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GRIMALDI (CS) - Reg. del (?) (Regolamento comunale tutela animale)

comune di grimaldi(Approvato con Delib. C.C.. Tratto dal sito ufficiale del comune).

PREMESSA
(il testo della premessa è riportato a fine pagina)

TITOLO I Diritti e doveri dei proprietari di animali d’affezione

ART. 1 Ambito di applicazione
Il presente regolamento si applica a tutti gli animali esistenti ed in transito nel territorio del Comune.

ART.2 Denuncia possesso
1.    Chiunque sia possessore o detentore di cani, è obbligato a fame denuncia al Comune entro il terzo mese di vita o comunque dall’inizio della detenzione.
2. Nella denuncia devono essere indicate le generalità complete del possessore, il luogo dove il cane è custodito, nonché lo stato segnaletico dell’animale (sesso - razza - età - taglia - colore del mantello - lunghezza del pelo).

ART. 3 Registrazione e tatuaggio
1.    Al atto della denuncia il cane verrà inserito in apposito elenco ed il detentore riceverà avviso dell’organizzazione del raduno durante il quale il Servizio Veterinario - Settore randagismo provvederà alla registrazione ed al tatuaggio dell’animale.
2.    All’atto della registrazione verrà consegnato al possessore o detentore del cane il libretto d’identità, riportante il codice che verrà tatuato sull’animale, i dati dei proprietario, i dati segnaletici dell’animale e le nonne per una corretta detenzione del proprio cane.
3.    Il codice è costituito dalla sigla della provincia, il numero dell’ Azienda Sanitaria seguita da un numero progressivo e dovrà essere apposta mediante tatuaggio indelebile dal Servizio Veterinario Settore randagismo, ovvero da Medici. - Veterinari autorizzati, dai sei agli otto mesi di vita dell’animale nella parte interna, della coscia destra.
4.    All’atto della denuncia verrà, inoltre, consegnata al proprietario una copia del presente regolamento.
5.    I cani iscritti e tatuati in altre A.S.L. della Calabria. o di altre regione italiana, sono soggetti al solo obbligo di iscrizione all’anagrafe.
6.    Il cane registrato verrà inserito nella banca dati dell’Azienda Sanitaria, gestita dal Servizio Veterinario.

ART.4 Denuncia di morte, trasferimento di proprietà, smarrimento, cambio residenza
1.    I proprietari o detentori, dei cani sono tenuti a segnalare al Servizio Veterinario - Settore randagismo dell’Azienda Sanitaria n, 4 che gestisce l’Anagrafe Canina, entro quindici giorni, la cessione definitiva, lo smarrimento, la morte dell’animale, nonché l’eventuale cambiamento di residenza.
2.    Lo smarrimento di un cane deve anche essere denunciato, entro tre giorni, dal detentore agli organi di Polizia Municipale del Comune.

ART. 5 Detenzione
1. Chiunque detenga un animale da affezione o accetti di occuparsene è responsabile della sua riproduzione, nonché della custodia, della salute e del benessere della prole.
2.    Chi detiene un animale, o lo possiede a qualunque titolo, dovrà averne cura e rispettarne i diritti. Dovrà farlo visitare da medici veterinari ogni qualvolta il suo stato di salute lo renda necessario, dovrà accudirlo e alimentarlo con una dieta adatta a soddisfare le necessità della specie e razza a cui appartiene.
3.    A tutti gli animali dovrà essere garantita con continuità la possibilità di soddisfare le proprie fondamentali esigenze, relative alle caratteristiche anatomiche, fisiologiche e comportamentali.
4.    Ogni animale da affezione deve avere costantemente a disposizione acqua da bere.
Il    nutrimento, fornito almeno quotidianamente, deve essere, nella quantità e nella qualità, adeguato alla specie, all’età’ ed alle condizioni fisiologiche dell’animale.
E’, inoltre, vietato detenere animali d’affezione in numero o condizioni tali da causare problemi di natura igienico - sanitaria ovvero da recare pregiudizio alla salute pubblica nonché al benessere degli animali stessi. I cani detenuti all’aperto devono disporre di un idoneo riparo, ben costruito con materiale isolante ed impermeabilizzato. In particolare la cuccia dovrà essere adeguata per numero e dimensioni alle caratteristiche degli animali, sufficientemente coibentata, e dovrà avere il tetto impermeabilizzato; dovrà essere chiusa su tre lati ed essere rialzata da terra.
Per i cani detenuti costantemente in spazi limitati la superficie di base non dovrà essere inferiore a metri quadrati 10, idonea a contenere non più di due cani adulti con gli eventuali loro cuccioli in fase di allattamento; ogni cane in più comporterà un aumento minimo di superficie di metri quadrati 4 i locali di ricovero devono essere aperti sull’esterno, per consentire sufficiente illuminazione e ventilazione I cani custoditi in recinto devono poter effettuare almeno una uscita giornaliera, per un tempo totale di almeno due ore; tale obbligo non sussiste qualora il recinto abbia una superficie di almeno cinque volte superiore a quella minima richiesta.
I recinti esistenti dovranno essere adeguati alle disposizioni di cui al precedente punto entro il termine massimo di 30 giorni dalla data di emanazione del presente atto. La detenzione dei cani alla catena deve essere evitata. Qualora si renda necessaria, occorre che l’animale sia quotidianamente assicurata la possibilità di movimento e pertanto che siano seguite le seguenti norme:
periodi di tempo non superiori ad otto ore consecutive nell’arco della giornata; catena di 6 metri se fissa o almeno 3 metri a scorrere su di un cavo aereo della lunghezza non inferiore a metri 6 e posta ad altezza di metri 2 dal terreno, e munita di due moschettoni rotanti alle estremità
LR. 4/00); gli animali, che per le loro mansioni debbano essere tenuti alla catena, devono sempre poter raggiungere il riparo e l’adeguato contenitore dell’acqua.

Art. 6 Sterilizzazione cani di proprietà
1. Il Comune garantisce un contributo del 50% del costo della sterilizzazione, per un limite massimo di spesa stabilito annualmente dall’Assessorato al bilancio, ai proprietari di cani, sia maschi che femmine, che decidano di procedere alla sterilizzazione chirurgica del proprio animale.
2.    Per ottenere il contributo, il proprietario deve inoltrare istanza al Sindaco indicando i propri dati, il segnalamento dell’animale ed allegando certificato di iscrizione all’anagrafe canina dell’Azienda Sanitaria

Art. 7 Animali in condominio
1.    E’ un diritto del cittadino detenere nella propria proprietà animali d’affezione, purché non vengano pregiudicati il benessere dell’animale stesso e l’igiene dell’abitato.
2. Eventuali disturbi devono essere comprovati dall’autorità competente (Igiene pubblica e Servizio Veterinario dell’Azienda Sanitaria).

