 del DPR 8 febbraio 1954, n. 320.
La domanda di autorizzazione sanitaria è presentata all' Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria dell’Aulss n. 16. Le annotazioni relative ad ogni vendita o acquisto devono essere fatte entro e non oltre 24 (ventiquattro) ore dall'evento.
Chi esercita il commercio di animali da compagnia deve informare adeguatamente il cliente sulle esigenze fisiologiche ed etologiche dell’animale acquistato, consegnando una dettagliate schede di specie nella quale siano riportate note di gestione ed alimentazione. Gli animali venduti e/o ceduti all’acquirente devono essere consegnati in buone condizioni di salute ed in idonei contenitori a seconda delle caratteristiche etofisiologiche degli animali e della durata del trasporto;
Nei locali adibiti al commercio, gli animali devono essere tenuti nel rispetto dei seguenti punti:
1. le gabbie devono essere adeguate alla mole ed al numero degli animali ospitati, devono risultare sempre pulite ed in ordine nonché costruite in materiale tale da evitare il ferimento degli animali e di dimensioni idonee al normale svolgimento delle attività etologiche tipiche della specie detenuta. Inoltre, devono dare la possibilità di sottrarsi alla vista del pubblico, a seconda delle esigenze della specie;
2. durante i periodi in cui i locali rimangono chiusi gli animali devono essere regolarmente visitati ad intervalli di tempo non superiori a 24 ore, che vengono ridotte a 12 ore nel caso di presenza di cuccioli, al fine di verificare le condizione di detenzione nonché la disponibilità di cibo ed acqua. Nelle ore notturne deve essere assicurato l’oscuramento da fonti luminose esterne, ove necessario per le singole specie;
3. è vietata la somministrazione di cibo costituito da animali vivi alla presenza o in vista di estranei alla conduzione dell’attività commerciale. Altresì è vietato esporre animali che non siano in buono stato di salute. Questi vanno allontanati, per salvaguardare la salute degli altri, e sottoposti a terapie adeguate;
4. l'esposizione degli animali non deve avvenire all’esterno degli esercizi commerciali fissi; 5. è vietata l’esposizione di animali nelle vetrine; 6. gli animali detenuti all’interno dell’esercizio commerciale dovranno essere sempre riparati
dal sole, dalle intemperie ed essere provvisti, a seconda della specie, di acqua, di cibo, di lettiera ed illuminazione adeguata.

Articolo 19– Macellazione degli animali
Gli animali allevati a domicilio per uso famigliare devono essere macellati nel rispetto delle disposizioni normative correnti.

Articolo 20– Inumazione di animali
1. E’ consentito, al cittadino privato detentore di animali da compagnia deceduti, oltre all’incenerimento negli appositi impianti autorizzati, l'inumazione in terreni di proprietà del detentore/proprietario, idonei allo scopo e previa certificazione di medico veterinario che escluda qualsiasi possibilità o presenza di malattie infettive e diffusive della specie e attestazione del detentore/proprietario di assenza di molecole farmacologiche.
2. ll Comune di Padova può concedere appositi terreni recintati in comodato finalizzati a diventare cimiteri (o luoghi di rimembranza) per cani, gatti ed altri animali.
2.1.i cimiteri per animali da affezione possono essere realizzati da soggetti pubblici o privati. Se realizzati da soggetti pubblici, non hanno il carattere di demanialità, di cui all’art.824 del c.c., limitato per salme;
2.2.i siti cimiteriali per animali da affezione sono localizzati in zona giudicata idonea dal Comune nell’ambito del P.R.G. vigente, previo parere della Aulss n. 16 per i profili attinenti all’igiene e sanità pubblica. Inoltre, per la collocazione nel territorio si rimanda al punto 14 della L.R. n. 60/93 s.m.

TITOLO 3 Cani

Articolo 21– Anagrafe canina
Il proprietario o detentore di cani deve provvedere all’iscrizione all’anagrafe canina regionale entro due mesi di vita o dall'inizio della detenzione. Il proprietario o detentore di cani deve comunicare, entro 15 giorni, all' Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria competente qualunque variazione anagrafica (es. trasferimento, decesso ...) riguardante il proprio animale

Articolo 22– Attività motoria
Chi detiene a qualsiasi titolo un cane dovrà provvedere a consentirgli, ogni giorno, l’opportuna attività motoria anche attraverso le aree pubbliche di sgambamento. I detentori a qualsiasi titolo di un cane possono lasciare il medesimo animale libero nelle aree verdi, giardini o cortili di uso esclusivo purché muniti di idonee recinzioni atte a prevenire la fuga o aggressioni ai passanti.
Ove siano custoditi cani, è fatto obbligo al proprietario o al detentore di segnalarne la presenza con cartelli ben visibili collocati al limite esterno della proprietà.

Articolo 23– Detenzione dei cani
Requisiti per la detenzione di cani in recinti.
1. la superficie di base fruibile della recinzione non dovrà essere inferiore ai metri quadri della relativa tabella allegata, in modo da consentire all’animale una adeguata possibilitàdi esercizio fisico. Ogni cane detenuto in più comporterà un aumento minimo dellasuperficie disponibile, come indicato nella tabella allegata. A seguito di motivata richiesta, la detenzione, temporanea od occasionale, non conforme ai parametri di cui sopra potrà essere derogata dal Comune, su parere dell' Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria dell'Aulss n. 16, nel rispetto del benessere degli animali;
2. La recinzione deve: 2.1 avere visibilità esterna su almeno un lato; 2.2 essere integra e in buono stato di conservazione; 2.3 garantire un’adeguata contenzione dell’animale e soddisfare le esigenze psicofisichedello stesso. L’area recintata dovrà essere dotata di una cuccia che dovrà essere sufficentemente coibentata, avere un tetto impermeabilizzato, essere chiusa su tre lati ed essere rialzata da terra. Non dovrà essere collocata in luoghi oggetto di ristagni d’acqua.
E’ vietato detenere cani legati o a catena. È consentito legare momentaneamente il cane solo in casi di effettiva urgenza o pericolo e per periodi di tempo non superiori ad otto ore nell’arco della giornata. La catena deve essere lunga almeno 5 metri a scorrere su di un cavo aereo della lunghezza di almeno metri 5 e di altezza metri 2 dal terreno; la catena dovrà essere munita di due moschettoni rotanti alle estremità. Dimensione e peso della fune dovranno essere proporzionati alla grandezza dell’animale. Il cane dovrà poter sempre raggiungere facilmente ricovero, cibo e acqua. Il collare dovrà essere flessibile, regolabile e non stretto.
I requisiti sopra indicati relativi alla detenzione in recinzioni si applicano alle attività di commercio, con esclusioni della toelettature, mentre non si applicano ai canili sanitari ed a rifugi, per i quali si rinvia alla normativa vigente in materia.

Articolo 24– Custodia di cani in luoghi privati
Le recinzioni delle proprietà private devono essere costruite e conservate in modo idoneo per evitare che il cane, se normalmente lasciato libero, possa scavalcarle, oltrepassarle con la testa o possa mordere o arrecare danno a persone o animali che si trovino dall’altra parte della recinzione.

Articolo 25– Accesso negli esercizi pubblici
I proprietari di cani, o detentori a qualsiasi titolo, che conducono gli animali negli esercizi pubblici e nei mezzi di pubblico trasporto, laddove è consentito, dovranno farlo usando il guinzaglio e portando con sé la museruola da utilizzare in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali, avendo inoltre cura che non sporchino e che non creino disturbo o danno alcuno. I gatti e gli altri animali da affezione devono essere trasportati in idonei contenitori.

Articolo 26- Accesso ai giardini, parchi ed aree pubbliche
Per l’accesso a tutte le aree pubbliche e di uso pubblico compresi i giardini e i parchi, ad eccezione delle aree giochi segnalate con appositi cartelli di divieto, tutti i cani devono essere condotti a guinzaglio. Nelle aree appositamente attrezzate e segnalate i cani possono essere condotti senza guinzaglio e senza museruola sotto la responsabilità del proprietario e del detentore.

