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Accesso animali in zone balneari/spiagge: norme e info utili

A oggi non esiste alcun "decreto di liberalizzazione delle spiagge" (se non alcune proposte che si ripetono periodicamente, ma restando prive di qualunque valore di legge) e ogni anno con l’arrivo della bella stagione arrivano puntuali anche situazioni scomode per tutti quei cittadini che vogliono andare al mare coi propri pelosi e non ricevono gli strumenti di legge utili per muoversi.

I divieti spesso vertono sul non permettere l'acceso degli animali in spiaggia nemmeno se muniti di museruola o guinzaglio, a eccezione di quelli destinati "al salvamento" (attestato da apposito brevetto e tenuti al guinzaglio quando non impegnati nel salvataggio) e di quelli impiegati come "cani-guida" per i non vedenti, ma è necessario che tali divieti siano validi e quindi ecco le regole da conoscere:
  1. La legge che fa testo è dello Stato, delle Regioni o dei Comuni?
    Dal 2002 la disciplina della materia è devoluta alle Regioni e, conseguentemente, ai Comuni (fino al 2001 il divieto di accesso alle spiagge da parte dei cani era regolato a livello statale, mediante la Circolare del Ministro della Marina Mercantile nº 5171242/1994).

  2. Spiagge "libere"
    Sono diversi i comuni che si limitano a piantare dei divieti sulle spiagge non utilizzate da stabilimenti attrezzati e a incassare le relative multe, senza però aver emesso apposite ordinanze e/o senza aver posto nelle aree in questione dei cartelli di divieto regolamentari. Questo lascia la possibilità che determinati divieti siano illegali e quindi è buona norma sapere che, per essere valido, un divieto di accesso alla spiaggia con cani al seguito:
    - ha bisogno di avere alle spalle un regolamento (più spesso un'ordinanza) che lo motivi e che includa l'estensione oraria e l'avvallo della firma del sindaco, di un assessore delegato o del capo dei vigili urbani.
    - nel caso di un'ordinanza, essa dovrà essere stata pubblicata nell'Albo pretorio del comune ed essere accessibile ai cittadini tramite il sito ufficiale del comune stesso (o in ogni caso su richiesta del cittadino di turno).
    - Le ordinanze prevedono la possibilità di essere impugnate (cioè di fare ricorso contro di esse) entro 60 gg dalla notificazione se il ricorso è al TAR - Tribunale Regionale Amministrativo, o entro 120 gg dalla notificazione al Presidente della Repubblica.
    - ordinanza o regolamento dovranno essere resi noti mediante cartelli ben visibili sulle spiagge e che riportino in dettaglio i riferimenti di legge, cioè che espongano il numero del regolamento, oppure il numero e relativa data di scadenza dell'ordinanza (le ordinanze non durano in eterno, devono essere rinnovate!). Senza un riferimento chiaro e visibile anche se esiste un divieto esso risulterà irregolare e potrà essere contestato - neanche i vigili urbani potranno cacciarvi dalla spiaggia, o avere titolo per multarvi (e in ogni caso la multa in quel caso risulterà impugnabile di fronte ad un giudice di pace).
    - le ordinanze possono però anche prevedere aree specifiche dove si può accedere coi propri animali, per esempio stabilendo che "è escluso dal divieto il tratto di arenile appositamente individuato dall’Amministrazione Comunale con Delibera della Giunta Comunale n. 332/2001 e che risulta indicato con appositi tabellari lungo il litorale in loc. "Le Marze" (ordinanza del comune di Grosseto n. 343/2012). Informatevi!
    - esistono "bau beach" in diverse regioni italiane, cercatele su internet e contattatele per tutte le info.

  3. Spiagge attrezzate / impianti balneari
    In questo caso parliamo di aree dove un gestore ha richiesto e ottenuto un permesso per utilizzare una dato tratto di spiaggia e mare demaniali. L'area del suo stabilimento risulterà quindi privatizzata ed egli potrà o meno essersi avvalso della facoltà di non accettare cani nel proprio esercizio, fermo restando che:
    - il divieto non è automatico: per avere diritto ad apporre cartelli e segnalazioni di divieto nell'impianto balneare, il gestore dovrà avere fatto preventiva richiesta al comune/sindaco e quindi possedere copia regolare di tale richiesta.
    - se il gestore si rifiutasse di mostrarvi tale documentazione, potrete farne richiesta ufficiale al comune di competenza per verificare il tutto. E se la richiesta non risultasse agli atti, il divieto risulterà irregolare.
Per essere correttamente aggiornati sulle regolamentazioni inerenti le zone balneari, suggeriamo di verificare se esistano determinate ordinanze e/o regolamenti in merito. Si può fare sia contattando i comuni stessi (mediante i recapiti presenti sui loro siti ufficiali), oppure contattando la Guardia Costiera (sul loro sito, nel menu in alto a destra, è presente l'elenco delle Capitanerie di Porto)

 

RIFERIMENTI:

  • Regolamenti di tutela animale e/o di polizia urbana del vostro comune (la sezione "Comuni" è in continuo aggiornamento, in caso cercate il sito web ufficiale del comune di competenza). Se questi non esistessero, fate riferimento ai regolamenti tutela degli animali della vostra Regione.
  • Ordinanze in vigore (cercate l'Albo Pretorio accessibile dal sito web ufficiale del comune di competenza)
  • Capitanerie di porto (sito ufficiale).