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Il clochard gentile ha lasciato Roma: «La mia nuova vita tra i cavalli»

Il senzatetto di via Veneto si è trasferito in un maneggio di Mantova, ospite di un ex fantino che ha accolto l’appello su Fb lanciato da FederFida. «Un materasso morbido e l’acqua calda, che emozione!» Con lui l’adorato cagnetto Tommy.

La prima giornata della nuova vita non più «on the road» è cominciata con un caffè e una bella fetta di dolce, quello che Michal Majder, il titolare del maneggio alle porte di Mantova, gli aveva preparato per accogliere lui e Tommy, l’adorato cagnetto. Al centro della crostata con la marmellata di visciole un numero: «1». Simbolo della rinascita, appunto. E lui, il clochard gentile di via Veneto che, grazie a un appello su Facebook, nel giro di 48 ore ha trovato un tetto, un impiego e tantissimi amici, non credeva ai suoi occhi: «Erano secoli che dormivo per strada - ha detto con un sorriso timido - non ero più abituato al morbido di un materasso e al profumo delle lenzuola. È stato bellissimo...»

Signore e signori: the end. Come in ogni favola, quando giunge il lieto fine, scorrono i titoli di coda e l’attenzione si sposta altrove. Da ieri la vita di Francesco, 63 anni, fino a tre giorni fa uno degli ottomila «invisibili» della capitale, è rientrata in una meravigliosa, ambitissima normalità: un letto, la casa riscaldata, un lavoro, cibo in abbondanza, lo scodinzolante Tommy sempre tra i piedi e l’affetto del suo «pigmalione», un imprenditore slovacco con un passato da fantino che, senza esitare, appena ascoltato l’appello in Rete ha deciso di ospitarlo. «Basta notti al freddo, vieni qui, non te ne pentirai!» E così è stato.

Francesco è arrivato a Mantova in treno la sera di lunedì 25 febbraio, data indimenticabile, e 24 ore dopo, martedì sera, cenando con Michal, si gustava felice l’ebbrezza della prima giornata tra cavalli, biada, verdure dell’orto, nuova stanza da sistemare... Poi ha parlato a lungo al telefono e raccontato le sue emozioni a Loredana Pronio, l’esponente animalista che ha avuto l’idea del video-messaggio diventato virale sul web. «Sono pronto a lavorare gratis, ma non separatemi dal mio cane - era stata la richiesta -. So fare di tutto: cucinare, pulire, lavori di muratura, di giardinaggio, di idraulica. Non ho vizi se non divorare libri e l’amore per gli animali!»

Accontentato.Il battesimo di Francesco nel maneggio dal nome beneaugurante («Horse Paradise», Paradiso dei cavalli) è andato benissimo. A cominciare dal risveglio. «A Roma erano abituati a tirarsi su all’alba - racconta la sua «fatina» - per lasciare libero il passaggio davanti al portone di via Liguria dove dormivano, mentre da Michal si sono alzati alle 7,30. Dalla cucina arrivava profumo di caffè...» Una scena da spot, del genere famiglie felici. Nella quale il plurale si giustifica con la presenza ovunque di Tommy. «Ovviamente - aggiunge Loredana Pronio - il dolce cagnetto ha dormito, come sempre, attaccato a lui. Ma per la prima volta hanno sentito caldo. Si è meravigliato che la stanza fosse riscaldata!»

Nessun problema di ambientamento. Tutto è filato via liscio, tra una (bella) sorpresa e l’altra. Al mattino Francesco ha conosciuto i cavalli, una quarantina, abituati a vivere liberi. Poi ha dato da mangiare a tutti e si è messo all’opera per pulire i box, mentre Tommy gli correva attorno saltandogli addosso («lo vedi, anche lui è felice, è il suo modo di ringraziarmi per averlo portato qui!») Nel pomeriggio, dopo il pranzo con il principale («non sei un lavorante, ma un componente della famiglia», gli ha detto Michal), qualche altra incombenza: una zappatina nell’orto, le balle di fieno da sistemare, una spazzata al cortile... «Dopo tanti anni di solitudine e sofferenza ho riprovato il piacere della sana stanchezza dopo il lavoro», ha confidato Francesco. «Prima di salutarmi mi ha detto: “Loredana, questo è un paradiso. Tanto verde, tanto spazio, animali bellissimi...!”» Ed è stato a quel punto, quand’era ormai ora di coricarsi nel letto con il piumone a pois bianco e nero, che la voce gli si è rotta di nuovo, come nel video che ha commosso mezza Italia: «Sai cosa vado a fare adesso? La doccia calda!!!» (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/19_febbraio_26/clochard-gentile-ha-lasciato-roma-la-mia-nuova-vita-cavalli-42c5248a-39ed-11e9-a27a-3688e449a463.shtml?fbclid=IwAR0K5kXlwlSoAScERHeHG-5LCy8AuF9Gqq5zUG1zxSu6xXpa-UfT5n_jQNo

