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BOLOGNA - Reg. del 29 aprile 2009 (Tutela Fauna Urbana)

BolognaTitolo I - Principi generali

Art.1 - Principi e profili istituzionali
1. Il Comune di Bologna rispetta e promuove, nell'ambito del presente regolamento, la fauna urbana sul proprio territorio, consapevole dell'importanza che tale presenza rappresenta per l'intera cittadinanza e per una valorizzazione ambientale e con il presente Regolamento definisce diritti e doveri ai fini di una corretta convivenza e tutela degli animali.
2. Promuove e disciplina la tutela ed il benessere degli animali nel rispetto delle loro esigenze fisiologiche e comportamentali. Persegue l'obiettivo di attuare un corretto rapporto tra l'uomo e l'animale, nel rispetto delle reciproche esigenze; regola inoltre la corretta convivenza dell'uomo e del suo animale, nel rispetto dei diritti e delle esigenze dei terzi, all'interno del contesto urbano, nell'ambito delle competenze comunali previste dalla legislazione vigente.
3. Condanna e, nell'ambito delle proprie competenze, persegue ogni forma di maltrattamento contro gli animali ed il loro abbandono.
4. Promuove iniziative dirette a incentivare il rispetto degli animali ed una maggiore fruibilità dei luoghi e locali pubblici da parte dei cittadini e dei loro animali.
5. Si impegna a promuovere attività ed iniziative di sensibilizzazione ed informazione sul rispetto e la tutela degli animali, sulla loro conoscenza e sui principi della corretta convivenza con gli stessi, anche in collaborazione con le associazioni di categoria, in particolare verso i giovani e in ambito scolastico.
6. Inquadra la tutela degli animali in una più ampia cultura di rispetto tolleranza verso tutti gli esseri viventi.

Art.2 - Ambito di applicazione, esclusioni e definizioni
1. La disciplina del presente regolamento si applica a tutte le specie animali presenti, stabilmente o temporaneamente, sul territorio del Comune, domestici e liberi, autoctoni e alloctoni.
2. La disciplina del presente regolamento non si applica:
a) alle attività economiche concernenti l'allevamento di animali da reddito;b) alle attività di commercio ed allevamento degli animali da compagnia disciplinate dalla L.R.n.5/2005 "Norme in materia di benessere animale" e relativa delibera contenente le indicazioni tecniche, salvo quanto specificato dal presente regolamento;c) alla attività venatoria o selezione e detenzione di volatili ad uso venatorio, se conforme alle norme vigenti in tale materia;d) alle specie selvatiche in quanto regolate da specifiche normative; e) alle attività di disinfestazione e derattizzazione.
3. Ai fini dell'interpretazione ed applicazione del presente Regolamento si intende per:3Animale da compagnia: ogni animale tenuto, o destinato ad esserlo, dall'uomo per compagnia o affezione, senza fini produttivi o alimentari. In particolare sono compresi nella definizione gli animali che svolgono attività utili all'uomo, quali il cane per disabili, gli animali da pet-therapy, da riabilitazione, nonché gli animali impiegati nella pubblicità; compresi gli esemplari tenuti per tali fini ed appartenenti alle specie esotiche tutelate dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali selvatiche minacciate di estinzione, sottoscritta a Washington il 3 marzo 1973 e successive modifiche, ratificata ai sensi della legge 19 dicembre 1975 n.874 e dal Regolamento (CE) n.338/97 del Consiglio del 9 dicembre 1996 relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro commercio.
4. Gli allegati al presente Regolamento sono parte integrante ed essenziale del medesimo.

Art.3 - Attività e terapie assistite con animali
1. Il Comune di Bologna riconosce e promuove le attività e terapie assistite con gli animali, effettuate e supportate da persone con competenze e conoscenze, conseguite con adeguati percorsi formativi, nel rispetto del benessere degli animali coinvolti e delle loro attitudini.
2. Le prestazioni degli animali coinvolti non devono comportare per l'animale fatiche o stress fisici e/o psichici, né consistere in attività che comportino dolore, angoscia, danni psico-fisici temporanei o permanenti o sfruttamento.
3. E' vietata, nelle attività o terapie assistite con animali l'utilizzazione di cuccioli di animali domestici che non abbiano raggiunto il novantesimo giorno di vita e comunque non prima del raggiungimento della maturità sessuale e in ogni caso l'utilizzo di cuccioli di animali selvatici ed esotici. E' inoltre vietato l'impiego di animali selvatici o esotici, di animali anziani, di femmine gravide e di animali in condizioni patologiche, acute o croniche, dal punto di vista medico o comportamentale.
4. Gli animali impiegati, sono sottoposti a controlli periodici, da parte di un medico veterinario in collaborazione con l'addestratore, volti ad accertare il permanere delle condizioni di salute e di benessere richieste. Gli animali che manifestano segni di malessere psico-fisico devono essere esclusi dai programmi.
5. Al termine della carriera agli animali viene assicurato il corretto mantenimento in vita, anche attraverso la possibilità di adozione da parte di associazioni o privati, escludendo espressamente la possibilità di macellazione per quelli di regola utilizzati a fini alimentari.

Art.4 - Associazioni animaliste, zoofile e ambientaliste
1. Le Associazioni animaliste, le associazioni zoofile e le associazioni ambientaliste operanti sul territorio comunale, nonché gli altri enti pubblici e privati il cui statuto preveda precipui compiti di protezione animale, collaborano con il Comune per sviluppare il benessere delle popolazioni degli animali urbanizzati e i rapporti fra uomo e animale. A tal fine: a) possono gestire, strutture di ricovero per animali ed eventuali servizi collegati al raggiungimento del benessere animale; b) collaborano alla vigilanza sulle problematiche connesse alle varie specie animali presenti sul territorio comunale ed all'applicazione del presente Regolamento;
2. Il Comune promuove lo sviluppo dell'associazionismo e lo sostiene attraverso le iniziative e i programmi di cui al presente Regolamento.

