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ITALIA - Cassazione n. 44422/2013 ("Uccide gatto del vicino dopo reiterata condotta aggressiva contro animali: ammenda di 7.000 euro")

italia(Sentenza della Corte di Cassazione 3° Sez. penale n. 44422 del 4 novembre 2013, inerente la condanna per aver ucciso con una carabina uno dei gatti del vicino perché solo "infastidito").

Ammenda salata e nessuna attenuante per chi, infastidito dai gatti del vicino, ne provoca con la carabina la morte. La reiterata condotta aggressiva verso gli animali è una circostanza aggravante: il responsabile è pertanto condannato a pagare 7000 euro di ammenda. Non esistono insomma attenuanti generiche perché secondo la Cassazione la continuata condotta aggressiva dell'imputato verso gli animali è da ritenersi una circostanza aggravante.
L'imputato in questione era stato condannato già dal Tribunale di Genova per il reato previsto dall'art. 544 CP per aver causato la morte di uno gatto della sua vicina di casa e aveva deciso comunque di ricorrere in appello. Ora però  la Cassazione ha stabilito che il comportamento aggressivo dell'uomo contro i gatti era stato continuativo, fino a culminare nell'episodio che l'aveva condotto all'uccisione di uno degli animali. Ecco perchè la Cassazione non ha ritenuto necessario "scendere sotto la pena minima edittale", ma anzi ha ritenuto opportuno "infliggere una pena di poco superiore in relazione alle modalità della condotta sopra ricordate", offrendo così una una motivazione che esclude l'esistenza l'applicazione dell'art.62-bis CP (a cui l'imputato avrebbe voluto appellarsi).