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Ceglie Messapica (BR) - Reg. del 20 novembre 2012 ("Regolamento comunale tutela e benessere animali")

Ceglie Messapica(Regolamento approvato con Delib. C.C. n° 59 del 20.11.2012. Tratto dal sito ufficiale del comune).

CAPITOLO I - PRINCIPI GENERALI

Art. 1 – Profili istituzionali
Il Comune di Ceglie Messapica, nell’ambito dei principi e indirizzi fissati dalle leggi nazionali e dalla Regione Puglia, promuove e disciplina la tutela degli animali da affezione, condanna e persegue ogni altro atto di crudeltà contro di essi, ogni manifestazione di maltrattamento verso gli animali ed il loro abbandono, riconosce alle specie animali non umane il diritto ad un esistenza adeguata alle proprie caratteristiche biologiche ed etologiche. riconoscendo loro finalità affettive, educative e di utilità ed opera al fine di favorire la corretta convivenza tra gli esseri umani e quest’ultimi
A tal fine il Comune promuove e sostiene iniziative e interventi rivolti alla conservazione degli ecosistemi e degli equilibri ecologici che interessano le popolazioni animali e persegue politiche di informazione, sensibilizzazione ed educazione dei cittadini sulla conoscenza e il rispetto degli animali.
Il Comune di Ceglie Messapica individua nella tutela degli animali uno strumento finalizzato al rispetto e alla tolleranza verso tutti gli esseri viventi.

Art. 2 - Valori etici e culturali
Il Comune di Ceglie Messapica, in base all’articolo 2 della Costituzione della Repubblica Italiana, favorisce le iniziative attuate in forma singola o associata connesse con l’accudimento e la cura degli animali, quale mezzo che concorre allo sviluppo della persona e in grado di attenuare le difficoltà espressive e di socializzazione, soprattutto nelle fasi dell’infanzia e della vecchiaia. Il Comune di Ceglie Messapica si richiama alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Animale, proclamata presso l’UNESCO il 15/10/1978 ed alla Convenzione Europea per la protezione degli animali da affezione, adottata a Strasburgo il 13/11/1987.
Il Comune di Ceglie Messapica intende operare affinché siano promossi nel sistema educativo e informativo dell’intera popolazione, e soprattutto in quello rivolto all’infanzia, il rispetto degli animali, la conoscenza delle loro caratteristiche biologiche e il principio della corretta convivenza con gli stessi.
Il Comune di Ceglie Messapica, incoraggia le forme espressive che attengono al rispetto e alla difesa degli animali.
Il Comune di Ceglie Messapica favorisce il rapporto affettivo uomo-animale, con la consapevolezza dell’importante funzione di sostegno psicologico e di compagnia che ne consegue

Art. 3 - Competenze del Comune
Il Sindaco, per le competenze attribuitegli dalle leggi vigenti, esercita la tutela e la cura delle specie animali che vivono stabilmente o temporaneamente nel territorio comunale, vigilando a mezzo degli organi competenti sui maltrattamenti, gli atti di crudeltà e l’abbandono degli animali stessi.
Il Comune dota la propria Polizia Locale di almeno un dispositivo di lettura microchip ISO compatibile al fine di effettuare controlli di prevenzione così come previsto dalla Ordinanza del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del 06/08/08, art. 4 comma 3.
Al Sindaco, in base alla vigente normativa, spetta, attraverso i propri Organi, la vigilanza sulla osservanza delle leggi e delle norme relative alla protezione degli animali e alla difesa del patrimonio zootecnico, nonché l’attuazione delle disposizioni previste nel presente regolamento, anche mediante l’adozione di specifici provvedimenti applicativi.

Art. 4 - Tutela degli animali.
Il Comune riconosce validità etica e morale a tutte le forme di pensiero che si richiamano al rispetto ed ai diritti degli animali ed alla promozione di iniziative per la sopravvivenza delle loro specie.
Il Comune promuove e disciplina la tutela degli animali da affezione, condanna e persegue gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti ed il loro abbandono.
Il Comune si adopera altresì a diffondere e promuovere l’effettività delle garanzie giuridiche poste dalla normativa vigente a tutela degli animali.

Capitolo II – OGGETTO - DEFINIZIONI E AMBITO di APPLICAZIONE

Art. 5 – Oggetto del Regolamento
Il presente Regolamento ha lo scopo di tutelare il benessere degli animali nel rispetto delle loro esigenze biologiche ed etologiche, promuovendo politiche che favoriscano la diffusione di valori etici e culturali finalizzati allo sviluppo di una corretta interazione uomo-animale.

Art. 6 – Definizioni
La definizione generica di animale, quando non esattamente specificata, si applica a tutte le specie di vertebrati ed invertebrati, tenuti, sul territorio comunale, in qualsiasi modo e a qualsiasi titolo, anche in stato di libertà o semilibertà.

Art. 7 – Ambito di applicazione
Le norme di cui al presente regolamento, riguardano tutte le specie animali che si trovano o dimorano, stabilmente o temporaneamente, nel territorio del Comune di Ceglie Messapica.
Le norme previste dai successivi articoli 8, 9, 10, 11 e 12 (obblighi dei detentori di animali, maltrattamento di animali, Cattura, detenzione e commercio di fauna selvatica, Abbandono di animali, avvelenamenti e trappole) devono comunque considerarsi valide per qualsiasi animale, come definito al comma 1 del precedente art. 6.

Capitolo III - DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 8 - Obblighi dei detentori di animali
A tutti gli animali deve essere garantita con continuità la possibilità di soddisfare le proprie fondamentali esigenze relative alle caratteristiche anatomiche, fisiologiche e comportamentali.
Il detentore di un animale è responsabile della sua salute e del suo benessere, deve provvedere alla sua sistemazione e fornirgli adeguate cure e attenzioni, tenendo conto dei suoi bisogni fisiologici ed etologici, secondo l’età, il sesso, la specie e la razza
Gli animali, di proprietà o detenuti a qualsiasi titolo, dovranno essere fatti visitare da un medico veterinario ogni qualvolta il loro stato di salute lo renda necessario. E’ vietato detenere animali a qualsiasi titolo per chiunque sia stato condannato o abbia patteggiato pene per abbandono o maltrattamento di un animale ai sensi delle vigenti disposizioni di legge.
I proprietari, o detentori a qualsiasi titolo, di animali, dovranno accudirli e alimentarli secondo la specie alle quali appartengono
A tutti gli animali di proprietà, o tenuti a qualsiasi titolo, dovrà essere garantita costantemente la possibilità di soddisfare le proprie fondamentali esigenze, relative alle loro caratteristiche anatomiche, fisiologiche e comportamentali.
I proprietari e i detentori a qualsiasi titolo di un animale devono assicurare la regolare pulizia degli spazi di dimora dell’animale stesso.
Il Comune di Ceglie Messapica promuove ed incentiva annualmente campagne di sensibilizzazione per l’ apposizione del sistema identificativo (microchip) e l’iscrizione all’anagrafe canina, avvalendosi dei competenti Servizi veterinari della AUSL e dei veterinari libero professionisti.
Qualora in una civile abitazione vi sia la presenza di un numero di cani superiore a cinque oppure di gatti superiore a dieci (con esclusione di cuccioli lattanti per il periodo di tempo strettamente necessario all’allattamento e comunque mai superiore ai due mesi), per motivi di sanità, igiene e sicurezza pubblica, è obbligatoria l’autorizzazione del Sindaco su parere del Servizio Veterinario;