 

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Clochard trova lavoro a Mantova grazie ad un appello pubblicato da FederFida su Facebook: «Con me anche il mio cane»

E' una storia a lieto fine quella che ha come protagonisti Francesco e Tommaso. Il primo è  un clochard di 63 anni, l'altro un cagnolino diventato suo inseparabile amico. A cambiare completamente le loro vite, un appello pubblicato su Facebook dalla FederFida onlus, una associazione che offre assistenza ai senzatetto con gli animali. GRazie all'annuncio Francesco ha trovato lavoro a Mantova e insieme al suo cane è già partito verso la sua nuova vita.

Francesco ha vissuto in via Veneto a Roma per 23 anni, dopo un divorzio burrascoso. Qualche anno fa ha trovato un amico inseparabile il rendagio Tommaso. Qualche tempo fa l'appello su Facebook per aiutarlo è diventato virale  e dopo pochissimo tempo hanno risposto all'annuncio i gestori di un maneggio che gli hanno offerto vitto e alloggio in cambio della pulizia delle stalle e della manutenzione dell’orto e del giardino.

Nel messaggio Francesco diceva: «Vivo in strada con il mio cane, sono disposto a fare qualsiasi lavoro, datemi una mano. So fare tantissime cose, praticamente tutto. So cucinare, pulire, fare giardinaggio, il muratore, l’idraulico. Non ho nessun vizio se non il divorare libri e l’amore grande per gli animali. Non chiedo uno stipendio ma solo un letto e un pasto, per me e il mio cane». Tra le tante risposte è arrivata quella di Michael Majder, titolare di un’azienda agricola di Bagnolo San Vito (Mantova). E’ stato Francesco a scegliere una proposta che prevedeva un suo impegno giornaliero attraverso il quale sdebitarsi del vitto e dell’alloggio. «Ho visto il video per caso su Facebook - ha raccontato Michael alla Gazzetta di Mantova -  e mi hanno colpito gli occhi dolci di una persona che ha avuto una vita non facile. Mi sono subito messo in contatto con Loredana e in poche ore abbiamo fatto tutto. Ci tengo a precisare che non voglio fare la carità a nessuno, ho proposto un lavoro a Francesco perché può darmi una grossa mano. Non tollero che una persona di una certa età possa vivere per strada. Non è accettabile». Francesco ha già iniziato a lavorare e si è detto molto felice della sua nuova vita.

https://www.ilmessaggero.it/italia/clochard_roma_casa_e_lavoro_grazie_a_facebook-4328399.html?fbclid=IwAR1KD5GFY_bArRjAbUmGvee2siNz4O9rX2DxkwM1v6CYCKfeqKUNBN2AqzI

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Milano, ciotole e cucce in ufficio: nel grattacielo Unicredit ci si porta il cane al lavoro

Quarto piano del grattacielo Unicredit di piazza Gae Aulenti. Si aprono le porte dell’ascensore e si sente un cane che abbaia festoso. La gioia di essere al lavoro con il proprio padrone. Sbirciando in basso, si vedono una decina di amici a quattrozampe accucciati sotto le scrivanie. Da un lato, tra i computer, ci sono ciotole con croccantini, giochi, guinzagli a disposizione, persino una sorta di cuccia aziendale: 14 postazioni per ora ma se il progetto pilota «Cani al lavoro» andrà bene, potrebbero aumentare ed essere estese ad altre filiali italiane di Unicredit.