ART. 8 Comportamento nelle pubbliche vie
1.    Nelle strade, nelle piazze ed in qualunque luogo pubblico o aperto al pubblico i cani devono essere condotti al guinzaglio, o se liberi devono essere muniti di museruola
2.    Devono essere sempre muniti di guinzaglio i cani condotti in locali pubblici e mezzi pubblici di trasporto.
3.    E’ consentito tenere senza guinzaglio né museruola i cani da guardia soltanto entro i limiti dei luoghi da sorvegliare purché non aperti al pubblico; i cani da pastore e quelli da caccia quando vengono utilizzati rispettivamente per la guardia delle greggi e della caccia,
4.    Nelle aree private, nei cortili o in luoghi soggetti a pubblica servitù, i cani devono essere tenuti in modo da non nuocere alle persone o agli animali,
5.    E’ fatto divieto di introdurre cani nei negozi di alimentari. 6. Negli altri esercizi (bar, ristoranti e locali affini) è proibito l’accesso dei cani quando l’esercente ritenga, per validi, motivi, di
vietarne l’accesso con l’esposizione di un cartello.
7.    E’ possibile far circolare i cani nei parchi pubblici ed aree verdi, laddove sono previsti gli opportuni spazi attrezzati.
8.    I conduttori di cani debbono, in qualsiasi luogo pubblico o aperto al pubblico passaggio, essere in possesso di apposita paletta a sacco e provvedere all’immediata rimozione delle deiezioni solide dei propri cani. del suolo pubblico nel rispetto dei diritti dei cittadini non possessori di cani. A tal proposito il Comune si impegna favorire la suddetta raccolta di deiezioni con opera di informazione e mettendo a disposizione dei proprietari di cani idonei mezzi, specialmente per i residenti nei quartieri centrali.

TITOLO II Impianti per la detenzione degli animali da affezione

ART. 9 Norme generali
1.    Sono soggetti alle norme del presente articolo i concentramenti di cani superiori a 4 (quattro) soggetti adulti.
2.    Gli impianti gestiti da privati o da Enti, a scopo di allevamento, ricovero, pensione, commercio o addestramento sono soggetti ad autorizzazione sanitaria ai sensi del vigente Regolamento di polizia veterinaria (DPR 3 20/54), rilasciata dal Sindaco, previa istruttoria favorevole dei Servizi Veterinario e di Igiene pubblica dell’A.S.
3.    Gli impianti in cui si detengono cani devono essere costruiti secondo i seguenti criteri: a)    superficie minima per cane: 4 mq., fatte salve esigenze diverse; b)    numero massimo di cani per box: Soggetti adulti o di femmina con relativa cucciolata (per gli allevamenti); c)    capacità massima complessiva del singolo impianto: 200 soggetti; d) pavimento, pareti, infissi, attrezzature facilmente lavabili e disinfettabili; e)    approvvigionamento idrico sufficiente, potabile e non; canali di scolo e scarichi adeguati per garantire il deflusso delle acque di lavaggio; g)    reparto di isolamento, per una capienza pari al 5% di quella complessiva; h)    locale per gli, interventi veterinari; i)    locale per il deposito e la preparazione degli alimenti; j) magazzino per il deposito dei detergenti, dei disinfettanti e delle attrezzature per il loro impiego k) devono essere eseguite periodiche, frequenti pulizie, disinfezioni, disinfestazioni e derattizzazioni.
4.    Il responsabile dell’impianto deve tenere aggiornato un registro di carico e scarico, vidimato dal Servizio Veterinario - Settore randagismo dell’A.S. da cui risultino: la data d’introduzione o di nascita dei cani presenti (allevamenti), il luogo di cattura dell’animale (canile sanitario), le generalità del proprietario per gli animali in pensione, il numero di tatuaggio, eventuali interventi veterinari, la data e le generalità del destinatario in caso di cessione, o la data di restituzione al proprietario per i soggetti in. pensione.
5.    I concentramenti di cui al presente articolo sono soggetti a vigilanza veterinaria, esercitata mediante sopralluoghi con periodicità almeno trimestrale.
6.    Alle nonne di cui al presente articolo sono soggetti anche gli impianti già esistenti, che devono adeguarsi entro il. termine di diciotto mesi dall’entrata in vigore del presente Regolamento, nonché le strutture per il ricovero di gatti ed altri animali da affezione, compatibilmente alle particolari esigenze di specie.

ART. 10 Allevamenti
1.    Per allevamento si intende, ai tini fiscali e tributari, la detenzione di almeno 5 fattrici e che annualmente producano un numero di cuccioli di almeno trenta unità
2.    Le cucciolate dovranno essere registrate all’anagrafe canina entro i due mesi di età.
3. Qualora gli animali vengano venduti prima dei due mesi di età, l’allevatore ha l’obbligo di segnalare al Servizio Veterinario - Settore randagismo le generalità dell’acquirente, entro 15 gg. dalla vendita.
4.    Gli impianti devono rispondere ai requisiti dell’art. 9 del presente regolamento.

ART. 11 Pensioni
1. Si intende per pensione l’esercizio di un’attività che riguarda la temporanea detenzione di animali di proprietà.
2.    E’ fatto divieto ai gestori di pensioni di ospitare cani. non registrati all’anagrafe canina, gestita dal Servizio Veterinario - Settore randagismo dell’A.S.
3.    Gli impianti devono rispondere ai requisiti dell’ari. 9 del presente regolamento.

