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ITALIA - Ordinanza del 14 gennaio 2014 ("Norme su divieto utilizzo e detenzione esche o bocconi avvelenati")

Italia(Ordinanza del Ministero della Salute del 14 gennaio 2014 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 3 marzo 2014), concernente le nuove "Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati", che va a prorogare quanto enunciato dalla precedente Ordinanza del 2012. Testo tratto dal sito della Gazzetta Ufficiale).

IL MINISTRO DELLA SALUTE
(*)

Ordina

Art. 1
1. L'efficacia dell'Ordinanza del 10 febbraio 2012 è prorogata di dodici mesi a decorrere dal giorno della pubblicazione della presente ordinanza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
La presente ordinanza è trasmessa alla  Corte  dei  conti  per  la registrazione.


(*)

Visto il testo unico delle  leggi  sanitarie  approvato  con  regio decreto 27 luglio 1934, n. 1256 e successive modificazioni;
Visto il regolamento di polizia veterinaria approvato  con  decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320;   
Visto l'art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833  e  successive modificazioni;   
Vista la legge 11 febbraio 1992, n.  157,  recante  "Norme  per  la protezione  della  fauna  selvatica  omeoterma  e  per  il   prelievo venatorio", in particolare l'art. 21, comma 1, lettera u);   
Visto il  decreto  legislativo  17  marzo  1995,  n.  194,  recante "Attuazione della direttiva 91/414/CEE in materia  di  immissione  in commercio di prodotti fitosanitari" e successive modificazioni;   
Visto l'art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;   
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 ottobre 1998, n. 392, concernente "Regolamento recante norme  per  la  semplificazione dei procedimenti di autorizzazione alla produzione  e  all'immissione in commercio di presidi medicochirurgici, a norma dell'art. 20, comma 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59";   
Visto il decreto legislativo 25  febbraio  2000,  n.  174,  recante "Attuazione della direttiva 98/8/CE  in  materia  di  immissione  sul mercato di biocidi";   Visti gli articoli 544-bis, 544-ter, 440, 638, 650 e 674 del codice penale;   
Vista l'ordinanza del Ministro del lavoro,  della  salute  e  delle politiche sociali 18 dicembre 2008 concernente "Norme sul divieto  di utilizzo  e  di  detenzione  di  esche  o  di  bocconi   avvelenati", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 17  gennaio  2009,  n.  13,  come modificata e prorogata dalle oo.mm.: 19 marzo 2009, pubblicata  nella Gazzetta  Ufficiale  4  aprile  2009,  n.  79,  e  14  gennaio  2010, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 10 febbraio 2010, n. 33;   
Vista l'ordinanza del  Ministro  della  salute  10  febbraio  2012, concernente "Norme sul divieto di utilizzo e detenzione di esche o di bocconi avvelenati", pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  9  marzo 2012, n. 58;   
Considerato il persistere degli avvelenamenti di animali  domestici e selvatici, ivi comprese le specie in via d'estinzione, a  causa  di esche  o  bocconi  avvelenati  accidentalmente   o   intenzionalmente disseminati nell'ambiente;   
Considerato che la  presenza  di  veleni  o  di  sostanze  tossiche abbandonate  nell'ambiente  rappresenta  un  serio  rischio  per   la popolazione umana, in particolare per  i  bambini,  ed  e'  causa  di contaminazione ambientale;   
Rilevato che l'adozione delle predette oo.mm. 18 dicembre 2008 e 10 febbraio 2012 ha reso possibile la raccolta di dati epidemiologici  e un  maggior  controllo  del  fenomeno,  con  significativa  riduzione dell'incidenza  degli  episodi  di  avvelenamento  e,   talora,   con individuazione dei responsabili che sono stati perseguiti penalmente;   
Ritenuto  per  quanto  sopra,  e  nelle  more  dell'emanazione   di un'organica  disciplina  in  materia,  di  prorogare  le  misure   di salvaguardia e prevenzione di cui  alla  predetta  o.m.  10  febbraio 2012;   
Visto il decreto ministeriale 8  luglio  2013,  recante  delega  di attribuzioni del Ministro della salute per taluni atti di  competenza dell'amministrazione al Sottosegretario di Stato On. le  Paolo  Fadda (registrato alla Corte dei conti il 18 luglio 2013, registro  n.  10, foglio n. 367);