Art. 9 - Maltrattamento di animali.
È vietato uccidere intenzionalmente, danneggiare, percuotere e mettere in atto qualsiasi maltrattamento o comportamento lesivo nei confronti degli animali e che contrasti con le vigenti disposizioni fatte salve le normative vigenti in materia di attività venatorie.
È vietato tenere gli animali in spazi angusti e/o privi dell’acqua e del cibo necessario o sottoporli a rigori climatici tali da nuocere alla loro salute.
E’ vietato tenere cani o altri animali all’esterno sprovvisti di un idoneo riparo; la cuccia deve essere adeguata alle dimensioni dell’animale, deve avere il tetto impermeabilizzato, deve essere chiusa su tre lati, alzata dal suolo e non deve essere posizionata in luoghi soggetti a ristagni di acqua o esposti al sole, ovvero in ambienti che possano risultare nocivi per la salute dell’animale.
È vietato tenere animali in isolamento o in condizioni di impossibile controllo quotidiano del loro stato di salute o privarli dei necessari contatti sociali tipici della loro specie.
È vietato tenere animali isolati oppure segregati in contenitori inadeguati o scatole, anche se poste all’interno di appartamenti o di altri locali, anche commerciali, senza luce naturale ed adeguato ricambio d’aria.
E’ vietato tenere animali in terrazze o balconi permanentemente e senza idoneo riparo, isolarli in rimesse, cantine, box o cortili oppure segregarli in spazi comunque non compatibili con il loro benessere psico-fisico
E’ vietato separare i cuccioli di cani e gatti dalla madre prima dei 45 giorni di vita, se non per motivazioni certificate da un medico veterinario.
È vietato detenere animali in gabbia, se non nei casi di trasporto e di cure. Fanno inoltre eccezione uccelli e piccoli roditori la cui detenzione è permessa dalle leggi vigenti, nonché altri animali che, per le loro caratteristiche, possono comportare elementi di pericolosità.
È vietato addestrare animali ricorrendo a violenze, percosse o costrizione fisica. Gli addestratori di animali a qualsiasi titolo e finalità, devono dare documentata comunicazione della propria attività alla competente A.S.L.
E’ vietato l’addestramento inteso a esaltare l’aggressività dei cani per attività illegale.
E’ vietato utilizzare animali per attività in contrasto alla normativa vigente e in particolare a scopo di scommesse e combattimenti tra animali.
È vietata la vendita o l'esposizione di animali colorati artificialmente.
È vietato trasportare o detenere animali, per qualsiasi periodo di tempo, chiusi nei vani portabagagli degli autoveicoli.
È vietato trasportare animali in condizioni e con mezzi tali da procurare loro sofferenza, ferite o danni fisici, anche temporanei; gli appositi contenitori devono consentire la stazione eretta e la possibilità di sdraiarsi e girarsi.
È vietato condurre animali a guinzaglio tramite mezzi di locomozione in movimento;
E’ vietato contenere animali in luoghi chiusi esponendoli a suoni, rumori o musiche ad un volume tale da essere considerato nocivo
E’ vietato lasciare animali chiusi in qualsiasi autoveicolo e/o rimorchio o altro mezzo di contenzione al sole per periodi superiori a sessanta minuti anche se all’ombra e con i finestrini aperti.
E’ obbligatorio garantire agli animali l’alternanza naturale del giorno e della notte; è vietato detenere gli stessi permanentemente al buio o permanentemente a luce artificiale salvo parere scritto e motivato di un medico veterinario, il quale dovrà stabilirne la data d’inizio e fine del trattamento. In ogni caso si deve tenere in considerazione la peculiare esigenza biologica della specie
E’ vietato legare gatti alla catena o condurli con collare e guinzaglio, salvo l'uso della pettorina, lasciarli chiusi in gabbie per più di sei ore salvo motivata disposizione scritta del medico veterinario che ha l’obbligo di indicare la data d’inizio e fine del trattamento.
E’ vietato l’allacciamento a nodo scorsoio; è vietato l’uso di collari elettrici, di collari a punte o di collari a strangolo; è altresì vietato l’uso di museruole <stringi bocca>, salvo i casi certificati dal medico veterinario che ne attesta la necessità.
E’ vietato procedere a interventi chirurgici per facilitare la tenuta degli animali da compagnia, come la resezione dei denti e degli artigli, eccettuati gli interventi di asportazione della falange supplementare dei cani, gli interventi per prevenire la riproduzione e tutti gli interventi effettuati a scopo curativo certificati da un medico veterinario.
E’ vietato sottoporre i cani a interventi chirurgici destinati a modificare il loro aspetto esteriore o finalizzati ad altri scopi non curativi come:
il taglio delle orecchie;
il taglio della coda, fatta eccezione per i cani con apposita certificazione
la recisione delle corde vocali
E’ severamente vietato sollevare gli animali per la testa, per le orecchie, per le zampe o per la coda.
E’ vietato mantenere animali selvatici o esotici alla catena, detenuti legalmente, permanentemente legati al trespolo, o senza la possibilità di un rifugio; questo rifugio dovrà essere di grandezza adeguata e tale da contenere tutti gli animali stabulati nella gabbia; per gli animali solitari ve ne dovrà essere uno per soggetto.
E’ fatto obbligo ai detentori di animali esotici e selvatici detenuti in cattività di riprodurre, per quanto possibile, le condizioni climatiche e ambientali dei luoghi ove queste specie si trovino in natura, per evitare stress psico-fisico.
E’ vietato l’uso di macchine per il lavaggio o l’asciugatura di animali che non consentono all’animale una respirazione esterna alle macchine stesse.
E’ vietato collocare tagliole, lacci e reti e colle, finalizzate alla cattura di animali selvatici o domestici.
E’ vietato l’uso di animali vivi per alimentare altri animali, salvo i casi di necessità scientificamente comprovata e documentata
E’ vietato infierire sul corpo di un animale morto.
È vietato tenere animali in autoveicoli in sosta senza adeguato ricambio d’aria o con finestrini completamente chiusi. Per il periodo compreso fra il giorno 15 aprile ed il 15 ottobre è vietato tenere animali nelle automobili in sosta al sole.
È vietato abbandonare animali di qualsiasi specie sul territorio comunale.
E’ vietata ogni forma cruenta di marcatura degli animali adottata a scopo ludico o dimostrativo.
E’ vietato somministrare prodotti medicinali agli animali per influenzare le prestazioni nelle competizioni sportive.

Art. 10 - Cattura, detenzione e commercio di fauna selvatica.
E’ fatto divieto sul territorio comunale di molestare, catturare, detenere e commerciare le specie appartenenti alla fauna selvatica, fatto salvo quanto stabilito dalle leggi vigenti che disciplinano l’esercizio della protezione della fauna selvatica, della caccia, della pesca e delle normative sanitarie.