ART.12 Canile sanitario
1. Il canile sanitario deve essere costituito da box prevalentemente individuali, agevolmente lavabili e disinfettabili, in modo da garantire la massima igiene: le dimensioni e le caratteristiche devono essere tali da consentire le fondamentali liberta” di movimento ed il benessere degli animali temporaneamente ricoverati.
2.    I box devono essere suddivisi nei seguenti appositi reparti, possibilmente separati: ingresso, infettivo, degenza post-operatoria, affidamento, cagne con cuccioli.
3.    11 canile sanitario deve dispone dei seguenti locali: a) Ambulatorio b)    Sala chirurgica c)    Sala raggi d)    Locale per ufficio Veterinario e)    Magazzino alimenti ~ Cucina g)    Magazzino attrezzature e materiale per disinfezione li)    Magazzino per farmaci e materiale veterinario

ART. 13 Canili rifugio
1.    Nei Rifugi per cani non. possono essere introdotti soggetti catturati. che non abbiano subito la prescritta osservazione sanitaria, né cani ceduti definitivamente dai proprietari. I cani introdotti devono risultare preventivamente registrati e tatuati presso il Canile Sanitario.
2.    Il Comune, per la realizzazione di Rifugi, può concedere in comodato alle Associazioni per la protezione degli animali un terreno idoneo per l’edificazione.
3. Il Comune può fornire alle Associazioni che gestiscono i Rifugi agevolazioni, servizi e contributi a condizione che le suddette operino con dimostrata efficacia per affidamento a privati,in tempi. brevi, degli animali custoditi.
4.    L’Associazione interessata deve formalizzare la presentazione del progetto per la concessione edilizia, nonché per il parere favorevole dei Servizi Veterinari e di Igiene Pubblica dell’A.S. ai tini dell’autorizzazione ai sensi dei vigente Regolamento di polizia veterinaria e delle nonne che disciplinano le industrie insalubri. e gli scarichi degli effluenti.
5. Chiunque gestisca un canile rifugio deve nominare un direttore responsabile dell’organizzazione e gestione, nonché un medico veterinario libero professionista che garantisca l’assistenza zooiatrica.
6. L’attività delle Associazioni nella gestione dei rifugi deve essere documentata da un’apposita relazione annuale da inviarsi al Comune e all’A.S.L. in cui sia indicato il numero dei cani introdotti, ceduti e deceduti.
7.    L’eventuale custodia temporanea, a pagamento, degli animali di proprietà si deve effettuare in reparti appositi e separati, secondo le nonne che disciplinano la gestione delle pensioni per animali, di cui al presente Regolamento.
8.    In caso di cessione a privati il gestore deve istituire regolari pratiche di affidamento secondo i modelli forniti dal Comune e deve essere allegata alla pratica fotocopia del documento d’identità dell’affidatario.
9.    L’affidatario dovrà ritirare presso la sede del Servizio Veterinario - Settore randagismo dell’Azienda Sanitaria l’apposito libretto d’identità, esibendo copia del modello di affidamento.
10.    I rifugi devono rispondere ai requisiti dettati dall’art. 9 del presente regolamento.

ART. 14 Negozi di animali
1. I negozi di animali sono soggetti ai sensi del DPR 320/54 ad autorizzazione sanitaria.
2.    Gli animali posti in vendita nei negozi specializzati devono essere tenuti in buone condizioni igienico - sanitarie e nel rispetto del benessere animale.
3.    Gli animali esposti per la vendita all’interno dei negozi devono avere assicurati spazio, aerazione, illuminazione adeguati, nonché acqua e cibo adeguati alle necessità della specie e dell’età.
4.    Gli animali possono essere detenuti solo per l’esposizione e la vendita, mentre la custodia deve avvenire in luogo idoneo, preferibilmente annesso al negozio.
5.    Il locale per la custodia deve prevedere spazi separati dove ospitare le diverse specie animali e deve essere adeguatamente illuminato, aerato e riscaldato; pareti e pavimenti devono essere facilmente lavabili e (?)
7.    Il gestore del negozio deve detenere un registro di carico e scarico degli animali con i mercializzati, vidimato dal Servizio Veterinario - Settore randagismo delle Aziende Sanitarie competenti per territorio.
8.    Il gestore del negozio deve comunicare al Servizio Veterinario, entro l5 gg. dalla vendita di soggetti di specie canina e di animali esotici, i dati dell’acquirente con il relativo segnalamento dell’animale acquistato, onde permettere gli opportuni controlli.

ART. 15 Fiere, esposizioni e mostre
1.    Anche le fiere stagionali, le esposizioni e le mostre di animali sono soggetti. ad autorizzazione sanitaria.
2.    E’ permessa nelle fiere stagionali esclusivamente la vendita dei seguenti animali: volatili, piccoli roditori e pesci d’acquario.
3.    E’ vietata la vendita dei volatili colorati artificialmente.
4.    Durante gli eventi di cui al comma 1 il Servizio Veterinario - Settore randagismo effettuerà l’opportuna vigilanza, verificando quanto di norma sul rispetto della salute e del benessere animale.

TITOLO III Profilassi rabbia

ART. 16 Nonne generali
1. Al servizio di profilassi antirabbi.ca nei confronti degli animali esistenti sul territorio provvede il Comune per mezzo del Servizio Veterinario - Settore randagismo dell’A.S., secondo le nonne del presente regolamento.

ART. 17 Denuncia
1.    La denuncia dei casi, anche solo sospetti, di rabbia negli animali e la denuncia di morsicature di persone da parte degli animali deve essere inoltrata, nel modo più rapido possibile, all’Ufficiale Sanitario e al Servizio Veterinario - Settore randagismo dell’A.S., che provvederanno a disporre tutti gli accertamenti, ciascuno secondo le proprie competenze.
2. Al Servizio Veterinario - Settore randagismo dell’A.S. devono essere prontamente denunciati i casi di morsicature inferte o subite da animali ad animali.

ART. 18 Animale morsicatori
1. I cani e i gatti morsicatori di persone od animali, ogniqualvolta sia possibile catturarli, saranno tenuti isolati in osservazione per un periodo di dieci giorni al Canile sanitario.
2. L’osservazione a domicilio può essere autorizzata su richiesta del proprietario, custode o detentore, soltanto se non risultino circostanze epizoologiche. In tal caso l’interessato deve dichiarare di assumersi la responsabilità della custodia dell’animale e l’onere per la vigilanza da parte del Servizio Veterinario - Settore randagismo dell’A.S.
3. Il sequestro dell’animale verrà eseguito dal Servizio Veterinario - Settore randagismo dell’Azienda Sanitaria su. delega del Sindaco.
4.    Alla predetta osservazione ed all’isolamento devono essere sottoposti i cani e i gatti che, pur non avendo morsicato, presentano manifestazioni cliniche riferibili all’infezione rabida.
5    Durante il periodo di osservazione gli animali non devono essere sottoposti a trattamenti immunizzanti..
6.    Nei casi di rabbia conclamata, il Sindaco ordina l’immediato abbattimento degli animali. Tale urgente provvedimento può essere preso direttamente dal Veterinario responsabile su delega del Sindaco.
7.    Qualora, durante il periodo di osservazione l’animale muoia o venga ucciso prima che il Veterinario dell’A.S. abbia potuto formulare la diagnosi, verrà prelevata la testa dal Veterinario medesimo, con le debite precauzioni per l’invio al laboratorio competente.
8.    Della avvenuta spedizione e dei risultati diagnostici sarà dato avviso alla Prefettura ed ai Servizio Veterinario Regionale.
9.    E’ vietato lo scuoiamento degli animali, morti per rabbia, che saranno distrutti unitamente al materiale inquinato, come rifiuti ad alto rischio.
10. Il luogo dove è stato isolato l’animale verrà .disinfettato sotto la sorveglianza del Servizio Veterinario - Settore randagismo dell’A.S.