La banca è la prima ad attrezzare di tutto punto una stanza per chi vuole andare in ufficio con «accompagnatore»: minimo 8 mesi di età (si escludono cuccioli troppo indisciplinati), ma senza limiti di taglia. Aveva iniziato, un mese fa, l’Ats Città Metropolitana, con un regolamento che dava il via libera a cani e gatti (condizionando l’accesso di conigli, furetti, cincillà e altri compagni al parere favorevole di un veterinario). L’esperimento si è avuto anche Google e in modo molto ben strutturato da Purina (che produce cibo per animali): nei loro uffici i cani possono muoversi in tutti i piani, tra le scrivanie, e hanno aree a loro dedicate. Nel grattacielo Unicredit i cani hanno una stanza dedicata a loro con ogni genere di comfort. «Pionieri nelle politiche di welfare, siamo riusciti a dare voce alle richieste di un gran numero di colleghi», spiega Emanuele Recchia dalle Risorse umane. Inaugurata dieci giorni fa, la «Dog room» registra il tutto esaurito: 35 persone a turno già la frequentano, altre cento sono in coda.

 

L’idea di fondo è che sia un regalo per i cani ma anche un modo per ridurre lo stress e migliorare l’umore. «L’azienda mette a loro agio tutti , li fa sentire a casa». La presenza degli animali favorisce la socializzazione e genera empatia, o così pare dalle ricerche della banca. I dipendenti interessati devono presentare il «Patentino del buon conduttore cinofilo» e garantire il buon comportamento dell’amico. Ci si prenota attraverso una sorta di App interna, con le caselle dedicate ai turni già affollatissime. Le regole di buona convivenza sono stringenti.

Ad esempio bisogna tenere il cane al guinzaglio, assicurarsi che resti lontano dalla mensa, dall’infermeria, dalle sale riunioni e toilette. I cagnoni hanno ascensori dedicati per evitare incontri con chi fosse allergico o ne avesse paura. In compenso possono svagarsi in aree «break» insieme ai padroni, che di tanto in tanto hanno il permesso di portarli fuori per i bisogni. Devono essere ospiti con «tutte le carte in regola»: vaccinazioni e trattamenti anti parassitari fatti, iscrizione all’anagrafe canina, microchip e certificato di proprietà a portata di mano. Particolare non da poco, occorre anche la polizza di assicurazione per danni eventuali a cose e persone.

La soddisfazione è del nocciolo duro dei dipendenti che da oltre due anni chiedevano di poter portare il cane in ufficio. «Il mio si chiama Hiroshi, è un cucciolo di akita. Mi alleggerisce molto poterlo portare con me senza lasciarlo da solo a casa tutto il giorno — racconta ad esempio Chiara Urru —. A lui piace correre alla Biblioteca degli alberi, ci facciamo le pause pranzo insieme. Ormai è la mascotte dell’ufficio». E Franco Scaccabarozzi, che lavora in Unicredit da «anni incalcolabili», come dice lui scherzando: «Mai avrei mai pensato di poter portare Zeus con me in ufficio. All’improvviso è arrivata dalla direzione questa sorpresa, non ci potevo credere. Dorme mentre io lavoro...».

https://milano.corriere.it/19_gennaio_17/al-lavoro-cani-ora-cuccia-aziendale-grattacielo-unicredit-99cd820c-1a23-11e9-b5e1-e4bd7fd19101.shtml

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La storia di Natalina la cagnetta rinata grazie all'adozione da parte di Loredana Pronio

La barboncina, malata di tumore allo stadio terminale, era stata abbandonata in una busta dei rifiuti. Grazie alle coccole è tornata a mangiare e correre. L’adottante: «Ha 16 anni, ma anche i cani anziani meritano rispetto».

Era stata abbandonata in un sacco nero, al canile della Muratella. Come uno straccio da buttar via, la monnezza di cui liberarsi tenendola distante dal naso. I volontari l’avevamo posta subito in stato di adozione, ma a quell’età e conciata in quel modo pareva difficile... «Barboncina di 16 anni, con una paresi alle zampe posteriori, malata di tumore allo stadio terminale, con occhio tumefatto, cardiopatica, cerca padroni...» Quando mai? Chi si sarebbe fatto avanti? E invece...