Art. 11 - Abbandono di animali.
E’ vietato abbandonare qualsiasi tipo di animale, sia domestico che selvatico, sia appartenente alla fauna autoctona o esotica, in qualunque parte del territorio comunale.
E’ fatta salva la liberazione in ambienti adatti di individui appartenenti alle specie di fauna autoctona provenienti da Centri di Recupero o Istituti scientifici autorizzati ai sensi delle leggi vigenti.
I proprietari di animali da affezione che non siano più in grado di detenere e accudire i propri animali per gravi e documentate esigenze quali gravi malattie, misure di sicurezza detentiva, ricovero in comunità o lungodegenza, in caso di cessione temporanea e/o definitiva dell’animale ne devono fare richiesta al competente Ufficio Comunale del Comune di Ceglie Messapica che, dopo adeguata valutazione, può dare consenso all’affido presso parenti del cedente o ricovero presso strutture convenzionate

Art. 12 – Avvelenamenti e trappole
E’ proibito a chiunque utilizzare in modo improprio, preparare, miscelare o abbandonare alimenti contaminati da sostanze velenose, tossiche o nocive, compresi vetri, plastiche, metalli e trappole in luoghi ai quali possano accedere animali ed esseri umani.
Le operazioni di derattizzazione e disinfestazione devono essere eseguite da personale competente e con modalità e precauzioni tali da non nuocere in alcun modo ad altre specie di animali diverse dai ratti e infestanti da controllare e con pubblicizzazione delle stesse tramite avvisi scritti da diffondere nelle zone interessate, con adeguato anticipo. I medici veterinari e chiunque venga a conoscenza di avvelenamenti o spargimento di sostanze velenose, lo segnala ai Servizi Veterinari della A.S.L. ed al Sindaco indicando quanto previsto dalla normativa vigente.
Il Sindaco determinerà proposte di tempi e modalità di sospensione delle attività svolte nell’area interessata e solleciterà la bonifica del terreno e/o luogo interessato dall’avvelenamento, che dovrà essere segnalato con apposita cartellonistica per il periodo ritenuto necessario.

Art. 13 - Accesso degli animali sui servizi di trasporto pubblico.
E’ consentito l’accesso degli animali domestici su tutti i mezzi di trasporto pubblico operanti nel Comune di Ceglie Messapica secondo le modalità e con i limiti di cui al presente articolo.
Per i cani sui mezzi di trasporto è obbligatorio l’uso del guinzaglio e della museruola, per i gatti è obbligatorio il trasportino.
Il proprietario, o detentore a qualsiasi titolo, che conduce animali sui mezzi di trasporto pubblico dovrà avere cura che gli stessi non sporchino o creino disturbo o danno alcuno agli altri passeggeri o alla vettura.
Non potranno essere trasportati sui mezzi di trasporto pubblico cani di grande taglia, con eccezione dei cani guida per non vedenti ed animali appartenenti a specie selvatiche ed esotiche, ad eccezione di quelli oggetto di primo soccorso.
Nel caso specifico del trasporto pubblico su taxi, i conducenti degli stessi hanno la facoltà, tramite preventiva comunicazione telefonica se prenotati, di rifiutare il trasporto di animali di grossa taglia, con eccezione dei cani guida per non vedenti;
Quelli di piccola taglia, quali ad esempio gatti e piccoli cani, sono sempre ammessi al trasporto.
Temporanei esoneri per le previsioni del presente articolo possono essere concessi all’obbligo della museruola per i cani con particolari condizioni anatomiche, fisiologiche o patologiche, su certificazione veterinaria che indichi il periodo di tale esenzione e che sarà esibita a richiesta degli organi di controllo. Tali cani sono sempre comunque condotti sotto la responsabilità del proprietario o del detentore che adotterà gli accorgimenti necessari.

Art. 14 - Divieto di esibire animali nella pratica dell’accattonaggio
E’ vietato esibire animali durante la pratica dell’accattonaggio.
I trasgressori, fatte salve le responsabilità penali, saranno puniti ai sensi della normativa vigente nonché del presente regolamento.
I cuccioli di età inferiore a tre mesi, rinvenuti nelle suddette circostanze, saranno posti sotto sequestro amministrativo dagli organi di vigilanza preposti e ricoverati presso strutture autorizzate allo scopo.

Art. 15 - Divieto di offrire animali in premio, vincita, oppure omaggio.
E’ fatto assoluto divieto su tutto il territorio comunale di offrire direttamente o indirettamente, con qualsiasi mezzo, animali, sia cuccioli che adulti, in premio o vincita di giochi oppure in omaggio a qualsiasi titolo nelle mostre, nelle manifestazioni itineranti, nelle sagre, nei luna park, nelle lotterie, nelle fiere, nei mercati, in qualsiasi tipo di gioco o pubblico intrattenimento.
Le manifestazioni pubbliche che coinvolgono animali devono essere autorizzate dal Comune dietro parere vincolante dei competenti Servizi Veterinari per garantire il benessere degli animali oggetto della manifestazione.

Art. 16 – Esposizione e vendita di animali negli esercizi commerciali
Gli animali in esposizione all’interno dell’esercizio commerciale dovranno essere detenuti in gabbie o recinti di dimensioni idonee a garantire il loro benessere ed il normale svolgimento delle attività etologiche tipiche della specie detenuta; dovranno avere sempre a disposizione acqua, cibo e lettiera; dovranno essere sempre riparati dal sole.
La detenzione degli animali negli esercizi commerciali, in possesso delle regolari autorizzazioni previste, deve avvenire, comunque, nel rispetto delle disposizioni stabilite dal presente regolamento, al fine di evitare situazioni di stress o di sovraffollamento.
E’ vietato effettuare vendite di animali a minori di anni 18.
Ai negozianti è fatto obbligo di tenere, costantemente aggiornato, un registro di carico e scarico degli animali.
Non sono consentite le attività commerciali, ambulanti ed occasionali, inerenti l’esposizione e/o la vendita diretta o indiretta di animali, fatta eccezione per le fiere di cui all’art. 19 del presente regolamento
Nei confronti dei soggetti che contravvengono alle disposizioni di cui al presente articolo, viene disposta la chiusura temporanea o la sospensione dell’attività, oltre all’applicazione della sanzione amministrativa di cui al presente regolamento.
E’ vietata l’esposizione di animali vivi negli esercizi commerciali non indicati per il commercio di animali (es. discoteche, centri commerciali, ristoranti ecc.), con esclusione di acquari o gabbie per uccelli sempre che vengano rispettate le norme a tutela del benessere animale

Art. 17 - Regolamentazione di esposizioni, spettacoli e intrattenimenti con l’utilizzo di animali.
E’ vietata su tutto il territorio qualsiasi forma di spettacolo o di intrattenimento pubblico o privato effettuato con o senza scopo di lucro che contempli, in maniera totale o parziale, l’utilizzo di animali, sia appartenenti a specie domestiche che selvatiche o esotiche, in occasione di fiere, mostre di animali, esposizioni, concorsi, sagre, manifestazioni itineranti, spettacoli in strada ad eccezione di quelle autorizzate, svolte in luoghi appositamente destinati e autorizzate a tali attività, purché non ledano la sicurezza e il benessere degli animali in esse impiegate, previa autorizzazione sindacale rilasciata sulla scorta del parere sanitario da parte del Servizio Veterinario dell’ Azienda ASL.
Per quanto concerne gli animali di cui al comma precedente, e’ consentito l’attendamento esclusivamente ai circhi nel rispetto delle disposizioni del presente Regolamento e dei requisiti prescritti dalla Commissione CITES, istituita presso il Ministero dell’Ambiente, con sua delibera del 10 maggio 2000,“Criteri per il mantenimento di animali nei circhi e nelle mostre viaggianti”, emessa in ottemperanza alle Leggi vigenti.
E’ vietato l’impiego di animali di qualsiasi specie come richiamo del pubblico per esercizi commerciali, mostre e circhi.
Nei confronti dei soggetti che contravvengono alle disposizioni di cui ai commi precedenti del presente articolo, nel caso si tratti di forme di spettacolo o di intrattenimento pubblico, viene disposta la sospensione immediata dell’attività oltre all’applicazione della sanzione amministrativa di cui al presente regolamento.