Titolo II - Disposizioni generali

Art.5 - Atti o comportamenti lesivi
1. E' vietato a chiunque mettere in atto comportamenti attivi od omissivi che possano nuocere o ledere il benessere degli animali. Quali ad esempio:
a) porre in essere atti lesivi dell'integrità fisica e psichica di qualsiasi animale e inoltre percuoterli, sottoporli a fatiche, sforzi eccessivi o rigori climatici ingiustificati per la loro specie o razza e per le loro caratteristiche individuali;
b) trasportare animali, in condizioni e con mezzi tali da procurare loro sofferenze e danni fisici; fatte salve le disposizioni previste dalla normativa specifica vigente, i contenitori devono essere tali da consentire agli animali la posizione eretta ovvero di sdraiarsi e girarsi, detti contenitori devono essere dotati di abbeveratoi. E' vietato trasportare animali ammassati gli uni sugli altri, in carrelli chiusi, privi della necessaria areazione e luce, in bauli portabagagli non comunicanti con l'abitacolo;
c) abbandonare qualunque animale sul territorio comunale, si specifica che è vietato abbandonare animali, in particolare se appartenenti a specie alloctone, in luoghi pubblici quali giardini, parchi, stagni o specchi d'acqua presenti sul territorio comunale, l'obbiettivo è sia evitare sofferenza agli animali sia tutelare l'ecosistema rispetto all'introduzione di specie alloctone;
d) utilizzare o far indossare agli animali collari elettrici, radiocomandati a strozzo o dotati di altri congegni o strumenti atti a procurare negli animali disagio, paura o sofferenza e a provocare reazioni di aggressività da parte degli animali stessi;
e) addestrare animali al fine di esaltare l'aggressività o la potenziale pericolosità e attuare qualsiasi operazione di selezione o incrocio di cani con lo scopo di svilupparne l'aggressività; addestrare animali ricorrendo a violenze fisiche o comportamentali, all'utilizzo di mezzi dolorosi;
f) sottoporre cani a doping, così come definito all'art.1, commi 2 e 3, della Legge n.376/2000;
g) porre in essere catture di animali randagi o vaganti, ad eccezione di quelle effettuate da operatori autorizzati dalle autorità competenti e referenti, o loro incaricati, delle colonie felinenei casi e per gli scopi previsti dalle leggi vigenti;
h) detenere animali in spazi ristretti o angusti, poveri di stimoli, che non permettano losvolgimento di movimenti in successione tipici della specie, salvo per temporanee esigenze sanitarie o per gravi e temporanee necessità, detenere animali in spazi privi dell'acqua o del cibo necessario e comunque detenerli in condizioni incompatibili con le loro caratteristiche etologiche;
i) tenere animali costantemente in box esterni in lamiera, non coibentati;
j) tenere animali, in relazione alle specifiche caratteristiche etologiche della specie, in condizionidi scarsa o eccessiva luce, scarsa o eccessiva umidità, scarsa o eccessiva esposizione al sole,scarsa o eccessiva temperatura o eccessivo rumore;
k) tenere animali acquatici in contenitori con acqua insufficiente;
l) nel caso di ricovero di animali su terrazze o balconi, essi dovranno comunque essere attrezzatiin modo tale che, nel periodo di ricovero, l'animale abbia a sua disposizione un riparo ed acqua da bere; nel caso non ci sia il riparo all'esterno in cane deve poter accedere all'interno dell'abitazione. Le deiezioni dell'animale devono essere asportate, con cadenza almeno giornaliera e il proprietario dovrà mettere in atto tutti gli accorgimenti necessari per evitare la fuoriuscita di liquidi organici o derivanti dalla pulizia del luogo;
m) tenere animali all'interno di qualsiasi mezzo di trasporto esposto al sole, privi di acqua, nei periodi caratterizzati da temperature elevate. In ogni caso è vietato tenerli all'interno di tali mezzi con finestrini chiusi, quindi in assenza di un adeguato circolo d'aria ed in tutti i casi in cui non sussistano le necessarie condizioni di benessere;
n) vietato produrre sofferenze non necessarie agli animali quali aragoste, astici ed altri crostacei, durante la commercializzazione degli stessi, fatto salvo quanto previsto dalla normativa specifica;
o) condurre animali al guinzaglio con biciclette o moto;
p) non segnalare l'investimento di un animale, sul territorio comunale, al Servizio Veterinariodell'Azienda USL o alle Forze dell'Ordine, affinché venga attivato il necessario soccorso dal Servizio Veterinario dell'Azienda USL;
q) è vietato l'utilizzo di gabbie trappola su tutto il territorio del Comune di Bologna, ad eccezione di casi specifici autorizzati dal Servizio Veterinario dell'Azienda USL;
r) separare i cuccioli di cani e gatti dalla madre, prima dei 60 giorni di vita se non per gravi motivazioni certificate da un medico veterinario;
s) addestrare animali appartenenti a specie selvatiche a comportamenti innaturali per la specie;
t) non garantire agli animali detenuti l'alternanza naturale del giorno e della notte, salvo parerescritto e motivato di un medico veterinario;
u) mantenere animali selvatici o esotici alla catena, permanentemente legati al trespolo o senza lapossibilità di un rifugio ove nascondersi alla vista dell'uomo, questo rifugio dovrà essere di grandezza adeguata e tale da contenere tutti gli animali stabulati nella gabbia; per gli animali solitari ve ne dovrà essere una per soggetto; è fatto obbligo ai detentori di animali esotici e selvatici detenuti in cattività di riprodurre per quanto possibile le condizioni climatiche, fisiche ambientali dei luoghi ove queste specie si trovino in natura ottimali per evitare stress psico- fisico, e di non condurli in luoghi pubblici o aperti al pubblico;
v) utilizzare e detenere colle per catturare mammiferi, rettili, anfibi ed uccelli;
w) allevare animali al fine di ottenere pellicce;
x) colorare artificialmente il corpo o pelo dell'animale e comunque detenere, esporre o vendereanimali colorati artificialmente;
y) alimentare le specie presenti nei laghetti del territorio comunale.