ART. 19 Animali morsicati da animale rabido, fuggito o rimasto sconosciuto
1.    I cani e gatti morsicati da altro animale riconosciuto rabido o fuggito o
rimasto ignoto devono, di regola, essere subito soppressi con provvedimento del Sindaco, sempre che non debbano prima, sottostare al periodo di osservazione di giorni dieci per avere, a loro volta, morsicato persone o animali.
2.    Tuttavia su richiesta del possessore l’animale, anziché essere abbattuto, può essere mantenuto sotto sequestro a spese del possessore stesso nel Canile Municipale o in altro locale stabilito dall’autorità comunale dove non possa nuocere per un periodo di sei mesi sotto la vigilanza sanitaria. Allo stesso periodo di osservazione devono sottostare i cani e i gatti contaminati o sospetti di essere stati contaminati da altro animale riconosciuto rabido.I cani e i gatti morsicati da animali sospetti di rabbia
3.    sono sottoposti al sequestro per soli dieci giorni se durante questo periodo l’animale morsicatore si è mantenuto sano.
4.    Nel caso che l’animale venga sottoposto a vaccinazione antirabbica post- contagio, da iniziarsi non oltre cinque giorni per ferite alla testa e non oltre sette giorni negli altri casi dal sofferto contagio, il predetto periodo di osservazione può essere ridotto a mesi tre o anche a mesi due se l’animale si trovi nel periodo di protezione antirabbica vaccinale precontaggio.
5.    Durante il periodo del trattamento antirabbico post-contagio l’animale deve essere ricoverato nel Canile Municipale o presso Istituti Universitari o Istituti Zooprofilattici. I cani e i gatti morsicati possono essere spostati in conforniità agli art. 14 e 15 del Regolamento di Polizia Veterinaria (D.P.R. 8.2,54 n. 320) durante il periodo di osservazione, soltanto entro sette giorni dalla sofferta    morsicatura qualora durante il periodo di osservazione il cane o il gatto morsicato muoia o venga ucciso, si procederà in conformità. a quanto previsto dal precedente articolo.

ART. 20 Casi di rabbia
1. Allorché nel Comune siano stati constatati casi di rabbia o il territorio del Comune sia stato attraversato da un cane rabido, il Sindaco, oltre alle disposizioni indicate nei precedenti articoli, prescrive: che nei sessanta giorni successivi i cani anche se muniti di museruola. non possono circolare se non condotti al guinzaglio ed i cani accalappiati non siano restituiti ai possessori se non abbiano subito favorevolmente i.l periodo di osservazione di mesi sei, riducibili a due, qualora i cani vengano sottoposti a vaccinazione antirabbica post-contagio con le modalità stabilite dal precedente articolo; che i possessori di cani segnalino immediatamente all’Autorità Comunale l’eventuale fuga dei propri cani ovvero il manifestarsi in essi di qualsiasi sintomo che possa far sospettare l’inizio della malattia, come ad esempio: cambiamento di indole, tendenza a mordere, manifestazioni di paralisi, impossibilità della deglutinazione.

ART. 21 Malattie infettive e diffusive
Per quanto non contemplato nel presente Regolamento, circa le malattie infettive e diffusive, la loro denuncia ed i provvedimenti esecutivi e tutto quant’ altro concerna l’azione cautelativa e preventiva, si fa richiamo a quanto stabilito dal Regolamento di Polizia Veterinaria, approvato con D.P.R. dell’8.2.l954 n. 320.

TITOLO IV Norme contro il maltrattamento animale

ART. 22 Maltrattamento
1. E’ fatto divieto di mettere in atto comportamenti. legislativi nei confronti degli animali che contrastino con le vigenti disposizioni di Legge.
2. E’ vietato detenere animali in gabbia, ad eccezione dei casi .di trasporto e di ricovero per cure e ad eccezione di uccelli e piccoli roditori.
3.    E’ vietato trasportare o detenere animali, per qualsiasi periodo di tempo, chiusi nei cofani posteriori delle macchine.
4.    E’ vietato trasportare animali in condizioni e con mezzi tali da procurare loro sofferenza, ferite o danni fisici anche temporanei; gli appositi contenitori dovranno consentire la stazione eretta, ovvero la possibilità di sdraiarsi e rigirarsi.
5.    E’ fatto divieto di molestare, catturare, detenere e commerciare le specie appartenenti alla fauna autoctona, fatto salvo quanto stabilito dalle leggi vigenti che disciplinano l’esercizio della caccia, della pesca e delle normative sanitarie.
6. E’ vietato a chiunque depositare sul territorio comunale alimenti contaminati da sostanze velenose in luoghi dove possono accedere animali, ad eccezione delle operazioni di derattizzazione e disinfestazione che devono essere eseguite con modalità tali da non nuocere in alcun modo altre specie animali,
7.    E’ vietata l’organizzazione di combattimenti tra animali di qualsiasi specie.

ART. 23 Abbandono
1. E’ fatto divieto di abbandonare animali.

ART. 24 Addestramento
1. E’ fatto divieto di addestrare cani per la guardia e/o per altri scopi ricorrendo a violenze e percosse.

ART. 25 Ricoveri
1.    E’ fatto divieto di mettere animali in spazi angusti, privi dell’acqua e del cibo necessari o esposti a rigori climatici tali da nuocere alla loro salute, oppure privarli dei necessari contatti sociali tipici della loro specie.
2.    Lo spazio occupato in modo permanente dai cani deve essere mantenuto in buone condizioni igieniche.
3.    E’ vietato detenere cani o felini in terrazze o balconi per più di tre ore giornaliere.