Art. 18 - Criteri per il mantenimento degli animali nei circhi
Fermo restando il rispetto di tutti i criteri generali stabiliti dalla Commissione Scientifica CITES per la detenzione degli animali nei circhi nonché le normative vigenti in materia, è fatto obbligo rispettare le norme sanitarie per la circolazione degli animali da circo tra gli Stati membri, previste dalla normativa vigente.
E’ vietato utilizzare negli spettacoli animali prelevati direttamente in natura, perché tale pratica contrasta con il benessere psicofisico degli animali stessi; il reperimento di nuovi esemplari deve, pertanto, avvalersi di soggetti riprodotti in cattività.
Gli animali dovranno essere detenuti in strutture che permettano agli stessi di potersi liberamente sottrarre alla vista del pubblico. Non possono essere esibiti al di fuori della struttura per la quale è stata rilasciata la idoneità.

Art. 19 – Fiera degli animali
Le attività legate ad esposizioni, fiere e mercati di animali da reddito sono disciplinate dal vigente Regolamento di Polizia Veterinaria.
Fermo restando tutte le normative vigenti, durante le fiere, a tutti gli animali esposti e per tutto il periodo di permanenza dovranno essere garantite condizioni di benessere e, quindi, cure, riparo, acqua e cibo a sufficienza.
E’ vietato detenere gli animali sui camion di trasporto durante lo svolgimento delle fiere

Art. 20 - Manifestazioni pubbliche con animali d’affezione
Ogni manifestazione pubblica con animali d’affezione dovrà essere regolarmente autorizzata nonché organizzata ed effettuata nel rispetto della normativa vigente e del presente regolamento.
I box, i recinti e comunque le strutture in cui vengono stabulati gli animali esposti devono essere di dimensioni idonee a garantire il benessere degli animali e il normale svolgimento delle attività comportamentali tipiche della specie detenuta. Non è permessa la detenzione promiscua di cani e gatti nel medesimo recinto o gabbia, né la detenzione di razze della stessa specie incompatibili tra di loro;
In particolare per i cani, durante il periodo di svolgimento dell’esposizione o fiera, andrà assicurata da parte degli organizzatori la regolare uscita giornaliera dai box onde consentire il necessario movimento.
Ogni animale dovrà disporre di adeguato quantitativo di acqua fresca e pulita da bere.
Le gabbie per i gatti dovranno essere munite di apposito contenitore per escrementi.
Ogni animale dovrà disporre di idoneo riparo onde potersi rifugiare.
Il pavimento di ogni box non deve essere a rete e deve essere costituito da materiali lavabili, tenuto in buone condizioni e privo di scheggiature od altre asperità che possano creare danneggiamento. Detto pavimento deve essere sollevato dal terreno di almeno 15 cm. ed essere costruito in modo da impedire la dispersione al suolo.
I recinti e le gabbie degli animali esposti devono essere isolati dai visitatori a mezzo di barriere protettive poste a distanza sufficiente da impedire che il visitatore possa toccare la gabbia o gli animali.
Durante i mesi invernali ed estivi e qualora il clima lo richieda, le strutture espositive devono essere riscaldate/ventilate in modo adeguato e proporzionale al numero degli animali.
E’ vietata l’emissione di musiche, suoni assordanti o luci violente o intermittenti a scopo di intrattenimento, onde evitare sovraeccitamento e stress degli animali esposti.
I cani, oggetto di esposizione, dovranno essere microchippati o muniti di identificativo e scortati dal previsto certificato (o libretto sanitario), al fine di comprovarne la provenienza e la proprietà.
Per motivi etologici e sanitari non possono essere esposti cani e gatti di età inferiore a 120 giorni; per le altre specie non possono essere esposti cuccioli in età di svezzamento, anche in presenza dei genitori.
Oltre al parere veterinario della ASL, l’organizzatore dovrà garantire la presenza di un veterinario libero professionista, che possa assicurare la perfetta cura e detenzione degli animali.
Inoltre:
nell’ambito della struttura organizzata, deve essere realizzato un reparto isolamento, dotato di gabbie e attrezzature, onde poter ricoverare gli animali che dovessero presentare sintomi di malattia;
è vietato introdurre nell’ambito della mostra animali di proprietà, non iscritti a catalogo;
è vietato ai visitatori alimentare gli animali in esposizione o arrecare loro molestie; è necessaria opportuna cartellonistica a riguardo, realizzata e posizionata a cura degli organizzatori;
l’eventuale decesso di qualsiasi animale dovrà essere tempestivamente segnalato al Servizio Veterinario della ASL; le spoglie animali dovranno essere smaltite in base alle vigenti normative.

Art. 21 – Smarrimento – Rinvenimento – Affido
In caso di smarrimento o di furto di un animale il proprietario o detentore ne dovrà fare tempestiva denuncia entro 24 ore dall’evento al Comune; copia di tale denuncia dovrà essere consegnata contestualmente al Servizio Veterinario AUSL .
Chiunque rinvenga animali randagi, vaganti o abbandonati è tenuto a comunicarlo senza ritardo al Comune; copia di tale denuncia verrà trasmessa al Servizio Veterinario ASL competente per territorio completa della destinazione dell’animale ritrovato.
In caso di rinvenimento di un animale il cittadino, per quanto possibile, può effettuare la messa in sicurezza dell’animale stesso. Il primo soccorso può essere svolto solo da personale del Servizio Veterinario dell’Azienda ASL o da questo incaricato.
Gli animali non possono essere dati in adozione, anche temporanea,né ceduti a qualsiasi titolo, a coloro che abbiano riportato condanna o abbiano patteggiato pene per abbandono, maltrattamento, combattimenti o uccisione di animali.

Art. 22 - Fuga, cattura, soppressione di animali
La fuga di un animale inserito nel registro di cui al comma 3 dell'art. 3 dell'Ordinanza del Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali del 03/03/09 vigente dal 24/03/09, dovrà essere immediatamente segnalata al Servizio Veterinario dell’ASL e al competente Ufficio di Polizia Locale. Qualora l’animale non possa essere catturato con i normali metodi di contenimento, l’A.S.L. o il competente Ufficio Comunale può richiedere l’intervento di personale specificatamente autorizzato alla detenzione ed all’utilizzo di strumenti di narcosi a distanza. In caso di grave minaccia per la pubblica incolumità si potrà procedere all’abbattimento dell’animale previamente narcotizzato.
La soppressione degli animali, detenuti in canili o di proprietà è consentita esclusivamente se gravemente malati e non più curabili o di comprovata pericolosità, con attestazione del Veterinario che la effettua con metodi eutanasici e con trasmissione del certificato di morte al Servizio Veterinario dell’A.S.L. specificante le cause che hanno portato alla decisione.