«È un essere vivente che merita rispetto, mi sono detta: se non c’è la quantità, che almeno ci sia la qualità del tempo che le resta...» È in base a questo ragionamento che l’adottante, Loredana Pronio, esponente animalista nota per le sue battaglie spesso solitarie, a metà dicembre si è portata a casa la dolce cagnetta malatissima, mezza cieca e disabile, per giunta piena di pulci, condannata a starsene inerte in un cantuccio. E da quel momento sono cominciate le sorprese...

«All’inizio era un catorcio, ora non credo ai miei occhi!» La metamorfosi è partita dal nome: «L’ho chiamata Natalina come buon auspicio, con la speranza di festeggiare assieme a lei il Natale...» Poi è arrivata la fase della socializzazione, grazie alle nuove amicizie. Appena s’è affacciata nel bell’appartamento sulla Nomentana, con parquet e divani ovunque, le sono corsi incontro gli altri due cagnetti di casa, Ugo e Panzanella. E lei, Natalina, i cui 16 anni corrispondono a una novantina degli umani, ha cominciato a guardarli di sottecchi, con una certa invidia... Infine, in aggiunta alle terapie con i farmaci, è entrato nel vivo il trattamento «energizzante», degno di una gran diva ancora vanitosa e dotata di charme: shampoo e bagnetto, asciugatura col phon, impacchi sull’occhio malato, incursioni mattutine a Villa Torlonia a bordo di un passeggino rosso e, al rientro, cibo ben dosato, una dormita e tante coccole.

Il risultato? Una rinascita. Il buio nero dentro il sacco, la squallida gabbia del canile e il freddo da far tremare il musetto sono ricordi lontani... «Ora è pulita, profumata, curiosissima. In due settimane è tornata autonoma in tutte le funzioni e l’occhio malato è perfetto», elenca la mamma acquisita. Non basta: «L’altro giorno eravamo in salotto quando s’è alzata e ha mosso i primi passi, un po’ incerta ma con tanta determinazione. Ora cammina... È un altro cane sia nel corpo che nello spirito!» C’è anche un video, a riprendere il momento più atteso: Natalina saltella per casa con il suo pannolino e Loredana le va incontro allegra, gridando «Miracolo di Natale!»

«I tumori non potranno regredire, purtroppo. Ma la gioia di averle ridato un futuro, breve ma pieno d’amore, è impagabile. E’ una questione di dignità, per noi esseri umani come per loro». Natalina ricambia con una leccatina sulla mano. Buon 2019. Un Natale è passato. La scommessa è festeggiare il prossimo... (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

 https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/18_dicembre_31/natalina-cagnetta-vecchia-felice-l-adozione-rinata-video-a6d7c760-0c62-11e9-a68b-18db728c9ce6.shtml?fbclid=IwAR2pERUJEvuzUKmRImVYdTJsBxMjg8r4AvTaaltvVa60DIE41nQo8m8_Ff8

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In Umbria legge innovativa

Veterinario gratis per chi adotta un cucciolo da canili o gattili pubblici. Accade in Umbria prima regione italiana in cui sarà possibile il rimborso delle spese medico veterinarie per i proprietari, in particolare quelli in difficoltà economiche, che si impegnano a prendersi cura di un animale. Lo prevede una legge appena approvata dalla Regione nata da una proposta del portavoce provinciale di Fratelli d’Italia Marco Squarta. 

Il testo della legge prevede “l’erogazione delle prestazioni veterinarie, compresa la microchippatura e la sterilizzazione” degli animali, gratuite per i loro nuovi padroni “in situazione di svantaggio economico” oppure disabili. Nelle nuove disposizioni in materia di sanità e servizi sociali rientrano anche i cani e i gatti “impiegati negli interventi assistiti con animali” ossia quelli utilizzati per la pet therapy.

Da questo momento, perciò, anche grazie alle “risorse messe a disposizione da Palazzo Donini per incentivare l’adozione dei cani ospitati nei canili rifugio e dei gatti ospitali nelle oasi feline”, spiega Squarta, è prevista la “corresponsione di agevolazioni a rimborso delle spese medico veterinarie o alimentari eventualmente sostenute”. Queste spese - si legge in una nota - saranno finanziate grazie alla riduzione dei costi in materia di Servizi istituzionali, generali e di gestione”. L’assistenza medico veterinaria riguarderà i primi tre anni con possibilità di proroga.