Articolo 27– Raccolta deiezioni
I proprietari di cani, o detentori a qualsiasi titolo, sono tenuti alla raccolta immediata delle feci emesse dai loro animali, in modo tale da evitare l’insudiciamento dei marciapiedi, delle strade e delle loro pertinenze. Tale obbligo deve essere rispettato anche nelle aree attrezzate dei parchi pubblici, o altre aree ritenute idonee, destinate alle attività motorie, ludiche e di socializzazione degli animali. Gli accompagnatori dei cani debbono essere muniti di palette ecologiche o altra attrezzatura idonea all’asportazione delle deiezioni.
Sono esentati i non vedenti accompagnati da cani guida.

Articolo 28– Centri di addestramento-educazione cani
Chi intende attivare un centro di addestramento-educazione per cani deve presentare richiesta al Comune. L’autorizzazione sarà rilasciata su parere dell' Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria dell’Aulss n. 16 e sentito il portavoce dell’Area Ambiente dell’Osservatorio delle Associazioni iscritte al registro Comunale.
All’atto della domanda il responsabile del Centro di addestramento-educazione fornisce il curriculum degli addestratori impiegati ed una dichiarazione nella quale si impegna a non  utilizzare metodi coercitivi, a non eseguire addestramenti intesi ad esaltare l'aggressività dei cani e rispettare le disposizioni del presente Regolamento. I centri in funzione all’entrata in vigore del presente Regolamento dovranno adempiere al procedimento di cui ai precedenti commi, presentando la domanda entro 120 giorni dall’entrata in vigore del presente Regolamento.

TITOLO 4 Gatti

Articolo 29– Gatti liberi e Colonie feline
1. Sututtoilterritoriocomunale,igattiliberielecoloniefelinesonoprotettietutelati;
2. il Comune riconosce la figura e la funzione sociale ed ambientale di chi accudisce le colonie feline. L’alimentazione dei gatti verrà fatta nel rispetto delle norme riferite all’igiene del suolo pubblico evitando la dispersione di alimenti. I volontari curatori di colonie operano in collaborazione con le Associazioni Protezionistiche;
3. perquantosiriferisceallecoloniefeline:
3.1.previo accordo con i Servizi Veterinari dell’Aulss n. 16, gli Enti, le Associazioni Protezionistiche o i privati cittadini possono avere in gestione le colonie di felini che vivono in stato di libertà, curandone la salute e le condizioni di sopravvivenza;
3.2.spetta all' Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria dell’Aulss n. 16 l’identificazione delle colonie, la vigilanza sanitaria, la programmazione della limitazione e del controllo delle nascite;
3.3.le colonie feline non possono essere spostate dal loro "habitat", eventuali trasferimenti potranno essere effettuati, previa autorizzazione del Sindaco, sentito il parere dell' Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria dell’Aulss n. 16 e delle Associazioni Protezionistiche;
4. l’accesso di curatori di colonie in proprietà privata, ai fini di alimentazione e cura dei gatti, è subordinato al consenso scritto dei proprietari.

TITOLO 5 Equidi

Articolo 30– Equidi
E’ fatto divieto di tenere gli equidi sempre legati in posta. Qualora gli equidi siano detenuti esclusivamente in recinti all’aperto, deve essere predisposto idoneo riparo che preveda la chiusura di almeno tre lati ed una copertura superiore che garantisca un isolamento termico. Gli equidi devono avere sempre acqua pulita a disposizione e devono essere nutriti in modo soddisfacente. Gli equidi tenuti nei box dovranno avere libero accesso all’esterno per tutta la durata della giornata o comunque deve essere data loro la possibilità di effettuare esercizio all’aperto con cadenza almeno giornaliera. La tabella allegata indica i requisiti minimi richiesti per la detenzione degli equidi in box. A seguito di motivata richiesta, la detenzione non conforme ai parametri tabellari potrà essere derogata dal Comune, su parere del Servizio Vetrinario dell’Aulss n. 16, nel rispetto del benessere degli animali. Non dovranno essere montati o sottoposti a fatiche equidi anziani o troppo giovani, malati o sfiancati o a gravidanza inoltrata. Gli equidi a fine giornata dovranno essere dissellati e privati dei finimenti, come del morso. L’allevamento degli equidi è consentito nelle aree avente destinazione urbanistica a zona agricola, in tutte le varie sottozone. Nelle aree con destinazione urbanistica diversa da agricola è di massima vietato, può essere autorizzato dal Comune, previo parere dell'Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria dell’Aulss n. 16.

TITOLO 6 Avifauna

Articolo 31– Detenzione di volatili e di avifauna d’affezione
Le gabbie/voliere per la detenzione di volatili all’aperto dovranno prevedere dei ricoveri o dei ripari per la pioggia, il sole e le intemperie adeguati alla specie. I contenitori dell’acqua e del cibo all’interno della gabbia dovranno essere in numero adeguato, sempre riforniti di cibo pulito e fresco e posizionati in modo tale che tutti gli animali vi possano accedere con facilità senza che il cibo venga contaminato dalle deiezioni o intriso dall’acqua di abbeveraggio. Si deve assicurare la corretta pulizia delle gabbie/voliere, delle attrezzature interne e dell’ambiente esterno.
Durante la stagione invernale, è vietato lasciare all’aperto, in gabbie non coibentate o sprovviste di una zona riparata, specie esotiche tropicali e/o subtropicali. Le gabbie/voliere, sia da interno che da esterno, debbono avere, un numero adeguato di posatoi. Questi debbono essere posizionati in modo tale che sia garantito sia l’esercizio della muscolatura pettorale, realizzabile tramite la possibilità di effettuare almeno un minimo di volo tra un posatoio e l’altro, sia che gli animali non tocchino il perimetro della gabbia/voliera con le penne timoniere, con le ali dispiegate in ogni direzione e con la testa. Qualora la gabbia/voliera contenga più uccelli, si deve evitare il sovraffollamento degli animali ed un raggruppamento inadeguato di specie diverse per taglia, aggressività, esigenze climatiche; tutti gli animali devono essere in grado di muoversi liberamente e contemporaneamente senza rischio di compromettere le penne remiganti e timoniere con l’urto reciproco o con lo sfregamento di queste contro il perimetro della gabbia. Infine, i posatoi devono essere posizionati in modo tale che gli animali non possano imbrattare con le deiezioni le mangiatoie, gli abbeveratoi e le eventuali vaschette per il bagno.
Per i pappagalli è auspicabile la vita di coppia o la compagni di conspecifici o di specie affini e compatibili. Nei casi di animali improntati sull’uomo deve essere comunque concesso l’esercizio della socialità mediante le attenzioni del proprietario. Per le specie che, data la grande mole, sono tenute in condizioni che non permettono uno spazio adeguato al volo, il proprietario dovrà adottare degli accorgimenti (come lo sgranchimento controllato al di fuori della gabbia, stimoli e tempo per il gioco) che impediscano l’insorgere nei pappagalli di comportamenti di stress o autolesivi. Comportamenti autolesivi, di apatia o di sofferenza fisica o psichica che compromettano il benessere generale degli uccelli tenuti in gabbia saranno valutati come prioritari dai soggetti addetti alla vigilanza veterinaria.
Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano nei casi inerenti a viaggi a seguito del proprietario, al trasporto, al ricovero per esigenze sanitarie. Le tabelle allegate indicano le misure raccomandate delle gabbie/voliere, suddivise per le specie di taglia medio-piccola e medio-grande, usualmente detenute per affezione.