Art. 23 - Pet therapy
il Comune di Ceglie Messapica potrà predisporre iniziative e attività con la finalità di promuovere e agevolare il mantenimento del contatto delle persone con animali da compagnia di loro proprietà o altri animali comunque utilizzabili per la pet-therapy. In particolare tale terapia sarà favorita per disabili, anziani, bambini e persone con particolare condizione di disagio (ad esempio: carcerati, ospiti di comunità, ecc.) anche se residenti presso strutture residenziali, quali case di riposo e strutture protette, o ricoverati presso istituti di cura;
A condurre le attività dovranno essere persone che dimostrino di aver conseguito titolo di studio confacente allo scopo, o abbiano una comprovata esperienza nel settore.
La cura e la salute degli umani in queste attività non potrà essere conseguita a spese della salute e del benessere degli animali.
La scelta degli animali da adibire alla pet terapy dev’essere orientata verso specie e soggetti che, per caratteristiche fisiologiche e comportamentali, siano adatti agli obiettivi del progetto;
Gli animali coinvolti deveno essere sani, identificati e sottoposti regolarmente a controlli veterinari come previsto dalle normative vigenti per assicurarne costantemente il buono stato di salute;
I tempi di lavoro devono essere adeguati alle capacità degli animali;
Gli animali durante il lavoro dovranno essere accompagnati sempre da un istruttore/conduttore che abbia una documentata esperienza od abbia effettuato un periodo di formazione e tirocinio specifico.
Deve essere salvaguardato e mantenuto l’equilibrio psico-comportamentale dell’animale e la sua corretta relazione con l’uomo ed evitata l’esposizione a traumi fisici;
Gli animali che presentino sintomi o segni di malessere devono essere esclusi dal programma;
Durante i periodi di non attività agli animali deve essere garantito un trattamento adeguato alla specie che tenga conto dei loro bisogni fisiologici e comportamentali;

Art. 24 - Inumazione di animali
Oltre all’incenerimento negli appositi impianti autorizzati di animali deceduti è consentito al proprietario il sotterramento di animali da compagnia, previo consenso in terreni privati allo scopo e solo qualora sia stato escluso qualsiasi pericolo di malattie infettive ed infestive trasmissibili agli umani ed agli animali ai sensi del Regolamento vigente con attestazione del veterinario curante relativa alla causa di morte e condizioni della spoglia.

Capitolo IV – CANI

Art. 25 - Anagrafe del cane
Presso il Servizio Veterinario dell’Azienda USL è tenuta l’anagrafe canina alla quale il proprietario, il possessore o detentore a qualsiasi titolo, residente nel Comune di Ceglie Messapica od ivi dimorante deve iscrivere l’animale; l’iscrizione deve essere effettuata entro 24 ore dalla nascita o 15 gg. dal possesso; allo stesso ufficio deve essere denunciato lo smarrimento entro 24 ore o comunicato il decesso dell’animale. I proprietari sono inoltre tenuti entro 15 giorni dall’evento a comunicare al Servizio Veterinario della Azienda ASL, l’eventuale variazione di domicilio e recapito telefonico nel caso diversi da quelli comunicati all’atto dell’iscrizione, ed eventuale cambio di proprietà.
All’atto dell’iscrizione di cui al comma 1 il Servizio Veterinario rilascia il documento di iscrizione all’anagrafe canina al proprietario, al possessore o al detentore, che dovrà a sua volta esibirlo ad ogni richiesta degli organi preposti alla vigilanza.
La Polizia Locale svolge attività di vigilanza sulla regolare iscrizione dei cani all’anagrafe canina, anche controllando la presenza dell’identificativo elettronico a mezzo dell’apposito lettore come previsto dalle vigenti disposizioni di legge.

Art. 26 - Attività motoria e rapporti sociali
Chi detiene a qualsiasi titolo un cane dovrà provvedere a consentirgli, ogni giorno, l’opportuna attività motoria. I cani custoditi in appartamento, in box o recinto con spazio all’aperto devono poter effettuare regolari uscite giornaliere.
Il proprietario o detentore che accompagna il cane nelle uscite giornaliere nelle vie e in altri luoghi aperti frequentati dal pubblico deve essere in grado di poter tenere il cane al guinzaglio anche se stimolato e attratto da animali, persone, cose o momentanei eventi. E’ quindi fatto divieto ai bambini di condurre al guinzaglio cani di media-grande taglia.
Ove sia custodito almeno un cane in abitazioni con giardino è fatto obbligo al proprietario o al detentore di segnalarne la presenza con almeno un cartello ben visibile, collocato al limite esterno della proprietà in prossimità dell’ingresso.
E’ vietato detenere cani legati o a catena continuativamente. La catena deve avere una lunghezza minima di metri 5, oppure di metri 3 se fissata su di una cavo con libero scorrimento lungo almeno 5 metri posizionato ad almeno 50 centimetri da terra e munita di due moschettoni rotanti alle estremità.
Fatto salvo le varie ipotesi di reato, i cani a custodia di case, fabbricati o giardini prossimi all’abitativo dovranno, durante il periodo notturno, essere tenuti in modo da non arrecare disturbo alla quiete pubblica.

Art. 27 - Dimensioni dei recinti e dei box
Il recinti per cani devono essere strutture idonee dal punto di vista igienico sanitario e devono garantire un’adeguata contenzione dell’animale.
Per i cani di proprietà custoditi in recinto o box, la superficie di base non dovrà essere inferiore a metri quadrati 8 per ogni cane, con gli eventuali loro cuccioli in fase di allattamento fino all’età di 60 giorni; per i box o recinti con più cani si applicano multipli di 6 mq. per animale.
Un terzo della superficie deve essere coperto e pavimentato con pendenza tale da favorire il drenaggio.
E’ vietato tenere legati i cani all’interno del recinto o box.

Art. 28 – Collare, guinzaglio e museruola
E’ obbligatorio condurre il cane con guinzaglio o con museruola e ne è consentito l’accesso in tutti i luoghi pubblici o di uso pubblico, quali aree verdi, giardini, parchi e cimiteri, tranne ove sia espressamente vietato da apposita segnaletica; i cani inseriti nel registro di cui al comma 3 dell'art. 3 dell'Ordinanza del Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali del 03/03/09 vigente dal 24/03/09, devono essere condotti sia con guinzaglio che con museruola.
Nei luoghi aperti dove non sono presenti altre persone e nelle aree appositamente attrezzate i cani possono essere condotti senza guinzaglio e senza museruola sotto la responsabilità del proprietario e del detentore. I cani di indole aggressiva sono comunque condotti con collare, guinzaglio e museruola.
Per i cani condotti nelle zone di cui al comma 1 e 2 del presente articolo con l’obbligo di indossare il collare, il proprietario o detentore dovrà assicurarsi che la misura del collare sia adeguata al collo, nello specifico non provochi situazioni di dolore e non si sfili autonomamente.
I cani possono essere tenuti senza guinzaglio e senza museruola nei seguenti casi:
entro i limiti dei luoghi privati purché non aperti al pubblico e purché detti luoghi siano opportunamente recintati, in modo da non consentirne l’uscita sul luogo pubblico;
quando trattandosi di cani usati per la caccia o da pastore, sono utilizzati per lo scopo;
quando sono utilizzati dalle Forze dell’Ordine, dalle Forze Armate, per il salvataggio, in emergenza, per calamità naturali e quelli che partecipano a programmi di pet therapy.
Temporanei esoneri possono essere concessi all’obbligo della museruola per i cani con particolari condizioni anatomiche, fisiologiche o patologiche, su certificazione Veterinaria che indichi il periodo di tale esenzione e che sarà esibita a richiesta degli Organi di controllo. Tali cani sono comunque condotti sotto la responsabilità del proprietario o del detentore che adotterà gli accorgimenti necessari.