ART. 26 Utilizzo animali
1.    Sono vietati con decorrenza immediata a chiunque sul territorio spettacoli od altri intrattenimenti pubblici che comportino maltrattamenti ad animali e che siano contrari alla loro dignità ed al loro rispetto: •    l’utilizzo di animali, vivi come premi nei giochi del tiro a segno o simili, nei Luna Park e nelle fiere o sagre •    i combattimenti tra animali; l’utilizzo di animali vivi in esibizioni e/o spettacoli itineranti e mostre, fatta eccezione per le esposizioni e concorsi di bellezza, di simpatia e di capacità, di apprendimento degli animali d’affezione e comunque domestici, purché siano tenuti in condizioni dignitose in box o al guinzaglio, con esclusione dell’uso di gabbie o altri strumenti similari; •    l’utilizzo di animali vivi in esibizioni all’interno di zoo ambulanti con i singoli provvedimenti autorizzativi; •    l’utilizzo di animali, in parziale deroga al disposto di cui sopra, è consentito ai circhi che comunque potranno utilizzarli solo per spettacoli circensi.
2.    E’ consentito altresì per un periodo transitorio di due anni, l’utilizzo di pesciolini rossi nelle rotonde a premi, a condizione che nel vasetto di vetro sul banco di giuoco non vi siano contenuti pesciolini rossi vivi, che gli stessi vengano detenuti in condizioni idonee al loro benessere e vengano posti in sacchetti di plastica solo al momento della consegna al vincitore del premio.
3.    E’ fatto assoluto ‘divieto di utilizzare animali con cuccioli lattanti o cuccioli da svezzare, animali non in buono stato di salute o comunque detenuti in evidenti condizioni di maltrattamento, per la pratica dell’accattonaggio.
4. Gli animali domestici rinvenuti nelle suddette circostanze saranno sequestrati e ricoverati a cura degli organi di vigilanza presso la struttura comunale, gestita dall’Unità Operativa Veterinaria - Sanità Animale della A.S.
5. Gli animali suddetti saranno quindi affidati, a cura della struttura comunale e con. l’ausilio delle associazioni protezioniste, a famiglie che ne faranno richiesta di adozione ed in possesso dei necessari requisiti di legge.

TITOLO V Animali in libertà

ART. 27 cane quartiere
1.    Quando non sussistano condizioni di pericolo per uomini, animali, e cose è possibile l’istituzione sul territorio del “cane di quartiere”
2.    Si intendono per cani di quartiere i soggetti, giudicati etologicamente idonei dal Servizio Veterinario dell’Azienda Sanitaria, che, sterilizzati intervento    chirurgico    (orchiectomia    per    i    maschi    — ovariectomia/ovarioisterectomia ,per le femmine), vaccinati, tatuati nell’apposita struttura sanitaria comunale, vengono riammessi sul territorio.
3.    il riconoscimento del, singolo animale come cane di quartiere può essere richiesto al Sindaco da singoli cittadini volontari o da Associazioni animaliste riconosciute dalla Regione, previa acquisizione delle firme di un numero congruo di abitanti del quartiere.
4    i suddetti soggetti, una volta riammessi sul territorio, dovranno essere controllati, alimentati e accuditi dai cittadini o dalle Associazioni secondo apposita convenzione stipulata con il Comune e secondo prescrizioni che saranno impartite dal Servizio Veterinario dell’Azienda Sanitaria.
5. Il Comune assicurerà idonea copertura assicurativa per i danni eventualmente cagionati dal “cane di quartiere”.

ART. 28 Colonie di gatti
1. La presenza di colonie di gatti randagi presso le quali si registrino problemi igienico - sanitari o riguardanti il benessere animale è segnalata al Comune che dispone i necessari accertamenti ed eventuali interventi da parte del Servizio Veterinario - Settore randagismo dell’A.S.
2. Qualora, a seguito di accertamento congiunto da parte del Servizio Veterinario - Settore randagismo e del. Servizio di Igiene pubblica dell’A. S. la presenza di gatti risulti incompatibile, per motivi di ordine igienico - sanitario, con insediamenti a rischio (es. ospedali, asili, case di cura, ecc.) ovvero in caso di epidemie, che mettano a repentaglio la salute dell’uomo o degli animali, il Sindaco può disporre con provvedimento motivato la cattura e la collocazione degli animali in altra sede più idonea.
3.    il Comune, in accordo con il Servizio Veterinario - Settore randagismo dell’A.S.L., può decidere l’affidamento di colonie feline ad associazioni per la protezione degli animali. Qualora si rendesse necessario il Comune organizza interventi di controllo demografico della popolazione felina che verranno effettuati dal Servizio Veterinario - Settore randagismo dell’A.S.
4.    Qualora l’accertamento del Servizio Veterinario - Settore randagismo della A.S.L. evidenzi in una colonia di gatti randagi problemi legati al benessere animale, quali cattivo stato di nutrizione o condizioni di sofferenza, depressione del sensorio, il Comune può disporre l’affidamento detta colonia a volontari, che garantiscano il ripristino delle condizioni di benessere, riferendo periodicamente all’A.S.L. competente per territorio.
5.    .A tal fine, il Comune può fornire al volontario che ha in affidamento colonie di gatti randagi la consulenza di. un: ‘medico veterinario libero professionista, appositamente convenzionato, per gli interventi zooiatrici che si rendano necessari.
6.    Al Servizio Veterinario - Settore randagismo della A.S.L. deve essere segnalata la presenza di affezioni a carattere zoonosico e di malattie denunciabili ai sensi del vigente Regolamento di polizia veterinaria per gli interventi di competenza.