Articolo 32- Disciplina per i colombi di città
Negli edifici dove si possono verificare nidificazioni o stabulazioni dei colombi tali da creare condizioni favorevoli ad una loro rapida proliferazione, in contrasto con l’equilibrio dell’ecosistema urbano e con la vivibilità della città, è fatto obbligo ai proprietari e ai responsabili degli stabili di porre in essere quanto necessario per evitare l'insediamento e la nidificazione dei colombi, nel rispetto del benessere degli animali. Le cavità degli edifici comunali utilizzate da rondoni, taccole, rapaci diurni e notturni, piccoli passeriformi, pipistrelli e gechi dovranno essere salvaguardate, mentre potrà essere scoraggiato con metodi incruenti l’insediamento dei piccioni nelle stesse.
E' fatto divieto a chiunque in tutto il territorio comunale di somministrare o abbandonare volontariamente cibo ai colombi, con l'esclusione degli allevatori dei colombi domestici e viaggiatori nei propri allevamenti e dell'Amministrazione Comunale, che potrà anche avvalersi delle associazioni protezionistiche riconosciute.
E’ vietata la vendita di mangime per piccioni alle strutture ambulanti e non, poste nell’interno delle mura storiche. E’ consentito l’utilizzo delle mangiatoie invernali per uccellini che possiedano un tetto che ne impedisca l’uso da parte dei colombi.

Articolo 33 - Disciplina dei piccoli allevamenti e depositi di pollame vivo e di altri animali da cortile
Fatte salve le disposizioni, direttive e normative inerenti specifiche problematiche igienico sanitarie, l'allevamento di volatili ed altri animali da cortile, detenuto a qualsiasi scopo, deve essere sempre comunicato all' Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria dell’Aulss n. 16. Tale allevamento, per evitare l’insorgere di inconvenienti a carattere igienico-sanitario (es. sviluppo di odori, proliferazione di insetti e animali molesti, ecc.) nelle aree aventi destinazione urbanistica diversa da zona agricola, in tutte le varie sottozone, è di massima vietato. L’allevamento nelle aree aventi destinazione urbanistica a zona agricola, in tutte le varie sottozone deve essere tenuto a distanza non inferiore a 100 m dai confini delle aree aventi altra destinazione d’uso. In ogni caso gli allevamenti devono rispettare le seguenti condizioni:
1.1.non recare danno o molestia agli abitanti delle case vicine; 1.2.disporre di recinto chiuso dotato di riparo adeguato dalle intemperie per il ricovero notturno. I volatili dovranno essere detenuti all'interno di un'area esclusiva e delimitata da una recinzione metallica con altezza almeno di metri 1,5; 1.3.il recinto non deve essere situato nell’area confinante con altrui proprietà, 1.4.i locali devono avere le caratteristiche strutturali ed igienico-sanitarie idonee per le specie allevate. 1.5.Nelle aree aventi destinazione urbanistica diversa da agricola, in tutte le varie sottozone, l’allevamento potrà essere autorizzato dal Sindaco, sentito il parere dell' Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria dell’Aulss n. 16, su aree private scoperte, non edificatorie.

TITOLO 7 Specie acquatiche

Articolo 34- Dimensioni e caratteristiche degli acquari
Gli animali acquatici debbono essere detenuti nel rispetto delle loro esigenze etofisiologiche, con possibilità di spazio adeguato per un sufficiente movimento e tenuto conto del proprio comportamento sociale. In ogni acquario devono essere garantiti idonei ricambi, depurazione ed ossigenazione dell’acqua. Le caratteristiche chimico-fisiche e di temperatura dell’acqua devono essere conformi alle esigenze fisiologiche delle specie animali presenti.
E’ sconsigliato l’uso di acquari sferici o comunque con pareti curve di materiale trasparente. Tali disposizioni si applicano anche per gli esercizi commerciali. Fermo restando che la densità di individui ammessi dipende dalla specie, dal sistema di filtraggio ed aerazione dell’acqua, la tabella allegata indica il volume di acqua raccomandato per la detenzione dei pesci, secondo la loro dimensione.

TITOLO 8 Piccola fauna: tutela della piccola fauna d’affezione: roditori, lagomorfi e mustelidi.

Articolo 35– Tutela della piccola fauna d’affezione: roditori, lagomorfi e mustelidi ed altri Mammiferi
Le gabbie di detenzione per i furetti ed altri Mustelidi, per alcuni Roditori (es. degu, cincillà scoiattoli striati o alcune specie di Sciuridi) e per alcuni Marsupiali (es. petauro dello zucchero) dovrebbero avere minimo due livelli, con apposite scale e tubi di collegamento e rami per le specie che si arrampicano, per consentire lo spostamento in verticale dell'animale. Per tutta la piccola fauna allevata (roditori, lagomorfi, mustelidi,ecc.) ogni gabbia deve contenere minimo un beverino, una mangiatoia sopraelevata per il fieno, ove previsto dalle esigenze alimentari della specie, una ciotola per il pellettato, un’apposita lettiera sul fondo in base alle necessità della specie detenuta, un ricovero sicuro per ogni animale presente in gabbia Si deve prevedere la possibilità dello sgranchimento giornaliero al di fuori della gabbia, sotto stretta sorveglianza, al fine di prevenire eventuali anomalie comportamentali.
La tabella allegata indica le dimensioni delle gabbie, suddivise per le specie da affezione usualmente detenute.

TITOLO 9 Animali esotici: detenzione animali esotici

Articolo 36– Detenzione degli animali esotici
I detentori a qualsiasi titolo di animali esotici:
1. devono conoscere le principali nozioni di zoologia, etologia ed igiene, indispensabili per la corretta gestione;
2. devono disporre di ricoveri e aree destinate e sufficientemente rapportate alle esigenze degli stessi e devono riprodurre, per gli animali detenuti in cattività, condizioni climatiche, fisiche ed ambientali compatibili con la natura della specie e comunque aventi l'imprescindibile idoneità alla prevenzione di rischi od incidenti alle persone;
3. sono tenuti a conservare la documentazione, qualora prevista (certificati CITES ecc).

TITOLO 10 Anfibi e rettili

Articolo 37–Detenzione di anfibi e rettili
Fermo restando il rispetto delle norme cogenti per la tutela delle specie endemiche di anfibi e di rettili e gli obblighi del detentore di un animale, prescritti nell’art. 8 , le tabelle allegate indicano le dimensioni raccomandate per terrari e acquaterrari.
Per quanto riguarda la detenzione degli anfibi: 1. le rane acquatiche debbono essere tenute in acquario coperto di dimensioni adeguate alla specie e al numero di esemplari con adeguato sistema di pulizia dell’acqua (ricambio parziale periodico e/o filtraggio); 2. le salamandre e tritoni debbono essere tenuti in acqua-terrario od acquario coperto dotato di zona emersa apposita di dimensioni adeguate alla specie e al numero di esemplari; 3. i parametri luminosi debbono essere adeguati alla specie; 4. deve essere previsto un sistema di ossigenazione dell’acqua o tramite innesto di vegetali acquatici o tramite ossigenatori; Per quanto riguarda la detenzione di rettili: 1. acquatici: debbono essere tenuti in acqua-terrari dotati di adeguato sistema di pompaggio e filtro e provvisti di zona emersa di dimensioni tali da consentire all’animale di spostarsi tra la parte sottoposta alla fonte di luce e di calore ed una parte in ombra. In relazione alle esigenze della specie detenuta, deve essere mantenuta la temperatura ottimale di acqua ed ambiente esterno; 2. terrestri: debbono essere detenuti in terrari che garantiscano adeguata temperatura, ventilazione e termoregolazione che permetta al rettile di spostarsi tra zone calde e zone più fresche. I terrari debbono essere provvisti di contenitori per l’acqua e di nascondigli.

TITOLO 11 Sanzioni, vigilanza sul regolamento, termini di adeguamento delle strutture, abrogazione di norme.

