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LADISPOLI (RM) - Reg. del 20 ottobre 2003 (Regolamento tutela animali e prevenzione randagismo)

LadispoliArt. 1 - Principi generali
Il presente Regolamento ha lo scopo di garantire, con dettato di norme esplicative di leggiparticolari, la tutela degli animali ed evitare gli atti di crudeltà, i maltrattamenti, l'abbandono di cuiessi sono vittime, perseguendoli nei casi concreti. Esso stabilisce, inoltre, le regole di accesso deglianimali ai luoghi pubblici, al fine di favorire la corretta convivenza tra questi ultimi e l'uomo.
Il presente Regolamento si basa ed ha come riferimento la Dichiarazione Universale per i Diritti degli Animali, la legge 14/8/1991 n. 281 e la legge regionale Lazio 21/10/1997 n. 34.

Art. 2 - Consiglio Cittadino per la tutela degli animali
E' istituito il Consiglio Cittadino per la Tutela degli Animali.Il Consiglio dura in carica tre anni. Esso decade quando vengano a mancare oltre la metà deipropri componenti. Il Consiglio svolge i seguenti compiti:
a) redige annualmente un programma di iniziative finalizzate alla tutela dei diritti deglianimali e alla prevenzione del randagismo. Il programma, compatibilmente con le risorse dibilancio, viene fatto proprio dall'Amministrazione Comunale attraverso il competente Assessorato,che ne cura l'attuazione;
b) stabilisce criteri, modalità di erogazione e controllo degli aiuti di cui al successivo art. 4. Per tale scopo specifico, il Consiglio dispone di un fondo determinato dalla Giunta Municipale. Il Consiglio è composto da un minimo di cinque ad un massimo di dieci persone, così individuate:
-l'Assessore alla tutela ambientale in rappresentanza dell'Amministrazione Comunale;
-un massimo di due rappresentanti di diverse associazioni del volontariato animalista cheoperano in ambito nazionale;
-da tre a sette cittadini eletti dall'Assemblea Cittadina degli Animalisti, costituita dai cittadini residenti nel Comune di Ladispoli iscritti ad una associazione del volontariato animalista che operain ambito nazionale, regionale o comunale, oppure che rendono formale dichiarazione di essereamanti degli animali e rispettosi dei diritti sanciti dal presente Regolamento e dalle altre leggi vigenti. Il Consiglio elegge il proprio Presidente, scegliendo tra i cittadini eletti dall'Assemblea. Il Consiglio si riunisce nella sede del Comune, il Presidente si avvale dei servizi interni del Comune, per il tramite dell'Assessore all'Ambiente, per svolgere le funzioni d'Istituto.

Art. 3 - Strutture di ricovero, Pronto Soccorso, degenza per cani e gatti
l Comune di Ladispoli istituisce il Canile Pubblico, ovvero stabilisce convenzioni con caniliautorizzati privati o gestiti da associazioni del volontariato animalista, al fine di provvedere agli obblighi di cui all'art. 2 della legge regionale 21/10/1997 n. 34.

Art.4 - Affidamento
Il Comune, in collaborazione con le associazioni del volontariato animalista e/o con singolicittadini, promuove iniziative di sensibilizzazione sull'affidamento degli animali d'affezionericoverati nei canili. Ai cittadini residenti che adottano uno o più animali e ai cittadini che assistonocolonie feline, possono essere erogati aiuti, principalmente in forma di fornitura di prodotti perl'alimentazione dell'animale, secondo un disciplinare da adottarsi con deliberazione della Giunta Comunale in attuazione del presente regolamento.

Art. 5 - Gattare
Il Comune di Ladispoli apprezza e sostiene l'attività dei volontari animalisti che assistono enutrono le colonie feline, comunemente detti “gattare” o “gattari”.Combatte le manifestazioni di intolleranza verso tali volontari e stabilisce il divieto diintrodurre nei regolamenti condominiali o consortili norme che impediscano lo svolgimento dellerichiamate attività di assistenza e nutrimento. E' fatto obbligo al volontario animalista di mantenereo ristabilire il decoro e l'igiene eventualmente compromessi dalla loro attività, nonché evitareturbative di qualsiasi specie a terzi, per effetto dell'attività anzidetta.

Art. 6 - Spettacoli ed esibizioni
E' vietato in tutto il territorio comunale la sosta di automezzi, circhi o altri spettacoliviaggianti che abbiano al seguito animali selvatici in cattività, quali felini, ursidi, ippopotami, rettili,primati, zebre, giraffe e altri animali della savana, cetacei e mammiferi marini. E' altresì vietata l'esibizione di animali selvatici negli spettacoli di qualsiasi tipo.Ai circhi che richiedono autorizzazione di sosta e/o di esibizione, prima del rilasciodell'autorizzazione è richiesto il versamento di una cauzione pari a euro 1.500,00, a garanzia delrispetto degli obblighi di cui al presente articolo. La cauzione è restituita entro 60 giorni dal terminedelle esibizioni, in seguito al nulla osta del Comando della Polizia Municipale. In caso di inosservanza la cauzione viene trattenuta in misura pari alla sanzione comminata,per essere utilizzata dal competente Servizio per iniziative in favore della tutela degli animali.