TITOLO VI - Funzionamento canile sanitario

ART. 29 Cattura
1.    I cani vaganti in luogo pubblico verranno catturati a cura del Servizio Veterinario - Settore randagismo dell’A.S. e ricoverati presso il Canile sanitario.
2.    Sono considerati vaganti i cani incustoditi rinvenuti sul territorio privi di museruola in aree pubbliche o private non recintate.
3.    Nelle aree private, è fatto obbligo ai proprietari delle stesse, di segnalare agli organi di Polizia Municipale del Comune, entro 48 ore, la presenza di cani randagi vaganti all’interno delle stesse. In mancanza di tali segnalazioni, il cane, verrà, ritenuto di proprietà e quindi soggetto agli obblighi previsti dall’anagrafe canina. Verrà altresì ritenuto proprietario e quindi soggetto all’anagrafe canina chiunque dia da mangiare al cane stesso.
4. il cittadino che trova un cane abbandonato può nutrire, ospitare, tranquillizzare e custodire temporaneamente lo stesso, ma ha l’obbligo di segnalare immediatamente la circostanza. del ritrovamento al Comando dei Vigili Urbani.
5.    I Vigili Urbani , a seguito delle segnalazioni dei punti 3. e 4., dovranno richiedere l’intervento del Servizio Veterinario.
6. La cattura degli animali vaganti, o randagi deve essere effettuata esclusivamente da personale addestrato ed adeguatamente attrezzato, appositamente incaricato dai Servizi Veterinari, con reperibilità costante.
7.    I cani catturati devono essere immediatamente trasferiti presso il canile sanitario.
8.    E’ fatto divieto a chiunque di mettere in atto catture di animali randagi ad eccezione di quelle effettuate dal Servizio Veterinario - Settore randagismo dell’Azienda Sanitaria a scopo di controllo demografico e per fini zooprofilattici.
9.    La cattura dei cani vaganti verrà richiesta al Servizio Veterinario - Settore randagismo dal competente Ufficio comunale in base alle segnalazioni ricevute dai privati cittadini o comunque ogni qualvolta se ne presenti. la necessità con almeno 24h di anticipo.
10. Durante le operazioni di cattura sarà presente un Vigile Urbano che indicherà agli addetti le zone ed il numero dei soggetti da accalappiare in base al numero di posti disponibili nella struttura sanitaria.
11.    Al termine di ogni. giornata di servizio il Vigile Urbano addetto dovrà redigere apposito rapporto da cui si evidenzino: a)    itinerario seguito con indicazione dell’ora in cui sono state toccate le più importanti località in esso comprese; b)    le località dove sono avvenute le catture; c) i dati personali dei proprietari di cani morsicatori, delle persone morsicate, delle persone alle quali hanno elevato contravvenzioni; d)    eventuali problemi riscontrati durante il servizio.
12. Il Vigile Urbano dovrà altresì controllare prima che inizino gli interventi di catture la conformità del mezzo e delle relative attrezzature, secondo quanto stabilito dalle normative vigenti.
13. Le operazioni di cattura dovranno avvenire nel rispetto dell’animale, evitando inutili maltrattamenti, preferibilmente utilizzando, quale sistema, apposite gabbie a scatto.
14. L’uso del cappio deve essere limitato a particolari circostanze e ai soggetti pericolosi.
15.    Per i casi particolarmente difficili, si ricorrerà, previo accordo con il
Servizio Veterinario - Settore randagismo dell’A.S. all’uso di anestetici a mezzo cerbottana o fucile.
16. Le femmine in allattamento non possono, in nessun caso, essere separate
dalla prole.

ART. 30 Interventi emergenza
1.    Si intende per intervento d’emergenza ogni attività non programmabile che presuppone un rischio per l’uomo o l’animale (es. cani aggressivi , morsicatori, traumatizzati, gravemente malati o cani che creano intralcio alla circolazione ecc.)
2.    In tal caso il Medico Veterinario dell’ A.S.L., di servizio o comunque reperibile, può disporre l’immediato ricovero presso la struttura sanitaria.

ART. 31 Consegna da parte di privati cittadini
1. Non vengono accettati presso il canile sanitario cani ritrovati sul territorio da privati cittadini.
2.    E’ ammessa la consegna dei cani di proprietà, regolarmente tatuati, per impossibilità di mantenimento da parte dei proprietari e di cucciolate di cani di proprietà previa accettazione da parte del proprietario di procedere alla sterilizzazione chirurgica della genitrice.
3.    Per i casi relativi al comma 2 il proprietario deve presentare istanza al Sindaco su apposito modello, che sarà predisposto dal competente ufficio dell’4mministrazione comunale.

ART. 32 Gestione dei canili (gestione del Comune)
1.    Il Comune mantiene in esercizio un canile sanitario ed un canile rifugio per il ricovero dei cani ritrovati vaganti sul proprio territorio o affidati dai proprietari per causa di forza maggiore (es. ricovero ospedaliero del proprietario ed impossibilità di affidare l’animale a familiari o altre persone).
2.    Se non reclamati dai proprietario, i cani possono essere allontanati dal canile sanitario solo dopo che sia trascorso con esito favorevole il periodo di osservazione sanitaria, siano stati effettuati i trattamenti antiparassitari e vaccinali e siano stati sterilizzati.
3.    1 cani catturati vengono ospitati presso il Canile sanitario per un periodo di circa 60 giorni, necessari per eseguire sugli stessi tutti i necessari controlli sanitari e la sterilizzazione, trascorsi i quali devono essere trasferiti presso il canile rifugio del Comune, o in mancanza presso le strutture private più vicine e sono comunque a disposizione di tutti coloro che vogliono adottarli.
4. I cani e i gatti catturati non possono essere ceduti per la sperimentazione.
5.    La sorveglianza del canile sanitario è affidata ad un custode che deve assicurare un servizio continuo.
6.    Il personale addetto alla cura degli animali ricoverati deve:
a)    Ricevere e tenere in custodia gli animali che vengono consegnati al canile sanitario con l’osservanza delle disposizioni di legge e del presente regolamento;
b)    Curare la sistemazione dei cani nei singoli box secondo le disposizioni impartite dal Servizio Veterinario;
c)    Vigilare che l’accesso al canile da parte del pubblico avvenga nelle ore e secondo le nonne stabilite dal Servizio Veterinario;
d)    Permettere l’uscita degli animali ‘dal canile municipale soltanto dietro presentazione dell’autorizzazione scritta rilasciata dal Servizio Veterinario;
e) Provvedere all’accurata pulizia giornaliera dei box nonché alla loro disinfezione e disinfestazione ogni qualvolta gli stessi rimangono liberi e comunque almeno una volta al mese, nel caso di malattie infettive o di decessi il box deve rimanere vuoto per almeno una settimana e dovrà essere disinfettato due volte a distanza di quattro giorni;
f)    I box, dove vengono introdotti i soggetti, devono essere sempre puliti ed asciutti;
g)    Somministrare agli, animali due pasti giornalieri (tre per i cuccioli), costituiti da opportuna razione alimentare prescritta secondo le esigenze dei singoli soggetti dal Servizio Veterinario;
h)    Segnalare tempestivamente al Servizio Veterinario - Settore randagismo ogni sintomo di malattia o di decesso degli animali in custodia, nonché ogni altra notizia di particolare rilevanza;
i)    Compilare, alla fine di ogni mese, apposito modello con i dati relativi al numero delle giornate di presenza di ciascun animale ricoverato, per le esigenze amministrative dell’Ufficio Comunale addetto;
j) Provvedere alla rimozione degli animali deceduti dopo nulla-osta del Servizio Veterinario;
k)    Provvedere alla compilazione dell’apposito modello, fornito dal Comune per il riscatto o l’affidamento dei cani accertando l’identità personale dei richiedenti e l’autorizzazione a ritirare l’animale rilasciata dal Servizio Veterinario - Settore randagismo dell’Azienda Sanitaria competente per territorio;
l)    tenere e aggiornare con la massima cura il registro di carico e scarico degli animali ricoverati, predisposto dal Servizio Veterinario;
m)    compilare un rapportino giornaliero, destinato al Servizio Veterinario, relativo ai cani ospiti del canile tendente ad evidenziare eventuali, modifiche dello stato di salute o del carattere del cane, riscontrati durante le operazioni di pulizia e la somministrazione dei pasti;
n)    condurre i cani in ambulatorio per le visite cliniche ed i tatuaggi e contenerli per tutta la durata del trattamento;
o) condurre i cani in sala chirurgica e contenerli fino al compimento dell’anestesia;
p)    contenere gli animali durante la terapia nei box
r)    Evitare che i visitatori vengano in contatto con gli animali ricoverati, salvo diverse disposizioni. del Servizio Veterinario;
s)    Nel caso di richieste di affidamento da parte di privati cittadini, far compilare apposito modello allegato al presente regolamento e proporre solo i cani posti in affidamento dal Servizio Veterinario, evitando che venga visitata l’intera struttura.