Articolo 38- Sanzioni
1. Chiunque viola una prescrizione prevista dal presente Regolamento, che non sia già prevista da altra norma di legge, è soggetto ai sensi dell'art 7 bis del T.U.E.L n. 267/2000 al pagamento di una somma da euro 25,00 ad euro 500,00, a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria e con le modalità stabilite dalla legge 24 novembre 1981, n.689.
2. Nei casi previsti dalla medesima legge n.689/81 e fatte salve le fattispecie di rilevanza penale, si può procedere, qualora sussistano elementi di necessità, al sequestro e alla confisca dei mezzi utilizzati per commettere la violazione, nonché – ove prescritto o, comunque, qualora sia necessario – dell’animale che ne è stato oggetto. Il sequestro e la confisca sono effettuati secondo le procedure disposte dal D.P.R. 29 luglio 1982, n.571, con oneri e spese a carico del trasgressore e, se individuato, del proprietario responsabile in solido. L’animale e i mezzi sequestrati vengono affidati in custodia ad apposite strutture di accoglienza, in possesso dei requisiti di legge e previa convenzione. Dopo la confisca, l’animale viene assegnato alla stessa struttura di accoglienza, che ne è depositaria, per essere consegnato in proprietà a chiunque ne faccia richiesta e garantisca il benessere dell’animale.

Articolo 39– Vigilanza sul regolamento
La vigilanza sul rispetto delle disposizioni di cui al presente Regolamento spetta al Corpo di Polizia Municipale, al Corpo di Polizia Provinciale, all’Aulss n.16 Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria, alle Guardie Zoofile Volontarie ed a tutti gli agenti ed ufficiali di Polizia Giudiziaria, ciascuno per quanto di loro competenza.
Le Guardie Zoofile svolgono i loro compiti a titolo volontario.

Articolo 40 – Termini di adeguamento delle strutture
Al fine di facilitare l’adeguamento da parte del proprietario degli animali, o del detentore a qualsiasi titolo, nonché delle attività commerciali fisse o ambulanti alle innovazioni normative introdotte dal presente Regolamento, ove esso non sia già diversamente e perentoriamente stabilito si fissa in 180 giorni dalla sua entrata in vigore il termine concesso per la messa a norma delle strutture di accudimento e detenzione degli animali stessi.
Sono escluse le strutture quali ambulatori, cliniche veterinarie, ecc.

Articolo 41 – Abrogazione di norme
Dalla data di entrata in vigore del presente Regolamento decadono tutte le norme con esso incompatibili eventualmente contenute in altre disposizioni comunali ed in particolare:
1. Regolamento sulla detenzione e custodia animali Artt 8,9 e 10;
2. Regolamento di Polizia Urbana: art 2 commi 3 e 4., art 5 lettera e); art 4 nella parte che vieta l'introduzione di animali;
3. Ordinanza sindacale 20 /1/1959: "Disciplina degli allevamenti e depositi di pollame vivo e di altri animali da cortile";
4. Ordinanza del Sindaco n. 491 dell'11 luglio 2000: "Disposizioni per la regolamentazione della somministrazione del cibo ai colombi e per il controllo dei siti di nidificazione";
5. Ordinanza comunale prot. n. 26194 del 9 maggio 2001: "Divieto di somministrazione del cibo agli anatidi e ad ogni altra specie di uccelli acquatici presente nelle acque superficiali, sul suolo pubblico e ad uso pubblico del territorio comunale della città di Padova".

 


 

ALLEGATI

ALLEGATO I - GLOSSARIO

Agli effetti del presente regolamento si intende per:
Definizione generica di animale: qualsiasi animale, vertebrato od invertebrato, tenuto in qualsiasi modo e detenuto a qualsiasi titolo, anche in stato di libertà o semilibertà.
Definizione specifica di animale: • d'affezione o da compagnia: ogni animale tenuto, o destinato ad essere tenuto, dall'uomo per compagnia o affezione senza fini produttivi od alimentari, compresi quelli che svolgono attività utili all'uomo, come cane per disabili, gli animali da pet therapy, da riabilitazione e impiegati nella pubblicità. Vengono compresi quegli animali appartenenti a specie solitamente definite "non convenzionali", quali animali esotici e pericolosi. Gli animali selvatici non sono considerati animali da compagnia; • esotico: s'intendono le specie di animali facenti parte della fauna selvatica esotica, viventi stabilmente o temporaneamente in stato di naturale libertà nei territori dei paesi di origine e dei quali non esistono popolazioni stabilizzate in ambiente naturale sul territorio nazionale; • selvatico: tutte le specie di mammiferi, di uccelli, della fauna ittica, di rettili, di anfibi dei quali esistono popolazioni viventi stabilmente o temporaneamente in stato di naturale libertà nel territorio nazionale. Definizione generica di allevamento: detenzione, anche transitoria, in qualsiasi luogo anche all'aria aperta e a qualsiasi scopo, di animali. Definizione specifica di allevamento di: • avicoli di tipo rurale: detenzione in luogo privato, esclusivamente per autoconsumo un numero non superiore a 250 capi di volatili. • cani e gatti per attività commerciali: la detenzione di cani e di gatti, anche ai fini commerciali, in numero pari o superiore a 5 fattrici o 30 cuccioli per anno.
Benessere animale: realizzazione di buone condizioni fisiche e mentali animali stimabile attraverso valutazioni quanto più possibile oggettive. Seguendo, ad esempio, il criterio di riferimento delle cinque libertà: libertà dalla fame e dalla sete, libertà dal disagio, libertà dal dolore, da stimoli dannosi e da malattie, libertà di espressione del normale comportamento, libertà dalla paura e da fattori stressanti; è il medico veterinario l'unica figura professionale in grado di valutarne lo stato.
Biocentrico: riguardante la concezione secondo cui al centro dell'universo va posta la vita animale e vegetale.
Colonia felina: gruppo di gatti non di proprietà, che vivono in libertà e sono stanziali o frequentano abitualmente lo stesso luogo pubblico o privato e dipendono per la cura e il sostentamento dall'uomo. In quanto potenziale problema sanitario e di igiene pubblica, deve essere opportunamente riconosciuto e registrato dall' Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria dell'Aulss;
Commercio di animali da compagnia: qualsiasi attività commerciale per animale da compagnia quale, ad esempio, i negozi di vendita di animali, le pensioni per animali, le attività di toelettatura e di addestramento.
Derattizzazione: lotta alla popolazione murina (topi e i mammiferi che appartengono alla famiglia). I prodotti derattizzanti e le tecniche di applicazione utilizzate devono offrire ampie garanzie di sicurezza nei confronti dell'uomo e degli animali non bersaglio.
Disinfestazione: lotta agli insetti molesti, che possono rappresentare un problema igienico-sanitario, come mosche, zanzare, vespe e calabroni. La lotta prioritaria è quella antilarvale con interventi in tutti i focolai accertati e ordinari siti di sviluppo (es. tombini); la lotta adulticida avviene con trattamenti del verde. I prodotti utilizzati devono offrire ampie garanzie di sicurezza nei confronti dell'uomo, animali ed insetti utili (sono preferiti i prodotti in soluzione acquosa e solventi non aromatici).
Etologico: riguardante gli aspetti comportamentali ed adattativi degli animali.
Gatto libero: il gatto stanziale che vive in libertà e frequenta abitualmente lo stesso luogo pubblico o privato. I gatti sono animali sociali che si muovono liberamente su di un determinato territorio. La territorialità è una caratteristica etologica del gatto che esclude il randagismo e riconosce la specificità della specie felina di avere un riferimento territoriale dove svolgere le funzioni vitali.
Macellazione: uccisione dell'animale mediante dissanguamento; Pet Therapy: attività e pratiche terapeutiche effettuate in affinamento alle terapie di medicina tradizionale, con impiego di animali.
Proprietario o custode ovvero detentore: qualsiasi persona fisica o giuridica che, anche temporaneamente, è responsabile o si occupa degli animali.
Stordimento: qualsiasi procedimento che, praticato sugli animali, determina rapidamente uno stato di incoscienza che si protrae fino a quando non intervenga la morte;
Tutore di colonie feline: la persona che si occupa della gestione e del sostentamento delle colonie di gatti che vivono in libertà.