Art. 29 - Aree e percorsi destinati ai cani-Aree Vietate.
Nell’ambito di giardini, parchi ed altre aree a verde di uso pubblico, sono individuati, autorizzati e realizzati dall’Ufficio Comunale competente, ove possibile, spazi destinati ai cani, dotati anche delle opportune attrezzature, chiaramente segnalati mediante appositi cartelli e delimitazioni fisiche.
Negli spazi a loro destinati, i cani possono muoversi, correre e giocare liberamente, senza guinzaglio e museruola, sotto la responsabilità degli accompagnatori, senza determinare danni alle strutture presenti.
E’ fatto obbligo agli accompagnatori di tenere pulita l’area pubblica e quindi raccogliere le deiezioni dei propri cani.

Art. 30 - Accesso negli esercizi pubblici (bar, ristoranti e simili).
I cani accompagnati dal proprietario o detentore a qualsiasi titolo, hanno libero accesso, nei modi consentiti dal comma 2 del presente articolo, a tutti gli esercizi pubblici situati nel territorio del Comune di Ceglie Messapica.
I proprietari, o detentori a qualsiasi titolo, che conducono gli animali negli esercizi pubblici, dovranno farlo usando sia guinzaglio che museruola, avendo inoltre cura che non sporchino e che non creino disturbo o danno alcuno; temporanei esoneri possono essere concessi all’obbligo della museruola per i cani con particolari condizioni anatomiche, fisiologiche o patologiche, su certificazione veterinaria che indichi il periodo di tale esenzione e che sarà esibita a richiesta degli organi di controllo; tali cani sono comunque condotti sotto la responsabilità del proprietario o del detentore che adotterà gli accorgimenti necessari.
Viene concessa la facoltà di non ammettere gli animali al proprio interno a quegli esercizi che espongono il divieto di ingresso agli animali in modo tale da informare il pubblico; tali esercizi sono tenuti a comunicare il proprio divieto al competente Ufficio Comunale.

Art. 31 – Cane libero accudito o collettivo
Quale strumento alternativo per la lotta al fenomeno del randagismo e per evitare la reclusione a vita nei canili, ai sensi della LR 12/95 che prevede la figura del cane collettivo, il Comune di Ceglie Messpica riconosce e promuove la figura del cane libero accudito.
Il cane collettivo è quel cane che vive libero in un quartiere dove gruppi di persone, coordinate da un tutore responsabile, provvedono a fornirgli mantenimento, assistenza e quanto altro necessario al suo benessere.
Chiunque si adoperi per il sostentamento del cane è obbligato a rispettare le norme per l’igiene del suolo pubblico e del decoro urbano, evitando la dispersione di alimenti e provvedendo alla pulizia della zona quotidianamente.
E’ vietato a chiunque ostacolare o impedire l’attività di gestione di un cane collettivo, danneggiando o asportando gli oggetti necessari per la sua cura, alimentazione e riparo ( ciotole, cuccia, ecc…).
Il cane collettivo deve essere sterilizzato gratuitamente a cura del Servizio Veterinario della ASL competente per territorio o da liberi professionisti autorizzati e/o convenzionati, e iscritto all’anagrafe canina a nome del tutore responsabile.
Il cane di quartiere educato deve essere vaccinato, sverminato periodicamente, munito di microchip, iscritto all’anagrafe canina a nome dell’associazione animalista di riferimento o del privato cittadino o del competente Ufficio Comunale, munito di polizza assicurativa e portare una medaglietta ben visibile dove devono essere indicati chiaramente la dicitura “cane collettivo del Comune di Ceglie Messapica”, e recapito telefonico del privato cittadino che abitualmente si prende cura dell’animale.

Art. 32 – Obbligo di raccolta degli escrementi
I proprietari o detentori a qualsiasi titolo dei cani, hanno l’obbligo di raccogliere gli escrementi prodotti dagli stessi sul suolo pubblico, in modo da mantenere pulita la città e preservare lo stato di igiene e decoro dei luoghi.
E’ pertanto vietato abbandonare gli escrementi depositati dai cani su marciapiedi, strade, aree pedonali, aree verdi, parchi, giardini, zone attrezzate per i bambini ed aree pubbliche o di uso pubblico in genere.
E’ fatto obbligo ai proprietari o ai conduttori dei cani di:
munirsi di palette e idonei sacchetti biodegradabili per la raccolta degli escrementi depositati dagli animali negli spazi sopra elencati;
provvedere alla completa pulizia e all’immediata rimozione degli escrementi dei cani mediante la suddetta attrezzatura;
riporre i sacchetti utilizzati, ben chiusi, negli appositi contenitori per la raccolta differenziata della frazione umida (rifiuti organici);
esibire, a richiesta del personale incaricato dell’esecuzione del presente regolamento, l’attrezzatura indicata per la raccolta degli escrementi dei cani.
L’obbligo di cui al presente articolo sussiste per qualsiasi area pubblica o di uso pubblico in genere, comprese le aree di sguinzagliamento per cani.
Dall’osservanza del presente articolo sono esentati i non vedenti che utilizzano cani da accompagnamento appositamente addestrati e particolari categorie di portatori di handicap impossibilitati alla effettuazione della raccolta delle feci e le Forze Armate, di Polizia, di Protezione Civile, dei Vigili del fuoco che utilizzano i cani per servizio.

Art. 33 – Definizione dell’aggressività dei cani.
Si definisce cane impegnativo, quell’animale che richiede una valutazione comportamentale dai servizi veterinari, per la corretta gestione ai fini dell’incolumità pubblica.( vedi Ordinanza del Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali del 03/03/2009 esecutiva dal 24/03/2009).

Art. 34 – Tutela dall’aggressività dei cani.
Chiunque possiede o detiene cani con indole aggressiva è obbligato a vigilare sugli stessi con particolare attenzione, evitando ogni possibile contatto con persone e deve stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi causati dal proprio cane.
Il Comune di Ceglie Messapica potrà promuovere iniziative volte al miglioramento del rapporto uomo-cane, con specifici corsi rivolti soprattutto ai cani potenzialmente pericolosi e ai loro proprietari e/o detentori, organizzati di concerto con i veterinari della A.S.L. e l'ordine professionale.

Art. 35 – Obblighi per la detenzione di cani a rischio di aggressività
In base a quanto previsto dalle norme specifiche in materia di cani pericolosi, è vietato acquistare, possedere o detenere cani rientranti nell’elenco delle razze a rischio di maggiore aggressività (in riferimento alla specifica normativa in materia di “cani pericolosi”):
ai delinquenti abituali o per tendenza;
a chi è sottoposto a misure di prevenzione o di sicurezza personale;
a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni;
a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per i reati di cui agli artt. 727, 544-ter, 544-quater, 544-quinques del codice penale e, per quelli previsti dall’art. 2 della legge 20.07.04, n. 189;
ai minori di 18 anni e agli interdetti o inabilitati per infermità.
Chiunque possegga o detenga cani di cui all’art. 1, comma 1, lettera b) dell’Ordinanza Ministeriale 12.12.06, ha l’obbligo di vigilare con particolare attenzione sulla detenzione degli stessi al fine di evitare ogni possibile aggressione a persone e deve stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi causati dal proprio cane.

Art. 36 - Centri di addestramento - educazione comportamentale.
Il responsabile del centro di addestramento – educazione per cani ha l’obbligo di: a) non utilizzare metodi coercitivi; b) non eseguire addestramenti intesi ad esaltare l’aggressività dei cani per attività illegali; c) non effettuare operazioni di selezione o di incrocio tra razze di cani con lo scopo di svilupparne l’aggressività; d) rispettare le disposizioni della normativa vigente e del presente regolamento.
Tutti i cani che hanno accesso al centro di addestramento devono essere iscritti all’Anagrafe Canina.