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LETTERA DELLA FEDER F.I.D.A. AL COMUNE DI ROMA CAPITALE

Premesso che la Feder F.I.D.A. onlus apprezza e condivide tutte le iniziative volte alla messa in regola degli animali padronali come contrasto al randagismo, cogliamo l'occasione per chiedere , a codesto Ufficio , quanto ancora la città di Roma debba aspettare per vedere stilato ed approvato il " Nuovo Regolamento Comunale sulla Tutela degli Animali " visto che, a distanza di ben 12 mesi dall'ultima riunione, ad oggi non ci è dato di sapere che fine abbia fatto e cosa si stia aspettando per l'ufficializzazione dello stesso. La Feder F.I.D.A. onlus, unitamente a tutte le altre associazioni presenti al tavolo, ha contribuito ad apportare modifiche importanti ma ad oggi totalmente disattese ed ignorate e, pertanto, intima a codesto Ufficio di fornire spiegazioni entro e non oltre 10 giorni dalla presente. In caso contrario sarà nostro dovere informare gli organi competenti, stampa compresa, dell'ennesimo comportamento irriverente e menefreghista verso chi, come l'associazione che rappresento, si è realmente impegnata per migliorare la Tutela dei nostri Animali. Quanto a Lei, signor Meyer, gradirei non ricevere più la solita risposta con la quale cerca di sfilarsi da responsabilità che, invece, Le competono visto il Suo ruolo più volte sbandierato in diverse occasioni riguardanti il Comune di Roma e l'Assessorato del quale mi risulta faccia parte. In attesa di ricevere un Vostro gentile riscontro Vogliate gradire i miei cordiali saluti.

Loredana Pronio

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Lazio, cani, gatti e conigli potranno entrare negli ospedali

Anche la Regione Lazio  ha stabilito che gli animali potranno entrare negli ospedali dove sono ricoverati i loro proprietari.

Il provvedimento regionale, recependo la disciplina nazionale, è stato adottato alla fine di novembre. La Regione ha stabilito un regolamento e  linee guida di indirizzo per le strutture pubbliche e private accreditate. Inoltre, un logo identificherà i luoghi, all’interno dei reparti, dove sarà possibile l'accesso di cani, gatti e conigli.

Per il Governatore Nicola Zingaretti la possibilità di avere accanto il proprio animale da compagnia durante l'ospedalizzazione "è un fattore dalle ricadute positive nel processo di cura e riabilitazione".  L'assessore regionale alla Sanità  Alessio D’Amato parla di "umanizzazione degli ospedali" e di "un grande lavoro organizzativo per far decollare il servizio fino a poco tempo fa irrealizzabile». 

Le direzioni sanitarie dovranno individuare gli spazi in cui è autorizzato l’ingresso di animali d’affezione e indicare gli orari di visita predisponendo mappe e piantine segnaletiche. A Fido e Micio è richiesto il certificato sanitario di buona salute rilasciato la settimana precedente. Pulizia e spazzolata sono d’obbligo, ammesso un quattrozampe per volta. Per i cani, guinzaglio di lunghezza non superiore a 1,5 metri e museruola da indossare all’occorrenza. Sconsigliato l’ingresso delle grosse taglie quando piove per immaginabili problemi di sgrullamento e imbrattamento. Gatti e conigli vanno accompagnati nel trasportino fino al momento della visita. Evitarne la fuga tenendoli in braccio.

L’ingresso deve essere richiesto dal malato o da un suo familiare e autorizzato dalla direzione sanitaria. Un team di personale formato osserveranno l’interazione paziente-animale.

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La procura chiede l’archiviazione per il caso del cane Kaos

La morte del pastore tedesco Kaos di 3 anni e mezzo, che faceva parte del nucleo cinofilo dell’associazione di volontariato Pivec, è stata del tutto accidentale seppur per “colpa” della mano dell’uomo. Il sostituto procuratore dell’Aquila, Guido Cocco, all’esito delle laboriose indagini, mai portate avanti in maniera così attenta per fatti analoghi all’Aquila e nel suo circondario, da parte del Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale della Forestale (Nipaf) del capoluogo della Regione Abruzzo, ha chiesto di archiviare la vicenda che aveva portato anche la politica nazionale a prendere posizione sul caso dell’avvelenamento da lumachicida del cane da soccorso. Avvelenamento accaduto a fine luglio scorso nei pressi dell’abitazione di Fabiano Ettorre, proprietario del cane, nel Comune di Sant’Eusanio Forconese. La morte per avvelenamento del cane-eroe era stata denunciata su Facebook da Ettorre, un post che aveva portato la Procura a dissotterrare l’animale per effettuare l’autopsia.  