ALLEGATO II - TABELLE TABELLA PER LA DETENZIONE DEI CANI

Requisiti minimi richiesti per la custodia in recinti

tabella 1
tabella 2
tabella 3

 

Allegato III - CIRCHI O MOSTRE VIAGGIANTI

Ogni circo o mostra viaggiante, con al seguito animali appartenenti a specie selvatiche ed esotiche, che intenda svolgere la propria attività nel territorio Comunale è tenuto alla presentazione di idonea richiesta secondo le modalità stabilite dal vigente “Regolamento per la Concessione di Aree da destinare allo Spettacolo Viaggiante".
Il Comune, sia tramite controllo diretto, sia a seguito di esposti circostanziati e fotodocumentati, accerterà l’eventuale affissione abusiva di materiale pubblicitario del circo, ai sensi degli artt. 13 e 14 del vigente Regolamento Comunale per l’applicazione dell’imposta comunale sulla pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni, applicando, dopo averne intimato la rimozione, le sanzioni previste.
Per l’esercizio della propria attività è inoltre necessario che disponga di:
1. Elenco degli animali artisti e degli animali da esposizione;
2. Attestazione di un rapporto costante con un consulente e/o dipendente medico veterinario. Tale figura professionale avrà cura di:
2.1.predisporre ed attuare un programma di monitoraggio sanitario ed un piano di medicina preventiva;
2.2. assicurare la diagnosi tempestiva ed il conseguente trattamento di malattie infettive e zoonosi, il pronto soccorso e l'eventualità di praticare l'eutanasia, se necessario;
2.3. mantenere una cartella clinica aggiornata i ogni esemplare ospitato;
2.4.valutare e documentare: il benessere e le diverse necessità nutrizionali degli animali ospitati, ed eventualmente fornire consulenza sulle caratteristiche degli alloggi e delle gabbie degli animali, dei mezzi di trasporto, delle tecniche di cattura e manipolazione, secondo le conoscenze scientifiche ed etologiche.
3. Elenco dettagliato del personale dipendente e consulente (devono essere specificati i dati anagrafici completi e copia del documento d’identità). Per ciascuna di tali figure dovranno altresì essere elencate: le relative qualifiche professionali, gli eventuali corsi tecnico-professionali frequentati, la data, il luogo e l’istituto presso il quale è stata conseguita la qualifica o frequentato il corso.
4. Piano di emergenza in caso di fuga degli animali ospitati. Il piano di emergenza deve essere concordato con il medico veterinario referente per la struttura, al fine di garantire l’adeguatezza dei sistemi da adottare e dei farmaci veterinari necessari per l’eventuale sedazione degli animali
5. Piano alimentare per le specie ospitate che risponda alle diverse esigenze fisiologiche e nutrizionali delle stesse, tenuto conto del sesso, dell'età, del peso, delle condizioni di salute e comunque delle diverse esigenze degli esemplari. Dovranno, inoltre, essere indicati i luoghi in cui gli alimenti dovranno essere conservati.

Documentazione da esibire a richiesta degli organi di controllo e vigilanza
Al fine di consentire il monitoraggio delle condizioni di salute di ogni animale, le strutture circensi e le mostre viaggianti devono mantenere un registro di carico e scarico, ex art. 8- sexies della legge 7 febbraio 1992, n. 150, e secondo i modelli riportati negli allegati al D.M 3 maggio 2001, di tutti gli esemplari che devono essere individualmente riconoscibili.
Nel registro devono essere indicati:
1. Specie,sesso,etàdell'animaleedettagliidentificativi. 2. Datadiacquisizione. 3. Origine e provenienza. 4. Dettaglisullanaturadieventualimalattieoferite. 5. Dettagli sulla eventuale diagnosi del veterinario e del trattamento indicato, inclusi interventi chirurgici e medicazioni praticati. 6. Dettaglisuiprocessidicuraeriabilitazione. 7. Effettideltrattamento. 8. Eventiriproduttiviedestinazionedellaprole. 9. Diagnosipostmortem.
Tale registro dovrà essere sempre disponibile presso la direzione di suddette strutture ed a disposizione degli organi di controllo e vigilanza.

Identificabilità degli animali
Ogni esemplare ospitato dovrà essere identificabile attraverso idonea marcatura permanente, così come indicato dalla Commissione Scientifica Cites. In particolare, tutti gli animali dei circhi devono uniformarsi ad uno schema di identificazione individuale: mappaggio del DNA, applicazione di micro-chip; esecuzione di marcatura a freddo o tatuaggi fotografie, schema grafico della pezzatura.
I certificati di registrazione devono essere custoditi con cura e presentati su richiesta ad ogni ispezione.
Tutti gli animali non adeguatamente marcati, o non contemplati all'atto del rilascio dell'idoneità e successive certificazioni, verranno considerati detenuti illegalmente. Le strutture di mantenimento dovranno essere attrezzate con strumenti atti a regolare la temperatura degli ambienti in funzione delle singole esigenze degli esemplari ospitati.
Gli animali non devono essere in alcun modo provocati per ottenere il divertimento e l'interesse del pubblico. Le strutture debbono essere collocate in modo da non consentire al pubblico il contatto diretto con gli animali e la fornitura di cibo.
L'arricchimento ambientale deve essere considerato una componente essenziale ed imprescindibile, legato alla necessità permettere agli animali un comportamento più naturale possibile, al fine di ridurre o minimizzare gli effetti della noia e la comparsa di atteggiamenti stereotipati. Pertanto, al momento dell'attendamento della struttura circense, gli animali al seguito dovranno avere a disposizione un adeguato habitat rispondente alle loro esigenze.

Trasporto.
I metodi di trasporto devono rispettare le normative comunitarie e nazionali vigenti in materia al fine di garantire sempre il benessere e la salute degli esemplari ospitati, anche ai sensi del Regolamento n 1/05. In particolar modo il personale adibito al trasporto degli animali dovrà essere in grado di fornire, in caso di controllo: -    Autorizzazione a svolgere l’attività di trasportatore -    Modello tipo 1 (All. III, Capo I, Reg. 1/2005) -    Certificato di idoneità dei conducenti (art. 6, punto 5) – (art. 37): per il trasporto di equidi domestici, bovini, suini, ovini, caprini e pollame -    Modello 4: nel trasporto nazionale di bovini, suini, equidi, ovini e caprini - D. Min. Sal. 16/05/2007 che modifica D.P.R. 317/96

Pulizia, disinfezione ed area per l’isolamento di animali malati
Ogni struttura deve disporre sia di un corretto, adeguato ed aggiornato all’anno corrente piano di pulizia e disinfezione dei luoghi adibiti al mantenimento degli animali, sia di un'area idoneamente attrezzata per il mantenimento in isolamento di esemplari che necessitino di cure veterinarie.
In particolare, le strutture devono essere pulite e disinfettate con regolarità con prodotti dagli odori non particolarmente forti, rivolgendo particolare attenzione all'eliminazione e al trattamento di parassiti interni ed esterni, inclusi eventuali roditori nei locali della struttura. A questo scopo le gabbie devono essere realizzate in maniera tale da garantire un buon drenaggio.

Criteri per il collocamento di animali in strutture attigue
In nessun caso esemplari di specie diverse potranno essere trasportati o mantenuti in strutture attigue, con particolare riguardo alle differenze di età e gerarchie sociali e soprattutto se le relative specie sono in rapporto preda-predatore. La struttura deve altresì garantire spazio sufficiente a prevenire situazioni di competizione intraspecifica legata a comportamenti di aggressività, dominanza, territorialità, ecc.

Esibizioni al di fuori della struttura
Gli animali non possono essere esibiti al di fuori della struttura (circo o mostra viaggiante) per la quale è stata rilasciata l’idoneità.