Art.6 - Detenzione di animali
1. Nei centri abitati, come definiti dal Piano Strutturale Comunale (P.S.C.), è consentito tenere unicamente "animali da compagnia", così come definiti dall'art.2 del presente Regolamento, ivi compresi quelli che svolgono attività utili all'uomo, quali gli animali da pet therapy, da riabilitazione nonché quelli destinati a funzioni didattiche-educative di particolare rilievo, e quelli ospitati temporaneamente presso centri di recupero della fauna selvatica, e inoltre quelli in uso all'Esercito, alle Forze di Polizia, agli altri Corpi armati dello Stato, alla Protezione Civile, comunque impegnati in servizi di ordine pubblico o di sicurezza pubblica, purché l'ubicazione e le condizioni igieniche in cui gli stessi sono custoditi siano tali da non arrecare disagio o rischi per la salute del vicinato.
2. Qualora gli animali impiegati per le finalità di cui al comma 1 siano appartenenti a specie abitualmente utilizzate come fonte di reddito (ovini, bovini, caprini, equini, suini, volatili da cortile, ecc.) la loro detenzione dovrà essere autorizzata dal Comune previo parere della Azienda USL; dovrà in ogni caso essere autorizzata dal Comune, previo parere della Azienda USL, la detenzione di animali destinati a funzioni didattiche-educative.
3. Alle strutture in cui sono svolte le attività di cui al comma 2, si applicano le disposizioni dettate dal Comune volte a garantire il benessere e l'etologia degli animali ospitati e, per quanto compatibili, le norme previste per l'allevamento e la detenzione della specie animale impiegata. Gli animali coinvolti in attività relazionali di ordine didattico-educativo e assistenziale (pet-therapy) non devono essere macellati e comunque è vietata la vendita degli stessi, o di loro parti, per scopi zootecnici.
4. Le autorizzazioni di cui al comma 2 possono motivatamente derogare alle disposizioni di cui all'articolo 296 comma 2, del Regolamento di Igiene del Comune di Bologna, fissando le condizioni ed i comportamenti da adottarsi nella situazione specifica, con particolare riferimento al trattamento ed allo smaltimento delle deiezioni con mezzi idonei, atti a evitare il disagio causato da odore e presenza di insetti.
5. I proprietari o i detentori di animali di qualsiasi specie adottano tutte le misure profilattiche atte a impedire l'insorgenza e la diffusione di zoonosi.
6. La detenzione di specie selvatiche ed esotiche protette, è vincolata al possesso del certificato di origine, alle certificazioni CITES e al rispetto delle condizioni di benessere degli animali.
7. I proprietari di animali o detentori a qualsiasi titolo, devono assicurare la salute ed il benessere psico-fisico degli animali detenuti, nel rispetto delle caratteristiche ed esigenze fisiologiche della specie di appartenenza.
8. I detentori, a qualsiasi titolo, devono tenere gli animali in buone condizioni igienico-sanitarie, assicurando loro le necessarie cure medico veterinarie.
9. I proprietari o detentori di animali devono adottare cautele idonee ad evitare la fuga degli animali da loro detenuti e devono evitare il verificarsi di situazioni di pericolo per i terzi, per l'incolumità pubblica e la salute pubblica.
10. Gli animali, nel caso in cui vengano tenuti, anche solo per parte della giornata, all'esterno, devono avere a disposizione un idoneo luogo di riparo e almeno acqua a disposizione, che deve essere cambiata giornalmente.

Art.7 - Esposizione di animali
1. E' vietata alle attività commerciali che vendono animali, l'esposizione di animali in vetrina, ad esclusione di acquari, terrari e gabbie di volatili. Nel caso di questi ultimi, gli animali dovranno essere esposti in maniera tale che non sia loro arrecato danno alla salute e al benessere; dovranno inoltre avere a disposizione acqua e cibo. Gli animali detenuti all'interno dell'esercizio commerciale per il tempo ritenuto necessario, dovranno essere sempre riparati dal sole, oltre ad essere provvisti regolarmente a seconda della specie di acqua e di cibo. Il trasporto degli animali acquistati deve avvenire nel rispetto di quanto previsto dal precedente art.5 comma 1 lettera b).
2. In qualsiasi attività commerciale, non di settore, è vietata l'esposizione di qualsiasi animale vivo all'interno del locale, salvo acquari.
3. E' espressamente vietato il commercio ambulante o occasionale di animali oggetto del presente regolamento.

Art.8 - Divieto di accattonaggio con animali
1. E' vietato, sul territorio comunale, utilizzare per l'accattonaggio: cuccioli, anche se presente la madre, di età inferiore a 5 mesi; animali in evidente stato di gravidanza; animali in condizioni di sofferenza fisica, debilitati e/o malati.

Art. 9 - Divieto di offrire animali in premio, vincita oppure omaggio
1. E' vietato a chiunque sul territorio comunale, offrire, cedere o regalare animali, sia cuccioli che adulti, in qualità di premio, vincita oppure omaggio in giochi presenti nei Luna Park, o comunque in sagre, fiere e in qualsiasi altro tipo di manifestazione o evento, nonché offrirli in omaggio a qualsiasi titolo.
2. Nei confronti dei soggetti che contravvengono alla suddetta disposizione, viene ordinata la chiusura o la sospensione dell'attività per l'intera giornata, oltre all'applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria di cui al presente regolamento. 3. E' vietato utilizzare ed esporre animali a titolo di richiamo ed attrazione in locali e luoghi pubblici, salvo acquari.

Art. 10 - Accesso sui pubblici mezzi di trasporto
1. All'interno degli autobus in servizio urbano, suburbano ed extraurbano, possono accedere tutti gli animali da compagnia, con le modalità previste nei commi successivi.
2. Posso accedere i cani: a) di piccola taglia, muniti di guinzaglio e museruola, tenuti in braccio o in apposite gabbie ocontenitori protetti delle dimensioni massime di cm 50x30x30; b) di taglia maggiore con guinzaglio e museruola.
3. Gli altri animali da compagnia possono viaggiare sui pubblici mezzi di trasporto se trasportati all'interno di appositi contenitori, tenendo conto dei limiti dimensionali di cui al precedente comma
4. In caso di notevole affollamento del mezzo il personale ispettivo può limitare l'accesso agli animali.
5. Gli animali non devono ingombrare gli accessi di salita e discesa.
6. Il proprietario o detentore a qualsiasi titolo deve avere cura affinché l'animale non sporchi o crei disturbo o danno agli altri passeggeri o al mezzo stesso.
7. I cani guida che accompagnano i passeggeri non vedenti possono sempre accedere ai mezzi pubblici, ai sensi della Legge n.37/74, modificata dalla Legge n.60/06.
8. Ogni passeggero può accompagnare un solo animale.