Una vicenda che si era arricchita tra le altre cose di un esposto da parte di Ettorre per un furto subito nella propria abitazione e scoperto dopo qualche tempo che l’indagine sulla morte del cane aveva preso le mosse. Di qui, da parte del sostituto procuratore della Repubblica Guido Cocco, l’apertura di un fascicolo contro ignoti in cui sono stati ipotizzati i reati di uccisione, maltrattamento di animale e furto.  

Le indagini del Nipaf hanno ruotato a 360 gradi con tanto di sopralluoghi sul luogo del ritrovamento dell’animale e di audizione di persone informate dei fatti in relazione sia alla vendita del veleno, comunque libera, ma anche di eventuali attriti tra lo stesso proprietario del cane con vicini di casa o altre persone del piccolo Comune che avrebbero potuto spingere qualcuno a vendicarsi avvelenando il pastore tedesco. Alla fine, non essendo venute a galla prove che potessero supportare la tesi del dolo (tra testimonianze e videoriprese), e il particolare che la sostanza ritenuta letale per l’animale è di libera vendita, hanno indotto il titolare dell’inchiesta a firmare la richiesta di archiviazione.  

Nella vicenda giudiziaria oltre al proprietario del cane, Fabiano Ettorre, si era costituita anche la Onlus degli Animalisti Italiani. L’associazione avevano chiesto di poter partecipare con suoi consulenti agli accertamenti tecnici portati avanti dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo ma per il sostituto Cocco a tale onlus, secondo pronunciamenti della Cassazione, non può essere riconosciuto il ruolo di parte offesa. 

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Cassazione: niente danno esistenziale ai proprietari di cani investiti

Per il ferimento del cane il proprietario non ha diritto al risarcimento del danno non patrimoniale, ma solo di quello patrimoniale legato esclusivamente - almeno in questo caso - al costo delle cure dell’animale. Così la Corte di cassazione con l’ordinanza n. 26770 depositata ha ritenuto inammissibile il ricorso con cui si lamentava il mancato riconoscimento di un danno esistenziale o morale patito in prima persona dal ricorrente per la sofferenza e le conseguenze dell’incidente stradale che aveva coinvolto il proprio animale di affezione.  

Nel rigettare il ricorso la Cassazione riconferma la sentenza 14846/2007, cioè l’unico precedente con cui aveva già escluso la rilevanza costituzionale del danno patito da un essere umano per i danni arrecati a un animale considerato oggetto del proprio affetto. E, in tal caso, si trattava addirittura della morte (e non solo del ferimento) di un cavallo da corsa. 

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Napoli, lo storico Caffè Gambrinus vieta ingresso a non vedente con cane: multato

Nei giorni scorsi, una signora non vedente, accompagnata ovviamente dal suo cane guida, ha deciso di recarsi al Gran Caffè Gambrinus per regalarsi una pausa speciale. Sulla soglia della sala the, però, è stata fermata: "Mi dispiace - si è sentita dire - ma non può entrare con il cane". L'animale, tra l'altro, era tenuto al guinzaglio ed indossava la regolare museruola.

La donna ha fatto presente l'accaduto alle forze dell'ordine e gli agenti della Polizia Municipale di Napoli hanno provveduto a redarre il verbale specificando che .le misure adottate dallo storico locale hanno contravvenuto al regolamento che norma il comportamento degli animali accompagnatori di disabili. La multa ammonta a 833 euro.

E' stato uno spiacevole equivoco

La vicenda ha creato non poco imbarazzo al Gran Caffè Gambrinus. E, in merito alla questione è intervenuto Michele Sergio, un portavoce della famiglia che, da decenni ormai, detiene il locale di via Chiaia .

 

"E' stato uno spiacevole equivoco - ha spiegato - mio zio non si è accorto subito che la signora era ipovedente e, quando ha capito di aver commesso un errore, ha invitato nuovamente la cliente a rientrare. La donna, però, non ne ha voluto sapere e ha preferito rivolgersi ai vigili".