Art. 37 – Adozioni e sterilizzazioni.
Gli affidi temporanei e le adozioni di cani possono essere effettuati esclusivamente presso le strutture di ricovero comunali o convenzionate con il Comune di Ceglie Messapica, con modulistica disposta dal Servizio Veterinario della ASL.
La pratica della sterilizzazione di cani e gatti, deve essere intesa per gli animali di entrambi i sessi e deve essere incentivata dall’Amministrazione Comunale in ogni forma, attraverso i competenti Servizi veterinari della A.S.L. o con il ricorso ad appositi piani finanziati dall'Amministrazione e concertati con l'Ordine professionale.
I cani accalappiati sul territorio comunale dovranno essere sterilizzati prima di ogni affido, adozione o trasferimento.

Art. 38 – Obblighi e Divieti per i proprietari/detentori.
E’ vietato detenere cani legati a catena se non in casi di effettiva e particolare necessità e secondo quanto stabilito dal successivo comma 2.
Se indispensabile, ma non per un tempo superiore alle otto ore giornaliere, l’uso della catena, deve comunque essere assicurato all’animale il libero movimento con possibilità di raggiungere comodamente i contenitori dell’acqua, del cibo ed il riparo. La catena, munita di due moschettoni rotanti all’estremità, dovrà essere agganciata con un gancio scorrevole ad un cavo aereo posto ad altezza di almeno due metri da terra e la cui lunghezza sia di almeno cinque metri. La lunghezza della catena non dovrà essere inferiore a cinque metri o maggiore in relazione allo spazio disponibile e tenuto conto del benessere animale. E’ comunque vietato l’uso del collare a strozzo.
E’ vietato l’addestramento inteso ad esaltare l’aggressività, il rischio di maggiore aggressività, nonché qualsiasi operazione di selezione o di incrocio tra razze, allo scopo di svilupparne l’aggressività.
E’ vietato trasportare animali in condizioni e con mezzi tali da procurare loro sofferenza, ferite o danni fisici.
Il conducente di autoveicolo che trasporti cani, oltre al divieto di cui all’art. 8, comma 30, del presente regolamento, deve fare riferimento alla normativa vigente in materia e deve assicurare:
l’aerazione del veicolo;
la somministrazione di acqua e cibo e una periodica pausa di deambulazione in caso di viaggi prolungati;
la protezione da condizioni eccessive di calore o di freddo per periodi di tempo tali da compromettere il benessere e/o il sistema fisiologico dell’animale.
E’ vietato sopprimere animali d’affezione in modo non eutanasico e senza preventiva anestesia. Tale intervento deve essere effettuato esclusivamente da un medico veterinario, ed esclusivamente per motivazioni sanitarie.

Capitolo V - GATTI

Art. 39 - Definizione dei termini usati nel presente titolo.
Per “gatto libero” si intende un animale che vive in libertà, di solito insieme ad altri gatti.
Per “colonia felina” si intende un gruppo di gatti, nel minimo di tre, che vivono in libertà e frequentano abitualmente lo stesso luogo.
La persona che si occupa della cura e del sostentamento delle colonie di gatti che vivono in libertà è denominata “gattaro” o “gattara”.
Per “habitat” di colonia felina si intende qualsiasi territorio o porzione di esso, pubblico o privato, urbano e no, edificato e no, nel quale vive stabilmente una colonia di gatti liberi, indipendentemente dal numero di soggetti che la compongono e dal fatto che sia o meno accudita dai cittadini.

Art. 40 – Tutela dei gatti liberi
1. La Regione, promuove la tutela dei gatti che vivono in stato di libertà; è vietato maltrattarli e spostarli dal loro habitat.

Art. 41 – Cura delle colonie feline
Il Comune apprezza l’attività benemerita di enti, associazioni zoofile o gruppi di persone che hanno in gestione le colonie di gatti che vivono in stato di libertà e che si adoperano per la loro cura ed il loro sostentamento.
Il Comune apprezza altresì l’attività benemerita del cittadino che, anche in maniera episodica, provvede alla cura e al sostentamento delle colonie feline.
Al/la gattaro/a deve essere permesso l’accesso, al fine dell’alimentazione e della cura dei gatti, a qualsiasi area di proprietà pubblica dell’intero territorio comunale.
L’accesso dei gattari a zone di proprietà privata è subordinato al consenso del proprietario; in casi di comprovati motivi relativi alla salute e tutela di gatti liberi, residenti in aree private, e nell’impossibilità di accedervi, i gattari/e sottopongono e demandano alle autorità competenti le problematiche individuate.
I gattari sono obbligati a rispettare le norme per l’igiene del suolo pubblico e del decoro urbano, evitando la dispersione di alimenti e provvedendo alla pulizia della zona dove i gatti sono alimentati dopo ogni pasto ed asportando ogni contenitore utilizzato. Al fine di rendere più agevole la pulizia dei luoghi ma soprattutto al fine di tutelare il benessere degli animali e la sanità pubblica, l’alimento somministrato deve essere rappresentato preferibilmente da mangime secco.
I gatti che vivono in libertà possono essere catturati dal Servizio Veterinario della ASL competente per territorio, per la loro cura e sterilizzazione.

Art. 42 - Colonie feline e gatti liberi
Le colonie feline sono tutelate dal Comune di Ceglie Messapica, che, nel caso di episodi di maltrattamento, si riserva la facoltà di procedere a costituzione di parte civile nei confronti dei responsabili, secondo quanto disposto dalla normativa vigente.
Le colonie feline non possono essere spostate dal luogo dove abitualmente risiedono; eventuali trasferimenti potranno essere effettuati esclusivamente per comprovate e documentate esigenze ambientali, o sanitarie riguardanti persone, o gli stessi animali.
E’ vietato a chiunque ostacolare o impedire l’attività di gestione di una colonia felina o di gatti liberi, asportare o danneggiare gli oggetti utilizzati per la loro alimentazione, riparo e cura (ciotole, ripari, cucce ecc.).

Art. 43 – Detenzione dei gatti di proprietà
E’ fatto assoluto divieto di tenere i gatti, anche per breve tempo, in terrazze o balconi senza possibilità di accesso all’interno dell’abitazione, ovvero in rimesse o cantine.
E’ vietato, sia all’interno che all’esterno dell’abitazione, segregare i gatti in trasportini e/o contenitori di vario genere nonché tenerli legati o in condizioni di sofferenza e maltrattamento.
Al fine di evitare e contenere l’incremento della popolazione felina, sarebbe opportuno che i proprietari e/o detentori di gatti che hanno la possibilità di uscire dall’abitazione e di vagare, quindi, liberamente sul territorio provvedano alla loro sterilizzazione.

Capitolo VI – VOLATILI

Art. 44 – Detenzione e tutela dei volatili
Le gabbie per la detenzione dei volatili non potranno essere esposte a condizioni climatiche sfavorevoli e i contenitori dell’acqua e del cibo all’interno della gabbia dovranno essere sempre riforniti.
Non possono essere tenuti in gabbia i volatili nati liberi fermo restando quanto previsto dalle norme speciali.
E’ vietato tenere volatili legati al trespolo.
E’ obbligatorio posizionare sulle voliere e sulle gabbie mantenute all’aperto una tettoia, che copra almeno la metà della parte superiore.
E’ vietato danneggiare o distruggere i nidi di uccelli selvatici nel periodo riproduttivo effettuando potature di siepi ed alberi.