Art.11 - Esportazione di animali al seguito
1. L'esportazione di animali al seguito del viaggiatore è consentita qualora siano soddisfatte le norme previste dall'art. 59 del D.P.R. n. 320/54, dal D.M. 10 aprile 1996 e dal Regolamento Comunità Europea n. 998 del 26 maggio 2003, che introduce il passaporto per cani, gatti e furetti, oltre che le condizioni zoosanitarie stabilite dai Paesi importatori.

Titolo III – Avvelenamenti di animali

Art.12 - Divieti
1.E' vietato a chiunque utilizzare in modo improprio, preparare, miscelare e abbandonare esche e bocconi avvelenati o contenenti sostanze tossiche o nocive, compresi vetri, plastiche e metalli; e' vietato, altresì, la detenzione, l'utilizzo e l'abbandono di qualsiasi alimento preparato in maniera tale da poter causare intossicazioni o lesioni al soggetto che lo ingerisce.
2. Il proprietario o il responsabile dell'animale deceduto a causa di esche o bocconi avvelenati deve segnalare alle Autorità competenti.
3. Chiunque è tenuto a segnalare o denunciare alle autorità competenti, i casi di sospetto avvelenamento di animali o il rinvenimento di presunte esche avvelenate o sostanze sospette, fornendo il maggior numero di elementi possibili: sintomatologia degli animali avvelenati, sostanze di cui si sospetta l'utilizzo, luoghi in cui si sono verificati gli avvelenamenti, ubicazione delle esche o sostanze, ubicazione delle carcasse degli animali , ecc.
4. Le operazioni di derattizzazione e disinfestazione, eseguite da ditte specializzate, debbono essere effettuate con modalità tali da non nuocere in alcun modo le persone e le altre specie animali, e pubblicizzate dalle stesse ditte, tramite avvisi esposti nelle zone interessate con almeno cinque giorni lavorativi d'anticipo. La tabellazione dovrà contenere l'indicazione della presenza del veleno, gli elementi identificativi del responsabile del trattamento, la durata del trattamento e le sostanze utilizzate.

Art.13 - Compiti del veterinario
1. Il medico veterinario che, sulla base di una sintomatologia conclamata, emette diagnosi di sospetto di avvelenamento o viene a conoscenza di un caso di avvelenamento di un esemplare di specie animale domestica o selvatica, deve darne immediata comunicazione al sindaco e al Servizio veterinario della Azienda sanitaria locale territorialmente competente.
2. In caso di decesso dell'animale il medico veterinario deve inviare le spoglie e ogni altro campione utile all'identificazione del veleno o della sostanza che ne ha provocato la morte all'Istituto zooprofilattico sperimentale competente per territorio, accompagnati da referto anamnestico, al fine di indirizzare la ricerca analitica. A seguito di episodi ripetuti, ascrivibili alle stesse circostanze di avvelenamento confermato dall'Istituto zooprofilattico sperimentale, il medico veterinario, ove ritenga, puo' emettere diagnosi autonoma, senza l'ausilio di ulteriori analisi di laboratorio.

Art. 14 - Istituti Zoooprofilattici Sperimentali
1. Gli Istituti zooprofilattici sperimentali devono sottoporre ad autopsia l'animale ed effettuare le opportune analisi sui campioni pervenuti o prelevati in sede autoptica.
2. L'Istituto di cui al comma 1, deve eseguire le analisi entro trenta giorni dall'arrivo del campione e comunicarne gli esiti al medico veterinario che ha inviato i campioni, al Servizio veterinario dell'Azienda sanitaria locale territorialmente competente e, qualora positivo, all'Autorita' giudiziaria.

Art. 15 - Compiti del sindaco
1. Il sindaco, a seguito della segnalazione di cui all'art.13, comma 1, deve dare immediate disposizioni per l'apertura di una indagine, da effettuare in collaborazione con le altre Autorita' competenti.
2. Il sindaco, qualora venga accertata la violazione dell'art.12, provvede ad attivare tutte le iniziative necessarie alla bonifica dell'area interessata.3. Il sindaco, entro 48 ore dall'accertamento della violazione dell' art.12, provvede, in particolare, ad individuare le modalita' di bonifica del terreno e del luogo interessato dall'avvelenamento, prevedendone la segnalazione con apposita cartellonistica, nonche' ad intensificare i controlli da parte delle Autorita' preposte.

Titolo IV – Circhi e mostre itineranti

Art. 16 - Divieti
1. E' fatto assoluto divieto sul territorio comunale di utilizzare e/o di esporre in attività di spettacolo e/o di intrattenimento, pubblico o privato, animali appartenenti alle specie selvatiche ed esotiche, quali individuati nelle linee guida dell'Autorità scientifica CITES e, segnatamente: Elefanti (tutte le specie); Felini (tutte le specie); Orsi (tutte le specie); Lupi (tutte le specie); Primati (tutte le specie); Rinoceronti (tutte le specie); Ippopotami (tutte le specie), Giraffe; Foche (tutte le specie); Otarie e Leoni marini; Cetacei (tutte le specie); Rapaci notturni e diurni.
2. Il divieto di cui al punto 1 che precede si estende alle iniziative aventi carattere meramente espositivo, anche se munite delle autorizzazioni richieste per quanto attiene l'idoneità igienico sanitaria delle strutture utilizzate.