ART. 33 Gestione canile sanitario (Compiti del Servizio Veterinario)
1.    La gestione sanitaria dei canili che ricoverano i cani nei primi 60 gg dalla cattura è affidata al Servizio Veterinario — Settore randagismo dell’Azienda Sanitaria competente per territorio.
2. Durante il periodo di ricovero i cani. privi di tatuaggio verranno
iscritti all’anagrafe Canina e tatuati; saranno inoltre sottoposti a visita clinica e ad eventuali trattamenti terapeutici eloprofllattici.
3.    I cani ricoverati nel canile sanitario, possono essere soppressi, in modo eutanasico, ad opera di medici veterinari, soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità.
4. Relativamente al punto precedente il Servizio Veterinario Settore randagismo avviserà l’Associazione protezionistica, regolarmente iscritta. All’Albo regionale, più rappresentativa che potrà riscattare l’animale a meno che non si tratti di malattie trasmissibili all’uomo.
5.    Il comma 6 non si applica in tutti quei casi nei quali si necessita un immediato intervento di eutanasia al fine di evitare eccessive sofferenze per l’animale stesso.

ART. 34 Riscatto
1.    I cani non tatuati, di età superiore ai sei mesi, ritrovati vaganti e reclamati per la restituzione dal proprietario devono essere inseriti nell’Anagrafe Canina a spese del proprietario medesimo.
2.    Le spese di cattura. e custodia del cane, nonchè quelle inerenti a eventuali cure, sono a carico del proprietario.
3. Qualora venisse catturato un cane tatuato il Servizio Veterinario - Settore randagismo provvede all’avviso del proprietario e alla restituzione. Trascorsi 10 giorni dalla notifica di avvenuto ritrovamento del cane, il mancato ritiro o la mancata rinuncia alla proprietà sono equiparati all’abbandono e il proprietario è comunque tenuto alle spese sanitarie e di custodia.
4.    Per i cani non tatuati, il proprietario ha 60 gg. di tempo per reclamare l’animale, trascorsi i quali perde qualsiasi diritto alla proprietà.
5.    Il riscatto si effettua presso il canile sanitario, anche nel giorno della cattura, alle seguenti condizioni: a)    Presentazione della denuncia di smarrimento (copia del modello B del libretto d’identità presentata all’A.S.); b) Versamento all’Amministrazione Comunale relativo alle spese di mantenimento e custodia dell’animale; c)    Versamento all’Azienda Sanitaria n. 4 relativo alle spese di cattura e sanitarie; d)    Sottoscrizione verbale consegna.
6.    Per i cani non tatuati la denuncia di smarrimento può essere fatta su carta semplice e deve riportare i dati segnaletici dell’animale, il motivo del mancato tatuaggio e l’indicazione del luogo di smarrimento.
7.    Per la restituzione dei cani di proprietà non tatuati, è necessario che il richiedente abbia compiuto il riconoscimento del cane e abbia rilasciato
l’attestazione di proprietà.

ART. 35 Spese di mantenimento e custodia
Le spese di mantenimento giornaliere per ogni cane riscattato saranno pari all’importo sostenuto dall’ Amministrazione Comunale per i giorni di. degenza e verranno calcolate dagli Uffici competenti annualmente e fissati con delibera di giunta.

ART. 36 Affidamento
1. E’ possibile l’affidamento temporaneo dei cani ricoverati presso il canile sanitario, prima dei 6Ogg previsti. Lo stesso diventerà definitivo allo scadere del 60° giorno dalla cattura, e pertanto l’affidatario diventerà proprietario a tutti gli effetti.
2.    In deroga al comma 2 dell’art. 29 i cani possono essere affidati non sterilizzati a condizione che l’affidatario si impegni a condurre il cane, in età adeguata, per la opportuna sterilizzazione a cura del Servizio Veterinario — Settore randagismo dell’Azienda Sanitaria competente per territorio, oppure da Medici Veterinari l. p. In tal caso l’affidatario dovrà presentare al Servizio Veterinario Settore randagismo dell’Azienda Sanitaria competente per territorio certificazione del Medico-Veterinario attestante il tipo di intervento eseguito.
3.    Le pratiche di affidamento vengono curate dal personale del Comune, su istanza del richiedente al Sindaco, in base ai modelli allegati.
4.    All’atto dell’affidamento è necessario il nullaosta sanitario dei Servizio Veterinario.

ART. 37 Corsi di formazione e di educazione sanitaria
Nelle scuole gli interventi educativi per la sensibilizzazione ai problemi connessi con il rapporto fra l’uomo, gli animali e l’ambiente, con particolare riferimento agli animali domestici e da affezione, saranno organizzati dal personale docente, appositamente aggiornato, in collaborazione con il Servizio Veterinario - Settore randagismo dell’A.S.L., in parte anche tramite lezioni o dibattiti a cui partecipino direttamente i medici. veterinari del servi zio pubblico.

TITOLO VII Disposizioni finali.