Somministrazione del cibo
Deve essere garantita un'adeguata somministrazione di cibo, coerente con le necessità fisiologiche della specie e dell'individuo in questione, in maniera tale da consentire una crescita sana, che garantisca una buona salute e stimoli il normale comportamento alimentare di ogni specie, secondo un piano di alimentazione adeguato, sottoscritto dal medico veterinario della struttura, ed aggiornato all’anno corrente ed alle singole specie detenute.
Tale cibo deve essere somministrato in modo che ogni individuo ne abbia libero accesso, a prescindere dalle gerarchie di dominanza eventualmente presenti. Il cibo deve essere di buona qualità, non contaminato da composti chimici e conservato in luoghi adatti al mantenimento dei valori nutrizionali.
La dieta deve essere completa e ben bilanciata. Non è consentita la cattura in natura di vertebrati (come ratti, rane, ecc...) per l'alimentazione degli animali anche in osservanza delle leggi nazionali e regionali di tutela della fauna. In ogni momento deve essere disponibile acqua fresca e pulita, cambiata con frequenza ragionevole, eccetto che per quella la cui fisiologia comporta esigenze diverse. I contenitori devono consentire un'adeguata somministrazione di acque, devono essere sicuri, non pericolosi e facilmente lavabili.

Limitazioni al parco animali
Il 10 maggio 2000 la Commissione Scientifica CITES del Ministero dell'Ambiente ha emanato le linee guida di indirizzo per il mantenimento degli animali detenuti presso circhi e mostre itineranti, poi integrate in data 19 aprile 2006 con prot. DPN/10/2006/11106, al fine di aggiornare i criteri ivi contenuti rendendoli più aderenti alle necessità di tutela del benessere animale e degli operatori del settore.
Nel suddetto documento la Commissione Scientifica CITES sottolinea come, nei confronti di alcune specie animali in particolare, per le quali comunque sia vincolante la nascita in cattività, il modello di gestione risulti incompatibile con la detenzione al seguito degli spettacoli itineranti.
La stessa Commissione Scientifica CITES, in data 20 Gennaio 2006, ha stabilito che le barriere elettrificate, pur essendo un sistema largamente usato per recintare spazi esterni destinati ad ospitare gli animali dei circhi come mezzo per il contenimento degli animali pericolosi, non possano essere considerate sufficienti a garantire l’incolumità pubblica intesa come contatto con il personale addetto ed in seconda istanza come contatto esterno in caso di fuga degli animali dalle aree autorizzate, in particolar modo per gli esemplari di grande taglia e potenzialmente pericolosi.
Pertanto, in linea con quanto enunciato dalla Commissione Scientifica CITES, l’Amministrazione Comunale ritiene doveroso proibire, all’interno del proprio territorio, l’utilizzo e l’esposizione di quegli animali per cui ne sia stata giudicata la detenzione palesemente incompatibile con strutture circensi e di spettacolo viaggiante.
Data inoltre l’evidente mancanza di normative specifiche che definiscano protocolli operativi finalizzati al controllo delle malattie infettive e diffusive che possono interessare i rettili, a differenza di altre classi di animali, l’Amministrazione Comunale ritiene doveroso proibire, all’interno del proprio territorio, l’utilizzo e l’esposizione di rettili.
Per quanto attiene alla specie non oggetto di divieto, si stabiliscono i requisiti minimi delle strutture di detenzione (dimensioni e altre caratteristiche) necessarie a soddisfare, per quanto possibile,le necessità dei singoli individui secondo la loro specie. Il rispetto dei requisiti minimi è considerato una condizione minima necessaria ad evitare l’integrazione del reato di maltrattamento di animali.
In generale, tutti gli animali al seguito devono avere la possibilità di proteggersi in aree riparate dal vento e/o da altre condizioni meteorologiche avverse. In caso di temperature rigide (inferiori a 10° centigradi) devono inoltre disporre di ambienti riscaldati, privi di correnti d’aria e idonei ad assicurare il rispetto dei criteri dettati per ciascuna specie di appartenenza. Le aree esterne devono sempre presentare sia aree soleggiate, sia aree all’ombra.
È espressamente vietato utilizzare frustare gli animali ovvero privarli di cibo e/o acqua, anche quale metodo di addestramento. Un simile comportamento potrà essere segnalato all’autorità giudiziaria in qualità di maltrattamento, punito dalla legge italiana in forza degli artt. 544 bis ss. del codice penale.
L'arricchimento ambientale deve essere considerato una componente essenziale ed imprescindibile, legato alla necessità di progettare strutture e di adottare sistemi che stimolino i comportamenti naturali degli animali al fine di ridurre o minimizzare gli effetti della noia e la comparsa di comportamenti stereotipati. Pertanto, al momento dell'attendamento della struttura circense, gli animali al seguito dovranno avere a disposizione un adeguato habitat rispondente alle loro esigenze.
Gli animali non devono essere in alcun modo provocati per ottenere il divertimento e l'interesse del pubblico. Le strutture debbono essere collocate in modo da non consentire al pubblico il contatto diretto con gli animali e la fornitura di cibo.

CRITERI SPECIFICI PER SPECIE

Criteri tecnici specifici per taxa
Sulla base delle attuali conoscenze scientifiche sulla biologia e sul comportamento animale, sono stati identificati alcuni criteri per il mantenimento di alcune specie esotiche nei circhi e nelle mostre itineranti, sia per quanto riguarda le strutture interne ed esterne. Di seguito sono elencati i requisiti minimi delle strutture di detenzione (dimensioni e altre caratteristiche).
La valutazione sullo stato di benessere dell’animale dovrà comunque essere effettuata in modo globale, da personale qualificato, tenendo anche conto di particolari esigenze locali, stagionali o legate a singoli animali, che, sebbene possano portare ad un parziale scostamento dai requisiti stabiliti, non compromettano il benessere animale.
Quindi, il mancato rispetto di uno o più dei suddetti requisiti, non integra automaticamente il reato di maltrattamento animale, la cui valutazione spetta comunque a personale qualificato e incaricato dall’Autorità competente, anche alla luce della recente normativa (Legge n. 189 del 29/07/2004).

Orientamenti generali
Le indicazioni inerenti i requisiti minimi indicati di seguito, non devono essere considerate come una giustificazione o un invito a mantenere determinate specie nei circhi. In particolare si raccomanda che in futuro non vengano più detenute le specie in via di estinzione o il cui modello gestionale non è compatibile con la detenzione in una struttura mobile quali, ed in particolare: primati, delfini, lupi, orsi, grandi felini, foche, elefanti, rinoceronti, ippopotami, giraffe, rapaci.
Requisiti minimi per la detenzione di animali esotici nei circhi e mostre itineranti
All’atto dell’attendamento del circo, il gestore è tenuto a predisporre ed attivare, per le specie elencate di seguito, le strutture esterne di ricovero al fine di garantire il rispetto delle condizioni di benessere.
Per “strutture interne” deve intendersi quella struttura dedicata al ricovero degli animali, utilizzabile sia per il ricovero degli stessi durante l’attendamento dell’attività circense, sia durante gli spostamenti. Per “struttura esterna” deve intendersi la struttura all’aperto, riparata o protetta, utilizzata transitoriamente durante l’attendamento del circo allo scopo di favorire il mantenimento degli animali in condizioni di migliore detenzione.

1. ELEFANTI
Entrambe le specie, l'Elefante africano (Loxodonta africana) e l'Elefante indiano (Elephas maximus), considerate le dimensioni e la forza, si ritengono generalmente difficili e pericolose da mantenere anche all'interno delle strutture zoologiche più qualificate. Infatti in queste specie i comportamenti aggressivi sono assai frequenti. Inoltre entrambe le specie sono minacciate di estinzione e di conseguenza incluse nell'allegato A del Regolamento (CE) n. 338/97 e s.m.i.
Non può essere ammessa la detenzione di un singolo animale, così come la detenzione di maschi e femmine insieme.

Strutture Interne
Dimensioni: 15 mq per ogni individuo Clima: Temperatura superiore a 15°C;
Terreno: Lettiera di paglia secca, superficie asciugabile rapidamente, adeguato drenaggio di acqua e urina N.B. L’uso delle catene per il contenimento degli elefanti è in linea di principio da evitare. Tuttavia, le catene potranno essere utilizzate per brevi periodi, per motivi sanitari e cure legate al benessere animale e di sicurezza degli operatori, purché siano rivestite per un tratto di materiale morbido, consentano agli animali di coricarsi e rialzarsi autonomamente e venga cambiata a rotazione ogni giorno la zampa a cui vengono assicurate. Le catene non sono comunque accettabili in esterni.