Art. 17 - Requisiti minimi
1. A parziale deroga di quanto stabilito nell'art.16 comma 1, è consentito l'attendamento esclusivamente ai circhi aventi al seguito animali che appartengono alle specie selvatiche ed esotiche espressamente individuate infra e sempre che rispettino i requisiti strutturali sotto indicati:
a) Camelidi (cammello, dromedario, vigogna, guanaco, alpaca e lama):
Gli animali devono avere libero accesso per almeno otto ore al giorno ad un strutture esterne, con fondo in terreno naturale (terra e sabbia) di almeno 200 mq. per 2-3 esemplari di cammello, dromedario, vigogna e guanaco (e 20 mq. per ogni animale in più) e di almeno 150 mq per 2-3 esemplari di alpaca e vigogna (e 20 mq. per ogni animale in più). Devono essere forniti rami per stimolare l'interesse degli animali e le aree devono essere protette dal vento e dalle intemperie. La temperatura non può essere inferiore a 12° centigradi. Le strutture interne devono misurare almeno 15 mq. per ogni dromedario, cammello, guanaco o vigogna e almeno 8 mq. per ogni alpaca o lama. È fatto espresso divieto di legare gli animali sia in strutture interne, sia in strutture esterne, salvo il tempo necessario per trattamenti sanitari legati al benessere dell'animale e limitatamente al tempo necessario alle terapie. Deve essere prevista la possibilità di separare fra loro gli esemplari in caso di incompatibilità di specie o di sesso (ad esempio per i maschi adulti)
b) Zebre:
Le zebre devono avere libero accesso per almeno otto ore al giorno ad un strutture esterne, con fondo in terreno naturale (terra e sabbia) di almeno 200 mq. per 1-3 esemplari. Se il terreno non è sabbioso gli animali devono avere comunque la possibilità di fare bagni di sabbia o segatura. Devono essere forniti rami per stimolare l'interesse degli animali e le aree devono essere protette dal vento e dalle intemperie. La temperatura non può essere inferiore a 12° centigradi. Le strutture interne devono misurare almeno 10 mq. per ogni animale. Gli animali non devono essere legati a pali.
c) Bisonti, bufali ed altri bovidi / struzzi e altri ratiti:
Nelle strutture interne devono essere assicurati almeno 25 mq. di per ogni bovide e 15 mq. per ogni struzzo o altri ratiti, con facoltà di accesso a spazi esterni di almeno 250 mq. fino a 3 esemplari, ampliato di 50 mq. per ogni animale in più. È fatto espresso divieto di legare gli animali sia in strutture interne, sia in strutture esterne, salvo il tempo necessario per trattamenti sanitari legati al benessere dell'animale e limitatamente al tempo necessario alle terapie.
d) Rettili:
Ferme l'applicazione delle normative a tali specie riservate, si precisa che il trasporto di rettili da terrari /terracquari agli spazi di esibizione dovrà necessariamente avvenire in contenitori chiusi, adeguatamente coinbentati e riscaldati, all'esterno dei quali gli animali non potranno rimanere per più di 15 minuti.
2. In generale, tutti gli animali al seguito devono avere la possibilità di proteggersi in aree riparate dal vento e/o da altre condizioni meteorologiche avverse. In caso di temperature rigide (inferiori a 10° centigradi) devono inoltre disporre di ambienti riscaldati, privi di correnti d'aria e idonei ad assicurare il rispetto dei criteri dettati per ciascuna specie di appartenenza. Le aree esterne devono sempre presentare sia aree soleggiate, sia aree all'ombra.
3. È espressamente vietato utilizzare frustare gli animali ovvero privarli di cibo e/o acqua, anche quale metodo di addestramento. Un simile comportamento potrà essere valutato alla stregua di maltrattamento, punito dalla legge italiana in forza degli artt. 544 bis ss. del codice penale.
4. L'arricchimento ambientale deve essere considerato una componente essenziale ed imprescindibile, legato alla necessità di progettare strutture e di adottare sistemi che stimolino i comportamenti naturali degli animali al fine di ridurre o minimizzare gli effetti della noia e la comparsa di comportamenti stereotipati. Pertanto, al momento dell'attendamento della struttura circense, gli animali al seguito dovranno avere a disposizione un adeguato habitat rispondente alle loro esigenze.Gli animali non devono essere in alcun modo provocati per ottenere il divertimento e l'interesse del pubblico.
5. Le strutture debbono essere collocate in modo da non consentire al pubblico il contatto diretto con gli animali e la fornitura di cibo.
6. Deve essere garantita un'adeguata somministrazione di cibo, coerente con le necessità fisiologiche della specie e dell'individuo in questione, in maniera tale da consentire una crescita sana, che garantisca una buona salute e stimoli il normale comportamento alimentare di ogni specie. Tale cibo deve essere somministrato in modo che ogni individuo ne abbia libero accesso, a prescindere dalle gerarchie di dominanza eventualmente presenti. Il cibo deve essere di buona qualità, non contaminato da composti chimici e conservato in luoghi adatti al mantenimento dei valori nutrizionali. La dieta deve essere completa e ben bilanciata. Non è consentita la cattura in natura di vertebrati (come ratti, rane, ecc..) per l'alimentazione degli animali anche in osservanza delle leggi nazionali e regionali di tutela della fauna. In ogni momento deve essere disponibile acqua fresca e pulita, cambiata con frequenza ragionevole, eccetto che per quella la cui fisiologia comporta esigenze diverse. I contenitori devono consentire un'adeguata somministrazione di acque, devono essere sicuri, non pericolosi e facilmente lavabili.

Art. 18 - Divieto di esibizione al di fuori della struttura
1. Nessuno degli animali al seguito del circo o della mostra viaggiante può essere esibito al di fuori della struttura per la quale è stata rilasciata l'idoneità.