Sergio ha poi precisato che alcune sale sono accessibili ai cani, mentre altre (come quella da the) no. Poi ha aggiunto" Siamo sempre disponibili verso tutti, soprattutto nei confronti delle persone disabili. La nostra famiglia, infatti, sostiene attivamente diverse iniziative nel sociale". Poi ha concluso: "Stiamo valutando un ricorso, ma soprattutto siamo più che disponibili ad incontrare la signora - magari di fronte ad un bel caffè - per scusarci del malinteso".

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Condanna per la vedova Parrelli

Due mesi di reclusione per abbandono di animali, mentre l’uccisione dei cuccioli non è stata provata. Si è concluso così il processo a carico di Pina Lacerenza, la vedova del veterinario Giuseppe Parrelli, nonché titolare dell’omonimo canile sulla via Prenestina, aperto nei lontani anni Sessanta e da sempre nel mirino della associazioni animaliste. L’anziana signora ultranoventenne, al momento della lettura del verdetto, non era presente nell’aula della VII sezione del tribunale, a piazzale Clodio.

Le accuse

A suscitare l’interesse della Procura era stato in particolare un audio registrato oltre cinque anni fa, pubblicato dal Corriere e finito negli atti del procedimento . «Ogni cane morto è uno di meno», «Dobbiamo sopprimerli, è pronta la siringa?», «Quanto mi piacerebbe che morissero!» diceva l’imputata. Nel fascicolo è finita anche la fotografia di una zampa canina con un’unghia lunga una decina di centimetri, segno lampante di incuria da parte degli operatori. E proprio per le condotte gravemente omissive nella cura dei quattro zampe, ai sensi dell’articolo 727 del codice penale («Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro»), è scattata la condanna sia della vedova Parrelli sia dei due lavoranti romeni (una coppia, marito e moglie).

Il video choc

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Milano, sterilizzazione gratuita per cani e gatti. La paga il Comune

Fino al 31 dicembre 2018 sarà possibile, per i cittadini residenti a Milano con reddito ISEE non superiore a 6.500 euro e per gli utenti segnalati dai Servizi sociali, da ATS, dalla Polizia locale o altro Ente accreditato, effettuare gratuitamente la sterilizzazione del proprio cane o gatto.

“È la prima volta – dichiara Roberta Guaineri, assessore con delega alle Politiche per la tutela e difesa degli animali – che il Comune offre questo servizio per gli amici a quattro zampe posseduti dai cittadini delle fasce più deboli. L’iniziativa, realizzata grazie a un finanziamento di Regione Lombardia, rientra nella costante opera di controllo demografico e prevenzione del randagismo che l’Amministrazione porta avanti da molti anni attraverso una serie di azioni mirate, coordinate e gestite dall’Unità Tutela animali, anche in collaborazione con enti e associazioni esterne. A seconda dell’età e del sesso dell’animale da sterilizzare, ogni proprietario coinvolto potrà beneficiare di un risparmio che varia tra i 60 e i 250 euro”.

L’animale dovrà essere iscritto in anagrafe prima dell’intervento, a eccezione per quei casi problematici segnalati dagli enti preposti. È sufficiente recarsi, previa telefonata per concordare l’appuntamento allo 02 884 54910/67757, presso il Comune di Milano, Unità Tutela animali, in via Dogana, 2 per compilare la richiesta di sterilizzazione e, se in possesso dei requisiti, ottenere il rilascio del voucher da presentare al veterinario convenzionato.

La richiesta dovrà essere accompagnata dalla documentazione attestante il diritto ad ottenere la prestazione, che dovrà tassativamente essere effettuata entro il 31 dicembre di quest’anno.

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Processo Parrelli: ultime battute!!!!

ULTIME BATTUTE DEL PROCESSO PARRELLI!

Oggi 22 gennaio, alle ore 9, palazzina B, aula 16, Feder F.I.D.A. Onlus in tribunale per il processo al rifugio Parrelli di Roma, che la presidente Feder F.I.D.A. Loredana Pronio denunciò nel 2011 e che vide rinviati a giudizio, nel 2013, non solo la proprietaria del suddetto rifugio, Pierina Lacerenza Parrelli, ma anche i suoi operai rumeni e tutti i veterinari della Asl che avrebbero dovuto controllare il benessere degli animali presenti!
QUI IL MATERIALE DEPOSITATO IN PROCURA E CHE HA PORTATO ALLA SBARRA GLI IMPUTATI!
La giustizia sta facendo il suo corso.
Non è mai facile, ma... trovate le prove e DENUNCIATE DENUNCIATE DENUNCIATE!