ART. 38 Violazioni e sanzioni
1. Le violazioni alle disposizioni del presente regolamento quando non costituiscono infrazioni contemplate da altre leggi o regolamenti generali, fatte salve in ogni caso le disposizioni penali in materia, sono soggette alle sanzioni amministrative specificate negli articoli, seguenti.
2. Per quanto attiene alla quantificazione delle sanzioni relative alle inosservanze previste dalla L. 2M/9 si fa riferimento all’art 5 della Legge medesima, nonché dalla L.R. 4/00 art. 12.
3. Per quanto non espressamente previsto dalle leggi precedenti l’inosservanza agli articoli del presente regolamento saranno punite con una sanzione da euro 50,00 ad euro 150,000.
4.    In caso di recidiva anche non specifica, si applica il raddoppio della sanzione.
5. Gli agenti accertatori possono provvedere al sequestro amministrativo degli animali detenuti in violazione del presente regolamento, al trasferimento ed alla detenzione, a spese del proprietario, presso la struttura pubblica del Comune, salvo che il possessore non provveda a rimuovere immediatamente la situazione che comporta la violazione. Gli animali requisiti potranno quindi essere affidati, a cura della struttura comunale e con l’ausilio delle associazioni protezioniste, a famiglie che ne faranno richiesta di adozione ed in possesso dei necessari requisiti di legge.
6. Le sanzioni amministrative derivanti dall’applicazione delle leggi nazionale e regionali sul randagismo devono essere versate su C/C postale n. 11047883 intestato a: Regione Calabria Servizio Tesoreria — Entrate diverse — Catanzaro, avendo cura di specificare nella causale: “Capitolo di bilancio in entrata n. 3401162 L.R. 4/00 art. 12”.
7.    Le sanzioni amministrative derivanti dall’inosservanza agli articoli del presente regolamento devono essere versate su C/C postale n. ________________, intestato al Comune di — Ufficio Diritti Animali, avendo cura di specificare nella causale: ___________________________

ART. 39 Organi di vigilanza
Provvedono alla vigilanza e al controllo sull’osservanza del presente regolamento, provvedendo all’applicazione delle sanzioni previste la Polizia Municipale, i Carabinieri, la Polizia di Stato, il Corpo Forestale dello Stato, i Servizi Veterinari delle Aziende Sanitarie, le Guardie Zoofile.

ART. 40 Validità
Il presente regolamento annulla ogni disposizione precedente e contrana ed entra in vigore il giorno successivo a quella in cui sarà ultimata la pubblicazione.
Il presente regolamento deve essere notificato a: Prefettura
Questura Comando Carabinieri di Grimaldi Assessorati comunali competenti Comando Polizia Municipale Presidente della Provincia Corpo Forestale dello Stato Direttore Azienda Sanitaria.


NOTE:
1) Premessa:
"RICHIAMATO l’art. 3 del DPR. 3 1/3/79, che attribuisce ai Comuni la funzione di vigilanza sull’osservanza delle leggi relative alla protezione degli, animali,d’affezione istituzionale precedentemente svolta dall’Ente Nazionale Protezione Animali;
VISTA la LR. 3 settembre 1984, n. 30 che attribuisce ai Sindaci le funzioni in materia di Igiene e Sanità pubblica Veterinaria e di Polizia Veterinaria, non espressamente riservate allo Stato e alla Regione; VISTO l’art. I della L. 12/6/1913 n. 611 che proibisce gli atti crudeli su animali ed in genere le inutili torture per lo sfruttamento industriale di ogni specie animale;
VISTO l’art. 638 del RD. 19/10/1930 n. 1398 (Codice Penale), inerente l’uccisione o il danneggiamento di animali altrui; VISTO l’art. 672 del RD. 19/10/1930 n. 1398 (Codice Penale), VISTA l L. 22/11/1993 n. 473 (nuovo art. 727 Codice Penale), riguardante il maltrattamento di animali;
RICHIAMATI gli articoli 1, 2, 4 e 5 della E 14/8/1991 n. 281, che disciplinano la tutela degli animali di affezione, attribuendo al Comune specifici compiti in materia: VISTA la Circolare del 10/3/1992 n. 9 del Ministero della Sanità che specifica le attribuzioni comunali in materia di animali già indicate dalla L; 281/1991, affermando che l’atteggiamento zoofilo è un fatto culturale e come tale investe le istituzioni ad ogni livello
VISTA la L. R. 15/0511990 n41, art. 1, con la quale la Regione Calabria promuove e disciplina la tutela degli animali d’affezione al fine di favorire una corretta convivenza fra uomo e animali e tutelare la salute pubblica e l’ambiente; Visto il RD n. 773 del 18/6/193 1 (TU. delle Leggi di Pubblica Sicurezza);
VISTO il D.P.R. n. 320154 (Regolamento di Polizia Veterinaria); VISTA la Legge n. 150/92; VISTA la L . 23 agosto 1993, n. 349 e il DM 28/01/94; VISTA la Circolare del Ministero della Sanità del 12 agosto 1.993 n. 33; VISTA la L. 4/00;
RILEVATO che la cattiva custodia di animali, oltre che vietata dalle disposizioni sopra citate, è in netto contrasto con i principi etici della collettività, con la sensibilità dei cittadini e con la civiltà e la cultura propri del Comune di Grimaldi
RAVVISATA cosi la necessità di emanare disposizioni al riguardo al fine della miglior tutela degli animali ed evitare casi di cattiva custodia; CONSIDERATO CHE:
•    in data 15)10/1978 in occasione dell’anno internazionale dell’Ambiente l’Unesco ha approvato la carta dei diritti dell’animale e’ necessario richiamare la pubblica attenzione sul doveroso rispetto per l’ambiente e per i diritti degli animali; •    gli animali hanno dei diritti; •    il disconoscimento e il disprezzo di questi diritti hanno portato e continuano a portare l’uomo a commettere dei crimini contro la natura e contro gli animali; •    il riconoscimento da parte della specie umana del diritto all’esistenza delle altre specie animali costituisce il fondamento della coesistenza delle specie nel mondo; •    il rispetto degli animali da parte dell’uomo è legato al rispetto degli uomini tra loro; •    l’educazione deve insegnare fin dall’infanzia a osservare, comprendere, rispettare ed amare gli animali. Ritenuta quindi opportuna l’adozione di misure dirette alla tutela dell’incolumità pubblica, nonché alla salvaguardia di tutte le specie animali; sentito il Servizio Veterinario - Settore randagismo dell’Azienda Sanitaria n. 4 di Cosenza e gli uffici interessati di questo Comune;