Art. 19 - Competenze del Comune
1. Fermo quanto previsto agli articoli 16 e 17 che precedono, è fatto comunque obbligo ai circhi che vogliano ottenere l'autorizzazione ad attendarsi sul territorio di consegnare al Comune, contestualmente alla presentazione della richiesta di concessione di area pubblica per l'insediamento della struttura, scheda informativa relativa alle condizioni di detenzione degli animali al seguito, secondo lo schema allegato al presente regolamento.
2. Tale scheda, compilata in ogni sua parte e corredata della documentazione prevista (planimetrie, autorizzazioni prefettizie e dichiarazione), deve essere restituita al Comune che ne trasmette copia all'Azienda Sanitaria Locale, Area Dipartimentale di Sanità Pubblica, competente per territorio per la verifica del rispetto dei requisiti necessari per il rilascio dell'autorizzazione suddetta. In particolare, alla scheda dovrà essere allegata:
* documentazione che consenta di identificare, con un nome univoco e non sostituibile, il circo, il rappresentante legale, il gestore/gestori e le attività che vi si svolgono;
* estremi dell'autorizzazione prefettizia alla detenzione di animali pericolosi, ai sensi della Legge n. 150/92, nel caso in cui siano presenti e utilizzati tali animali;
* nominativo del veterinario di riferimento, al fine di garantire la salute e il corretto mantenimento degli animali;
* elenco del personale dipendente e consulente, con le relative mansioni e curriculum professionale;
* dichiarazione sulla presenza di regolare documentazione CITES, per gli animali per cui è prevista, e dichiarazione, per gli animali non in documentazione CITES, attestante che nessun animale è stato prelevato in natura;
* elenco completo e aggiornato indicante le specie e il numero di esemplari autorizzati ad essere ospitati e/o trasportati;
* planimetrie complete di misure, data e firma di tecnico abilitato o del legale rappresentante;
* elenco degli automezzi adibiti al trasporto di animali ai sensi del D. Lgs. n.532/92 e successive modifiche o integrazioni;
* piano di emergenza in caso di fuga;
* dichiarazione di adeguatezza delle strutture rispetto a quanto indicato nella Delibera di Giunta Regionale n. 647/07 di attuazione della Legge Regionale n. 5/2005;
* dichiarazione di sussistenza di convenzione con una società accreditata per lo smaltimento delle deiezioni degli animali e della paglia esausta delle lettiere;
* piano alimentare per le specie ospitate che risponda alle diverse esigenze fisiologiche e nutrizionali delle stesse, tenuto conto del sesso, dell'età, del peso, delle condizioni di salute e comunque delle diverse esigenze degli esemplari, con indicazione dei luoghi in cui gli alimenti dovranno essere conservati;
2. In ogni caso, il Comune si riserva la facoltà di negare l'autorizzazione di cui al presente articolo ovvero di revocarla per garantire la tutela e il benessere degli animali al seguito e/o laddove sia riscontrato il difetto dei requisiti tecnici previsti dalle leggi regionali.

Art. 20 - Registro
1. Oltre alla documentazione di cui all'articolo che precede, al fine di consentire il monitoraggio delle condizioni di salute di ogni animale, le strutture circensi e le mostre viaggianti devono mantenere un registro di carico e scarico ai sensi dell'art. 8-sexies della legge 7 febbraio 1992, n. 150 e succ. modifiche e secondo i modelli riportati negli allegati al D.M 3 maggio 2001, di tutti gli esemplari che devono essere individualmente riconoscibili.
2. Tale registro dovrà essere sempre disponibile presso la direzione di suddette strutture ed a disposizione degli organi di controllo e vigilanza.autorizzazione prefettizia.

Art. 21 - Competenze dell'Azienda Sanitaria Locale
1. L'Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria verifica, per quanto concerne gli aspetti relativi al benessere animale ed alla sanità animale, il rispetto delle indicazioni tecniche di cui alla Legge Regionale n. 5/2005 e alla relativa Delibera Regionale di attuazione n. 647/2007 ed esprime parere formale necessario per l'adozione dell'autorizzazione amministrativa.

Titolo V - Cani

Capo I - Gestione dell'animale

Art.22 - Detenzione cani
1. Ai sensi della L.R. Emilia Romagna n. 27/2000, i cittadini proprietari o detentori di cani provvedono alla loro iscrizione all'anagrafe canina, entro trenta giorni dall'acquisto o dal possesso dell'animale, e alla conseguente identificazione tramite tatuaggio o inserimento di microchip, effettuata da medico veterinario, e restituzione della relativa documentazione all'Anagrafe Canina entro 30 giorni.
2.Chiunque detenga, anche temporaneamente, uno o più cani deve provvedere al loro mantenimento e alla pulizia giornaliera delle aree private, dove vengono custoditi.
3. I recinti per la custodia dei cani hanno una superficie non inferiore a nove metri quadrati per un singolo animale, aumentata di 1/3 per ogni cane aggiunto e per un numero massimo di 4 cani. Deve essere comunque garantita una uscita giornaliera per la sgambatura. Per quanto riguarda i canili municipali e le strutture di ricovero previste dalle normative in materia di prevenzione del randagismo, si deve fare riferimento alla normativa specifica di cui alla Legge n. 281/1991 e alla L.R. Emilia Romagna n. 27/2000.
4.I cani detenuti all'esterno devono avere a disposizione un ricovero coibentato, con tetto impermeabile e rialzato dal suolo di almeno 10 cm, chiuso su almeno tre lati, oltre il tetto ove il cane possa proteggersi dalle intemperie e dal sole, e che gli permetta di sdraiarsi e di alzarsi in stazione quadrupedale; inoltre la cuccia non dovrà essere posta in ambienti con ristagni d'acqua o in ambiente nocivo alla salute dell'animale. Dove non c'è un ulteriore riparo naturale o artificiale, deve essere inoltre presente una tettoia con funzione di riparo. Devono avere a disposizione dell'acqua, che deve essere cambiata giornalmente.
5. I cani non possono essere tenuti costantemente legati ad una catena; per i periodi di tempo in cui sono tenuti a catena, questa deve essere di lunghezza non inferiore a otto metri, misurati con la catena posta a terra; la catena è scorrevole e dotata di due moschettoni rotanti alle estremità. Ai cani deve essere sempre lasciata a disposizione dell'acqua, che deve essere cambiata giornalmente.
6. I proprietari di cani o detentori devono provvedere a dare adeguata segnalazione della presenza di cani all'interno di giardini di proprietà confinanti con la pubblica via o con aree pubbliche. Inoltre le recinzioni delle proprietà private, confinanti con le pubbliche vie o con aree pubbliche, devono essere costruite o installate in modo tale da non permettere all'animale di scavalcarle od oltrepassarle, anche solo con il muso, per evitare di recare danno a terzi.
7. Quando si viene in possesso di un cane è necessario assumere informazioni sulle sue caratteristiche fisiche ed etologiche, nonché sulle norme in vigore; inoltre è necessario assicurare che il cane abbia un comportamento adeguato alle specifiche esigenze di convivenza con persone e animali rispetto al contesto in cui vive.