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Lombardia, approvato nuovo regolamento regionale tutela animali

Lombardia, approvato il nuovo regolamento regionale per la tutela degli animali e la prevenzione del randagismo

Approvato il "Regolamento di attuazione" delle disposizioni di cui al Titolo VIII, capo II, della LR n. 33/2009 recante norme relative alla tutela degli animali di affezione e prevenzione del randagismo.
Fra gli obblighi per i proprietari quello di fornire all'animale un ricovero adeguato, cibo e acqua in quantità sufficiente e un'adeguata attività motoria. Fra i principali divieti quello di tenere i cani alla catena se non per ragioni sanitarie certificate da un veterinario o per temporanee ragioni di sicurezza. Confermato l'obbligo di identificazione e iscrizione all'anagrafe degli animali d'affezione. Sanzioni fino a 900 euro in caso di abbandono degli animali. Recepita la possibilità di accesso di cani, gatti e conigli negli ospedali e nelle case di riposo, secondo le condizioni di sicurezza stabilite dalle strutture sanitarie e sociosanitarie. I rifugi dovranno essere aperti al pubblico per almeno 4 giorni alla settimana compresi il sabato e la domenica per un minimo di 4 ore al giorno, con l'obiettivo di favorire la ricollocazione degli animali presso nuovi proprietari.​

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Rete Luna. «Lei mi chiese di affogare i cuccioli, dissi no»

(Rete Luna - Mercoledì 18 gennaio 2017)

«Lei mi chiese di affogare i cuccioli, dissi no»
Così oggi in aula nel Tribunale di Viterbo C. Patirana, ex operaio di origini cingalesi che fino al 2012 prestava servizio nel canile Fontana di Viterbo.
La vicenda ha inizio nel marzo 2012, quando Loredana Pronio e Stefania Pierleoni, rispettivamente presidente e vice presidente dell’associazione animalista Feder F.I.D.A. Onlus, ricevono una segnalazione da tre volontarie viterbesi.

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Roma Today. Canili Roma, nuovo gestore arriva con polizia. Ex lavoratori: "Ci stanno cacciando"

ROMATODAY - Lunedì 17 Gennaio 2016

Rifugio Agro Aversano, dopo l'assegnazione, oggi si è presentato a Muratella per prendere possesso della struttura. Lavoratori in fermento.

Tirata in ballo, come volontaria, dal bando e dai sindacati, Loredana Pronio, presidente di Feder F.I.D.A. Onlus commenta: "Sulla validità del nuovo gestore staremo a vedere. E' chiaro che va messo alla prova. Avrà tutti gli occhi puntati addosso ed ovviamente dovrà farci accedere al canile così come prevede il bando". La Pronio, da sempre sostenitrice della gestione diretta dei canili da parte dei comuni, attacca quella che definisce "l'inerzia del Movimento Cinque Stelle che come altri sindaci sta rinunciando ad accudire i propri animali, disinteressandosi del loro benessere e così facendo anche della spesa pubblica"

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Sequestro cani attuato da Feder F.I.D.A. in diretta video e radio su Colorsradio

 Sequestro cani attuato da Feder F.I.D.A. in diretta!

26 cani, detenuti da una privata, che morivano di freddo e vivevano nei loro escrementi.
SEQUESTRO ATTUATO il 10 gennaio 2017 IN DIRETTA VIDEO E RADIOFONICA [video-documento - registrazione della puntata del 10 gennaio 2017 su www.colorsradio.it ]

Per visionare altre foto dei PICCOLI, ora tutti finalmente IN SALVO nella famiglie che li stanno stallando, accedete alla videogallery. Oggi hanno cappottini, coperte, cucce... Alla faccia di chi fa sequestrare solo per farsi pubblicità... Purtroppo uno di loro è stato trovato già morto, per la denutrizione e il freddo e il video-documento del piccolino ha raggiunto migliaia di persone, indignate per la sua fine ignobile!