Strutture esterne
Dimensioni: 100 mq per ogni individuo.
Clima: Devono essere disponibili zone ombreggiate per il riposo.
Terreno: Terreno naturale, con sabbia, erba o altri materiali naturali.
Tronchi per lo sfregamento, possibilità di fare bagni nell'acqua (se la stagione lo consente) e giocare con rami.
Altri fattori Strutture interne ed esterne: In caso di temperature esterne inferiori ai 15 °C, gli elefanti devono avere la possibilità di proteggersi in un’area riparata dal vento e da altre condizioni metereologiche avverse, ed in cui viene mantenuta una temperatura di circa 15°C. In caso di gelo gli animali devono poter disporre di ambienti riscaldati, privi di correnti d'aria, grandi abbastanza da permettere la permanenza a tutti gli esemplari, garantendo loro la possibilità di muoversi liberamente. La struttura deve essere progettata in maniera tale da poter essere pulita e lavata giornalmente su pareti e pavimento. Se la stagione lo consente, gli animali devono poter utilizzare liberamente tutto lo spazio a loro disposizione nella struttura esterna per tutto il tempo che desiderano e in ogni caso per almeno otto ore al giorno.
Cura e gestione degli animali: La presenza di curatori competenti e familiari con gli animali è considerata essenziale. L'alimentazione deve essere assicurata diverse volte al giorno e deve includere, se possibile, rami con foglie. E' necessario assicurare giornalmente il bagno in apposite strutture; quando ciò non sia possibile gli animali devono essere annaffiati con acqua, in maniera particolare nelle giornate più calde. Inoltre devono avere la possibilità di fare bagni di sabbia. Se necessario questa può essere sostituita con segatura, sebbene occorra prestare particolare attenzione affinché gli animali non ne ingeriscano quantità eccessive.

2. GRANDI FELINI
Strutture interne
Dimensioni: 8 mq per individuo; altezza minima 2,20 m.
Deve essere prevista la possibilità di creare settori separati per dividere gli animali a seconda delle gerarchie interne. Le pareti dei caravan devono essere isolate termicamente. Deve esistere la possibilità per gli animali di sottrarsi alla vista del pubblico, così come è opportuno che vengano predisposte delle tavole a differenti altezze affinchè gli animali possano sdraiarsi e arrampicarsi liberamente.
Clima: Gli ambienti devono essere protetti dalle correnti d'aria e dall'esposizione diretta del sole. Terreno: Lettiera di paglia, isolata dal freddo, tavole per riposare, pali per lo sfregamento e l'affilatura delle unghie, nonché per la marcatura del territorio e del gioco.

Strutture esterne
Dimensioni: Almeno 80 mq per 1-4 individui. Gli animali devono averne libero accesso per almeno otto ore al giorno, anche a turno. Clima: Devono esserci contemporaneamente zone al sole ed in ombra.
Terreno: Naturale, con sabbia mista a torba e pezzi di corteccia o altri materiali naturali. Devono essere presenti pali per lo sfregamento e l'affilatura delle unghie, eventualmente anche in posizione eretta, nonché per la marcatura del territorio e del gioco. Inoltre devono essere messi a disposizione oggetti per il gioco (come palloni, oggetti di legno sospesi, ecc..). Per i giaguari deve essere prevista la presenza di tavole su cui riposare anche per 2-3 animali, se questi sono tenuti in gruppo. I giaguari e le tigri hanno inoltre necessità di strutture permanenti per sguazzare nell'acqua e farsi il bagno, se le condizioni climatiche lo permettono. Sempre i giaguari necessitano inoltre di strutture su cui arrampicarsi.
Altri fattori Strutture interne ed esterne: Generalmente in caso di temperature esterne sotto i 15 °C tutti gli animali devono avere la possibilità di ritirarsi in ambienti riparati e coibentati. Spettacoli: Sono da evitarsi gli spettacoli svolti con specie incompatibili, così come l'uso dei cerchi infuocati. Alimentazione: Carne, incluse pelli e penne, freschi. Inoltre all'occorrenza dovrebbe essere somministrata carne macinata o a pezzettini al fine di facilitare la somministrazione di medicinali, vitamine e minerali. Gli animali dovrebbero digiunare un giorno a settimana. Deve essere possibile separare gli animali per consentire loro l'alimentazione simultanea o comunque in condizioni di non competitività.

3. ORSI
Considerata l'assoluta impossibilità di detenere nei circhi l'Orso polare (Ursus maritimus), in considerazione delle particolari esigenze comportamentali ed etologiche, i requisiti non si riferiscono a questa specie.
Strutture interne
Dimensioni: 8 mq per individuo; altezza minima 2,5 m. (anche maggiori in alcuni casi, infatti gli animali devono avere la possibilità di alzarsi sulle zampe posteriori). Tutti gli individui devono poter usufruire liberamente e contemporaneamente di ogni parte della struttura. Le pareti dei caravan devono essere ben isolate termicamente, inoltre deve esistere la possibilità per gli animali di sottrarsi alla vista del pubblico.
Clima: Gli ambienti devono essere protetti dalle correnti d'aria e dall'esposizione diretta al sole. Per l'orso malese e l'orso labiato la temperatura minima deve essere di 12 °C. Terreno: Lettiera con oggetti che possano stimolare l'interesse degli animali. Inoltre
devono essere predisposte delle tavole a differenti altezze per l'orso nero, l'orso dal collare e l'orso dagli occhiali, affinché gli animali possano arrampicarsi liberamente.

Strutture esterne
Dimensioni: Per l'orso bruno, l'orso nero e l'orso dal collare: almeno 100 mq per 1-2 animali e 20 mq per ogni esemplare in più. Per l'orso malese, l'orso dagli occhiali e l'orso labiato: almeno 70 mq per 1- 2 animali, e 20 mq per ogni esemplare in più. Gli animali devono averne libero accesso per almeno otto ore al giorno.
Clima: Devono essere presenti sia zone assolate che ombreggiate.
Terreno: Il substrato deve essere di terra o sabbia mista a torba per soddisfare gli istinti di scavo degli animali. Inoltre devono essere presenti oggetti in grado di catturare l'interesse degli animali, tronchi e rami per arrampicarsi o affilarsi le unghie, strutture per il bagno e che offrano agli animali la possibilità di sottrarsi alla vista del pubblico.
Altri fattori Strutture interne ed esterne Deve essere possibile installare gabbie individuali. Alimentazione: Carne, pesce, verdura, frutta, pane, somministrati due volte al giorno e in modo tale da stimolare la ricerca del cibo.

4. CAMELIDI
Questa famiglia comprende nella Regione paleartica il Cammello (Camelus bactrianus) ed il Dromedario (Camelus dromedarius), mentre in quella neotropica la Vigogna (Vicugna vicugna ) ed il Guanaco (Lama guanicoe), copostipite dell'Alpaca (Lama pacos ) e del Lama (Lama lama) che sono forme domestiche.
Strutture interne
Dimensioni: 12 mq per 1 animale di grandi dimensioni (dromedario, cammello) e 6 mq
per ogni animale in più; 8 mq per 1 animale di medie dimensioni (alpaca, lama, vigogna) e 4 mq per ogni animale in più. Terreno: Lettiera e oggetti che possano catturare l'attenzione degli animali. Strutture esterne
Dimensioni: Lo spazio minimo deve essere di 200 mq per 2-3 esemplari (20 mq per ogni animale in più). Per le specie domestiche come lama e alpaca lo spazio può essere ridotto a 150 mq per 2-3 esemplari (15 mq per ogni animali in più). Gli animali devono averne libero accesso per almeno otto ore al giorno.
Terreno: Terra e sabbia. Devono essere forniti rami per stimolare l'interesse degli animali. Gli animali devono poter accedere ad un'area protetta dal vento e dalle intemperie. Altri fattori

Strutture interne ed esterne:
Gli animali non devono essere legati. I maschi manifestano talvolta atteggiamenti aggressivi e pertanto devono poter essere separati dagli altri animali; ad ogni modo non è possibile tenere più maschi insieme, a meno che si tratti di animali abituati a vivere insieme da lungo tempo e che convivano pacificamente. Questa specie può essere tenuta insieme ad altri equini.
Spettacoli: Tutte le specie, ad eccezione di lama e alpaca purché addomesticate, devono essere tenute a debita distanza dal pubblico in quanto possono mordere. Alimentazione: Sono tutte specie erbivore e pertanto possono essere alimentate con fieno, erba, frutta, verdure e foglie. Inoltre possono essere liberamente aggiunte piccole quantità di alimenti concentrati.