Art.23 - Conduzione cani
1. Fermo restando quanto previsto dal Regolamento di polizia veterinaria i cani circolanti per le vie, in altri luoghi aperti al pubblico o nei luoghi in comune degli edifici in condominio, devono essere condotti al guinzaglio a cura dei proprietari o dei conduttori a qualsiasi titolo, se non hanno il guinzaglio devono avere idonea museruola.
2. In tutte le aree appositamente predisposte per il gioco dei bambini è vietato l'accesso dei cani e di altri animali domestici. 3. Nei locali pubblici, uffici pubblici e pubblici esercizi, i cani possono accedere, purché condotti dai proprietari o detentori con guinzaglio e museruola. E' facoltà del gestore o proprietario del pubblico esercizio vietarne l'accesso, segnalando tale divieto all'ingresso del locale.4. I cani possono avere accesso, con guinzaglio e museruola, nelle gallerie dei centri commerciali.
5. E' vietato l'accesso ai cani nei negozi di vendita di alimenti e all'interno dei supermercati.
6. I cani possono accedere, se muniti di guinzaglio e museruola, nei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, se prevista un'area dedicata agli avventori accompagnati dal loro cane. Negli esercizi con somministrazione di alimenti e bevande solo al banco, senza area di seduta, i cani possono accedere, con guinzaglio e museruola.
7. Negli esercizi pubblici previsti al comma precedente, i cani possono sempre accedere nell'area di seduta esterna, se presente.
8. E' facoltà del gestore o proprietario di pubblici esercizi, di cui ai commi 8 e 9, vietarne l'accesso, segnalando tale divieto all'ingresso del locale.
9. Il gestore o proprietario dell'esercizio deve avere cura che le predette prescrizioni siano rispettate.
10. I cani guida che accompagnano persone non vedenti e non udenti, possono sempre entrare nei locali pubblici, uffici pubblici ed esercizi commerciali.
11. I cani possono essere tenuti senza guinzaglio e senza museruola nei seguenti casi: entro i limiti dei luoghi privati purché non aperti al pubblico e nelle aree all'uopo predisposte; i cani da pastore e da caccia quando siano rispettivamente utilizzati per la guardia delle greggi e per la caccia; i cani delle Forze Armate, della Polizia e delle Forze dell'ordine, quando utilizzati per servizio.
12. Temporanei esoneri dall'obbligo della museruola possono essere concessi dal Comune a richiesta, per motivi inerenti allo stato anatomico, fisiologico, o patologico dell'animale che non consentano l'uso della museruola senza danno oppure per particolari necessità di addestramento e utilizzo. Il Comune accorda il consenso previo parere favorevole dell'Azienda USL.

Art.23 bis - Percorsi formativi
1. Vengono istituiti percorsi formativi, sulla base di criteri e linee guida di programmazione stabilite dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, per i proprietari di cani con il rilascio di specifica attestazione denominata "patentino". Tali corsi sono organizzati da parte del Comune congiuntamente con l'Azienda Sanitaria Locale, in collaborazione con l'Ordine Provinciale dei medici veterinari, la Facoltà di Medicina Veterinaria, le Associazioni Veterinarie e le Associazioni di Protezione degli Animali.
2. Il medico veterinario libero professionista informa i proprietari di cani in merito alla disponibilità di percorsi formativi e, nell'interesse della salute pubblica, segnala ai servizi veterinari della ASL la presenza, tra i suoi assistiti, di cani che richiedono una valutazione comportamentale, in quanto impegnativi per la corretta gestione ai fini della tutela dell'incolumità pubblica.
3. Il comune in collaborazione con il servizio veterinario dell'Azienda USL, sulla base dell'anagrafe canina regionale decidono, nell'ambito del loro compito di tutela dell'incolumità pubblica, quali proprietari di cani hanno l'obbligo di svolgere i percorsi formativi. Le spese riguardanti i percorsi formativi sono a carico del proprietario del cane.

Art. 24 - Deiezioni
1. I proprietari di cani e le persone che a qualsiasi titolo li conducono, qualora il cane sporchi luoghi pubblici o aperti al pubblico, strade, marciapiedi, piazze, giardini pubblici, zone verdi ecc., devono provvedere immediatamente alla raccolta delle deiezioni dei loro animali, alla pulizia dei luoghi imbrattati ed al corretto smaltimento delle deiezioni. Sono esentati i non vedenti accompagnati da cani guida, le cui deiezioni saranno eliminate dal servizio di pulizia del suolo pubblico.

Art. 25 - Caudotomia, Conchectomia e taglio delle corde vocali
1. Sono vietati gli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane o non finalizzati a scopi curativi, con particolare riferimento a: a) recisione delle corde vocali b) taglio delle orecchiec) taglio della coda, fatta eccezione per i cani appartenenti alle razze canine riconosciute alla F.C.I. con caudotomia prevista dallo standard. Il taglio della coda, ove consentito, deve essere eseguito e certificato da un medico veterinario entro la prima settimana di vita del cane.
2. Gli interventi chirurgici su corde vocali, orecchie e coda sono consentiti esclusivamente con finalità curative e con modalità conservative certificate da un medico veterinario. Il certificato veterinario segue l'animale e deve essere presentato ogniqualvolta richiesto dalle autorità competenti.
3. Gli interventi chirurgici effettuati in violazione al presente articolo sono da considerarsi maltrattamento animale ai sensi dell'articolo 544-ter del codice penale.

Art. 26 - Canile Municipale
1. Il ricovero e la custodia di cani randagi e vaganti sul territorio comunale, di cani per i quali la normativa vigente in materia prescrive l'obbligo di custodia, sono assicurati dal Comune di Bologna attraverso apposita struttura di ricovero. Tale materia è disciplinata dal Regolamento Comunale per il funzionamento e la gestione del canile/gattile e per la disciplina dei servizi correlati.

Capo II – Aree di sgambatura

Art. 27 - Aree di sgambatura
1. Nelle aree verdi, giardini e parchi pubblici è opportuno, se sussistono i requisiti tecnici prescritti, che vengano individuate aree apposite per la sgambatura dei cani. Tali aree sono individuate, allestite ed attrezzate ai sensi dell'art.21 della Legge Regionale n.27/2000.
2. Nelle aree attrezzate i cani possono essere lasciati liberi senza guinzaglio o museruola, sotto la responsabilità del proprietario o detentore a qualsiasi titolo. Il cane di carattere aggressivo deve comunque essere munito di museruola.

Art. 28 - Competenze del Comune
1. Al Comune, come previsto dall'art. 3 dell'Allegato 1, compete in particolare:
a) l'allestimento dell'area compresa la realizzazione della recinzione, degli eventuali arredi e dellacartellonistica informativa salvo quanto previsto al punto 3 dell'Allegato 2; b) la manutenzione straordinaria e ordinaria dell'area, relativa alle componenti vegetali e agliarredi della stessa, come previsto dalla art.3 dell'Allegato 1.

