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Teramo: veterinari asl e gestori di canile a Colleparco, imputati di truffa sulla pelle degli animali

comune teramoA Teramo, cani trattenuti in rifugio solo per lucrare: imputati 3 veterinari Asl Teramo e 2 esponenti di un'associazione animalista.

A seguito delle indagini attuate dal Corpo forestale dello Stato, con un primo rinvio a giudizio a gennaio del 2012, oggi le accuse ipotizzate sono truffa, maltrattamenti agli animali, omissione d'atti d'ufficio, falsità ideologica ed esercizio abusivo della professione (uno dei responsabili del rifugio si sarebbe infatti sostituito al veterinario nella gestione sanitaria degli animali).

Il processo è stato aggiornato al 28 novembre e secondo la Procura si parlerebbe di ben 64 cani randagi, raccolti in strada e portati nella struttura del canile rifugio/gattile di Colleparco (poi smantellata perché giudicata del tutto abusiva) e lì trattenuti molto oltre il periodo necessario a compiere microchippatura e sterilizzazione previste dalla legge prima della reimmissione sul territorio.

 Il tutto grazie alle false certificazioni di cattivo stato di salute e/o potenziale pericolosità iginieco-sanitaria dei poveri animali.
Il motivo?
Tenere gli animali permetteva di fruire delle sovvenzioni che i Comuni versavano, in qualità di proprietari dei randagi, per garantirne il mantenimento laddove invece tali fondi erano solo incassati dai gestori della struttura (tramite imbrogli nella microchippatura, i cani erano attribuiti contemporaneamente a sette Comuni, nonostante in realtà privi di microchip) e il solo comune di Teramo avrebbe speso oltre 250.000 euro.

A processo gli esponenti dell'associazione che gestiva la struttura; Lino Antonini, responsabile Unità operativa randagismo Asl; Pasquale Striglioni, responsabile Servizio Igiene allevamenti e produzioni zootecniche Asl; Vincenzo De Sanctis, direttore Dipartimento Prevenzione e Servizio Sanità Animale.

(Fonte: Il Centro)