Art. 45 - Dimensioni delle gabbie
Al fine di garantire l’esercizio delle funzioni motorie connesse alle caratteristiche eco - comportamentali delle singole specie di volatili, devono essere garantite dimensioni idonee per le gabbie che detengono uccelli.
Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano nei casi inerenti viaggi a seguito del proprietario, o il trasporto e/o il ricovero per esigenze sanitarie.

Art. 46 – Contenimento numerico dei colombi urbani
Per la tutela dell’igiene e della salute pubblica, è necessario contenere il numero di colombi presenti in città. E’, pertanto, vietato:
somministrare cibo ai colombi, sia nelle aree pubbliche che in quelle private della città;
abbandonare alimenti o rifiuti al di fuori degli spazi previsti.
Istituire presidi che permettano la nidificazione e la sosta dei volatili

Capitolo VII - ANIMALI ACQUATICI

Art. 47 - Dimensioni e caratteristiche degli acquari
Il volume dell’acquario dovrà essere rapportato alla lunghezza e al numero degli animali ospitati, al fine di garantire il benessere della specie.
In ogni acquario devono essere garantiti il ricambio, la depurazione e l’ossigenazione dell’acqua, le cui caratteristiche chimico-fisiche e di temperatura devono essere conformi alle esigenze fisiologiche delle specie ospitate.

Capitolo VIII – RODITORI LAGOMORFI E MUSTELIDI

Art. 48 – Modalità di detenzione e misure delle gabbie
I materiali delle gabbie devono essere atossici e resistenti; le gabbie non devono essere dotate di spigoli o superfici che possano provocare danni all’animale stesso; non devono assolutamente essere usate le gabbie col fondo a griglia. Il fondo deve essere coperto da uno strato di materiale morbido, assorbente e atossico.
E’ vietato detenere gli animali in ambiente umido e/o sprovvisto di luce solare. Sono da evitare le gabbie chiuse su tutti i lati da pareti di plastica o vetro. Le gabbie devono avere lunghezza pari almeno a quattro volte la lunghezza dell’animale, con altezza tale da permettere allo stesso la stazione eretta e in ogni caso adeguata alla necessità di movimento dell’animale stesso.

Capitolo IX - CAVALLI

Art. 49 - Principi distintivi
Il cavallo destinato alla trazione di vetture pubbliche, alle corse ed all’attività ippica in genere non è ritenuto un mero strumento di trazione o di attività sportiva, ma in quanto essere vivente va trattato con rispetto e dignità e deve essere tutelato il suo benessere sia durante le ore di lavoro che in quelle di riposo.
Gli equini che vivono all’aperto, con esclusione di quelli che vivono allo stato brado, devono disporre di una struttura coperta, chiusa almeno su tre lati, atta a ripararli, devono avere sempre a disposizione dell’acqua rinnovata continuamente devono essere nutriti in modo adeguato.
E’ fatto assoluto divieto di tenere equini sempre legati in posta. I ricoveri dovranno essere di misura minima di tre metri per tre metri, e comunque gli animali devono avere la possibilità di idoneo periodo di sgambamento giornaliero;
Gli equini non dovranno essere sottoposti a sforzi o a pesi eccessivi e/o incompatibili con le loro caratteristiche etologiche, e non dovranno essere montati o sottoposti a fatiche cavalli anziani o malati;
Gli equini adibiti ad attività sportive o da diporto nei maneggi devono essere sempre dissellati quando non lavorano;

Capitolo X – ANIMALI ESOTICI

Art. 50 - Tutela degli animali esotici
per animali esotici si intendono le specie di mammiferi, uccelli, rettili e anfibi facenti parte della fauna selvatica esotica, viventi stabilmente o temporaneamente in stato di naturale libertà nei territori dei paesi di origine e dei quali non esistono popolazioni stabilizzate in ambiente naturale sul territorio nazionale.
L’autorizzazione alla detenzione è nominativa ed è rilasciata esclusivamente al legittimo possessore dell’ animale.
Chi commercia animali esotici appartenenti a specie minacciate di estinzione è tenuto a dimostrare, a richiesta, la legittima provenienza, ai sensi della legge 19 dicembre 1975, n. 874 e successive modifiche ed integrazioni.
La detenzione degli animali esotici, presuppone una continua sorveglianza da parte dei proprietari affinché non si verifichino episodi di mancata custodia con relativa fuga degli animali che, oltre a nuocere al bene degli stessi, come ad esempio per il cambiamento di ambiente improvviso in un clima non favorevole, possa determinare una situazione in cui debba intervenire personale specializzato per la cattura degli stessi; in questo caso le spese relative alla cattura dell’animale, alla temporanea detenzione nonché gli atti conseguenti alla mancata custodia sono a carico dei possessori, in conformità a quanto previsto dalla normativa vigente in materia di detenzione di animali esotici.

Capitolo XI – DISPOSIZIONI FINALI

Art. 51 – Sanzioni
Chiunque commette una violazione del presente regolamento, la cui sanzione sia stata già prevista da altra norma di legge o ordinanza sindacale, sarà punito ai sensi della stessa.
Chiunque commette una violazione del presente regolamento, che non sia già punita da altra norma di legge o ordinanza sindacale, è soggetto, fatte salve le responsabilità penali, al pagamento di una somma da € 100,00 a € 600,00, a titolo di sanzione amministrativa pecuniaria. La sanzione sarà proporzionata anche al numero di animali coinvolti nelle violazioni.
Ai sensi della Legge 24/11/1981 n° 689 e fatte salve in ogni caso le eventuali responsabilità penali in materia, si procede, altresì, al sequestro e alla confisca dei mezzi utilizzati per commettere la violazione, nonché, ove prescritto o comunque ritenuto necessario, dell’animale che ne è stato oggetto. Il sequestro e la confisca sono effettuati secondo le procedure disposte dal D.P.R. 29 luglio 1982, n. 571, con oneri e spese a carico del trasgressore e, se individuato, del proprietario. Dopo la confisca, l’animale viene affidato in custodia a una apposita struttura di accoglienza, per essere consegnato in proprietà a chiunque ne faccia richiesta e garantisca il benessere dell’animale.
La violazione compiuta nell’esercizio di un’attività di allevamento, trasporto, addestramento e simili, o comunque commerciale, subordinata al rilascio di un’autorizzazione, licenza o altro atto di consenso comunque denominato, comporta l’obbligo di sospensione dell’attività, fino a che non venga rimossa l’inadempienza.
La vigilanza sull’osservazione del presente regolamento è affidata al Comando di Polizia Municipale, alle altre Forze di Polizia, Servizi Veterinari della ASL, Guardie zoofile volontarie a titolo gratuito e nominate ai sensi dell’art. 6 della Legge 189/2004.
Le Associazioni animaliste e zoofile possono collaborare alla vigilanza sulle problematiche connesse alle varie specie animali presenti sul territorio comunale e all’applicazione del presente regolamento.

Art. 52 - Incompatibilità ed abrogazione di norme
Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento decadono tutte le norme con esso incompatibili eventualmente contenute in altre disposizioni comunali.

Art. 53 – Integrazioni e modificazioni
Il presente regolamento potrà essere successivamente modificato o integrato al fine di uniformarlo a eventuali future normative comunali, regionali e nazionali in tema di tutela e benessere degli animali d’affezione.

Art. 54 – Pubblicità e campagna informativa
Il Sindaco al fine di assicurare la conoscenza del presente Regolamento, provvederà alla diffusione di campagna informativa al cittadino.