Art.29 - Competenze dei Quartieri
1. Il Quartiere competente territorialmente è parte attiva nella stipula e nella gestione della convenzione e si avvale della convenzione tipo, di cui all'Allegato 1, che stipulerà con i Comitati di Gestione, per la tutela e l'affidamento a titolo gratuito di aree pubbliche dedicate ai cani.
2. Il Quartiere, su richiesta del Comitato di Gestione di cui all'art.30, propone l'area destinata alla sgambatura cani, agli uffici competenti per quanto attiene alla materia degli interventi sul verde pubblico e della tutela degli animali, che dovranno esprimere parere motivato di fattibilità.
3. La richiesta del Comitato di Gestione è sottoposta anche a verifica economica di fattibilità, che può essere espressa direttamente dal Quartiere o, in subordine, dall'ufficio competente per il verde pubblico.
4. Il Quartiere competente sottoscrive la convenzione con il Comitato di Gestione per l'uso e la conduzione dell'area, trasmettendone copia agli uffici competenti per quanto attiene alla materia degli interventi sul verde pubblico e della tutela degli animali.
5. Il Quartiere si fa carico della gestione dei rapporti continuativi con il Comitato di Gestione.
6. Nel caso di recesso dalla convenzione da parte del Comitato di Gestione, il Quartiere, trascorsi tre mesi durante i quali non sono state avanzate altre richieste di gestione, dichiara decaduta la necessità della presenza di tale area e ne richiede la rimozione.
7. Il Quartiere di competenza vigila sul buon andamento della gestione dell'area di sgambatura e si riserva la facoltà di richiedere al Comitato di Gestione l'esecuzione dei lavori previsti e non eseguiti, compreso eventuali ripristini per danneggiamenti causati da uno scorretto utilizzo dell'area.
8. Qualora non fosse garantita la corretta gestione o cura, o dovessero insorgere problemi inerenti al comportamento dei fruitori, o al rapporto con i frequentatori del parco, o problemi di ordine igienico-sanitario e di benessere animale, segnalati dall'Azienda USL, o di incolumità dei cittadini, nonché per l'adozione e l'applicazione delle scelte urbanistiche o di pianificazione territoriale, o comunque di diversa destinazione dell'area, il Quartiere, a suo insindacabile giudizio, si riserva di sospendere temporaneamente o dichiarare unilateralmente risolta la convenzione stipulata con il Comitato di Gestione.

Art. 30 - Comitati di Gestione
1. I Comitati di Gestione in oggetto sono costituiti da proprietari di cani, che abbiano adempiuto a quanto previsto dalla normativa vigente in tema di possesso di questi ultimi attraverso l'iscrizione all'anagrafe canina.

Art. 31 - Iter procedurale e realizzazione dell'area sgambatura cani
1. La procedura da seguire per la realizzazione dell'area di sgambatura è definita nell'Allegato 2.
2. Le aree di sgambatura cani devono essere in possesso dei requisiti tecnici di cui all'Allegato 3; sono fatti salvi i requisiti presenti nelle aree di sgambatura già realizzate alla data di entrata in vigore del presente Regolamento, realizzando comunque la messa in opera della recinzione ove mancante.
3. I competenti uffici tecnici comunali si riservano la facoltà di valutare, anche in presenza dei suddetti requisiti tecnici, particolari situazioni critiche igienico sanitarie e di sicurezza o aspetti paesaggistici e storico monumentali o altre particolari condizioni che sconsigliano la realizzazione dell'area nella sede proposta. Inoltre gli uffici suddetti, in accordo tra loro, si riservano la facoltà di derogare al requisito della superficie minima, come previsto al punto 1 dell'Allegato 3, esclusivamente per particolari situazioni ed esigenze territoriali, al fine di soddisfare la necessità di aumentare la presenza, sul territorio comunale, di aree destinate specificatamente ai cani.

Art.32 - Competenze del Comitato di Gestione
1. E' fatto divieto al Comitato di Gestione ostacolare, modificare o alterare la fruibilità dell'area, nei limiti e con le modalità stabilite in materia dall'Amministrazione Comunale nonché di operare modifiche strutturali, salva espressa autorizzazione degli uffici tecnici competenti.
2. Il Comitato di Gestione è tenuto a segnalare al Quartiere di competenza ogni eventuale esigenza di interventi straordinari, per guasti dovuti ad usura e vandalismi e conseguenti necessità di riparazioni ad impianti, attrezzature ed arredi fissi, presenti nell'area, nonché l'eventuale presenza di materiale a rischio igienico-sanitario (siringhe e materiali infetti).
3. Il Comitato di Gestione è sempre e comunque tenuto a consentire l'effettuazione di interventi di sistemazione o manutenzione di impianti o servizi a cura del Comune di Bologna, di Aziende comunali o di altri Enti interessati a lavori di carattere pubblico.
4. E' sempre a carico del Comitato di Gestione la pulizia da rifiuti vari, lo svuotamento giornaliero dei cestini porta rifiuti, la raccolta immediata degli eventuali escrementi dei cani ed ulteriori operazioni di cura e mantenimento, secondo le modalità concordate con i competenti uffici comunali.

Art. 33 - Uso delle aree di sgambatura
1. All'interno delle aree di sgambatura i proprietari o i conduttori a qualsiasi titolo dei cani, possono tenere l'animale libero da guinzaglio e museruola, sotto la propria responsabilità e comunque nel rispetto di tutte le norme vigenti. Il cane di carattere aggressivo, così come definito dalla normativa nazionale e/o regionale in materia, deve comunque essere munito di museruola.
2. I proprietari dei cani devono provvedere alla raccolta delle deiezioni così come previsto in tutte le altre aree di uso pubblico.
. I cancelli pedonali di accesso all'area devono sempre essere richiusi una volta entrati e usciti dall'area.
4. Le aree di sgambatura sono aree pubbliche; l'accesso deve essere garantito anche ai proprietari e conduttori di cani non appartenenti al Comitato di Gestione.
5. Le responsabilità civili e penali per eventuali danni procurati dai cani sono esclusivamente a carico dei rispettivi proprietari.