Art. 7 - Questuanti
E' vietato, ai questuanti che detengono cucciolate di animali, sostare per le strade pubbliche.

Art. 8 - Accesso ai luoghi pubblici
Gli animali non possono accedere ai tappeti erbosi irrigati e curati, nonché nelle areecomprese nei parchi cittadini dedicate ai giochi dei bambini. Salvo che per i cani di ausilio ai non vedenti, l'accesso degli animali in tutti gli altri luoghipubblici, in questi ultimi ove consentito, deve avvenire con le seguenti modalità:
a) i cani debbono essere sempre tenuti al guinzaglio, da persona capace e responsabile, salvoche nelle aree verdi opportunamente delimitate e recanti l'indicazione “qui posso correre libero”;
b) i cani delle seguenti razze: Pitbull, Bull mastif, Bull terrier, Rottwailer, AmericaStaffordshire, Dogo argentino, American Bulldog, Mastino dei Pirenei, Cane Corso, Mastinonapoletano, Fila brasilero, Perro de ganado majorero, Doberman, Cane da presa Canario,Staffordshire Bull Terrier, Bandog o meticci da quelle razze derivati, debbono inoltre sempre esseremuniti di museruola e tenuti al guinzaglio. Inoltre chiunque conduca in luogo pubblico o aperto alpubblico, con guinzaglio e museruola, i cani appartenenti alle razze suddette, è tenuto ad esibire, arichiesta di agenti delle forze dell'ordine, la scheda o la copia fotostatica della scheda,attestante l'iscrizione all'anagrafe canina, ai sensi dell'art. 12 della legge regionale 21.10.1997, n. 34;
c) Salvo precise contrarie disposizioni delle istituzioni sanitarie, resta nella discrezionalitàdei gestori dei locali pubblici il consentire l'accesso ai cani, debitamente tenuti al guinzaglio;
d) In accordo con le competenti autorità preposte al controllo del litorale, e con leistituzioni sanitarie, il Comune individua un tratto di spiaggia ove consentire l'accesso con i cani eove consentire agli animali di immergersi in acqua;
e) Chi conduce cani nei luoghi pubblici deve essere munito e deve obbligatoriamenteusare la paletta per la raccolta delle deiezioni.

Art. 9 - Sperimentazione
In tutto il territorio comunale è vietata la sperimentazione, attuata tramite vivisezione, suglianimali di qualsiasi specie. Il Comune persegue e condanna ogni manifestazione di maltrattamentoverso gli animali e qualsiasi comportamento lesivo della loro integrità psico – fisica. E' vietatosollevare animali per la testa, per le zampe e per la coda. E' vietato colpire violentemente gli animalio spingerli toccando le parti più sensibili del loro corpo. E' altresì vietato fare uso di dispositivitaglienti, acuminati o a scarica elettrica per dirigere il comportamento degli animali. Gli atti diamputazione del corpo degli animali sono vietati, in tutto il territorio comunale, quando cagioninouna diminuzione permanente della loro integrità fisica, salvo i casi, certificati da un medicoveterinario, in cui l'intervento si rendesse necessario per prevenire o guarire malattie.

Art. 10 - Sterilizzazione
Il Comune collabora con le autorità sanitarie preposte e con le associazioni animaliste nellaattuazione di campagne di sterilizzazione per le colonie feline libere. Eventualmente, in mancanzadi adeguati locali dove effettuare gli interventi chirurgici, il Comune realizza convenzioni conambulatori veterinari privati.

Art. 11 - Sanzioni

Le contravvenzioni alle norme contenute nel presente regolamento sono passibili delle sanzioni comminate dal codice penale, specificamente quelle previste dall'art. 727, di competenza dell'Autorità Giudiziaria ordinaria, per quanto attiene il maltrattamento degli animali, oltre che di quelle amministrative di seguito indicate, nei limiti di minimo e massimo, in esecuzione di questo regolamento medesimo, per la inosservanza delle altre disposizioni in esso contenute:
− Inosservanza dell'art. 6– sanzione pecuniaria da Euro 500,00 a Euro 1.500,00.
− Inosservanza dell'art. 7 e 8, comma A-B-C-E – sanzione pecuniaria da Euro 100,00 a Euro300,00.
− Inosservanza dell'art. 9 – sanzione pecuniaria da Euro 5.000,00 a Euro 1.500.00,00.