5. ZEBRE
Tali animali risultano a volte di difficile e delicata gestione: si ritiene pertanto che debba essere posta particolare attenzione al loro utilizzo in spettacoli.
Strutture interne Dimensioni: 8 mq per animale.
Clima: Protezione dalle correnti d'aria e temperatura sui 12°C circa. Terreno: Lettiera con paglia e oggetti per stimolare l'interesse degli animali.

Struttura esterna
Dimensioni: 150 mq per 1-3 esemplari (20 mq per ogni animale in più). Gli animali devono averne libero accesso per almeno otto ore al giorno. Clima: Gli animali devono poter accedere ad un'area protetta dal vento e dalle intemperie. Terreno: Deve essere naturale o con sabbia. Se il terreno non è sabbioso gli animali devono avere comunque la possibilità di fare bagni di sabbia o segatura. Devono essere presenti rami per stimolare l'interesse degli animali.
Altri fattori Strutture esterne: Gli animali non devono essere legati a pali.

6. SCIMMIE
6.1 Babbuini
Strutture interne
Dimensioni 30 mq per massimo 5 esemplari (1,5 mq per ogni animale in più); altezza minima di 3 m. I babbuini possono essere tenuti all'esterno durante tutto l'anno purché sia data loro la possibilità di ripararsi in ambienti appena riscaldati (5-8°C). Terreno: Lettiera di paglia; strutture in quantità adeguata al numero di individui per arrampicarsi, nascondersi e ritirarsi. Devono essere presenti strutture adeguate al gioco e a stimolare l'interesse degli animali come corde, pali, rami, oggetti sospesi.

Strutture esterne
Dimensioni: 30 mq per 1-5 esemplari (2 mq per ogni animale in più); altezza minima di 5 m. Gli animali devono averne libero accesso per almeno otto ore al giorno. Terreno: Strutture per arrampicarsi, nascondersi e ritirarsi in quantità adeguata al numero di individui. Devono essere presenti strutture adatte al gioco e a stimolare l'interesse degli animali come corde, pali, rami, oggetti sospesi.

Altri fattori
Strutture interne ed esterne: Gli animali devono essere tenuti in gruppo, non da soli. Si raccomanda di non tenere gruppi composti di soli maschi. Ad ogni modo gli spazi in cui vengono tenuti devono essere ben strutturati, e nel caso in cui siano presenti più maschi i requisiti minimi di cui sopra non possono essere considerati sufficienti e vanno adattati caso per caso. Alimentazione: Gli animali devono essere alimentati almeno due volte al giorno con una dieta diversificata a base di frutta e verdura, quantità adeguate di proteine animali, foglie, germogli, grano, mais, ecc. 6.2 Scimmie cappuccine Strutture interne
Dimensioni: 20 mq per 2-5 esemplari (3 mq per ogni animale in più); altezza minima di 3 m. Clima: Gli ambienti devono essere protetti dalle correnti d'aria e dall'esposizione diretta al sole.
Durante la stagione fredda gli ambienti chiusi devono essere riscaldati ad una temperatura minima di 15°C. In caso di animali non tolleranti il freddo potrebbe essere necessario tenere l'ambiente a una temperatura di 22 °C. Terreno: Devono essere presenti strutture in quantità adeguata al numero di individui per arrampicarsi, dondolarsi, nascondersi, sedersi e ritirarsi (soprattutto nella parte della gabbia). Devono inoltre essere presenti strutture adatte al gioco e a stimolare l'interesse degli animali come corde elastiche, funi, pali, rami, oggetti sospesi, reti e amache.

Strutture esterne
Dimensioni: 20 mq per 2-5 esemplari (3 mq per ogni animale in più); altezza minima di 3,5 m. Gli animali devono averne libero accesso per almeno otto ore al giorno. Terreno: Devono essere presenti strutture in quantità adeguata al numero di individui per arrampicarsi, dondolarsi, nascondersi, sedersi e ritirarsi (soprattutto nella parte della gabbia). Devono inoltre essere presenti strutture adatte al gioco e a stimolare l'interesse degli animali come corde elastiche, funi, pali, rami, oggetti sospesi, reti e amache. Altri fattori Strutture interne ed esterne: Gli animali non devono essere legati. Generalmente in caso di temperature esterne sotto i 15°C tutti gli animali devono avere la possibilità di ripararsi in ambienti riscaldati. In caso di animali che non tollerano il freddo potrebbe essere necessario tenere l'ambiente a una temperatura di 22°C. Gli animali devono essere tenuti in gruppo, assolutamente non da soli. Alimentazione: Per assicurare un'adeguata alimentazione di tutti gli esemplari, compresi quelli gerarchicamente inferiori devono essere sistemati diversi punti di alimentazione. Gli animali devono essere alimentati con una dieta diversificata a base di frutta e verdura, quantità adeguate di proteine animali (insetti e larve di coleotteri, uova, piccoli roditori, carne bollita), foglie, germogli, grano, mais,etc.

7. RINOCERONTI
Strutture interne
Dimensioni: 12 mq per ogni individuo. Clima: Temperatura superiore ai 15°C. Terreno: Lettiera di paglia secca, superficie asciugabile rapidamente, adeguato drenaggio di acqua e urina.
Strutture esterne
Dimensioni: 80 mq per ogni individuo; altezza minima della recinzione 1 metro.
Clima: Devono essere disponibili zone ombreggiate per il riposo. Terreno: Naturale, con sabbia, erba o altri materiali naturali. Possibilità di fare bagni nell’acqua o di fango (se la stagione lo consente). Inoltre devono avere la possibilità di fare bagni di sabbia. Se necessario questa può essere sostituita con segatura, sebbene occorra prestare particolare attenzione affinché gli animali non ne ingeriscano quantità eccessive.

8. IPPOPOTAMI
Strutture interne
Dimensioni: 2mx4m per ogni individuo (2x2 m per l’ippopotamo pigmeo). Clima: Temperatura superiore ai 15°C. Terreno: Lettiera di paglia secca, superficie asciugabile rapidamente, adeguato drenaggio di acqua e urina.
Strutture esterne
Dimensioni: 70 mq per ogni individuo (40 mq per l’ippopotamo pigmeo). Clima: Devono essere disponibili zone ombreggiate per il riposo. Terreno: Naturale, con sabbia, erba o altri materiali naturali. Possibilità di fare bagni nell’acqua o di fango (se la stagione lo consente). Inoltre devono avere la possibilità di fare bagni di sabbia o segatura.

9. GIRAFFE
Strutture interne
Dimensioni: 12 mq per animale. I recinti devono permettere all’animale di mantenere il collo diritto. Clima: Temperatura superiore ai 15°C.

Strutture esterne
Dimensioni: 250 mq per fino a 3 individui. Terreno: Non sdrucciolevole. Devono avere la possibilità di afferrare il cibo da posizioni elevate, conformemente al loro comportamento naturale.

10. FOCHE
Le foche dovrebbero disporre di una piscina di 4 x 2.2 x 1 metri ( 8.8 m3 per 2 animali e 2 m3 in più per ogni animale in più). Inoltre dovrebbero disporre di una superficie di 2 mq per animale, costituita da un pavimento di legno.
L’area destinata alle foche non deve essere soggetta a correnti d’aria.